Preferiti dei bambini
10 mar 2025 alle 21:00

Q&A sulla rabbia

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Ciao telisti e teliste,

Ho deciso di offrirvi una diretta per rispondere a dubbi e domande o semplicemente parlare di rabbia, un'emozione che spesso definiamo «scomoda» (perché sì, ci fa sperimentare scomodità), anche se mi piacerebbe iniziare a definirla come un'emozione che merita di essere compresa: ricordiamoci che il linguaggio modella mentalità e può cambiare radicalmente il modo in cui guardiamo e approcciamo le nostre emozioni, in questo caso.

In questa diretta capiamo insieme cosa ci rende così difficile cambiare narrazione sulla rabbia e cosa possiamo fare per avviare un dialogo più costruttivo con questa emozione (e con chi la prova).

Potete fare domande nei commenti qui sotto: scrivetevi o ricordatevi la vostra domanda, perché se sarete in diretta vi chiederò di leggerla voi stessǝ.

Un favore

Per chi riesce ad esserci, vi aspetto live – trovo che anche «presentarsi» a queste conversazioni, prendersi la responsabilità di esserci, faccia parte dell'evoluzione personale. Per chi non ci potrà essere, la diretta rimarrà registrata.   

Giorgia
Montebelluna, Veneto
teacher copy
Elisa
Curno, Lombardia
Nicole
Svizzera
Elisabetta D.
Gavardo, Lombardia
Milena Florez
Fermo, Marche
Carlotta
Garopaba, Brasile
teacher copy
Eufemia
Bra, Piemonte
Vincenza
Torino, Piemonte
Lorena
Torre Pellice, Piemonte
VALERIA L.
Scandicci, Toscana
Federica
Rogeno, Lombardia
Gloria C.
Provincia di Vicenza, Veneto
Roberta
Pergine Valsugana, Trentino-Alto Adige
Elisa Pella
Milano, Lombardia
Gabriella Ricciardelli
Milano, Lombardia
Giulia S.
Torino, Piemonte
Irene M.
Sesto Fiorentino, Toscana
Federica
Matera, Basilicata
Alessandro
Maya
Venezia, Veneto
teacher copy
Barbara
Trento, Trentino-Alto Adige
Noemi
Alba, Piemonte
Claudia
Catania, Sicilia
Tatiana F.
Capri, Campania
fabia pellizzoni
Melide, Svizzera
elisa n.
Toscana
Sabrina C.
Como, Lombardia
Francesca
Castel Maggiore, Emilia-Romagna
MeryS
Padova, Veneto
Pamela M.
Montecosaro, Marche
Barbara
Biella, Piemonte
Gloria
Provincia di Padova, Veneto
teacher copy
Debora
San Michele All'adige, Trentino-Alto Adige
Alessia
Modena, Emilia-Romagna
Stefano M.
Pessano con Bornago, Lombardia
Ylenia
Agordo, Veneto
Stefano
Gioele
Castel Goffredo, Lombardia
Debora
Provincia di Brescia, Lombardia
Chiara P.
Brescia, Lombardia
Daniela B.
Benevento, Campania
Sara B.
Reggio Emilia, Emilia-Romagna
Valentina Lamonaca
Barletta, Puglia
Alessandra
Lido di Ostia, Lazio
Letizia B.
Scandiano, Emilia-Romagna
Silvia Maria V.
Pessano con Bornago, Lombardia
Francesca
Bisignano, Calabria
Chiara Franzoni
Roma, Lazio
Teresa
Provincia di Padova, Veneto
Francesca
Cremosano, Lombardia
Enrico
Impruneta, Toscana
Miriam
Varese, Lombardia
marta t.
Pasturo, Lombardia
Alessandra Mingolla
Latiano, Puglia
Elena L.
Carpi, Emilia-Romagna
Lycia
Brindisi, Puglia
Yadira
Pianiga, Veneto
Sara
Piacenza, Emilia-Romagna
Ilaria
Trento, Trentino-Alto Adige
Costanza
Milano, Lombardia
Rosalba
Catania, Sicilia
Marina T.
Valdobbiadene, Veneto
Giada
Borgaro Torinese, Piemonte
Elisa
Schifferstadt, Germania
Leopolda
Volpago del Montello, Veneto
Elisabetta G.
Modena, Emilia-Romagna
Rosaria
Castellana Grotte, Puglia
Rosanna G.
Milano, Lombardia
teacher copy
Sara
Mediglia, Lombardia
Marianna
Napoli, Campania
teacher copy
Alessandra
Vaasa, Finlandia
Erika P.
Vittorio Veneto, Veneto
Antonella Porro
Andria, Puglia
Giulia S.
Ixelles - Elsene, Belgio
Francesca
Gallarate, Lombardia
Francesca
Tirano, Lombardia
Marina
Savigno, Emilia-Romagna
Marina
Cornaredo, Lombardia
Livia
Lorena
Palermo, Sicilia

