In salotto con Giulia: schermi e videogiochi
Ciao telistə!
In questo incontro, Carlotta e Giulia hanno dialogato su tecnologia, videogiochi, primo cellulare, social, libertà e fiducia.
Non tutta la tecnologia è negativa
Oggi si parla soprattutto degli aspetti negativi della tecnologia e Giulia ci ha ricordato che con questa mentalità è difficile fare vera educazione al benessere e all’equilibrio digitale.
La tecnologia nasce per migliorare la vita umana: può farci bene, se impariamo a scegliere consapevolmente come farla entrare nelle nostre case e come gestirla.
Se noi adulti non ci sentiamo ancora pronti a gestire l'uso di un dispositivo, è meglio aspettare ad introdurlo: la tecnologia è come un ospite che entra in casa, accogliamolo solo quando siamo davvero pronti a conviverci.
I videogiochi
Molti studi scientifici affermano i benefici dei videogiochi: Giulia è anche una giocatrice appassionata, quindi le abbiamo chiesto qual è la sua visione rispetto all’uso dei videogiochi da parte di bambinǝ.
Abbiamo anche parlato di come fare a scegliere giochi adatti a nostrǝ figliǝ e di cosa considerare quando scegliamo.
Il primo cellulare
Giulia ha condiviso un’osservazione interessante: di solito i bambini fino agli 8-9 anni non chiedono la tecnologia se non siamo noi a proporla. Questo significa che, quando possibile, aspettare è una scelta valida (in generale per tutti i dispositivi).
- Dovremmo pensare al primo cellulare di nostrǝ figliǝ non come un regalo (che per sua natura implica libertà d’uso totale). Meglio acquistarlo quando come famiglia ci si sente pronti, in un giorno qualunque, e accompagnarlǝ a imparare come si usa, con limiti chiari e condivisi.
- A volte siamo noi genitori a volerlo dare per sentirci più tranquilli. Ma questo può trasformarsi in controllo costante, che porta messaggi controproducenti (ti controllo perché temo che tu non sappia gestirti). L’autonomia nasce invece anche dall’imparare a trovare soluzioni quando qualcosa non va come ci si aspetta, senza sentirsi sempre «sotto osservazione».
- Spesso ragazzǝ lo chiedono per comunicare (WhatsApp), ma (almeno all'inizio) possiamo anche considerare di proporre l'uso di strumenti alternativi, come l’email, per iniziare a sperimentare autonomia e comunicazione senza entrare subito nel mondo dei social.
- Alla domanda «Da che età considerare di dare il cellulare?», Giulia ha risposto che non esiste un’età universale: dipende da molte variabili, come il contesto e le scelte familiari, la personalità di nostrǝ figliǝ e il tipo di accesso che si intende dare (ad esempio, avere un telefono per comunicare non necessariamente significa dover dare anche accesso ai social).
- Rispondendo a questa domanda: «Ho lasciato briglia sciolta sui videogiochi e l’interesse è scemato da solo; il cellulare è più insidioso?», Carlotta e Giulia hanno riflettuto sul fatto che il cellulare sia in effetti più complesso da gestire, perché può racchiudere molti strumenti (giochi, social, comunicazione, internet). Serve quindi un patto familiare chiaro, con regole condivise sull’uso e sulla gestione dei tempi. Su questo, può anche essere utile non nascondere le proprie fatiche: se anche noi passiamo troppo tempo davanti a uno schermo o a una serie tv, possiamo parlarne apertamente con i figli. Mostrare la consapevolezza dei nostri limiti è un modo potente per educare.
Libertà, controllo, fiducia, diversità e valori
Abbiamo parlato anche di fiducia e libertà, che sono il presupposto educativo da cui partire, su cui si fonda poi l'educazione digitale.
E abbiamo toccato anche temi connessi, come l'educazione alla diversità: scegliere dentro i propri valori, anche quando la realtà intorno ci spinge in un’altra direzione, è una delle sfide più importanti della genitorialità (e si applica anche al digitale).
Ciao, ho visto la diretta in differita e vorrei chiedervi a quale documentario facevate riferimento nella diretta (verso la fine). Grazie mille.
