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Episodio 123 ·

Il nostro stile di vita in viaggio | con Alex (in diretta)

Questo episodio di Educare con Calma è un po’ speciale, perché 1. c’è anche Alex e 2. è una diretta che io e lui abbiamo fatto su Instagram e registrato per il podcast (l’esperimento ha funzionato!). Abbiamo risposto alle domande più frequenti degli ultimi tempi sul nostro stile di vita sempre in viaggio (ma raramente in vacanza ;-).

:: Domande

2:00 Come iniziare a viaggiare a tempo pieno? Come avete iniziato voi?

6:50 Come è stato il momento iniziale di stacco dalla vita precedente?

10:05 Perché questa scelta di vita?

13:15 Quali sono i costi?

14:00 Che lavoro fate che vi permette di lavorare da qualsiasi parte del mondo?

17:20 Come gestite il lavoro? Che cosa fanno i bambini mentre lavorate?

21:28 Che cosa fate per ritrovare l’equilibrio (di lavoro, vita, scuola) dopo uno spostamento?

30:06 Come scegliete la prossima meta?

38:36 Domande pratiche su residenza, assicurazione sanitaria e come intratteniamo i bambini in viaggio.

43:45 Non hai paura che Oliver ed Emily crescano senza appartenere a un luogo, casa, cultura?

48:10 Se Oliver ed Emily vi chiedessero di fermarvi ora, vi fermereste?

50:34 Come ti senti, Carlotta, dalla continua presenza di marito e figli?