Parliamone

Hai modifiche non salvate

Ciao! Ho ascoltato in differita e vorrei raccontare la mia esperienza di crisi dei figli fuori casa.
Anche io temevo ciò che gli altri potevano pensare o dirmi rispetto al mio tipo di genitorialità, ma quando ho iniziato a sperimentare, mi è successo che alcune persone si avvicinassero per dirmi cose come "Complimenti, quanto pazienza che hai, io non potrei mai,etc.." e non me l'aspettavo per niente!
Le uniche volte che qualcuno mi ha detto qualcosa di sgarbato, si trattava dei miei genitori (di mio padre soprattutto), ma Carlotta e Elisa hanno spiegato benissimo le dinamiche tra noi e loro..
Spero che la mia esperienza possa essere d'aiuto a chi vuole iniziare a sperimentare fuori casa 🤗

Hai modifiche non salvate

Ciao 😊 ho visto (purtroppo) questa magnifica diretta in differita. È stata un vero gioiello, anche la partecipazione di Elisa l’ha resa speciale. Grazie di cuore Carlotta per la tua immensa conoscenza che metti a disposizione di tutti noi genitori 🧡 non vedo l’ora di poter nuovamente essere presente alle live. 

P.s: se ci fossi stata mi sarebbe piaciuto avere qualche consiglio su come sbloccarmi dalla situazione in cui, quando mia figlia va in crisi, io la ignoro. Mi rendo conto che è un meccanismo di difesa che metto in atto per non esplodere ma è comunque deleterio. In quei momenti posso ripetermi nella mia mente 1000 volte che sto sbagliando e che dovrei andare ad aiutarla ma mi sento proprio congelata nella mia rabbia. Grazie 🙏🏻 

Ciao Giulia, secondo me più che ripeterti che stai sbagliando e che dovresti aiutarla (giudizio e comando), potresti provare a ripeterti qualcosa come: "va tutto bene" "ci vogliamo bene" "è piccola" "sono una brava mamma". Questi pensieri invece di aggiungere stress potrebbero calmare il tuo sistema nervoso e metterti in una condizione diversa da cui è più facile mostrare empatia e gentilezza. 
Buon lavoro a te e grazie per le belle parole. 
Elisa

Ciao Elisa 🥰 grazie mille per il tuo consiglio, effettivamente ripetermi frasi empatiche potrebbe avere un effetto calmante sul cervello piuttosto che concentrarmi su cosa sto sbagliando. Lo proverò a mettere in pratica se si ripresenterà l’occasione. Grazie ancora 🤗

