Parolacce: togli il focus dall’emozione e mettilo sul significato

Carlotta Cerri
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Questo è un piccolo estratto del nuovissimo workshop della serie Focus «Parolacce: come spegnere i riflettori (o non accenderli proprio)».

Molto spesso, quando i nostri figli imparano parole nuove, reagiamo con entusiasmo. Non è affascinante, ad esempio, sentire una bambina che dice per la prima volta la parola «condensazione»? In questi casi è probabile che la nostra emozione prevalente sia di soddisfazione: siamo consapevoli che nostra figlia sta esercitando un'abilità linguistica (e desideriamo che continui a farlo).

Ma cosa succede quando la parola nuova che viene pronunciata è una parolaccia? È possibile che reagiamo in modo diametralmente opposto: ci arrabbiamo e intimiamo di non ripetere mai più quella parola. Così facendo in realtà spesso otteniamo l'effetto opposto, perché accendiamo i riflettori sulla parolaccia.

💡E se invece provassimo a non  usare due pesi e due misure con le parole?

💡 Cosa succederebbe se provassimo a reagire alla parolaccia allo stesso modo in cui reagiremmo a una parola che ci sorprende positivamente?

Te lo racconto nel workshop «Parolacce», in cui troverai un’introduzione sul perché la parolaccia ci provoca così tanto, 4 ragioni (non ovvie) per cui i bambini dicono le parolacce, 10 strumenti per spegnere i riflettori o non accenderli proprio, un promemoria di copioni e un PDF con i fogli di lavoro e gli esercizi.

Ps. Lo stesso concetto di togliere il focus dalla tua emozione per metterlo sul significato si può usare in vari contesti e può aiutarti anche a reagire in modo efficace di fronte ai comportamenti scomodi.

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