Alex
Alba, Piemonte · Emily (7), Oliver (8)
Nel 2008 ho creato un piccolo blog per Carlotta che oggi è diventato questa bellissima piattaforma per famiglie.
benvenute e benvenuti a un nuovo episodio di educare con calma. Oggi facciamo una cosa completamente nuova, diversa? Sapete che mi piace fare esperimenti e quindi questo è uno di quelli. E dico facciamo perché non sono sola, ma c'è anche Alex qui con me. E in realtà non è qui con me in questo momento che sto registrando questa intro, ma era con me mentre registravamo l'episodio di oggi vi lascio all'ascolto. Non vi racconto nulla perché capirete poi tutto mentre ascoltate, vi dico solo che c'entra con Instagram tra l'altro è pazzesco, Ma appena cambia la registrazione, sentirete proprio il sottofondo del traffico di Dubai che è dove abbiamo fatto quella registrazione. E nonostante fossimo al ventesimo piano, si sentiva comunque costantemente questo sottofondo di traffico di macchine. Okay, vado. Sì, ci sentono, credo. Sì, vi sentite? Okay, allora abbiamo fatto un'improvvisata. In realtà io ero pronta un'ora fa perché alle otto sembrava che i bambini dormissero e invece Oliver ci ha messo una vita ad addormentarsi. Poi, um io già esultavo alle otto e un quarto ero già stata pronta e e invece niente, ci siamo collegati. Ora mi vedete così perché dopo questa live scappo a ballare miei story. Però sono un po' di sere che, um abbiamo voglia di fare una live, ma fare una cosa un po' speciale. Vogliamo rispondere alle vostre domande live, ma allo stesso tempo registrarlo per poi pubblicarlo sul podcast. È un esperimento, quindi per quello che volevamo silenzio e che i bambini dormissero e vediamo come va. Speriamo che l'esperimento funzioni e se non funziona non importa. Abbiamo passato un po' di tempo con voi che è bello comunque e sempre queste domande le ho prese da una boxe che ho messo sulle storie di instagram tempo fa e davo domande che mi fate spessissimo nei messaggi privati e anche per mail. Quindi speriamo che funzioni questo piccolo esperimento. Perché così lasciamo tutto sul podcast. Iniziamo con le domande. Non vedo nulla sul tuo telefono. Allora inizierei. Non da questo, però scegli tu. Scelgo io. Okay? Um, ce n'era una che probabilmente non tutti conoscono. Sai che io non vedo niente sul tuo telefono? Tu devi tenere la luce così bassa, ma è grande. Allora ce n'era una che penso sia interessante iniziare da lì. Probabilmente perché insomma, è un po' l'inizio di tutto, eh? Anzi due in particolare una come iniziare a viaggiare a tempo pieno, che è interessante e probabilmente non abbiamo una risposta. E due come abbiamo iniziato noi allora per il come abbiamo iniziato noi, come abbiamo iniziato noi, è facile. Um ci siamo detti eravamo in Canada. In quel momento c'è anche un episodio del podcast in cui lo spiego. Però eravamo in Canada e stavamo eravamo seduti sul divano a Montreal, nel nostro appartamento di Montreal. Erano eravamo scappati da Marbella per scappare alla stagione estiva che è piena di turisti per due mesi e a quel punto lavoravamo già entrambi online e e a un certo punto ho detto ad Alex certo che sarebbe bello adesso poter seguire il sole. Prendiamo, andiamo a Vancouver, poi scendiamo, andiamo in Sud America e poi um boh, sarebbe sarebbe bello poter continuare a viaggiare invece di tornare a casa e lui mi guarda e mi fa mhm cos'è che mi hai detto? Perché non lo facciamo? Perché non lo facciamo così semplice, così semplice. E allora siamo tornati a casa, a Marbella. Che casa era Marbella? Allora per dodici anni è stata la Spagna, la nostra casa e e abbiamo venduto tutto. Ci abbiamo messo circa otto nove mesi. No, no, no. Sei mesi perché se sei a febbraio è vero, è vero. Da settembre a febbraio ci abbiamo messo circa sei mesi e a vendere tutto, tutto quello che possedevamo e ci siamo trasferiti in un Airbnb per continuare con insomma con ancora cose che non potevamo portare. Ovviamente. Però era con quelle che non eravamo ancora riusciti a vendere. Però veramente era era poca roba e stava già quasi nelle nostre valigie. E poi abbiamo fatto un'ultima scrematura finale e e poi abbiamo fatto le valigie e siamo partiti a giugno del Duemila e diciannove. Ed è da allora che viaggiamo a tempo pieno. E quindi come iniziare a viaggiare a tempo pieno? Non lo so. Tu hai una risposta? No, io neanche un no, No, non c'è, Sai, non è che No, no, non esiste un come iniziare a viaggiare a tempo pieno. Credo che per noi è stata una serie di eventi. Cioè, credo che noi non sapevamo che avremmo iniziato a viaggiare a tempo pieno. Non era nei nostri programmi, Mai stato nei nostri programmi. Ci piaceva viaggiare, abbiamo sempre viaggiato. Non a caso anche con i bimbi abbiamo sempre fatto viaggi, ma non era proprio nei nostri piani. Non era un nostro desiderio. Però abbiamo preso negli ultimi, diciamo da quando Oliver è nato, più o meno quindi negli negli ultimi, nei quattro anni prima di partire, abbiamo preso tantissime decisioni che in realtà poi ci hanno portato a poter prendere questa decisione grande di vendere tutto e partire. E quindi così è stato. È stato una serie di eventi, una serie di bivi a cui abbiamo preso una strada piuttosto che un'altra. E alla fine tutte queste strade, come diceva Steve Jobs, non si possono collegare i puntini guardando avanti si possono solo collegare guardando indietro. Alla fine ci siamo ritrovati che potevamo partire. Avevamo tutti e due un lavoro online. Eravamo in realtà non avevamo mai comprato casa. Eravamo in affitto. Um che altro? Non avevamo vincoli veri e propri. Quindi ci siamo ritrovati a quel punto e ci siamo detti partiamo E così abbiamo fatto. E da allora