Hai modifiche non salvate

Buongiorno a tutti, purtroppo non sono riuscita a partecipare alla diretta e l'ho vista in differita. Avrei però bisogno di confrontarmi e chiedere un suggerimento per gestire una situazione con mia figlia di 4 anni: quando Carlotta (mia figlia😉) esplode non c'è verso di calmarla (o di aiutarla a calmarsi). Quando c'è qualcosa che non va bene, esplode all'improvviso (non ti dà un "preavviso", passa da 0 a 100) e urla. Non posso abbracciarla o toccarla, le alternative proposte non vanno bene, non riusciamo a distrarla, le attività che le proponiamo per aiutarla a regolarizzarsi non funzionano. L'unica cosa che possiamo fare è stare accanto a lei e aspettare che trovi da sola il modo di calmarsi. Questo processo però è molto lungo (o almeno lo è nella mia testa) e io spesso (molto spesso) non riesco a restarle accanto: vado in un'altra stanza o inizio a fare qualcosa per distrarmi, altrimenti è come se le sue urla riuscissero a creare una crepa nella mia testa e poi esplodo anch'io.
Lei si è accorta di questo e una volta, in un momento di serenità e dal nulla, mi ha detto "mamma ma quando urlo/piango stai con me?" (pugnalata al cuore 😢)
Non so se capita anche a voi: anche se sono calma, anche se provo ad offrire alternative, alla lunga le urla della bambina mi mandano in tilt, non riesco a scegliere di reagire in modo differente, se non allontanandomi prima di perdere la calma ma non è il messaggio che voglio dare a mia figlia.
Grazie a chi vorrà confrontarsi e condividere o anche semplicemente leggere 😊

Ciao Daniela, ti abbraccio e capisco, mia figlia più piccola ha più o meno questa modalità quando è disregolata. Tra l'altro, quando era più piccola, ci ho messo un po' per entrare in modalità comprensione di questo comportamento: inizialmente quasi mi allarmava, perché il fratello più grande è sempre stato un bimbo più facile da calmare, nei momenti di rabbia, se gli dicevo «vuoi un abbraccio?» diceva di sì e spesso bastava quello.

Quindi, abituata a «vincere facile», con la seconda inizialmente ho fatto fatica, perché invece lei non vuole essere consolata/toccata/abbracciata, né funziona altro. Col tempo ho capito che ha semplicemente bisogno di quello spazio di «disregolazione solitaria», e dopo un po' (durata variabile ovviamente 😅) accetta di essere accompagnata a calmarsi.

Devo dire che già solo aver accettato che questo era il suo modo è stato un prima e un dopo. Io nel frattempo di solito rimango nella stessa stanza (a debita distanza) aspettando che passi la tempesta (invece a volte va direttamente a chiudersi in bagno 🙈), ma ci è voluto parecchio allenamento per rimanere serena e calma durante le sue urla.

Non so se l'hai già vista, ma c'è una nuovissima lezione del Percorso con tanti strumenti pratici ed esempi proprio su come regolare il nostro sistema nervoso, probabilmente trovi spunti utili per rimanere il capitano della barca in questi momenti faticosi 💜

Per la relazione con la tua bambina, chissà se potrebbe essere utile provare a «concordare» tra di voi una via di mezzo. Nel senso: lei sente il bisogno di sfogarsi e urlare per gestire la sua emozione, tu a volte hai bisogno di allontanarti per gestire a tua volta le tue emozioni e la tua reazione.

In un momento di calma, potresti parlargliene più o meno così: «Capisco che senti il bisogno che io ti stia accanto quando sei disregolata, ma se rimango per tanto tempo corro il rischio di disregolarmi anche io. Sto ancora imparando a rimanere calma in quei momenti e non sempre ci riesco. Che ne dici se quando succede io resto con te per un po' e poi mi allontano per calmarmi? Appena sono calma, torno di nuovo da te». 

Un abbraccio 💜

Hai modifiche non salvate

Ciao Carlotta! Sto cercando di interiorizzare questo modo di pensare alla rabbia, ma quello che più fatico a prendere a pieno è il concetto che la rabbia sia esclusivamente di chi la prova. Là si prova comunque in relazione ad un evento/comportamento… estremizzo, qualcuno mi picchia. La mia rabbia dipende da questo, come può essere solo un fatto mio? Grazie per il tuo chiarimento! Purtroppo stasera ho tutte le stanze occupate da bimbi malati, ma ascolto la diretta e se potrò interverrò!

