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Episodio 137 ·

Non vuole venire via dai nonni!

In questo episodio di Educare con Calma, un genitore mi racconta che lavora a tempo pieno (ha ricominciato da poco) e che ci rimane male quando va a prendere i bimbi dai nonni e loro non vogliono venire via. Rispondo nel modo più onesto che conosco, anche se può arrivare come una verità scomoda: spesso una prospettiva diversa ci permette di fare riflessioni a cui non avevamo pensato.

A un certo punto dico 15 volte la parola «normale»: ho registrato questo episodio da tempo (era rimasto sepolto nei miei file da pubblicare) e ho iniziato solo dopo a riflettere sull'uso che facciamo della parola «normale» e sul fatto che preferisco evitare di usarla (che cos'è la normalità?).

📝 Se avete esperienze da condividere, scrivetele nei commenti all'episodio (se ascoltate da piattaforme diverse è su www.latela.com/podcast ).

:: Il messaggio principale 🌱

Non è colpa di nessuno. Né dei genitori che vanno a lavorare. Né del bambino che non vuole andare via dai nonni. La famiglia e lo stile di vita è un compromesso e come in ogni compromesso ci sono lati che ci piacciono e altri che non ci piacciono. Credo sia bello che i bambini sappiano che, anche se amiamo il nostro lavoro e siamo felici di andare a farlo, siamo tristi di non poter passare più tempo con loro e vogliamo trovare modi per «rimediare» nel tempo che abbiamo.

