Preferiti dei bambini

Competizione tra bambini

20 dicembre 2023
1 risposta
Valentina cerca un consiglio:

Primo post

Ciao a tutti!
Vorrei condividere con voi un aspetto del carattere di mio figlio (5anni) con cui faccio fatica.
È un bambino molto curioso, molto tenace, prova a fare qualcosa e se non ci riesce ci prova e riprova finché, la maggior parte delle volte, ci riesce.
Ha uno spirito scientifico molto sviluppato, adora studiare causa effetto di ciò che lo circonda e la sua mente è quasi sempre impegnata a ragionare su ciò che lo circonda. 
Un altro aspetto è la sua competitività.
Lui compete con tutto ciò che lo circonda (con droni che volano e cerca di arrivare prima, fa competere le formiche del giardino, compete con i suoi amici su corsa, giochi, ..)
E compete con sua sorella (7 anni) che però avendo un temperamento molto tranquillo, maturo, giudizioso lo lascia sempre vincere senza nemmeno provarci. Lui vuole scegliere per lei i giochi, che sedia usare per la cena, vuole arrivare primo in bagno/a tavola/in cucina.lei lo lascia fare ma temo che così non sperimenti lo scegliere/l'avete preferenze di cosa fare.
Lui con gli altri riesce ad "accettare" le sconfitte ma quando è a casa fa davvero fatica. Davvero mi passa la voglia a fare giochi di società perché sebbene lo prepari prima ad una eventuale perdita poi non riesce ad accettarla e i giochi finiscono male.
Sono due gli aspetti su cui vorrei confrontarmi a questo punto;
- come posso aiutarlo ad accettare le sconfitte
- come posso comunicare a mia figlia di fare capire a lui che a lei non va sempre bene che lui scelga (pensiero di lei che mi ha detto in qualche dialogo a due).
Grazie per la condivisione!

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Rosalba    22 dic 2023

Team La Tela

Ciao Valentina 😊

La competitività intesa nel senso di non accettare la sconfitta nei giochi è un tratto abbastanza caratteristico a questa età (poi certo, c'è chi lo ha più marcato, chi meno), però non mi preoccuperei più di tanto per questo, anche perché scrivi che quando è con altri riesce ad accettare la sconfitta, mentre con voi in casa no. 
Probabilmente è così perché con voi si sente più tranquillo di poter mostrare le sue reali emozioni (un po' come la classica situazione del bambino che si comporta 《bene》con i nonni o la tata, poi arriva la mamma e si disregola).

A quel punto mi limiterei ad accogliere la sua frustrazione, e continuerei come già fai a spiegare che non sempre si può vincere.
Piano piano lo interiorizzerà, ed inoltre crescendo acquisirà sempre più strumenti per tollerare meglio questa frustrazione.

Mi viene anche da dire che purtroppo spesso la competitività è incoraggiata molto a scuola, nel sistema scolastico tradizionale, ma non so se sia questo il caso per il tuo bimbo.

Per quanto riguarda invece il rapporto con la sorella maggiore, confesso che la tua descrizione mi ha regalato un bel déjà-vu 😅: questa cosa succedeva spesso anche nel rapporto tra i miei due bimbi, perché il maggiore ha un'indole più pacata e accondiscendente, mentre la seconda ha un caratterino spiccato che tende a prendere il sopravvento. Così a volte capitava che il grande, pur di non arrivare allo scontro, facesse un passo indietro e la "desse vinta" alla sorella.

Di solito cercavo di intervenire il meno possibile mentre avvenivano le dinamiche, soprattutto se riuscivano comunque in qualche modo ad accordarsi tra loro. 
Poi però riprendevo il discorso in un momento separato, con l'uno o con l'altra a seconda dei casi.
Spiegavo al maggiore che se ad esempio lui non aveva voglia di fare un certo gioco e la sorella si, doveva comunicarlo e mantenere la propria decisione. 
Che era giusto così per rispettare se stesso, e che la sorella pian piano crescendo avrebbe capito.

E alla piccola cercavo appena possibile di fare presente che ognuno ha il diritto di decidere solo per sé stesso.

Tante volte mi sembrava di parlare al vento perché la stessa situazione tornava a presentarsi come punto e a capo, ovviamente ci vuole tempo e tanta pazienza (e tante ripetizioni dello stesso concetto 😅).

Poi col tempo queste situazioni sono diminuite.
Sicuramente in parte questo è dovuto appunto al fatto che crescendo si è evoluta la capacità di gestire le relazioni tra loro (adesso hanno 9 e 6 anni), ma in parte probabilmente deriva anche dal fatto che ne abbiamo parlato insieme innumerevoli volte negli anni.

E quando ancora capitano questi momenti di crisi, mio figlio più grande stoppa la sorella in modo chiaro, dicendo che quella determinata cosa non gli va e che lei non può costringerlo.

E lei se ne fa una ragione (anche se a volte ci rimane ancora male 🙃).

Ti abbraccio 💜