Hai modifiche non salvate

Ciao Carlotta,
stasera proverò ad essere presente, sono da poco sulla Tela ma voglio cogliere il tuo invito per superare le mie resistenze che mi porterebbero a non intervenire perchè penso di dire cose poco interessanti. 
Mi accorgo che faccio fatica ad accettare la rabbia nei miei figli, quando entra nelle nostre giornate magari per una difficoltà nelle fasi di transizione, per esempio nello uscire di casa la mattina. Quando sento la rabbia dei miei figli mi sento innervosita, scocciata e fatico a riconoscere la loro difficoltà, prendendole sul personale. 
E' come se volessi delle giornate in cui tutto fila liscio senza mai problemi, mentre a volte mi sento come a dover affrontare uno scoglio dietro l'altro. 

Hai modifiche non salvate

Ciao Carlotta vorrei chiederti : un bambino che si trova di fronte a due genitori che gestiscono in modo diverso la rabbia ( uno cercando di accoglierla e di gestirla , l’altro urlando sbraitando e perdendo il controllo) da quale di questi verrà più influenzato o emulerà?

Ciao Francesca, anche io mi ritrovo nella tua esatta situazione ovvero due approcci educativi quasi totalmente diversi. Dico quasi perchè in parte mio marito sta capendo che l'approccio educativo che lui stesso ha avuto da bambino, non è proprio l'ideale, ma è ancora ancorato alle vecchie tradizioni e a volte mi sembra proprio che subentri una lotta di potere nei miei confronti, quasi a dire vedi che con i tuoi metodi non si ottiene nulla?? ed è un continuo disaccordo tra noi 2 che ahimè finisce per riversarsi sui bimbi

Mi ritrovo nelle tue parole , alcune volte penso che abbiano  ragione ma poi vedo i risultati dell incredibile lavoro dell’educazione a lungo termine. Vedo un bambino che contesta con rispetto, che è empatico, che dice a chi gli chiede di esprimere un opinione sull aspetto fisico di qualcuno altro :” che ognuno è bello a suo modo”. È dura, tanto dura quando ti sembra di lottare da sola ma non possiamo mollare . Io credo in te Giusy

Mi unisco ai vostri commenti potrei averlo scritto io😁♥️

Hai modifiche non salvate

Ciao Carlotta, non so se riuscirò ad essere in diretta ma provo a spostare il focus della rabbia nella relazione con I nostri genitori.
Mi accorgo che, diversamente dalla relazione con mio marito o con mio figlio, in cui ho imparato a manifestare le mie emozioni in modo gentile e rispettoso e riesco (non sempre) a esprimere anche la mia rabbia in modo che possa essere un insegnamento per mio figlio e permetta a me di esprimermi senza ferire loro, con i miei genitori non accade. Soprattutto con mia madre, che è sempre stata ed è, molto più presente di mio padre. Mi accorgo che alcuni suoi atteggiamenti mi attivano dei trigger, derivanti da cose che sopportavo quando vivevo insieme ma che detestavo o frasi che non reputo corrette verso mio figlio, avendo scelto un approccio differente. Il problema è che nonostante questa mia presa di consapevolezza, non riesco ad affrontare la mia emozione come vorrei e spesso esplodo in una rabbia che mi ricorda più quella di un adolescente, talmente è impetuosa. Vorrei davvero poter trovare una sorta di equilibrio ma ho timore che, fintanto che lei non lavorerà anche sui suoi traumi, la situazione rimarrà in stallo. Ho voluto portarti questa mia riflessione perché a volte molte difficoltà nascono anche nella gestione dei rapporti con i nonni e sono argomenti di cui si parla molto poco ancora. Eppure non sempre sono così facili. Se hai consigli sarò ben lieta di ascoltarti ( o se volessi fare un intero episodio del percorso sul tema)

Ciao Federica,
complimenti per aver sollevato la questione, effettivamente mi ci ritrovo anche io.
Sono nuova della Tela, stò mettendo tanto impegno a imparare a regolare le mie emozioni, vedo che con mio figlio e marito ci stò riuscendo, ma quando si tratta dei nonni  vedo che faccio parecchia fatica. rispondo con sufficienza e a volte con molta rabbia, mio marito mi dice spesso, dopo che ho terminato una chiamata con mia madre, che sono stata cattiva con lei.
dentro di me sono convita che c'è qualcosa di irrisolto, ma trovo difficoltà nel comprendere quale sia la causa.
Faccio i complimenti a tutta la tela, perchè da circa un mese vi ho scoperto, in un momento dove ho toccato il mio fondo... in questo mese ho raccolto piccoli semini e vedo già un cambiamento con mio figlio di 3 anni.
grazie di 🩷