benvenuti e benvenute a un altro episodio di educare con calma. Oggi ho deciso di nuovo di leggervi il messaggio di un genitore che mi ha scritto sul corso educare a lungo termine e um chiedendomi un consiglio e questo genitore mi ha detto che ha due bambini, uno di quattro anni e mezzo e una bambina di dieci mesi e sta cercando di imparare a essere una mamma diversa per i propri figli. È una mamma diversa da quella dalla mamma che è stata la sua mamma e sta cercando di imparare, ma è molto, molto dura. Inoltre sono due genitori che lavorano full time e quindi hanno i nonni fortunatamente che li aiutano. E um ma questo significa anche che il tempo di stare con i loro figli è molto poco. E adesso lei mi dice il mio bambino di quattro anni um soprattutto adesso che ho riniziato a lavorare mi sta ricominciando a fare i capricci, ha messo capricci tra virgolette quando andiamo a prenderlo dai nonni non vuole venire via e purtroppo la pazienza dopo un po' svanisce. Anche perché Ave ha la piccola che piange spesso e volentieri per la stanchezza e mi chiede qualche consiglio. Um io ricordo veramente benissimo questa fase. Mi ha fatto tenerezza questa fase in cui c'è questa immagine ecco della piccola che piange dalla stanchezza e di tu che sta di questa mamma che sta cercando di gestire questo bambino di quattro anni e me lo ricordo benissimo, anche se i miei erano più vicini d'età. Ma mi ricordo perfettamente che quando Emily piangeva, poi io ho sempre avuto un'allergia al pianto dei bambini, cosa che ne parlo anche nel corso educare a lungo termine. Ne parlo anche nel libro che che ho appena finito di scrivere e ho proprio un insomma mi mi mi innervosisce, mi entra proprio nel profondo il pianto dei miei figli e quindi in quel momento è è veramente una combinazione per me esplosiva avere la bimba che piange e che ovviamente è inconsolabile in quel momento perché ha bisogno di me avere mio figlio che piange per qualcos'altro um per magari un motivo che a me sembra assolutamente insensato e che invece insensato non lo è perché i bambini hanno sempre un motivo delle per le loro emozioni e per i loro comportamenti. Um e quindi ecco, questa immagine mi ha fatto sorridere e mi ha fatto anche riflettere a a quando sia stata l'ultima volta che ho vissuto quella quel questa situazione. Ecco di grande, come dire impotenza forse. E sapete una cosa? Non me la ricordo, non me la ricordo. È incredibile pensare che i miei figli hanno sei e otto anni adesso e che io non ricordo più un momento come quello perché si vede che è passato da così tanto tempo. È proprio una fase che poi passa a un certo punto non torna più. Per fortuna io direi in questo caso però, ecco, mi mi fa sempre tenerezza ripensare perché dentro di me riesce a sentire perfettamente l'emozione della madre. Riesco a sentire perfettamente la sensazione di di sconforto, di impotenza, di fallimento eh, però non ricordo. Ecco, non saprei darvi un esempio um con i miei figli o dei miei figli. Ecco. E questo niente ragnatela di pensieri come sempre. E in questo caso vi lascio proprio, eh il la registrazione che ho fatto per la mamma nella chat del corso, perché di solito posso rispondere ai messaggi con un vocale e quindi vi lascio proprio quello che è la registrazione originale, um di quello che io mi sono sentita di consigliare o comunque non sono consigli, ma semplicemente di di dire alla mamma proprio per darle una prospettiva diversa. Eccola qua probabilmente ci sei già arrivata, ma ti consiglio di leggere il modulo sui capricci, perché tutto quello che scrivo lì vale anche per questa età. Lo so che tu i capricci li relazioni più ai terribili due, per esempio, quindi alla fase dei due anni dai diciotto mesi ai tre anni e mezzo. Quattro Però in realtà, um il concetto di capriccio proprio di cui parlo in quel modulo vale anche a questa età. Una cosa su cui ti consiglio, anzi ti invito a riflettere è anche proprio il fatto che come dici tu, voi lavorate tanto siete, diciamo, um, meno presenti nella vita dei nella vita di dei vostri bambini e quindi è anche normale, in un certo senso, che i loro punti di riferimento e non prenderla male. Non prenderla sul personale, però è molto importante ammetterlo. I loro punti di riferimento in questa fase della loro vita sono i nonni e quindi è normale che nel momento in cui non sono con i nonni che magari i nonni sono hanno la Pa tutta la pazienza del mondo perché stanno facendo solo quello e quindi li trattano in maniera magari più gentile. Hanno più pazienza verso i loro. Quelli che tu chiami capricci hanno più gentilezza perché non sono stanchi, non arrivano da una giornata di lavoro um piena, in cui con le loro preoccupazioni eccetera eccetera e quindi hanno mol-. Il loro calice emotivo è è vuoto. Hanno molta più possibilità di voi di essere tra virgolette. Un un come dire, um, un punto di riferimento calmo e e quindi magari è anche normale che i vostri bambini, soprattutto, appunto quel tuo figlio di quattro anni preferisca stare dai nonni. E quando, um, um quando appunto, andate a prenderlo, magari non voglia non voglia venire. Questo purtroppo fa parte del compromesso che avete. Um, è molto difficile. Lo capisco perfettamente. Però, ecco non non pensarlo, eh? E te lo dico proprio così, in maniera diretta, perché credo che a volte aiuti di più Non pensarlo come come se fosse colpa di tuo figlio. Ecco, um, probabilmente se non c'è colpa, probabilmente è proprio solo un riflesso della situazione familiare che avete in questo momento. E quindi dovete trovare voi dei modi per tra vir parlare con il vostro bambino e cercare appunto di spiegargli che è molto difficile ogni volta che andate a prenderlo, perché lui non vuole venire a casa. Però um che che anche voi siete tristi di questa cosa che dovete andare a lavorare tutti i giorni e quindi non potete passare così tanto tempo con lui come fanno i nonni um e magari appunto chiedere che cosa lo renderebbe felice una volta che arrivate a casa, magari potete decidere di fare un gioco e quindi magari con quell'aspettativa di passare del tempo di qualità con voi lui sarebbe più in meglio, meglio, diciamo, predisposto