Preferiti dei bambini
23 giu alle 21:00

La morte spiegata a bambini e ragazzi. Book club con Elvira Ripamonti

Ciao telistə!

In questo book club vi portiamo un libro su un tema importante che, come adulti, facciamo spesso fatica a navigare: la conversazione sulla morte con nostrǝ figliǝ.

Il libro è La morte spiegata a bambini e ragazzi, di Elvira Ripamonti, psicologa e psicoterapeuta che si occupa di accompagnamento nel lutto e delle conversazioni difficili con bambini, ragazzi e famiglie.

Questo libro e del lavoro di Elvira è che si sviluppano in una direzione che su La Tela condividiamo profondamente: i bambini non vanno «protetti» dalle verità scomode e il silenzio spesso spaventa più della verità stessa.

Moltǝ di noi sono cresciutǝ in famiglie in cui la morte era qualcosa di cui non parlare. Si abbassava la voce, si cambiava discorso, si usavano parole confuse come «si è addormentato per sempre», «è andata via», «è mancato». E così abbiamo imparato che il dolore va nascosto, che alcune domande sono considerate troppo scomode e che certe emozioni vanno «aggiustate».

Questo libro invece apre la porta a una possibilità diversa: imparare a stare nella conversazione della morte senza fuggirla. Imparare che possiamo accompagnare bambinə nel dolore, nella perdita, nella paura, magari anche senza avere tutte le risposte. E che ciò di cui hanno più bisogno è non sentirsi solə dentro a quello che provano.

È un libro pieno di strumenti concreti, esempi e riflessioni su come parlare della morte, del lutto, della malattia, della paura e dell’assenza con onestà e chiarezza.

Insieme a Elvira esploreremo il libro, le domande che solleva e il modo in cui queste conversazioni possono trasformarsi, nelle famiglie, da tabù a momento di connessione.

mentre aspetti la diretta, se hai l'abbonamento a Tutta La Tela, puoi anche andare a vedere la nostra guida anti tabù:

Guida + libro
Come parlare di morte in famiglia
Una guida per l'adulto con libro stampabile per l'infanzia per imparare a parlare di morte in famiglia.

Ti aspettiamo su La Tela! 💜

Due note sui nostri book club

  1. Lasceremo spazio alle vostre domande: potete farle in diretta o lasciarle qui sotto nei commenti.

  2. I nostri book club sono gratis e aperti a tuttə e non verranno registrati. Li abbiamo pensati come una tappa della presentazione del libro. Vi invitiamo a tenere accesa la telecamera per creare quell'atmosfera.

Parliamone

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Ciao a tutti! Ho pensato di condividere qua sotto la diretta una filastrocca sulla morte che ho letto tante volte con mia figlia e che mi commuove ogni volta che la leggo. 💙

Caro nonno, son passati tanti giorni

Ho aspettato e ho capito che non torni

Ti hanno messo come un seme in un bell'orto

Ho guardato e ho capito che sei morto

Vorrei farti ritornare, ma non posso

Nel mio cuore il dolore ha fatto un fosso

In quel fosso come un seme ti ho sepolto

E per innaffiarti bene ho pianto molto

È venuta primavera e sei fiorito

Quando il pianto nei miei occhi era finito

Ora è maggio e oramai non piango più

Nel tuo orto son fioriti i gigli blu

E io ancora non ti vedo, però ora so perché

Non ti vedo perché sei dentro di me

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Care Carlotta e Elvira,

Avrei bisogno di un aiuto nell'affrontare con mia figlia di sei anni l'argomento suicidio. Una persona che lei conosce si é suicidata poco tempo fa e ammetto di essermi trovata in difficoltà alla sua domanda "come é morto?" e di aver rimandato la conversazione. Vorrei essere preparata perché so che mi poserá ancora la domanda, pensavo di dirle semplicemente che alle volte le persone soffrono e non trovano altre soluzioni ma temo che non si accontenterá e che mi chiederà piú dettagli. Non mi va di mentire ma al tempo stesso mi sembra un peso grande per una bambina di 6 anni (o forse lo é piú per me...).

Grazie mille del vostro aiuto,

Un abbraccio

Agnese

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Care Carlotta ed Elvira,

Dieci giorni fa è mancata la mia mamma. I miei figli hanno 7 anni (Xavier) e 3 anni (Luna e Giada, gemelle). Xavier ha capito che la nonna non c'è più, mentre per le bambine è più difficile. Al funerale ho partecipato solo io perché non abitiamo in Italia e loro sono rimasti con il papà, ma tra 10 giorni saremo tutti in Italia e ci sarà la tumulazione dell'urna (mia madre è stata cremata). Come preparare i bambini a quel momento, soprattutto le più piccole?