non ci siamo più fermati. Perché diciamo che è stato anche un momento in cui ci siamo detti Perché no? Proviamo. Se non ci piace, torniamo indietro. Facciamo un reset del no. Sì, sì. Quello che abbiamo detto ai primi primi mesi. Il primo primo anno, credo. Se non funziona, torniamo. Esatto. Torniamo indietro. Allora, tra l'altro non conoscevamo ancora nessuna famiglia che avesse fatto quello che che abbiamo fatto noi. Um poi ne abbiamo conosciute tantissime e probabilmente anche questo ci ha un po' portati a continuare a a viaggiare, a continuare um boh, a credere che sia possibile continuare. E abbiamo conosciuto anche tante famiglie che lo hanno fatto durante l'età dell'adolescenza dei figli um facendo homeschooling. E quindi anche lì ci siamo detti Ci stiamo limitando come età pensando di dover tornare ai sei anni di Oliver. E invece perché? Perché sono Perché ci stiamo dando questi limiti mentali? Um, sono dei pensieri limitanti che alla fine abbiamo scacciato e siamo ancora qua che viaggiamo. Okay, passiamo a un'altra domanda che è relazionata che Alex prontamente mi sta facendo con il scegliendo scegliendo come è stato il momento iniziale di stacco dalla vita precedente. Questa domanda mi è piaciuta. Um Okay, inizia tu per te com'è stato niente di speciale, eh? Ma perché tu vivi la vita così? Sì, sì, Beh, dai, avrai sentito Che ne so? Non sei stato nervoso? Um, non eri No, No, no, no. Ha ragione. No, no, non è cambiato tanto. No, è vero. Per lui non è per lui. Non è cambiato tanto. Per me è cambiato tutto. È stato un trauma. Sicuramente è stata veramente una un uscire dalla mia zona di comfort alla massima potenza. Perché eh, io mi sono ritrovata. Io sono una persona molto socievole. Avevo tutte le mie amicizie a Marbella, tutta la mia vita. Avevo le mie lezioni di ballo, Avevo la mia i miei posti dove andare a ballare Salsa che per me è come una terapia. Era Avevo una vita che mi piaceva da impazzire e i bimbi andavano a scuola tutti e due in una scuola Montessori che aveva addirittura aperto le porte al programma per le elementari. Quindi cioè, era il mio sogno diventato realtà, praticamente. E invece mi sono ritrovata tutto d'un colpo a da sola, praticamente da sola, perché comunque è da sola con lui e con i due bambini. E quindi per me quello è stato molto. È stato un passaggio traumatico, nel senso che mi ci sono voluti due o tre mesi. Ricordo che le prime sensazioni di stabilità più emotiva, anche mentale, sono stati quando eravamo in thailan- in Thailandia, a Chang, Mai Singapore è stato ancora un po', uno shock. Però lì è stato uno shock positivo, perché mi è mi è proprio mhm, è si, è da Singapore che ho iniziato ad apprezzare questo stile di vita, conoscere culture nuove, conoscere, vivere veramente la vita del luogo. Poi Singapore è stato bellissimo perché ci sono state persone che abbiamo conosciuto e che ci hanno invitato le loro case c'hanno proprio persone di lì che che hanno aperto bottiglie di vino comprate quindici anni prima in Italia per me, per noi, per celebrare la nostra compagnia. Cioè, veramente ci siamo trovati in una realtà super accogliente che onestamente a me emoziona sempre pensarci. E quindi da lì da lì ho cominciato a pensare wow, okay c'è qualcosa che ha ha un suo perché questo stile di vita. I primi mesi sono stati un po' più complicati, invece non i primi mesi, anche anche perché eravamo in in in Europa? Ancora sì, forse anche per quello, perché eravamo in Europa? No, era era ancora tutto molto familiare, ma senza amici, senza punti di riferimento. E quindi ecco, forse è stato anche quello il problema Quindi i primi due mesi è stato un po' più complicato. E invece poi ci siamo innamorati di questo stile di vita e Vietnam ancora di più. E poi da lì in avanti niente non c'è stata. Non si è fermata a questa sensazione. E qualcun altro ci chiedeva che Alex ha selezionato la domanda Perché questa scelta di vita? Vuoi rispondere tu? No, Ma come no? Perché non non c'è un perché per me non non non c'è un perché. È un caso che abbiamo iniziato. Quindi perché adesso scegliamo ancora? Perché ci piace? Perché sai, per me, per esempio, sento che puoi anche dirlo in inglese, se preferisci. In italiano gli ultimi tre quattro anni. Sento che sono quasi quindici anni. Sai che il tempo passa molto più lentamente, lentamente. È vero, perché abbiamo tante esperienze nuove, molto lentamente, ma anche molto velocemente. È una è molto strana. Quando pensiamo di cose che che hanno che sono successe. Sono successe, successe, ma sono successe tre anni fa. Mi sembra che dieci anni fa sembra vent'anni. Fa tanti anni fa. Cioè, sai, se se pensi Vietnam o Singapore, sai questi queste cose è è pazzesco. Sì, però nella nella cono. È vero che passa lentamente, ci riusciamo a goderci molto di più. Cioè abbiamo imparato a vivere più lentamente, proprio anche qua dentro. Abbiamo imparato a moltissimo di noi stessi. Abbiamo imparato. Forse quello è stato il viaggio più grande, ovvero non il viaggio per i paesi, ma il viaggio dentro di noi. Sicuramente abbiamo siamo cresciuti tutti individualmente, in una maniera esponenziale. Forse è per quello che sentiamo davvero che sono vent'anni che facciamo questa vita, perché la crescita che abbiamo provato, um e forse così grande che sentiamo veramente che non possa essere, possibilmente, non può essere successo in solo in soli tre anni. Quattro anni sono quattro anni. Adesso però perché scegliere quello stile di vita? La risposta per me è molto semplice, credo, um perché potevamo? Perché potevamo. La risposta è quella no, nel senso che avevamo, come vi dicevo prima, avevamo fatto questo percorso di scelte e