a venire a casa con voi senza i capricci. Tutto questo ovviamente dovete parlarne in un momento di calma, non nel momento in cui lui sta um è in crisi e e quindi ecco, questo è quello che mi sentivo di dirti. Spero che tu lo possa accogliere con apertura con accoglienza um perché appunto te lo dico proprio dal profondo del cuore per cercare di darti un una prospettiva diversa perché a volte è proprio solo questione di di prospettiva e ti abbraccio e sono davvero, davvero felice che ti piaccia questo questo corso e se non l'hai ancora fatto, ti invito ad andare a leggere il modulo sui capricci. Ah, e ci tengo anche a ricordarti se magari non è ovvio per te che il fatto che tu dici appunto, che sta ricominciando a fare i capricci tra virgolette è proprio perché tu hai iniziato a lavorare e i cambiamenti, I bambini vivono i grandi cambiamenti così spesso non sanno esprimere qual è il motivo principale di delle loro forti emozioni? Ma ovviamente, um, c'è sempre un motivo per il loro, per il del loro comportamento. Ecco. E quindi è ovvio che nel momento in cui tuo figlio, um vede che tu hai ricominciato a lavorare, inoltre, ricordati che hai una bambina di dieci mesi. Questo significa che tuo figlio sta ancora attraversando la fase che io chiamo lutto, perché lui ha perso la famiglia come la conosceva prima. Quindi, um, questa fase è veramente una fase impegnativa per lui. E inoltre tu hai ricominciato a lavorare, che magari prima eri a casa con lui, anche, um, ed eri più presente. E quindi tutto questo è come mettere un sacco di ingredienti in un calderone e scoppia. Quindi, ecco, ci tengo anche proprio a darti questa questo punto di vista, proprio perché credo che possa aiutarti ad avere ancora più empatia nei confronti di queste grandi emozioni, di queste crisi che sta manifestando perché in realtà sta cercando di comunicarti qualcosa, sta cercando di dirti e io non so come gestire questa situazione e sto facendo fatica. Quindi ricordati sempre ma sempre, sempre, sempre che quando i bambini fanno fare fatica a noi è perché loro ne stanno facendo dieci, cento volte tanta. Ti abbraccio e faccio il tifo per te. Ciao. Penso che sia davvero importante cercare di pensare proprio a cogliere prospettive diverse dalla nostra, perché spesso e volentieri un cambio di prospettiva può sbloccare la situazione. E quindi a volte credo che sia meglio da parte mia dire magari qualcosa che sento ai genitori e che magari so che loro a loro arriverà come una verità scomoda piuttosto che cercare di imbelli la situazione o di sdrammatizzare la situazione e dire dai, non c'è nessun problema, è normale che sia così. Sì, è tutto normale, però ci sono anche dei motivi Dietro ci sono anche delle riflessioni che possiamo fare anche quando le cose sono normali, perché effettivamente il comportamento di questo bambino è un comportamento assolutamente normale. L'emozione di questa mamma è un'emozione assolutamente normale. Però ci sono dei punti di vista e delle prospettive che possiamo cambiare per cercare di um se non migliorare anche solo sbloccare la situazione. E spero davvero che possa essere d'aiuto anche ad altre, ad altre famiglie. Perché non è l'unica mamma che mi scrive questo tipo di messaggi e che mi dice appunto che i bambini che passano molto molto tempo con i nonni spesso non vogliono venire via. E questo è un motivo di sofferenza per il genitore che io capisco perfettamente. Um però credo che sia molto, molto importante anche metterci nella prospettiva del bambino e pensare um queste persone passo con queste persone tutte le mie giornate, loro sono i miei punti di riferimento e perché devo andare via da loro e ed è normale che non lo capiscano. Quindi credo che sia importante soprattutto a quattro anni un'età che comunque il bambino può già iniziare a processare e cominciare a spiegare, um che perché le ragioni del di questo, di questa routine che abbiamo messo in atto e magari non le capiranno subito, però quello che io consiglio sempre di essere il più concreti possibili. I vostri figli sanno dove lavorate? Hanno visto il vostro ufficio, sanno dove andate tutte le mattine? Um pote- sanno relazionare tra virgolette, collegare le vostre palo- parole alla vostra realtà o per loro il lavoro è un concetto astratto. Ecco, credo che queste siano cose importanti, importanti a cui pensare e a cui tra virgolette rimediare se non l'avete ancora fatto. Perché i bambini fino ai sei anni sette non hanno capacità di astrarre il loro cervello non può astrarre, non è in grado di astrarre. Quindi per loro tutti i concetti astratti non non riescono a processarli e dobbiamo dare loro il mondo reale, la pratica proprio. E quindi a volte anche solo un piccolo gesto come quello di di portarli a vedere il vostro luogo di lavoro potrebbe davvero aiutare anche solo a far capire loro quello che fate tutto il giorno quando non siete con loro. E un altro un'altra cosa che potrebbe funzionare secondo me è proprio e e che funziona spesso quando io vado via tutto il giorno, quando andavo via tutto il giorno, ancora oggi. Oggi però i miei figli capiscono che sono andata a lavorare mentre loro hanno Quindi allora quello che facevo era tornare e proprio sedermi con loro prima di qualsiasi altra cosa e raccontare loro la mia giornata. Anche se era monotona e noiosa, loro mi ascoltavano um con molta attenzione, perché gliela raccontavo un po' come una storia. Quindi, ecco, credo che queste due questi piccoli dettagli insieme uno cambiare prospettiva e due proprio cercare di costruire, coinvolgerli in quella che è la vostra routine, il vostro lavoro in maniera più pratica, um possa possano davvero essere di grandissimo aiuto e quindi ve li lascio e vi ricordo che ovviamente mi trovate anche sul mio sito che è www punto la tela punto com e anche su Instagram come la tela di Carlotta Blog. Buona serata, buona giornata o buonanotte a seconda di dove siete nel mondo. Ciao ciao

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«Educare con calma» è un bel principio di cui a me mancava solo un dettaglio: la calma. Questo podcast è un resoconto del mio viaggio interiore di genitore.