Tavola rotonda: quando i genitori hanno stili genitoriali diversi
Cosa fare quando la coppia genitoriale non si trova d'accordo sull'educazione a lungo termine
Ciao telisti e teliste,
In questa tavola rotonda parlo con
Sara Ghirelli
Elisa Pella
Silvia D'Amico
e
Karen Taranto
di un tema molto ricorrente nell'Educazione a Lungo Termine:
quando i genitori hanno stili genitoriali diversi.
I sondaggi nella comunità
Ecco alcuni dati emersi dai sondaggi a cui la comunità ha preso parte prima della diretta.
Alla domanda «Come vivi l’educazione a lungo termine nella tua famiglia?» il 49% di voi ha risposto che la segue senza partner. Il 37% ha detto che partner supporta a distanza e solo il 13% lo vive insieme.
E alla domanda sulla diversità di stili educativi, su 101 famiglie che hanno partecipato al sondaggio il 60% ha detto che questo è causa di tensione ricorrente e di conflitti nella coppia.
🌱 Al 43% che ha risposto che «partner conosce la ELT ma non ha approfondito», ricordiamo che su La Tela esiste la condivisione in famiglia (ne Il tuo spazio > Il tuo profilo (avatar a destra): a volte dare accesso diretto a un suo proprio account aiuta a lasciare che faccia piccoli passettini da solə.
La premesse necessaria
Questa conversazione ha tante sfumature e livelli diversi: non essere allineati può essere «Siamo appena diventati genitori e stiamo capendo come gestirlo» o può essere «Io uso la ELT, ləi usa sculacciate e minacce» – e tutte le sfumature in mezzo.
Le basi di quando si hanno stili educativi diversi
- Possiamo partire dal chiederci che cosa vogliamo per i nostri figli nel lungo termine: quasi sempre scopriremo che vogliamo la stessa cosa.
- L'obiettivo spesso è lo stesso, cambia l'approccio: quando ne siamo consapevoli possiamo affrontare la conversazione con curiosità invece che con giudizio.
- Spesso la differenza percepita è maggiore di quella reale: chi resiste a un'educazione a lungo termine lo fa per paura, non per rifiuto dei principi.
E quando le differenze non sono di stile ma di valori (sculacciate, minacce, comportamenti abusivi)?
- Partiamo da una premessa: quasi nessun genitore, a mente fredda, si sente fiero di usare metodi abusivi.
- Dietro c'è quasi sempre una fragilità (anche solo: il genitore è stato cresciuto così e non conosce altro modo). Diamo il beneficio del dubbio e affrontiamo la conversazione con curiosità.
- Non è «il mio metodo vince sul tuo», ma trovare insieme gli standard minimi condivisi sotto i quali non si scende.
- Strumento pratico: il ping-pong, ovvero gestire le crisi uno alla volta, alternandosi, con un patto esplicito «quando sono satura, chiedo aiuto / mi dai il cambio senza giudizio».
- Riparare riparare riparare. Quando l'altro genitore non è ancora in grado di riparare, il genitore più regolato può farlo al suo posto: questo modifica il ricordo dell'evento nel bambino, che non rimane solo «mi ha picchiato», ma include anche la riconnessione e il senso di sicurezza con l'altro genitore.
Come si costruisce alleanza?
- L'accordo non è un punto di arrivo ma un processo in evoluzione, un movimento consapevole che cambierà nel tempo.
- Strumento concreto: individuare insieme i non negoziabili (sicurezza, valori) e i negoziabili (stile, modalità comunicative).
- Premessa indispensabile: bisogna presentarsi alla conversazione con sistema nervoso regolato e disponibilità a mettere da parte la nostra idea.
- L'obiettivo non è convincere, ma sospendere il giudizio ed essere genuinamente curiosi dell'altro.
- La domanda è: «Cosa porta questo genitore a fare così?».
- Il senso di sicurezza è la leva: le persone danno il meglio quando si sentono al sicuro. A volte il genitore che educa a lungo termine può andare leggermente incontro alle esigenze dell'altro (ad es. più struttura, più regole, più rigidità) per aiutare l'altro a non avere prevenire reazioni.
Mi dice che gliele faccio passare tutte e non approva il mio metodo educativo.
- Chi abbraccia l'ELT spesso arriva da un'educazione autoritaria e nel tentativo di non ripeterla, diventa troppo permissivo: riconoscerlo è onesto e necessario.