potevamo farlo. Non avevamo vincoli, non avevamo avevamo un lavoro online, quindi potevamo continuare, portarci dietro il nostro lavoro senza dover lasciare il lavoro, perché abbiamo anche trovato tante famiglie viaggiatrici come noi che hanno lasciato il lavoro per per viaggiare. È quello che fanno che secondo me. Io le stimo tantissimo queste famiglie perché non so se è una scelta che farei io personalmente proprio a livello di mia sicurezza mentale, stabilità mentale. Loro lavorano per esempio per x mesi e poi mollano tutto e partono per altri x mesi per altrettanti mesi. Um, abbiamo conosciuto famiglie che lo fanno in tutti i modi che viaggiano in tutti i modi. Però per noi è stata una scelta abbastanza semplice, tra virgolette che poi semplice non lo è stata, ovviamente come qualsiasi cambiamento gigante. Però è stata una scelta. Mhm, relativamente semplice perché potevamo um i costi. Qualcuno ci chiedeva anche dei costi. Um i costi sono molto simili alla fine a quello che noi spendevamo nella nostra vita. Di questo avevo già parlato sull'altro podcast sull'altro episodio del podcast. I costi sono stati molto simili perché in realtà quello che facevamo quello che abbiamo fatto è stato un po' barattare um um tutte le spese che avevamo fisse, compresa la scuola dei bimbi, che era una scuola privata Montessori um quindi cara con la vita per in giro per il mondo. Quindi ecco per noi, mantenendo i nostri stipendi, cioè quello che guadagnavamo e mantenendo tutto uguale. Quindi, ecco, non in quel senso. Non è stata una scelta difficile per noi. Ecco, non abbiamo dovuto prendere decisioni drastiche. Hai un'altra domanda. Mhm Ah, okay. Questa sì che probabilmente non tutti sanno. È una domanda che mi arriva spesso. Che lavoro fate che vi permette di lavorare da qualsiasi parte del mondo? Grazie a te per la domanda, eh? Allora noi facciamo, um lavoriamo online. Come dicevo prima, il mio lavoro è la tela, poi ormai chi lo conosce? Chi mi conosce Um, chi conosce la tela? E questa piattaforma che è www punto la tela punto com Quello è il mio lavoro. E in realtà è anche il mezzo lavoro di Alex perché è lui che crea tutto quello che voi vedete sulla tela punto com Lo crea lui. Quindi Quindi ecco il quello è il nostro lavoro praticamente insieme. E lui Inoltre Alex ha un lavoro? Um Alex lavora quando siamo partiti a A dire il vero, hai pure cambiato lavoro nel mentre? Sì, quindi da quando siamo partiti Vuoi raccontarlo Tu? Raccontalo tu. Sì, quando siamo partiti ave- avevamo questa azienda um, di dieci anni. Avevamo non io e lui avevamo lui e il suo marito e suo marito, che io chiamo marito. Perché? Quanti anni sono che siete insieme quindici anni. Quindi cioè più più di me e Alex? Praticamente no, di più. Perché io e te sono quindici anni. Abbiamo fatto il nostro quindicesimo. Ah, sì? Dieci anni. Quindici anni. Noi il ventun settembre che non abbiamo neanche festeggiato. Anzi, eravamo arrabbiatissimi. L'uno con l'altro. Ti ricordi che non abbiamo neanche festeggiato quindici anni? Sei da dalla prima appuntamento. Quindici anni dal primo appuntamento. Ventuno settembre del Duemila e sette. Sì, bello, bello. Sì, sì. Quindi hai ragione di diciassette anni. Diciassette anni con suo marito. E quindi quando siamo partiti lui aveva ancora questa azienda con suo marito con Matz. Chiamiamolo match. Um, E poi? Poi un anno, un anno e mezzo fa abbiamo cambiato tutti e due e lavoriamo in un'azienda adesso insieme. Quindi sì, abbiamo cambiato lavoro. Manca ancora Sempre a Esatto. Alex fa siti web, fa quello che fa per la tela. Lo fa anche per altre aziende. Praticamente. E presto lo cambierà di nuovo. Perché è presto, vero? Che cosa? Il lavoro, eh? Incrociamo le dita. Perché se tutto va bene, prestissimo speriamo. Io continuo a dire prestissimo. Presto. Prestissimo, eh? Perché ci spero, Um, cambierà di nuovo lavoro e si dedicherà solo alla tela. Solo a me. A voi? Sì, sì, A me. A Miriam. A Milena. A voi che siete a casa ad ascoltarci e che usufruite dei servizi, della tela, dei prodotti, eccetera, eccetera. Quindi sarà ventiquattro ore al giorno disponibile. Sicuro? È così. Va bene. Okay. Ancora altra domanda. Come gestite il lavoro? Okay, Come gestite il lavoro? E questa è una domanda che mi è arrivata tantissimo. Anche proprio in relazione ai bambini. Come gestite il lavoro? E che cosa fanno i bambini quando voi lavorate? Allora, come gestiamo il lavoro? È stato un processo, devo dire. Da quando siamo partiti, siamo andati per fasi all'inizio. Um, io pensavo, um per me è stato anche difficile. Ecco, anche per un altro motivo. Perché io pensavo, visto che Alex aveva un lavoro che pagava di più, io pensavo di dover sacrificare un pochino il mio lavoro, che era la tela che è la tela. E già allora lo era. Um, pensavo di doverlo sacrificare un po', perché comunque Alex era il quello che portava a casa più soldi e quindi ovviamente, per l'economia della famiglia. Um sarei stata lui avrebbe avuto la priorità sul lavoro e poi in realtà invece, um queste questi stereotipi insomma noi in casa non li viviamo bene, non li viviamo, anzi, li li ripudiamo, li rifiutiamo e quindi in realtà ci siamo dati i nostri tempi e abbiamo sempre fatto a turno, anche in viaggio. E quindi spesso e volentieri il modo in cui gestivamo il lavoro era che al mattino Alex andava a lavorare fuori, andava, usciva di casa e andava in un bar e poi tornava a casa. O magari ci trovavamo da qualche parte per pranzo e poi rimaneva con i bambini al pomeriggio e io andavo a lavorare. Quindi questo era più o meno il il nostro setup all'inizio. E poi invece piano piano con la pandemia, credo è anche cambiato molto questo questo