Ciao Daniela, ho provato a fare uno sforzo, ma non mi viene in mente, mi diresti a quale minuto della diretta ti riferisci, così riascolto?
Ciao Rosalba, ho riguardato il punto del video in cui si parla del documentario (circa 1:18:00) e ho notato che per un momento è comparsa l'anteprima della chat: The social dilemma.
La prima volta ho ascoltato il video in macchina e non l'avevo visto.
Grazie e buona giornata.
Ciao a tutte e tutti! Ho amato poter vedere questa diretta. Quanti spunti, quante riflessioni! Proverò a giocare anche io 😆
Avrei una domanda: i miei figli da un po' usano il tablet e la play station per giocare, ma hanno sempre avuto un tempo misurato ( e qualche problemino a gestirlo); mi chiedevo se ha senso lasciarli a briglie sciolte per sperimentare gli "effetti collaterali" e anche la sensazione di non voler giocare più così tanto dopo un po' di giorni. Grazie!! 💜
Ti lascio anche il promemoria sulla domanda «Come gestire la tecnologia con età diverse? Hanno 5 anni di differenza». Penso sia una domanda troppo ampia da rispondere per iscritto, ma magari ci potresti aiutare a puntare i piedi in una direzione a lungo termine.Ps. La soluzione della nostra famiglia, secondo me non ideale, è stato concedere la tecnologia a entrambi basandoci sull'età di Oliver, ma limitando la tipologia e la quantità all'età di Emily. Ma loro hanno appena 22 mesi di differenza, 5 anni è un gap diverso.
Ciao Carlotta e ciao a tutte,
è davvero bellissimo essere qui con voi.
I dubbi sul come gestire la tecnologia con età diverse è piuttosto comune ed è comprensibile, anche io ho due bimbi che hanno quasi 5 anni di differenza e mi pongo molte domande al riguardo.
Dipende intanto dal tipo di tecnologia: parliamo di tv? videogiochi? telefono? tablet?
In generale è sempre bene cercare di attenersi alle età consigliate delle varie classificazioni, sia per quanto riguarda i contenuti video sia per i videogiochi.
Se possiamo cerchiamo di creare momenti dedicati in cui magari il figlio grande gioca ai videogiochi con un adulto (o da solo, quando comincia ad essere più esperto ma sempre monitorato con qualche sistema di parental control, se è ancora piccolo) mentre la piccola svolge attività in un'altra stanza con un altro adulto. Chiaramente questo potrebbe portare ad organizzare i momenti di utilizzo della tecnologia quando sappiamo esserci 2 adulti a casa contemporaneamente.
Dopo una certa età del figlio più piccolo possiamo anche organizzare attività digitali di famiglia (come il cinema o videogiocare tutti insieme), ricordandoci di scegliere contenuti adatti anche al più piccolo ma ricordando anche che i secondogeniti... iniziano prima c'è poco da fare. Funziona così per i videogiochi ma funziona allo stesso modo con le patatatine fritte, lo sappiamo :) Chiaramente se riusciamo a ritardare il più possibile è sempre meglio ma non riusciamo a fare miracoli tutti i giorni!
Lancio un ultimo suggerimento veloce per quanto riguarda il telefono: su questo strumento cerchiamo di essere più fermi. Se lo ha il fratello grande non significa che lo debba avere il piccolo. Non è una questione di età ma di competenze. Non è detto che se il grande lo riceve a 12 allora anche il piccolo lo riceverà alla stessa età. Dipende da quando noi valutiamo che siano pronti i nostri figli... e i nostri figli sono persone diverse.
Potrei continuare a scrivere/parlarne per ore, sicuramente questo è un tema perfetto per le consulenze 1:1 come anche le difficoltà col partner, coi nonni, con le nostre stesse abitudini, oltre ovviamente a domande su come superare alcuni ostacoli "digitali" che ci stanno un po' affaticando.
