Preferiti dei bambini
5 ago 2025 alle 21:00

💬 Domande e Risposte Live con Carlotta

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Ciao telistə!
Questa diretta nasce dal desiderio di creare uno spazio di ascolto e scambio, dove poter rispondere a domande, dubbi o riflessioni (di qualsiasi tipo) sul percorso che stiamo facendo insieme – come individui e come genitori.

📌 Durante la diretta puoi scegliere se prendere il microfono e farmi la tua domanda a voce, oppure scrivermela in chat: sentiti liberə di fare ciò che ti fa sentire più a tuo agio, ma ti chiedo di partecipare con la videocamera accesa, per creare una conversazione più vulnerabile, faccia a faccia.

Ti aspetto con la tua domanda!

PS. Anche se la registreremo, ti invito – se puoi – a partecipare dal vivo: showing up fa parte del lavoro di vulnerabilità che stiamo facendo insieme.

Parliamone

Hai modifiche non salvate

Ho un dubbio che mi affligge, ti scrivo spesso su IG: ma se il mio essere accogliente verso le sue emozioni ma non verso i suoi comportamenti non facesse altro che creare una crepa nel nostro rapporto? Intendo quello con mio figlio . Non è che lui potrebbe cominciare  ad odiarmi pensando che io incarni la perfezione e paragonandosi a me? Una volta mi ha detto che io gli facevo rabbia perché per lui io sono più talentuosa di lui (io mi autosaboto e non ho molta stima di me). A stasera , ci sarò ma per motivi personali non potrò intervenire con il microfono  

Hai modifiche non salvate

Ciao, sono mamma di un bimbo di due anni e mezzo, con un problema di ipoacusia ma ben compensato, negli ultimi mesi picchiatore seriale in casa (al nido e fuori no invece) e di un bimbo di 8 anni nel pieno di frequenti crisi di frustrazione…
pensando al vissuto scottante in casa nostra degli ultimi mesi, chiedevo come poter meglio conciliare i vissuti di entrambi perché non neghiamo che ci sentiamo spesso al limite (spesso con reazioni non volute almeno da parte mia).. il piccolo picchia lancia oggetti e spesso fa male, un po’ preoccupata per l’impatto sociale della sua disabilità ma su quello mi sento abbastanza tranquilla (potrei far decisamente meglio ma mi sto impegnando) mentre con il grande mi sento spesso impotente, ogni cosa/proposta è un no, seguiti da urla e strilla.. mettere insieme i due vissuti in questo momento è molto sfidante…  soprattutto ora nel periodo estivo.. l’unica cosa su cui si trovano è la palla e il gioco del calcio, secondo me un buon punto di partenza, se non fosse che il piccolo di due anni e mezzo pensa solo a quello… e da qui, anche dopo aver letto tutti gli approfondimenti sul gioco e sul gioco autonomo mi chiedo (seconda domanda) è controproducente cercare di differenziare gli interessi?? Come poterlo fare?!? Propongo spesso inviti al gioco ma alla fine.. finisce sempre con un pallone… Grazie mille

Hai modifiche non salvate

Ciao Carlotta. So che l’argomento è stato toccato molte volte, ma vorrei riproporre una questione: quando i metodi educativi di madre e padre non sono allineati. Non intendo che uno sculaccia e l’altro no, oppure che uno minacci e metta paura e l’altro no. Intendo piccole cose come comprare costantemente caramelle come ricompensa, concedere tv e cibo spazzatura quando l’altro genitore contrario è assente, mettere i figli alla tv per ore e ore, per stare tranquillo/a al cel o riposare, dare a genitore che non concede di “ purista”, di esagerato, di “ rompiscatole “. Io faccio fatica, specialmente adesso che siamo in estate e il padre trascorre più tempo con le bambine e “ distrugge” tutto il lavoro che faccio per mangiare abbastanza sano, non eccedere negli schermi o altro.  Spero di riuscire a collegarmi stasera. Con affetto. 