- Quando il partner dice «gliele fai passare tutte», l'istinto è difendersi: così si alza il muro e si diventa nemici invece che alleati. Invece accogliamo il dubbio: ha una parte di ragione? Posso riconoscerlo e parlarne?
- Verità scomoda: molte famiglie che cercano di mettere in atto un'educazione rispettosa cadono davvero nel permissivismo e serve onestà per accorgersene e dire «Sì, quel limite ci vuole». Questa vulnerabilità avvicina, perché non alza muri.
- Domanda pratica: cosa significa che un metodo «funziona»? Se funzionare significa interrompere il comportamento fastidioso adesso, allora alzare la voce funziona meglio. Ma la domanda importante è: questo comportamento che sto mettendo in atto oggi, che frutto porterà tra un anno? Ci avvicina a quello che vogliamo per la nostra famiglia o ce ne allontana?
- Il commento «gliele fai passare tutte» è un lavoro che appartiene a chi lo dice, non a chi lo riceve. Da dove viene quel disagio? Quando si presenta? Come ci lavoro?
Pensieri a ragnatela
- Quando penso «Ho bisogno che mi aiuti quando perdo le staffe, non che rincari la dose», quel bisogno è stato comunicato in modo esplicito? C'è un accordo su cosa significa «aiutami» in quel momento: perché per una persona aiuto è X, per un'altra è Z.
- Quando ripariamo per l'altro genitore l'obiettivo è contestare i comportamenti sbagliati, tenere insieme i sentimenti di tutti e non buttare addosso ai bambini la responsabilità delle emozioni degli adulti. Esempio: Papà ci è rimasto male che hai buttato per terra quello che aveva cucinato. Nel suo dispiacere ha detto cose brutte che non si dovrebbero dire: come si è comportato è sbagliato e non ti meritavi quel suo comportamento. Anche lui sta ancora imparando a gestire le sue emozioni, ma ti vuole bene e spero che ti chiederà scusa anche lui.
- Anche se solo un genitore educa diversamente, il lavoro di ELT non è mai inutile: basta un adulto di riferimento che faccia sentire il bambino al sicuro per fare la differenza nella sua vita. Stai dando il messaggio che l'alternativa esiste (senza di te, non lo saprebbe nemmeno!).
- Se non ci si trova sui non negoziabili, questa è una conversazione da fare a parte, perché erode fiducia, stima e relazione. A quel punto bisogna prendere decisioni sulla coppia in quanto tale.
Bellissima diretta! Ho appena finito di guardare la registrazione e ascoltarvi riempie il cuore e la mente. Grazie
Grazie Michela per questa condivisione a caldo! Mi fa davvero piacere l’abbia trovata così arricchente✨ Non è nulla di così semplice ma parlarne e affrontare tutto ciò insieme credo sia decisamente un’ottima occasione!
Karen 🌷
la registrazione è solo per gli abbonati? Grazie!
Ciao Alessia, sì, la diretta era aperta a tuttǝ e la registrazione è disponibile per chi ha Tutta La Tela.
Carlotta non si sente
spesso il marito confonde permissività con gentilezza e a volte succede che passa repentinamente da uno status di calma ad uno iracondo urlando e quando succede che le bimbe poi lo ascoltano termina dicendo “vedi che le maniere forti servono?” Oppure “altro che metodo montessori” oppure “ascoltano solo quando urlo” questo non mi aiuta per nulla quando cerco di gestirla io con serenità, mi sento screditata…il problema è che a volte non riesco a trattenermi e andandogli contro davanti alle bimbe diventa il caos.
ciao mi sono iscritta, ma se non riuscissi a partecipare verrà registrato?
Ciao Marta, sì, la registrazione sarà disponibile per chi ha Tutta la Tela. 💜
Grazie! Ogni giorno tantissimi spunti educativi. 💞
ciao, è un evento a pagamento? Per noi è un problema davvero grande che ha ripercussioni anche sul rapporto di coppia…
Ciao Giulia, è una diretta aperta a tuttǝ (la registrazione invece rimane disponibile per chi ha l'abbonamento). Puoi cliccare sul bottone Prenota il tuo posto e ti arriverà il link per collegarti (oppure potrai collegarti direttamente da questa pagina il giorno e l'ora della diretta). 💜