Grazie ancora a chi c'era ieri, a chi guarda/guarderà la registrazione ma soprattutto a tutti voi (noi, mi ci metto in mezzo anche io!) genitori che state facendo del vostro meglio per essere la versione migliore di voi stessi💚
Ciao Carlotta, ciao Giulia. Oggi ci sarò per un'oretta solo purtroppo.
Samuele ha 8 anni
L'approccio che abbiamo scelto nell'eucazione digitale è stato quello di spiegare le funzioni dei vari oggetti/device/schermi e normalizzarli (si usano quando serve, per quello che serve, come si fa con la doccia o il forno) per non innescare l'impulso oggetto "proibito"/desiderio irrefrenabile...
Per cui non abbiamo mai messo tempi prestabiliti e, nella nostra esperienza, Samuele si è stancato sempre prima del limite ideale (non verbalizzato a lui) che io avevo della mezzora di televisione o tablet...
Ora col tablet disegna o comunque ha un approccio attivo ed equilibrato anche nella scelta dei contenuti/attività/tempo dedicato.
Con la switch, quindi videogiochi, abbiamo notato una leggera "abbuffata" i primi 10 giorni che ha necessitato di un nostro intervento del tipo "ti va di aiutarmi..." , lui ha sempre preferito staccarsi e fare altro con noi...
Dopo questo primo momento, ora la switch è qualcosa che usa davvero di rado...
La domanda è questa...l'approccio di spiegare l'uso (adesso parliamo spesso insieme anche dei limiti e degli effetti degli schermi con lui, dei contenuti che si incontrano ecc...) ma non mettere regole ad esempio temporali...funzionerà un domani anche col cellulare? O , nella vostra esperienza, è un device più "insidioso" che richiede un' attenzione diversa oltre al dialogo che già abbiamo cominciato a costruire?
Sento quasi quotidianamente di genitori (di bimbi alle medie col cellulare) che passano ore a controllare e leggere conversazioni, a installare dispositivi per localizzarli, a cancellare chat....è necessario? Io mi dovrei fare violenza nell'avere questo tipo di approccio...vorrei che la condivisione passasse per il dialogo e la fiducia e non nel controllo...come sempre (quando sono in ansia preparatoria) mi chiedo con onestà se siamo superficiali...
Grazissime e un abbraccio
Chiara
Ciao Chiara,
ti abbiamo risposto nella diretta ma ti lascio due righe anche qui.
Per quanto riguarda i limiti temporali potete sicuramente provare a non metterli per vedere se e come prova a gestire lui questi strumenti. L'obiettivo è che trovi le sue strategie proprio per imparare a gestire i device, voi lo accompagnerete fin quando non ne ha ancora.
Detto ciò, il consiglio è comunque di mettere subito i parental control, almeno di bloccare lo store e di aggiungere qualche filtro ai contenuti. Purtroppo a volte, alcune situazioni spiacevoli sul telefono, esulano dalla nostra volontà, soprattutto se siamo (pre)adolescenti.
A presto!
Ciao giulia, mi hai preceduto! :)
Volevo infatti ringraziarti per la diretta bellissima che ci avete offerto con Carlotta!
Pienissima di spunti e di riflessioni!
Ho cominciato ieri a seguirti su IG per cui aspetto di avere un po' di tempo tranquillo per assaporare i tuoi contenuti.
Grazie per avermi scritto anche qui e spero ci siano presto altre dirette sulle cose accennate ieri.
Mi hai fatto venire voglia anche di cercare videogiochi per la switch di Samu più particolari...non so se hai siti validi da consigliarci per orientare la ricerca.
E mi hai fatto venire voglia di ritrovare...chissà se si riesce, l'unico videogioco della mia vita che amai alla follia Monkey Island :) (in realtà il primo fu space invaders sul commodore vic 20).
Insomma una diretta con tantissime cose belle e preziose.
Grazie grazie ancora!
un abbraccio
C
Ciao Giulia, mi piacerebbe approfondire il tema videogiochi.