Hai modifiche non salvate

Ciao Carlotta e ciao comunità la tela 😊👋🏻

parto condividendo con voi una riflessione di questo ultimo periodo, ovvero quanto sia essenziale per me ripetere quotidianamente i concetti della genitorialità a lungo termine: analizzare i punti in cui sento di stare facendo fatica (tornando alla reazione più automatica e „comoda“) e cercare delle soluzioni per fare diversamente la volta successiva. Ho trascorso un periodo in cui avevo voglia di concentrarmi un po‘ di più su altri aspetti della mia crescita personale ma mi rendo conto di quanto alcuni automatismi (se non ripasso quotidianamente o comunque ogni tot di giorni la reazione che vorrei utilizzare) prendano letteralmente il controllo. In particolare i temi che mi richiedono un investimento di energia molto alto sono quello dell’errore e quello dello sporcarsi, cioè quando mia figlia rompe/rovina qualcosa (es. libro) bagna/sporca in giro o sporca se stessa. In quel momento io vedo solo il tempo che dovrò investire per pulire (invece che fare qualcosa di divertente insieme a mia figlia) o sento il dispiacere per qualcosa che si rompe o rovina (qua forse entra in gioco anche il riuscire a mantenere un distacco dagli oggetti materiali). Da qualche parte avevo letto del diritto del bambino a sporcarsi e lo avevo trovato molto interessante, ma faccio una fatica sovrumana a metterlo in pratica. Capita anche a qualcun altro qua sulla tela? 

Quando riesco a trattenermi, faccio un respiro profondo e non dico niente e poi chiedo a mia figlia di aiutarmi a porre rimedio. Quando non riesco a trattenermi comincio a fare un lungo discorso (con un tono un po‘ indignato) spiegando perché è successo e cosa possiamo fare di diverso la volta successiva. Ma puntualmente mia figlia mi gira la faccia come per non guardarmi e questo mi stuzzica ancora di più. Mi piacerebbe avere qualche spunto di riflessione su questo tema e volentieri (se a te Carlotta o a qualcun altro viene in mente) un consiglio su libri che possano aiutarmi a cambiare la mentalità alla base. Grazie di cuore per esserci 🧡

Ciao Keoma Giulia! Grazie per le tue riflessioni!
Mi ritrovo molto in quello che hai condiviso...ed è sempre rinfrancante sentirmi meno sola...grazie!

La pratica, il tempo, la sedimentazione, i tentativi, i fallimenti...e ancora la pratica...scendere un po' più giù nel profondo...sentirmi stanca che le cose non vengano semplici...se l'ho capito...perchè non mi viene automatico? e ancora energie nella pratica...il dubbio...sarò mai il genitore che voglio? non ce la farò mai..........................e poi quella luce che mi brilla dentro e che è potente e che mi parla...non so se ce la farò, ma tutto il lavoro che sto facendo vale la pena...

Sull'errore potrei parlarti per ore perchè con Samu ci abbiamo lavorato intensamente e faticosamente negli ultimi 2 anni... ci sono alcuni podcast molto utili in merito e il TedX di Carlotta proprio su questo. Forse hai già visto tutto ma te li straconsiglio (digitando errore sulla barra ti esce tutto)...solo adesso dopo 2 anni vedo i primi risultati e ti assicuro che 2 anni fa ero a pezzi su questo argomento e non pensavo nemmeno credibili i traguardi raggiunti.

Sullo sporcare, rompere ecc.. è qualcosa che va più nel profondo per me perchè ha a che fare con la mia tensione verso il controllo...quella era ed è spesso ancora la mia fatica...l'ordine mi aiuta molto emotivamente...e vivere nel naturale disordine di una piccola casa con un bimbo e 2 gatti e 1 cane mi ha davvero messa a dura prova...poi in quel disagio che provavo ho scelto di immergermi...e per me ho capito questo:
- gli oggetti, seppur di valore economico o emozionale, non valgono quanto può valere la relazione con mio figlio...non lo voglio...ma siccome non volerlo non bastava...lo scelgo...
banale vero? invece per me è stato un tourning point super potente che mi ha liberata interiormente e mi ha fatto scegliere di non vedere con la stessa visione l'ambiente che mi accoglie...è un contenitore...non è la mia vita...
ovviamente insegno a mio figlio la cura delle cose ma laddove, in qualche sperimentazione, ad esempio si graffia il parquet...pace...ne è valsa la pena...quello è un segno di gioia che mi parla ogni volta che lo guardo...
le prime volte facevo più fatica...ora mi viene più automatico...

Questo per dirti che sento la tua fatica...e la vivo accanto a te...ma penso che stai procedendo nel miglior modo...interrogandoti, forzandoti, accorgendoti della tua fatica...accettandola...condividendola...

Mille parole per rispondere alla tua domanda...sì capita tutto questo anche a me...