Penso che siamo in tanti in questa situazione sai? Ci sono spesso molti conflitti con i nonni. A volte vengono tollerati a fatica per una questione di comodità (dopotutto mi guardano i bambini tutti i giorni, devo farmi andare bene qualcosa), a volte perché subentra un disinteresse verso la famiglia e quindi non ci sentiamo piu toccati da certi comportamenti. Però penso che la relazione con I nonni sia una delle più complicate da gestire, sia quando sono suoceri sia quando sono i propri genitori.
Soprattutto quando si abita a stretto contatto, per esempio io ho fatto l'errore madornale di avere mia madre sopra di me e ora come ora (facile a dirlo con il senno di poi) penso che avrei messo un minimo di distanza per tutelare la mia serenità. Però ormai la situazione è questa e non posso cambiarla per una serie di questioni su cui non ho controllo. Posso solo cercare di gestirla e viverla al meglio che posso ma davvero a volte è molto difficile. Mi sembra di non essere ascoltata davvero e, nonostante io abbia gia provato a portare questo sentimento, le cose in fondo non sono cambiate

Ciao Federica, io sono nella tua stessa situazione, da quando è nata mia figlia provo una rabbia nei confronti di mia madre enorme, le rispondo spesso male e tutto quello che hai scritto tu. 

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Ciao Carlotta, sono Lycia mamma di Giulia, 30 mesi. Giulia mi sembra che in alcuni giorni sia disregolata praticamente di continuo. Seguendo il percorso base, crescita personale e disciplina ho capito che Giulia non ha chiari i limiti. Questo riflette la mia incapacità di distinguere per prima cosa mi è vietato e cosa no (mia mamma da 0-6 anni non ci lasciava fare nulla ) e crescendo ( durante l’adolescenza) ci ha lasciato praticamente come cani sciolti . È passata da un tipo di educazione all obbedienza all’esatto opposto . Mi rendo conto che questo mi ha parecchio disorientata e adesso trovo difficoltà proprio nella scelta a monte dí ciò che sarebbe da limitare e ciò che invece non lo è. Questo mi rende frustrata e arrabbiata e di conseguenza Giulia ripercorre questo tipo di ruota 

Hai modifiche non salvate

Ciao Carlotta, in questi giorni a causa di una lieve congiuntivite la mia bimba (20mesi) deve mettere il collirio due volte al giorno. Diciamo che il momento del collirio è praticamente una lotta. Lei non vuole assolutamente: urla, si nasconde e si dimena. Ho provato ad aspettare un po’ la sua calma, spiegarle il motivo della necessità , riprovare ma niente. È arrabbiata e non vuole assolutamente farsi mettere le gocce. 
Ho dovuto forzarla per il suo bene, ma non è stato molto bello. Suggerimenti?
Magari ora della diretta trovo una soluzione e ne parliamo insieme! 

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Sto trasmettendo a mio figlio piccolo, di quasi 3 anni, la sensazione che la rabbia sia l'unica emozione valida. Infatti, quando sfoglia un libro indica i volti dei personaggi disegnati dicendo "è arrabbiato" anche se quel personaggio sta sorridendo. È il mio secondo figlio, io e il papà stiamo vivendo un momento di stanchezza su tutti i fronti, e diversamente dall' approccio che ho avuto con il primo, spesso le mie reazioni sono cariche di rabbia. Di conseguenza lui usa molto di più, rispetto al primo (che non sa cosa è uno schiaffo), una fisicità violenta come reazione a qualsiasi cosa. Vorrei uscire da questo loop ma non so da dove iniziare.

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Proverò ad esserci ma forse sarò online un po’ più tardi perché mio figlio a volte si addormenta un po’ più tardi. 

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