stile di vita, ovviamente perché ci siamo ritrovati a lavorare molto di più insieme da casa allo stesso tempo e quindi lì sono cambiati proprio i meccanismi. Però diciamo che comunque i due an-, anzi l'anno l'anno erano prima del prima del covid. Sì, un un po' di più un po' meno di un anno, forse un po' meno. Um sì. Quindi l'anno prima del covid. Diciamo che è stato comunque un anno che ci ha permesso di abituarci al allo stile di vita di di viaggiatori a tempo pieno e quindi anche al lavoro. A casa ha abituato i bambini a giocare in maniera autonoma, mentre noi lavoravamo. Poi ovviamente all'inizio c'era molta più, um molta, molto più intrattenimento da parte nostra nei loro confronti. Um ma poi piano piano, un giorno alla volta, dieci minuti alla volta, perché ovviamente lavorando da casa quando io ero a casa tutta la mattina con loro, non è che stavo tutta la mattina a giocare con loro, quindi quello che facevo era facevamo un po' di di giochi insieme, poi li lasciavo giocare un po' in in in autonomia. Io lavoravo, mi mettevo al computer, chiedevo loro il mio tempo. A volte me lo davano, a volte non me lo davano. Però è stato un processo e piano piano loro hanno cominciato a essere sempre più indipendenti nel gioco e quindi praticamente alla fine siamo arrivati in piena pandemia che noi lavoravamo. Ci prendevamo i nostri tempi, magari al mattino o al pomeriggio, o al mattino e al pomeriggio, a volte anche con una pausa. Magari pranzo un po' più lunga e loro giocavano e noi lavoravamo allo stesso tempo. Quindi facevamo vita molto più insieme e invece di fare a turno e quindi che che ci vedevamo magari poco più alla sera, facevamo, um i nostri orari lavorativi insieme lavoravamo insieme, i bimbi giocavano poi fac-. Abbiamo iniziato anche a fare scuola più seriamente. Um, insomma, è stato un processo. Ecco, però è così che abbiamo gestito il lavoro. Ed è così che piano piano abbiamo trovato un equilibrio. E a proposito di equilibrio c'è un'altra domanda. Ho risposto alla domanda di prima. Sì, più o meno sì. Cos'era la domanda di prima Come gestiamo il lavoro? Volevi aggiungere qualcosa? Mhm No, no. Okay, Okay. A proposito di equilibrio, una domanda è cosa fate per ritrovare l'equilibrio di lavoro, studio, vita, eccetera eccetera dopo uno spostamento? Bella domanda. Allora, um, noi viaggiamo lenti. Um quindi a parte quest'estate che è stata assolutamente assurda. Assurda? Proprio surreale. Um, a parte appunto. Um Quest'estate. Di solito viaggiamo lenti. Che cosa significa? Che ci fermiamo un mese, Un mese e una settimana, più o meno in ogni paese, in ogni posto che visitiamo. Perché spesso e volentieri ci fermiamo anche due mesi in uno stesso paese. Ma cambiando casa generalmente o cambiando zona cambiando città, cambiando sì, sì, infatti. Perché il visto di solito è per tre mesi. Quindi possiamo rimanere tre mesi in un paese alla volta. Esatto. Quindi, per esempio in Thailandia abbiamo fatto un mese a Shangmai Nell'area di Shanghai e un mese a Bangkok. Nell'area di Bangkok, Vietnam. Abbiamo fatto la stessa cosa. In realtà, Vietnam avevamo in Program in Vietnam. Siamo stati più di due mesi, vero? Sì, sì, sì, perché iniziavamo a noi e poi sì, abbiamo iniziato da noi. Um, però siamo stati meno alla fine ad Hanoi di quanto pensassimo perché c'era un inquinamento atmosferico bestiale ad altissimi livelli e quindi siamo andati via prima abbiamo cambiato un po' all'ultimo minuto e abbiamo invece fatto più vita a Jan, che ci è piaciuto tantissimo, che è stata un'esperienza bellissima, perché è una città che se la vivi da con i locali. Quindi via dal centro, via dal turismo. La vivi veramente Come si vive tutta in bicicletta? Perché è la città delle biciclette del Vietnam e e abbiamo dei ricordi bellissimi, insomma, veramente veramente preziosi e Quindi, ecco questo nostro viaggiare lenti ci permette di, um avere questa questa fase di adattamento tra un cambio tra uno spostamento e l'altro um in realtà all'inizio avevamo più bisogno di un periodo di adattamento. Sì, ma iniziavamo già prima di di di di andare a un posto. Avevamo già tutto chiaro. Sai, sceglievamo anche i l'appartamento e la casa a in relazione in relazione. Sì, con con, con i con i bar dove possiamo lavorare o con area giochi dove possono giocare i bimbi? Sì, esatto. Quindi sì. Ciao dalla Nuova Zelanda. Ciao. Ci vediamo presto. Arriviamo a dicembre. Um, allora sì, infatti questa è anche una cosa importante che non ho menzionato e che Alex di solito che faceva tutta la ricerca per i nostri spostamenti e faceva la ricerca Mhm a priori, praticamente. Quindi noi arrivavamo in un posto, um, conoscendo già molto di quel posto. Perché Alex è molto è molto bravo a organizzare le le varie sia il viaggio, ma proprio anche la vita a trovare posti. Um, abbiamo anche poi scoperto nuove tecniche, quindi che ne so? Per esempio, la settimana prima di lasciare un posto, um io scrivevo un messaggio nella chat di Facebook, di expat genitori expat nel posto dove saremmo andati dopo dicendo arriviamo bla, bla, bla stiamo lì un mese chi è che vuole andare a fare una play date e e quindi arrivavamo là già con le idee molto chiare. Quindi di solito all'inizio questo tutto all'inizio, eh, perché adesso poi è cambiato molto. Però all'inizio, appunto, arriva arrivavamo in un posto che avevamo già individuato dei bar dove potevamo lavorare, um dei delle aree giochi dove potevamo portare i bambini per lavorare tutti in funzione del lavoro, praticamente e anche cercando di scegliere posti che non fossero in aree troppo troppo turistiche. Anzi molto, molto poco turistiche, in realtà. Perché appunto, volevamo provare proprio a vivere