Mi ha aiutato moltissimo, anche se apparentemente può non essere centratissimo come tema, ascoltare gli speech TedX di Sir Ken Robinson che mi suggerì Carlotta lungo il suo corso. 
(li trovi facilmente online)
Parlava di come la crescita di una persona non sia una linea retta ma più paragonabile ad una crescita arborea...il terreno fertile...i semi in profondità...la pazienza, la cura quotidiana,  i tentativi, momenti di evoluzione e involuzione...questo ha risuonato profondamente in me...e mi ha sollevato il cuore facendomi amare quella visione nel profondo...ogni mia fatica è il nodo di quella pianta...e voglio amarli quei nodi...anche quando mi sembra impossibile...perchè mi parlano della fedeltà a me stessa.

Perdonami la lunghezza, e la poca concretezza...in mille parole spero solo di averti fatto sentire meno sola!
sono felice di vederti stasera e intanto ti abbraccio forte!

Cara Chiara 😊

Che dire? Wow😍 🙏🏻 Ti ringrazio dal profondo per questa meravigliosa condivisione! Sento e ammiro la tua ragnatela di pensieri che ha assolutamente raggiunto l’obiettivo di farmi sentire meno sola nel navigare questa fatica. Molto interessante il collegamento con la tensione verso il controllo a cui non avevo ancora pensato e in cui mi ritrovo perfettamente. Da quello che capisco tu sei riuscita a fare questo cambio di mentalità da sola, con il tempo e la ripetizione dei concetti? Mi rendo conto di quanta resistenza oppone la mia mente in questo ambito, forse come dicevi tu perché è un abbandonarsi, lasciare andare il controllo come anche l’attaccamento alle cose materiali. 

Grazie anche per i suggerimenti sui TedX, quello di Carlotta l‘ho già visto più volte mentre il tedX di Sir Ker Robinson non ancora e andrò assolutamente a cercarlo. 

Ti ringrazio ancora una volta per avermi dedicato il tuo tempo 🧡🙏🏻 lo apprezzo moltissimo. Un abbraccio! 

P.s: non so se ci sarò in diretta perché qui in Cina saranno le 3 di notte 🙈 

Ciao! Sono felice di riuscirti a essere accanto anche se sei così lontana! :) Ho cominciato a farmi domande scomode...le più scomode che in quel momento potessi farmi...del tipo...
-perchè mi da così fastidio che si sia sporcato la maglietta messa 1 ora fa?
-perchè devo impiegare del tempo prezioso per trattarla e rilavarla...si poteva evitare...
- è davvero per questo che ti da fastidio?
-mmm in realtà mi da proprio fastidio vederlo sciatto...sporco...
-perchè? cosa aggancia?
- vederlo così mi fa pensare che è trasandato che non è in ordine...tutto deve essere ordinato...perchè mi fa sentire meglio...
-perchè ti senti meglio se tuo figlio è lindo e pulito, se la casa è immacolata, se gli oggetti sono salvi al loro posto?
- perchè se queste cose sono a posto...se c'è ordine fuori tutto andrà bene...c'è ordine ovunque...
-sei sicura?
-no...
-vai a fondo...c'entra forse col : sii brava...sii perfetta...sii ordinata...sii impeccabile...che ti era chiesto da piccola? così hai imparato che l'ordine apparente è sufficiente per rendere felici gli altri?...così hai pensato che rende felice anche te?

e così via...questo è un piccolo esempio dei miei dialoghi interiori, che credo non abbia niente di speciale se non la volontà di andare al nocciolo delle questioni....per cui ogni volta che provo un disagio e un fastidio, appena posso...mi interrogo ed è un esercizio che mi piace perchè andare a fondo mi permette di essere sicura che i risultati interiori che emergeranno siano il più aderenti possibili alla mia verità interiore...

accanto a questo La Tela e Carlotta sono state cruciali...insostituibili nel darmi materiale, supporto e occasioni perchè questo dialogo fosse nutrito da elementi esterni nuovi...anche solo ascoltare o leggere verità interiori nero su bianco...ha velocizzato incredibilmente alcuni processi...

ho capito che se anche prima tentavo, nei momenti di difficoltà con Samu, di non cadere negli stessi meccanismi...in realtà mi controllavo...e infatti non erano efficaci...Samu lo capiva sempre...anche da uno sguardo...

