In salotto con Sara Cavalieri: coppia e sessualità
Le fatiche più frequenti delle coppie a letto
In questa diretta abbiamo parlato molto del calo del desiderio sessuale e Sara fa subito una premessa concettuale. C'è una distinzione fondamentale tra sessualità e desiderio. La sessualità è ciò che succede tra le lenzuola; il desiderio è qualcosa di più ampio: vitalità, connessione, gioco, intimità. Un calo del desiderio non equivale automaticamente a un problema di coppia o a mancanza d'amore.
I temi principali
«Non lo/la trovo più attraente»
La vera domanda non è sull'aspetto fisico, ma: cos'era attraente per te in lui/lei all'inizio?Spesso è una versione più vitale, giocosa, presente che è scomparsa nella routine. E poi la domanda-mantra: lui lo sa? lei lo sa?
Desiderio spontaneo vs. desiderio reattivo
Esistono due tipi di desiderio: uno spontaneo (ti voglio, vengo da te) e uno reattivo (rispondo a stimoli piacevoli nel contesto). Molte persone (spesso le donne dopo i 30, nelle coppie consolidate) hanno desiderio prevalentemente reattivo: non pensano al sesso per settimane ed è assolutamente normale. Il desiderio si attiva dopo che qualcosa di piacevole è già iniziato.
Mismatch di desiderio
Il rischio è scivolare in un «io contro di te». Sara propone un cambio di prospettiva: chi porta il desiderio sta portando un pezzo prezioso della coppia. La frase chiave per cambiare mentalità: «Che meraviglia che mi fai sentire desiderata, grazie che ci sei e che porti questo pezzo». Il compromesso spesso non funziona: meglio capire qual è il bisogno reale sotto al sesso (connessione, riconoscimento, vicinanza) e nutrirlo in modi diversi.
Il fastidio al tocco
Quando si è detto sì troppe volte senza volerlo, il corpo impara che il sesso è qualcosa da fare per l'altro, e qualsiasi tocco diventa una richiesta da cui difendersi. Soluzione: rallentare, togliere il sesso dall'equazione per un periodo, e ricostruire una fisicità piacevole (coccole, abbracci, baci lunghi) senza aspettative, finché il corpo non re-impara che il tocco è sicuro.
Creare il contesto giusto
Per il desiderio reattivo, l'ordine è: rilassamento → connessione → solo allora la dimensione sensuale. Una serata sotto le coperte, pelle a pelle, senza tv e con una chiacchierata leggera è già un contesto ottimo. Vale anche fare check-in con sé stessi durante la giornata: vivere in pilota automatico impatta tutto, inclusa la sessualità.
Con bambini piccoli (specialmente dopo il secondo)
La domanda giusta non è «quante volte lo facciamo?» ma «come non ci perdiamo?». Tenersi la mano sul divano, un bacio lungo, dirsi «mi manchi» mantengono la connessione. Nota importante: chi allatta o ha bambini molto fisici spesso è già «piena» di tocco e affetto e ha bisogno di meno contatto, non di più. Dirlo all'altro evita che si senta rifiutato come persona.
La diretta si è conclusa con la testimonianza di qualcuno che ha scritto di sentirsi molto meno sbagliata da quando ha accettato la propria sessualità altalenante.
Frasi-sintesi:
- Quando partner che ha desiderio reattivo accetta la sua sessualità altalenante, inizia finalmente a sentirsi meno sbagliatə: non lo è mai!
- Non esiste un normale universale: funziona bene quando funziona per voi, non per gli altri.
Ciao, sono venuta a recuperare la diretta perché è un tema che mi interessa molto e ha toccato profondamente la nostra coppia negli ultimi mesi.. volevo lasciare la mia testimonianza dicendo il mio switch è stato prendermi cura del mio desiderio, mio come persona, come donna che per troppo tempo non ha avuto un peso importante e che non corrispondeva con quello di mio marito.. c'è stata tanta comunicazione che è arrivata però dopo litigi, momenti di rabbia, tristezza, delusione.. insomma è stato un percorso lungo mesi se non anni ma una volta deciso e comunicato che volevamo fare il lavoro insieme ci siamo dati il permesso e il tempo di esplorare insieme parti di noi che dovevano essere prese in considerazione e che stavamo trascurando.