la cultura del del luogo. Quindi avevamo um sì, l'organizzazione. Infatti, sicuramente è stata molto importante adesso adesso è un po' tutto. Cioè, non ci prepariamo. Adesso arriviamo e vediamo che cosa succede. Um, conosciamo già bene Co-. Cosa? Le cose che abbiamo bisogno. Esatto. Sì, adesso è un altro tipo di viaggio. Cioè, adesso è un altro tipo di mentalità Proprio all'inizio. Forse anche tutta questa organizzazione ci serviva come pace mentale per rassicurarci, in un certo senso. Um, per togliere un po', magari la paura di arrivare in un paese nuovo, anche anche togliere quella no. Quando eravamo in viaggio non dovevamo pianificare tutto continuamente. Quindi potevamo anche go go, goderci, goderci in nel nel posto dove dove ci troviamo. E quindi anche quello ha aiutato. Avevamo tutto prenotato un anno esatto. Infatti questo vedevo che anche qualcuno lo chiedeva. Adesso in in chat questa è un'altra domanda che mi è arrivata tantissimo. Ovvero se pianifichiamo in anticipo all'inizio sì, all'inizio pianificava moltissimo in anticipo, tanto che siamo arrivati a un punto in cui a un certo punto avevamo praticamente un anno di di tu- tutto prenotato. E tutto eh, airbnb tutto praticamente. Anche perché ovviamente prenotando con così tanto anticipo era anche più economico e e poi comunque e potevamo scegliere potevamo scegliere i posti migliori e quindi all'inizio era veramente tutto tutto tutto pianificato nei minimi dettagli, che era un grandissimo lavoro di organizzazione tua. Sì, ma però pagava. Cioè, davvero ci ritornava questo lavoro di Alex ci ritornava tantissimo. Um e poi probabilmente tutto è cambiato con il covid. Ma certo, abbiamo cancellato tutto. Siamo stati fortunati perché abbiamo capito. Noi eravamo in Malesia quando è iniziato il covid e in quella parte di mondo era gennaio, non era marzo come in Europa e quindi abbiamo giocato un po' d'anticipo e fortunatamente ci siamo resi conto che la situazione non era una semplice influenza, come mi diceva mio papà, ma che um, effettivamente sarebbe stato qualcosa di molto serio. E allora abbiamo iniziato a cancellare tutto e abbiamo avuto un rimborso totale di tutto voli Airbnb, tutto quanto, praticamente non abbiamo perso un centesimo. Ma perché abbiamo giocato veramente d'anticipo um pizzico di fortuna, tanta ricerca um e quindi appunto, non abbiamo perso, non abbiamo perso nulla. Però ecco, da lì poi è cambiato tutto. Praticamente adesso, se prenotiamo con un mese e mezzo due di anticipo è tanto probabilmente nel senso che decidiamo non abbiamo. Per esempio, adesso sappiamo che a dicembre andremo torneremo in Nuova Zelanda per un mese per fare Natale con i nostri amici Oliver ed Emily. Ce l'hanno chiesto alla follia, quindi abbiamo deciso di di ritornare lì e dopo non non sappiamo esattamente ancora quali saranno quale sarà la direzione, quindi lo decideremo tra un mesetto, un mesetto e mezzo. Um perché comunque dobbiamo avere un biglietto di uscita dalla Nuova Zelanda per entrarci, però. Insomma, sì, apriremo il vaso di Pandora. Quando? Quando sarà ora. Come scegliete la prossima meta, eh? Un po' a caso a caso. Adesso sì a caso. Per esempio Quest'estate. Volevamo andare in is-. Cioè da da sempre. Volevamo andare in Islanda. Sapevamo anche che era l'ultima. Esatto. Sapevamo che era l'ultima possibilità con Eliot, con Elliot, perché appunto, avevamo ancora il van e sapevamo che volevamo poi tornare a viaggiare fuori dall'europa. E quindi sapevamo che era l'ultima estate. E quando abbiamo capito che era l'ultima estate con il van um, ci siamo detti niente. Dobbiamo Dobbiamo andare. E allora lì abbiamo deciso e abbiamo prenotato. Volevamo starci due o tre settimane e poi alla fine ci siamo rimasti. Sei Perché non c'erano i vari i traghetti giusti. E quindi insomma, siamo dovuti rimanere molto di più. Che è stato molto bello. Um, non ce n'è. Insomma, è stata un'esperienza meravigliosa. Però, ecco per dire che decidiamo molto così come E poi sì, avevamo questo piano di di andare in in Norway. Ah, esatto. Volevamo andare in Norvegia, poi abbiamo cancellato tutto quello non lo facciamo perché è già troppo, troppo, troppo troppo. Quindi Esatto. Esatto. Adesso facciamo così. Passiamo a questo. Sì, okay. Um mi piacerebbe sapere qualcosa su come fate minimalismo con oggetti di vita quotidiana, libri, giochi, eccetera eccetera. E anche ce n'era anche un'altra relazionata. Um che era? Come gestite i giochi E ce n'era anche un'altra? Come fate ad essere così essenziali nelle cose che possedete? Come? Abbiamo novantadue chili che possiamo portare con noi. Quindi abbiamo uno spazio, sai? Limitato, limitato Adesso sì. Siamo obbligati. Sì, sì, esatto. Adesso siamo obbligati, Um, perché ovviamente viaggiando in aereo da un continente all'altro o da un paese all'altro siamo obbligati ad avere un massimo peso che possiamo portare con noi. E quello è il nostro la No, no, quello che detta quanto abbiamo? Praticamente è quello che non ci sta. Non ci sta. Um, noi siamo sempre stati un pochino minimalisti. Cioè, ci ci è sempre piaciuto. Non ci è mai piaciuto avere la casa piena, Le superfici piene di oggetti, di immobili, di soprammobili non c'è mai di cose. Non siamo mai stati molto sentimentali in questo senso. Io forse di più. Cioè però però, per dire, i bimbi avevano già tanti giocattoli. Cioè, non è che non avessimo che fossimo minimalisti. Ecco, avevano per me avevano tanti giocattoli. Cioè, avevano un sacco di di libri. Um Scusatemi. Ah, okay. Tutto a posto. Pensavo che il computer si fosse spento. Poi non non registriamo più, Um, Cioè, avevano tantissimi libri, tantissimi giocattoli. Um, avevamo perfino una cucinina di