le cose sono cambiate davvero quando ho smesso di controllare...di controllarmi... e ho cominciato a scendere a fondo e cambiare proprio prospettiva...non dovevo controllare le mie reazioni...dovevo inventarne di nuove per rispondere a nuove consapevolezze che avevo dentro...in questo i copioni mi hanno aiutato...per imparare un nuovo linguaggio...

come sempre divago e scusami...
mi dispiace non vederti stasera, ma sono sempre qui per qualsiasi cosa!
ti abbraccio forte forte

Ciao Chiara 👋🏻
meraviglioso il tuo flusso di autoconsapevolezza e quanto coraggio, onestà e conoscenza del proprio mondo interiore richiede farsi queste domande scomode. Ciò che hai scritto fa risuonare qualcosa in me e la prima idea che ho avuto finito di leggere il tuo messaggio è stata: „devo scavare più a fondo“. Forse fino ad ora sono rimasta troppo in superficie e, anche per questo, non sono riuscita a vedere una svolta in tale ambito. 

GRAZIE davvero per avermi aperto il tuo mondo interiore (non scontato!) 🧡 e avermi dato tanti spunti da cui partire a riflettere. Un abbraccio 🫂 

Hai modifiche non salvate

Ciao !!! Ho due maschi uno di 9 e uno di 6 anni . Sono sempre in lotta e a volte giocono. Spesso soprattutto il grande prende in giro il piccolo ma anche il piccolo fa la sua parte !!! Come comportarmi ! Mi sembra di dire sempre le stesse cose che poi nn vengono ascoltate!! Grazie in anticipo. Elena PS : sono nuova e sono strafelice di essere in questa comunità 

Hai modifiche non salvate

Ciao Carlotta, grazie per l'opportunità di porti delle domande aperte. Non so se riuscirò ad essere presente in diretta ma farò di tutto. La mia domanda è relativa all'autonomia e alla collaborazione. Gioele ha 6 anni e vorrei diventasse un po' più indipendente da una parte e collaborativo nelle faccende di casa dall'altra. Mi rendo conto di essere stata sempre molto interventista e di aver lasciato poco spazio alla sua affermazione personale e questo ora mi si ritorce contro. Nonostante lui sappia fare tutto da solo, vestirsi, scarpe, denti, zaino ecc.. chiede in continuazione il mio aiuto e io pur di prepararci in tempo, uscire di casa all'orario deciso ecc.. lo aiuto (ancora) creando cosi un circolo vizioso. Durante la scuola avevo preparato un tabellone con le cose che doveva preparare per la scuola, ma poi era più il tempo che spendevo a ricordargli di guardare il tabellone, a mettere tutto nello zaino o ricordargli la conseguenza del non preparare lo zaino (tipo andare a scuola senza merenda), che se lo avessi fatto direttamente io (so che questo è un pensiero che non mi porta da nessuna parte!). Voglio che lui diventi indipendente da me, perchè voglio che cresca essendo autonomo in tutto e per tutto. Inoltre (qui entra in gioco la collaborazione), vorrei che lui badasse alle sue cose e facesse delle attività minime per partecipare alla vita domestica. Io provo a chiederglielo gentilmente senza forzarlo e spiegandogli che siamo una squadra e ognuno deve contribuire, ma con scarsi successi. Le poche volte che lo fa mi dice "mi obblighi sempre a fare quello che vuoi tu" e li mi si apre il cuore. E' davvero cosi che mi vede? Si accettano consigli e/o suggerimenti delle lezioni del percorso che ci possono aiutare. Grazie in anticipo 

Hai modifiche non salvate

Cara Carlotta, la mia è una domanda forse un po' scomoda, sulle relazioni in generale. Dopo il periodo difficile che avete vissuto tu e Alex, mi interessa molto sapere come la pensi. 