I miei figli hanno 11 e 8 anni, e abbiamo concordato insieme un tempo di gioco di 30 minuti a testa, due volte a settimana. Ogni volta che mi chiedono un gioco nuovo, cerco di informarmi per capire se sia valido e adatto a loro, ma ammetto che non è semplicissimo per me: non sono molto dentro a questo mondo (l'unica mia esperienza «sul campo» risale agli anni 90 con Alex Kidd di Sega Master System II 😂).
Ciao Rosalba,
voi avete quindi la switch?
Per informarti sui videogiochi esiste un sito utilissimo che è: https://pegi.info/
Lì puoi inserire il nome del videogioco e capire per quale età è adatto, quali contenuti non adatti contiene ecc.
Nel tuo caso, se usate la switch, puoi consultare anche la pagina dedicata: https://www.nintendo.com/it-it/Cerca/Cerca-299117.html?f=147394-5-82
Chiaramente è più orientata alla vendita ma lì puoi vedere effettivamente com'è fatto il gioco, le animazioni ecc. Non deve piacere a te ma puoi farti un'idea!
Tutti i giochi che hai citato sono perfetti per la loro età.
La cosa importante sarebbe che sapessero che esistono tante tipologie di videogiochi e videogiocatori e che non si limitassero sempre e solo a giocare agli stessi titoli però capisco che sia un tema molto ampio e complesso.
Ciao Giulia, grazie dei suggerimenti e grazie anche degli altri che hai dato durante la diretta. Tutti molto utili. 💜
Sì, esatto, abbiamo la Switch (chiesta a 3 anni e promessa fin da allora per gli 8... che non pensavo mica arrivassero poi così velocemente 😂).
Io e mio marito abbiamo sempre gestito gli schermi con i nostri bambini, da quando sono nati la nostra tv è spenta e non utilizzano i telefoni. Hanno la possibilità da quando hanno due anni e mezzo di vedere un cartone, un documentario. Ultimamente però Nicole di 4 anni non fa altro che collegare tutto a quel momento da quando si sveglia a quando esce da scuola o si pranza l’argomento è cosa ci vediamo oggi? Io voglio rompere gli schemi e smontare questa routine, a volte ci riesco anticipando che faremo altre attività a volte lei ha delle crisi e io le resto accanto. Quale sarebbe l’approccio giusto per limitare questa abitudine?
Ciao Serena,
per prima cosa ti dico che la fase che sta attraversando tua figlia non è rara, anzi.
Puoi provare a parlarle in termini di tempo "se usiamo tutto il nostro tempo così, non ne abbiamo abbastanza per fare altro". Chiedile cos'altre le piacerebbe fare e organizzate anche quelle attività. Se il suo unico desiderio dopo la scuola è guardare i cartoni, puoi provare a lasciarla fare (sempre con limite temporale), una volta che ha soddisfatto questo suo desiderio potrete dedicarvi ad altro. Probabilmente dopo un po' smetterà in autonomia di chiedere di guadare la tv come prima attività. Utilizza questi momenti e queste richieste per parlarne, non tanto per dire che fa male ma appunto per sottolineare che il tempo non è infinito e dobbiamo tutti imparare a gestire gli schermi, anche noi grandi, perchè il tempo è prezioso!
Buonasera Giulia,
grazie del tuo tempo e per avermi risposta.
Ho seguito la diretta in differita e avevo ascoltato questo spunto molto interessante che adotti anche tu sull’importanza della gestione del tempo, lo metterò subito in pratica.
Sono felice anche di aver avuto grazie a te e a Carlotta una visione diversa dei videogiochi e imparato a guardarli da un altro punto di vista anche se per noi è presto.
Buon pomeriggio.
Quali strategie adottare per non far sentire “esclusi” bambini senza Smart-phone? (Parliamo di primaria purtroppo)
Domanda di una mamma millenials che è rimasta indietro :)
Buongiorno,
quanto tempo davanti agli schermi e i videogiochi è giusto far stare i nostri figli?
E in quale fascia di età?
Noi siamo una famiglia senza TV e non diamo schermi ai bimbi, ci limitiamo a vedere un film con il proiettore tutti insieme ogni tanto, e i cartoni li guardano quando andiamo a mangiare dai nonni circa 2 volte a settimana per massimo un'ora.