quel giocattolo. Cioè, eravamo eravamo una famiglia normale, no? Magari un po' meno normale, se così vogliamo definirla. Avevamo sicuramente più minimalista. Um, però comunque per noi eravamo tanti. Era già tanti i giocattoli, tanto che spesso e volentieri facevamo le rotazioni da negli armadi, le rotazioni dei giocattoli. Avevamo il cambio dell'armadio estivo estate, inverno Cioè a avevamo cose E invece poi abbiamo quando siamo partiti i giocattoli ovviamente ne abbiamo portati pochissimi. Adesso ve lo racconto e e vestiti. Abbiamo portato solo quelli estivi perché abbiamo deciso di seguire il sole. Ti ricordi comunque quando siamo partiti, quanta? Quanta roba avevamo? E poi ogni mese, ogni mese, ogni ogni spostamento non possiamo più. Non possiamo più. Era troppo, era troppo. Cioè, siamo partiti letteralmente con due valigie e due zaini, No? Una valigia e due No, no, Ma ti ricordi? Enorme quello, però quello era per le bici dei bimbi, ti ricordi? Siamo partiti con le bici dei bimbi. Sì, è vero. Ma anche dentro lì era pieno c'era di tutto. Certo, sì, sì, sì. Allora noi siamo partiti addirittura con le bici dei bimbi perché volevamo portarcele dietro, perché per loro era una cosa molto, cioè era un oggetto molto importante per loro nella loro quotidianità. E quindi volevamo portarcele dietro. Abbiamo fatto i primi due mesi, tre i mesi europei e poi ci siamo immaginati in Asia a portarcele dietro e a scendere. Ci abbiamo guardato delle foto del Vietnam, della della Thailandia e ci siamo detti Eh no, le bici. Ciao ciao bici. E quindi le bici fuori e e quindi niente, praticamente, um, piano piano, ogni mese facevamo un veramente grande. Cioè, ogni mese ci rendevamo conto che di quello che avevamo usavamo tipo due terzi, sempre qualcosa che non usavamo mai e e quindi piano piano abbiamo cominciato a lasciare lasciare, lasciare, lasciare, lasciare. E non ci mancava nulla. No? Forse Ricordo un paio di cose che ci sono mancate, eh? Mi sembra sempre, sempre, sempre Quando Quando tu sai dici eh? Non non so se se se voglio lasciarlo lasciarlo. E poi lo lasci e poi un anno dopo adesso lo sai. Esatto. E però è successo con un paio di cose, quindi che alla fine non ho neanche più ricomprato. Quindi diciamo che mhm è stato proprio un processo. Non è che stiamo stiamo mentalmente, siamo attirati dal minimalismo da sempre, ma non lo eravamo così tanto prima. Adesso lo siamo per scelta anche, um, ma anche proprio perché ci piace la sensazione di non comprare cose di di pensare molto, molto attentamente a ogni singolo dettaglio matita, gomma, pennarello um qualsiasi cosa che compriamo um e in questo ci ha aiutato tantissimo, ovviamente avere delle restrizioni di peso, di spazio um e dare la priorità, ovviamente a tanto materiale del homeschooling. Anche però in realtà è proprio una form-, un una cosa che ci piace, cioè è un qualcosa che ci fa sentire bene non avere il paradosso della scelta, perché comunque non non sentiamo il bisogno di comprare cose nuove e quindi non abbiamo neanche bisogno di cercarle e due proprio non abbiamo bisogno di nient'altro quando abbiamo bisogno di qualcosa, valutiamo se possiamo comprarlo oppure, se possiamo, se dobbiamo lasciare qualcos'altro per poter comprare quella cosa e allora facciamo un un cambio praticamente e di solito è così. Di solito facciamo così, Sì, sì, facciamo un cambio, è un cambio esatto, ma anche con i bimbi ormai anche i bimbi sono abituati. A parte che per me è un bellissimo messaggio anche per loro, ovvero proprio quello di non comprare cose di cui non abbiamo bisogno. Questo per noi è proprio una filosofia di vita. Ed è una filosofia che i bambini sposano ormai appieno e ci dicono loro stessi più Oliver per ora. Perché Emily è magari è ancora un po' più piccolina e quindi o magari ha un altro tipo di personalità. Però ecco Emily magari è ancora quella che mi dice eh, lo so che ce l'ho Già un cerchietto. Però anche questo è molto carino, ma e allora? A volte cediamo um tra virgolette e facciamo degli esperimenti tipo um compriamo questo secondo cerchietto e poi quando lei no, lei stessa nota che effettivamente ne usa sempre E solo uno che è il suo preferito, dice non c'era bisogno di comprare l'altro o magari posso dare via questo, per esempio. Um, però ecco, poi non non è che me lo richie-. Mi mi chiede di comprare un altro cerchietto perché ha già interiorizzato questo concetto. Um, Okay. Ci sono altre domande su questa cosa? Okay, Ci sono alcune domande, domande pratiche, domande pratiche sulla residenza e sul come si fa sul dottore, sulla salute. Come facciamo? E anche come facciamo ad intrattenere i bambini durante i viaggi lunghi? Quindi domande Un po' più pratiche la residenza. Perché qualcuno mi chiedeva ma voi non siete residenti da nessuna parte? No, certamente. La residenza è quella del paese dove siamo, Cioè, nel senso una la residenza deve esserci. Non è che non può che non c'è residenza? Ci piacerebbe tantissimo che nel mondo esistesse un programma per per persone come noi. Ovvero siamo cittadini del mondo e siamo residenti nel mondo, ma purtroppo non è così. E infatti siamo due mesi a Thailandia siamo due mesi residente e poi andiamo. Ma non non è così, purtroppo ci piacerebbe tantissimo che che funzionasse così. Chissà, magari prima o poi con la direzione in cui sta andando il mondo esisterà un programma del genere. Però però non esiste. Quindi semplicemente per c'era c'era chi mi chiedeva Ma come si fa a scegliere la residenza? O comunque cosa succede con la residenza quando si viaggia a tempo pieno. La residenza è o dove sei residente dov'eri già residente prima di partire. Quindi rimane lì oppure ti