Spesso diciamo che le nostre reazioni sono solo nostre, che come reagiamo è l'unica cosa che possiamo controllare e che non dovrebbe dipendere da quello che gli altri dicono o fanno. Fino a qualche tempo fa, avrei sottoscritto totalmente questo punto di vista, ma se guardo indietro alla mia vita con onestà intellettuale, devo ammettere che non ha mai funzionato così per me. Estremizzo per spiegarmi meglio: se la persona che ho di fronte mi dice "ti amo" o "ti odio", mi fa una carezza o mi sbatte una porta in faccia, la mia risposta emotiva non potrà mai essere la stessa. Sulla reazione si può discutere, cosa è accettabile e cosa no, ma il "trigger" c'è e arriva da fuori. L'emozione autentica, se riusciamo a sentirla, può travolgere come un uragano. In fondo siamo animali sociali, la nostra stessa fisiologia dipende dalle interazioni con chi abbiamo intorno. Nella fase in cui mi trovo, questa verità mi risuona in maniera più autentica rispetto all'ideale della persona completa e indipendente, che ha il pieno controllo delle proprie emozioni e reazioni, un modello che va pure un po' di moda nel campo della "spiritualità" e dei libri di self-help (che pure ho letto a decine!), ma che invece mi sembra si collochi perfettamente in una società sempre più individualista, anzi che rischia di allontanarci dalla nostra natura. 
Detto questo, non so come non far sfociare questa consapevolezza nell'autoassoluzione per reazioni non esattamente ideali. Si ricollega anche al fatto di dare a me stessa la validazione che non ho ricevuto (e tuttora non ricevo) dalla mia famiglia di origine. Insomma, sto facendo molta fatica a trovare un equilibrio tra essere fedele a me stessa esprimendo quello che sento in modo autentico e non essere una foglia al vento o una compagna/madre/figlia/sorella che ha delle pretese verso gli altri (però desideri e bisogni si può?)... 

Ti ringrazio già da ora per il tuo aiuto a fare chiarezza, come è accaduto tante volte da quando faccio parte di questa meravigliosa piattaforma!

Ho appena guardato il video (purtroppo non ero riuscita a collegarmi in diretta). Volevo semplicemente ringraziarti di cuore, Carlotta, per la delicatezza e la profondità con cui hai risposto alla mia domanda. Altro che terapia di coppia: in pochi minuti hai praticamente sbrogliato la mia matassa esistenziale 😅😅😅
Lo riascolterò più volte, anche con il mio compagno. Sicuramente è un lavoro che devo fare io e che dobbiamo fare come coppia, ma è come se avessi acceso la luce... ora la direzione è chiara. 
💓💓💓🙏🙏🙏💃🕺

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Ciao Carlotta, mi trovo in grande difficoltà. la mia prima, Olimpia, si avvicina alla sorella in due modalità che ho difficoltà a gestire: 1. "picchia" e "calcia" la sorellina quando sta a terra, 2. la vuole prendere in braccio e stritolare ma Ottavia non vuole saperne e, quando piange, Olimpia si sente allontanata e la picchia. ci sono tanti momenti in cui è dolcissima e hanno in generale un buon rapporto, ma tutti i giorni ci capita di doverle allontanare e non mi sento tranquilla a lasciarle per terra vicine se io non sono lì a controllarle ogni istante. sono entrambe bambine vivaci e Olimpia è estremamente sensibile. Come si costruisce un buon rapporto? mi sento in difetto con entrambe, da una parte Olimpia ha voglia di stare con la sorella e vorrei lasciarla libera di esprimere il suo affetto, dall'altra devo rispettare la volontà di Ottavia che invece non apprezza la vicinanza fisica come la sorellina. Grazie di qualunque aiuto e suggerimento. sono nuova sulla tela anche se ho sentito tutti gli episodi del tuo podcast! 

Ciao Allegra, mi ritrovo con la tua stessa domanda e come ti capisco. È un periodaccio e siamo caduti in questo circolo vizioso dove non voglio nemmeno io che la mia più grande (5y) prenda in braccio la sorellina di quasi 1 anno perché appunto piange oppure le fa male ( anche senza volerlo) . Ultimamente da qualche settimana ricado nell'educazione tradizionale 😭 e non mi piace, ma non riesco a fermarmi 🥺. Sento di aver perso la bussola e mi fa una rabbia tremenda. Alle volte mi viene da piangere perché mi sento minuscola e tanto in difetto verso la più grande. Come si fa a venirne fuori?!😣 . Un abbraccio forte 🫂 

Ciao Yadira, Grazie per il tuo messaggio. Come è difficile ad ogni età! spero sempre che migliori ma alla fine sto cercando di mettermi in testa che i litigi tra fratelli sono normali (ma quanto?! ogni persona che sento mi racconta di come i suoi figli non discutevano mai... non posso crederci in sincerità, però mi mettono in testa che sia sbagliata la mia famiglia). se hai bisogno di sfogarti nei momenti difficili scrivimi in privato, magari ci possiamo sostenere in quei momenti in cui vorremmo urlare. un abbraccio 

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