La lettera che vorrei ricevere dal mio ex marito

Carlotta Cerri
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{:it}<p>(Avvertenza: questo Venerdì dal Mondo va così, sul triste andante)</p><p>Divorziano dopo 20 anni, lui le scrive una lettera e la pubblica sul web. È da un po’ che leggo le parole di Michael Cheshire su ogni blog inglese, italiano e spagnolo e ogni volta penso che sarebbe esattamente così che vorrei che finisse il mio matrimonio. È buffo dire “vorrei”, perché ciò che davvero vorrei è che non finisse mai. </p><p>Ma purtroppo a volte la vita si intromette nell’amore e le certezze più profonde si sbriciolano davanti ai nostri occhi. Lo so, perché anche i miei genitori hanno divorziato dopo 20 anni di matrimonio.</p><p>Mi piace questa lettera e mi piace ancora di più che la scriva lui, abbassando lo scudo dell’ego e dando voce alla vulnerabilità.</p>

“Sono ambizioso, dormo poco, scherzo sempre, e raramente mi comporto come dovrei. Ho preso più rischi del dovuto nei nostri anni assieme. È questo il problema dello stare con qualcuno che segue i propri sogni. Ti ritrovi in mezzo a delle avventure che non ti saresti mai immaginato. Mi rendo conto troppo tardi che alcuni dei miei sogni sono diventati degli incubi per te. Mi sono sempre lasciato guidare dalle mie passioni, e il mio cuore vive per rincorrere situazioni e piani nuovi. […] E solo ora capisco che anche se il successo è arrivato, quelli che amo hanno pagato un grande pegno. E di questo sono sinceramente dispiaciuto.”

</figure><p>Parole difficili, il bilancio di una vita. L’ammissione di un fallimento. Non è da tutti. E poi se ne esce con una grande verità che la maggior parte delle coppie non avranno mai il coraggio di ammettere: troppo spesso a tenere insieme due persone è il sottile filo della paura. Ma una volta tagliato quel filo e guardato il lupo negli occhi, la vita continua e forse meglio di prima. </p>

“Quando abbiamo preso questa decisione alcuni mesi fa, mi sentivo come se mi fosse cascato il mondo addosso. Ero spaventato al pensiero di come sarebbe stata la mia vita senza di te. Ma ora che sono qui, tutto sembra più superabile. Una volta ho letto un proverbio tedesco che dice, “La paura rende il lupo più grande di quel che non sia”. Ed io ero profondamente spaventato all’idea di vivere senza di te.”

</figure><p>E continua con “Non smetterò mai di volerti bene”, “Voglio che tu sia felice”, “Ci sarò sempre per aiutarti”, parole che anche se sono sicura che per lui hanno un significato profondo, non mi colpiscono più di tanto, forse perché ormai un po’ banali e abusate da film e libri.</p><p>Solo una frase continua a riempirmi gli occhi di lacrime ogni volta che rileggo questa lettera, “Ti risposerei ancora e ancora… anche sapendo che sarebbe finita così”. </p><p>E non posso fare a meno di chiedermi se anche lei lo risposerebbe ancora e ancora. Perché per quanto sia dolce il pensiero, è forse il mio tallone d’Achille nella razionalizzazione del divorzio dei miei genitori. Se vi risposereste ancora e ancora, perché non fare quello sforzo in più e restare sposati anche nella cattiva sorte? È davvero impossibile non arrivare a un punto di non ritorno?</p><p>Ma purtroppo credo sia una di quelle domande del “lo scopriremo solo vivendo” che non ho nessuna intenzione di scoprire né vivere.</p><p>Leggi la lettera intera in italiano. Leggi altri post del mio Venerdì dal Mondo.</p>{:}

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