Grazie per aver condiviso la tua/vostra esperienza. 💜
grazie🤎
Ciao Carlotta e Sara, purtroppo stasera non riuscirò a essere presente in diretta per impegni di lavoro, ma ci tenevo a lasciare qui il mio commento. Anche io mi ritrovo in molte delle frasi che avete citato e mi sono sentita spesso sbagliata per non desiderare abbastanza l'intimità con il mio compagno. Sentimento che è rimasto vivo in me, finchè non ho sentito i primi podcast di Carlotta in cui parlava di questo argomento. Mi sono fatta mille domande sul perché fossi cosi e cosa potessi fare per migliorare questo aspetto. Infatti ho iniziato a lavorare su questo anche con il percorso di Sara "Tornare amanti". Il mio blocco è proprio capire come ritrovare e poi coltivare il mio desiderio (da una parte) e dall'altra come far capire che il mio desiderio funziona diversamente dal suo (sia dal punto di vista fisico che da quello "emotivo") e che la mancanza di desiderio non è equivalente alla mancanza di amore. Fraintendimento comune secondo me! Quindi il mio dubbio è: quando si ferma il lavoro che possiamo fare da sole e quanto invece inizia il lavoro "condiviso" nella coppia?
Grazie per offrire questi bellissimi momenti di condivisione, sono super preziosi!
ciao Sara, mi ritrovo già molto nelle domande fatte... il mio problema è che per non essere tartassata o per paura che lui poi si arrabbiasse in passato ho detto troppi si.. siamo prossimi alla separazione ma ci vogliamo dare una possibilità di ricominciare insieme... il nostro focus è proprio il sesso...io ho preso coraggio decidendo di dire basta e spiegandogli che dicevo si per poi rimanere tranquilla.. ma il suo desiderio è sempre altissimo quasi morboso... io invece appena mi sfiora mi blocco e faccio fatica addirittura a baciarlo.. non ho più spontaneità nell' atto sessuale. A differenza dei bimbi, che se mi vengono incontro, mi abbracciano o mi danno i bacini sono la mamma più felice del mondo...se lui ad esempio mi abbraccia da dietro solo per il desiderio di abbracciarmi già io parto che vuole sesso... o quando mi tocca nelle parti intime ( solo perchè siamo coppia!!!!!!!) io vado fuori di testa perchè non lo sopporto...vorrei cercare di essere più accogliente... ma non so proprio come fare!
Grazie per aver condiviso con noi questa vulnerabilità. Ti rispondiamo in diretta 💜
Giorgia, anche io uguale!
Tutto quello che descrivi, potrei averlo scritto io parlando di me. Spero di riuscire a connettermi in diretta.
Un abbraccio.
Cara Calotta non so se riuscirò ad essere presente alla diretta per la posticipazione di un corso... ma spero che possiate parlarne.. Vorrei aggiungere che so benissimo dentro di me di non essere sbagliata ( a volte il mio compagno mi ha definito bigotta per gli insegnamenti della chiesa.. sono cattolica e sono orgogliosa del mio credo) ma sento anche che ho proprio questo blocco profondo nell'essere toccata in parti che sono troppo preziose per essere alle mercè delle mani sue... poco mi importa che sia il mio compagno... io credo che qui si tratti di consenso e il semplice fatto che stiamo assieme da più di 20 anni non ne autorizza, passami il termine, il possesso... tengo a precisare che questa è la mia percezione... Quando si prova a parlarne gli animi si scaldano perchè poi lui mi dice sempre che lo descrivo come un mostro e a volte si arrabbia, a volte invece si rattrista... Io ho sempre visto lui come il papà dei miei bambini e come la mia persona... ma il linguaggio fisico ( quindi non solo sesso) è diventato un macigno enorme. Grazie per il meraviglioso lavoro che state facendo