Inoltre, una zia gli ha detto recentemente che la nonna ora è in cielo che li protegge e una delle mie figlie stamattina mi ha chiesto quando andiamo dalla nonna in cielo... come rimediare ora? Ho cercato di spiegare che non possiamo andarla a trovare ma non credo abbia capito e non vorrei farle passare un messaggio ancora più sbagliato.

Proprio oggi, Carlotta, ho letto il tuo libro, "E se Lulù muore", alle bambine e sicuramente ha aiutato, quindi grazie!

Vi abbraccio e vi ringrazio,

Renata

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Buongiorno,

Come spiegare alla fascia 3-5 anni la morte fisica (il corpo che muore) e l’anima (per chi ci crede) che va in cielo?

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Buongiorno,

sono Tiziana, mi sento molto frastornata perchè due giorni fa ho avuto la notizia che un compagno di scuola di mio figlio (5° primaria) ha avuto un grave incidente ripotando frattura della parte posteriore del cranio. Attualmente è in coma farmacologico, ha subito un operazione d'emergenza. Il problema  è che mio figlio per il momento si è chiuso e mi ha espresso il desiderio di non volerne parlare. Lo rispetto, ma a scuola non so ancora come hanno affrontato il discorso. Finalmente domani dovrei parlare con le maestre e capire. Una cosa che non mi è piaciuta affatto: hanno "sospeso" la recita di fine anno e la cena per salutare le maestre. Posso capire la cena, ma la recita; non poteva essere un modo per celebrare il percorso di questi 5 anni insieme, di vita con divisa. Il bambino fortunatamente è ancora in vita, mi auguro che si riprenda al meglio, anche se so che la vita è fragile, ma qui mi sembra che lo diano per morto. La morte fa parte della vita, in qualche modo  è anche necessaria per dare un senso, una dimensione alla vita stessa. Credo.

Non so cosa pensare, avete qualche indicazione, suggerimenti? Grazie


Cara Tiziana,

quello che descrive è una situazione molto delicata e comprendo bene il senso di smarrimento che sta vivendo.

Per quanto riguarda suo figlio, il fatto che per ora non desideri parlarne non mi preoccuperebbe particolarmente. Quando accade qualcosa di improvviso e traumatico, alcuni bambini sentono il bisogno di raccontare subito, altri invece preferiscono prendersi del tempo, osservare, elaborare in silenzio e avvicinarsi gradualmente all'argomento. Il fatto che le abbia espresso chiaramente il desiderio di non parlarne è già una forma di comunicazione. Credo che la cosa più importante sia continuare a fargli sentire che lei è disponibile ad ascoltarlo ogni volta che ne avrà bisogno, senza forzarlo.

Riguardo alla scelta della scuola di sospendere la recita e la cena, prima di esprimere un giudizio attenderei di comprendere meglio quali motivazioni abbiano guidato questa decisione. A volte provvedimenti di questo tipo non nascono dall'idea che il bambino sia destinato a morire, ma dal tentativo — più o meno condivisibile — di dare spazio all'impatto emotivo che un evento così grave ha avuto sull'intera comunità scolastica.

Personalmente penso che, nelle situazioni di crisi, sia importante trovare un equilibrio tra il riconoscere il dolore e il continuare a vivere. Celebrare il percorso di questi cinque anni insieme non sarebbe necessariamente stato in contrasto con la preoccupazione e l'affetto per il compagno ferito. Anzi, in alcuni casi i rituali condivisi possono rappresentare un modo per sentirsi uniti e attraversare insieme anche momenti molto difficili.

Credo però che il nodo centrale, in questo momento, non sia tanto la morte quanto l'incertezza. Questo bambino è vivo, ma è gravemente ferito. Non sappiamo ancora quale sarà il suo percorso di ripresa. Restare in questo spazio di attesa, senza negare la paura ma senza anticipare scenari che ancora non conosciamo, è probabilmente il compito più difficile per tutti: genitori, insegnanti e bambini.

Domani il confronto con le maestre le permetterà certamente di comprendere meglio come la situazione sia stata affrontata in classe. Nel frattempo, continui a offrire a suo figlio una presenza calma e disponibile: spesso i bambini hanno bisogno di sapere che le domande possono essere accolte quando arriveranno, non necessariamente nel momento in cui gli adulti se le aspettano.

Un pensiero affettuoso va naturalmente a questo bambino, alla sua famiglia e a tutti i compagni che stanno vivendo un'esperienza così difficile e inaspettata.

Grazie mille, le sue parole mi hanno avvolto come in una calda coperta dove potermi rifuggire in sicurezza. Un abbraccio. Tiziana

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Psicologa, psicoterapeuta e consulente specializzata nell’elaborazione del lutto in bambini e adolescenti
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