"Scusa se ti ho fatto arrabbiare"
Primo post
Buongiorno a tutti e buon lunedì,
ho iniziato da un mese il percorso qui su "La Tela" e non credo di aver compreso completamente il concetto "restituisci il senso di colpa al proprietario" e "ognuno è responsabile delle proprie emozioni".
Nonostante Carlotta li abbia spiegati più volte, chiedo scusa ma, proprio non riesco ad afferrarli.
Per esempio, le emozioni che prova mia figlia non sono "causate" da alcuni miei comportamenti? Non sono la risposta ad azioni e situazioni che la coinvolgono? Non è tutto concatenato?
Chiedo questo chiarimento perché ultimamente mia figlia (di 5 anni) ha iniziato a dirmi "scusa se ti ho fatto arrabbiare" e, nella mia testa, è una frase che "stona" ma non riesco a trovare le parole per spiegarlo a mia figlia.
Ho la sensazione che se capissi appieno i concetti indicati sopra allora saprei come rispondere.
Grazie per l'aiuto e vi auguro una buona giornata.
Team La Tela
Ciao
Daniela
! Sono venuta a ricercare questa conversazione, perché proprio l'altro giorno è successa una cosa relazionata a questo concetto e, prima di dimenticarmela come spesso succede, ne lascio traccia qui.
Mio figlio mi ha detto: «Mi dispiace che quello che ti ho detto ti abbia resa triste». E io gli risposto: «Grazie, Oliver. Mi ha resa triste, è vero, ma quella tristezza è mia, non è tua. E sono felice che tu me l'abbia detto! A volte dire la verità può causare emozioni inaspettate in un'altra persona, ma per me dire la verità con gentilezza è ciò che più conta, specialmente con le persone di cui ci fidiamo. Non smettere mai di dirmi la verità. Quella tristezza è mia e la gestisco io: non prendertene carico».
L'ho trovato molto bello, anche perché mi ha confermato ancora una volta che quando insegniamo a non prendersi carico delle emozioni altrui non significa che loro non imparano l'empatia. Che ne pensi? Ti è più chiaro questo concetto, a distanza di tempo?
Team La Tela
Questo è un concetto davvero difficile, Daniela. Certo, le emozioni che provi a volte sono causate dai comportamenti altrui, ed è giusto che sia così: tu mi urli, io provo un'emozione (tristezza, rabbia). Come reagisco a quell'emozione, però, è una mia scelta (e solo mia): io posso lasciare che quella emozione detti il mio umore e mi «faccia arrabbiare» (mi sono presa carico della tua rabbia) oppure posso decidere che la tua rabbia non è mia responsabilità, dirti «mi hai trattata male» e lasciare andare (che è quello che insegno ai miei figli: la mia rabbia non è tua responsabilità, sono io che non so gestire le mie emozioni. Ci risulta difficile perché siamo cresciuti con genitori che, invece, buttavano addosso a noi le loro emozioni (se fai così, la mamma è triste).
Ecco perché, quando mi scappa «mi avete proprio fatto arrabbiare» dico ai miei figli: «No, non mi avete fatta arrabbiare voi, sono io che mi arrabbio perché non so come altro gestire [inserisci emozione: delusione, frustrazione…]». Per questo è utile entrare nella granularità emotiva e provare a identificare la vera emozione (spesso riconduciamo tutto a rabbia, ma non è così).
Il concetto è: io sono responsabile delle mie emozioni e dei miei comportamenti, tu delle tue emozioni e dei tuoi comportamenti. Possiamo scegliere solo «come» siamo noi, non «come» sono gli altri. E una cosa non esclude l'altra: siamo capaci di empatia e quindi proviamo emozioni di riflesso a comportamenti altrui, e allo stesso tempo possiamo non prenderci carico di quelle emozioni e «restituirle al proprietario».
Spero sia un po' più chiaro. Sul senso di colpa il concetto è simile, ma si aprirebbe un altro capitolo: potrei fare una lezione nuova sul percorso e me lo segno per parlarne anche alla prossima diretta.
Insegnante
Ciao. Non so se riesco a risponderti come vorresti, ma ci provo. La maggior parte delle nostre reazioni ai comportamenti altrui, sono filtrate e determinate dal nostro background. Un esempio personale: un paio di anni fa, ero in burn out. Ho iscritto la figlia di 20 mesi al nido, per poter respirare, riprendere in mano la mia vita, rimettere insieme alcuni pezzi di me stessa. Qualcuno ha commentato che era uno spreco di denaro tenere una bambina al nido privato, intanto che io ero a casa, disoccupata; qualcuno ha fatto allusioni che mi volessi liberare della bambina, passare le mie giornate a fare la comodona a casa. Conclusione: non ero una brava madre. Ho rispedito al mittente il senso di colpa, dicendo a me stessa che non ero sbagliata, menefreghista ed egoista, ma una madre che aveva bisogno di prendersi cura di se stessa oggi, per poter avere la forza e l’energia per essere una persona migliore l’indomani. A tal proposito, leggi “ Mamma brocca”. Altro esempio: un genitore deve fare un’importante chiamata e lascia i bambini 30 minuti da soli in una stanza. Al ritorno dai figli, il genitore può arrabbiarsi perché ci sono mille giochi sparsi e i cuscini del divano a terra, oppure essere grato perché essi hanno giocato in tranquillità e consentito la telefonata, o ancora può buttarsi nella mischia con i giochi e fare il “ bambino” dopo mezz’ora di serietà e compostezza della telefonata. La situazione che trova è la medesima, ma la sua reazione e le emozioni provate, sono diverse. Ecco come interpreto “ sei tu il responsabile delle tue emozioni “. Nello specifico della tua bambina, tu sei responsabile di come reagisci alle azioni e ai comportamenti di lei. Se la tua bambina dice “ scusa se ti ho fatto arrabbiare” è perché è abbastanza grande per comprendere che taluni suoi comportamenti sono seguiti dalla tua arrabbiatura. Unico consiglio che posso darti è di specificare con lei che tu non sei arrabbiata o biasimi lei come persona, ma il comportamento. Tu non approvi il comportamento, ma tu la ami e la rispetti aldilà di tutto, perché lei è degna di amore e affetto, sempre, oltre la marachella. Non so se sono stata chiara. Chiedi pure un chiarimento.
Grazie Martina, il tuo esempio sul genitore al telefono mi ha chiarito maggiormente i dubbi che avevo in testa e ti ringrazio anche per aver condiviso con me un tuo momento di crisi e fragilità.
Accolgo volentieri il tuo consiglio sulla lettura del libro "Mammabbrocca", ho letto la trama e mi ispira.
Ti auguro una buona giornata.