scegli un altro paese e ti prendi la residenza in quell'altro paese. E se non se non prendi una residenza in un altro paese, non sei residente residente in un terzo pae- sei residente? Dove sei nata? Dove sei nato? Basta facile. E invece per quanto riguarda la salute, abbiamo Sì, è successo che abbiamo avuto bisogno di dottori in viaggio. Um è successo un po' di tutto in viaggio. Um e abbiamo un'assicurazione sanitaria All'inizio All'inizio. Avevamo una un'assicurazione di viaggio che funzionava benissimo. Abbiamo usato parecchio in Nuova Zelanda e così funzionava benissimo. Però non era specifica assicurazione sanitaria. Era un'assicurazione di viaggio che copriva le emergenze. Praticamente. Sì, Infatti. Se se qualcosa più serio ti mandava lo sai a a quel paese? No, scherzo. A paese di di residenza. Dove? Dove? Esatto. Se era qualcosa di più serio, ti rimandava al paese di residenza, non a quel paese che Alex non conosce. Questa espressione non si è messo a ridere, ma significa come go Gobbi. E quindi adesso abbiamo assicurazione di di salute proprio che è globale. Sì, non so come spiegare, ma sì, è un'assicurazione sanitaria che copre, che è globale, quindi ci copre ovunque. Andiamo um e poi l'altra domanda era Ah ah Come fate a intrattenere i bambini durante i viaggi? Guarda, um veramente non non non lo so, non non li intratteniamo. Cioè, è sempre stato molto Diciamo che essendo abituati noi a stare con i nostri figli a casa, per esempio, um ca- non cambia molto per noi il viaggio cioè viaggio proprio fisico, ovvero ma vero e proprio. Quindi metterci su un bus, metterci su un aereo, metterci su un treno um non è molto diverso da dallo stare a casa. Um, siamo abituati a giochiamo con loro se ne hanno bisogno, loro stanno da soli, se ne hanno bisogno. Ascoltano audiolibri? Um um, leggono libri? A volte leggiamo libri con loro, se possiamo um ad esempio in nel non era possibile leggere libri con loro, quindi loro si intrattenevano con gli audiolibri, mentre invece in un treno in un bus possiamo leggere libri insieme possiamo colorare, possiamo fare insomma tantissime cose. Quindi niente di speciale e in viaggi lunghi in aereo, se c'è una televisione da poco abbiamo deciso che non ci importa più dei limiti, quindi guardate tutto quello che volete. Toglietelo dal sistema. Um guardate quello che volete. Fate cosa volete, Vediamo se avete un limite. Guardate. E quindi funziona così adesso, praticamente nei viaggi lunghi in aereo. Se c'è una televisione, loro guardano la televisione. Per noi non è un grande problema, perché comunque i nostri bambini guardano pochissimo televisione a casa o schermo, iPad, eccetera eccetera e ascoltano audio libri, leggo. Giocano con i peluche, giocano tantissimo. Facevano questo? Esatto. Questi giochi di ruolo hanno i loro peluche. Giocano tantissimo. Infatti, um, avranno tre o quattro Quanti ne hanno adesso? Cinque o sei? Forse. Non lo so, ma qualcosa del genere. Sono sempre troppi. Sempre troppi. Sono sempre ovunque. Però appunto, giocano con con quelli e basta. Credo che dobbiamo trovare ancora questa. Non hai paura che Oliver ed Emily crescano? Pa? No. Crescano senza appartenere a un luogo casa, a una cultura. Io questo ho già risposto personalmente nel nell'episodio del podcast um, sul homeschooling um c'è proprio tutta una parte finale in cui parlo di questo parlo delle amicizie. Parlo di come mantenere le relazioni, eccetera, eccetera. Come come fan-, come manteniamo noi le amicizie. E però magari Alex vuole dire la sua su questo come hai paura che crescano senza appartenere a un luogo? Io ho già detto la mia, quindi andate ad ascoltar vela nell'altro episodio Però io e Alex siamo credo molto in linea. Non ne abbiamo, eh? Non lo so, ho paura. No, non ho paura perché alla fine allora sono eh Magari devo cambiare inglese con questo passa all'inglese e io poi te l'ho tradotto sì, sì, um e praticamente io sono stata più eloquente nell'episodio del del podcast. Però non è un uomo di poche parole, però esattamente quello che che Alex è è un po' quello che sentiamo entrambi. Ovvero che paura No, non ce l'abbiamo, um, anzi probabilmente entrambi lo riteniamo quello che ha detto Alex che lo ritiene un beneficio piuttosto che uno svantaggio, ovvero il fatto di non avere. Intanto mi sono presa degli appunti perché non volevo dimenticarmi cosa aveva. Però il fatto di non avere un di non avere davvero un'appartenenza a un unico posto è più un beneficio che uno svantaggio, perché sono cittadini del mondo, perché apre la loro mente a diverse culture, al al diverso all'altro. Perché? Anzi, Alex diceva che secondo lui sono esseri umani migliori, proprio perché sono esposti a un a diverse, a diversi tipi di natura diversi tipi di mentalità, di cultura, di persone, di colori um di lingue. E quindi, ecco, per noi questo è un beneficio piuttosto che uno svantaggio. Um c'era qualcuno che chiedeva se l'avevo le l'ho letta di sfuggita. Um, non la trovo più, mi sa. Però era una cosa del tipo Non pensi che in futuro crei una sorta di problema? Proprio loro di Oliver ed Emily, che non sapranno fermarsi in nessun posto? Era una sorta di domanda così, um questo non ti preoccupa che i bimbi non possano coltivare relazioni a lungo termine? No, non era quello perché quelle sì che le coltivano No, non l'avevo, ma non l'avevo cerchiata. Sicuramente, però comunque diciamo che, um, secondo me non sarà un problema, perché non sarà un problema, perché noi stiamo dando Stiamo insegnando ai bambini a scegliere, a scegliere chi vogliono essere, dove vogliono stare, come vogliono vivere, a scegliere la libertà. Cioè, secondo me saranno liberi di scegliere quello che vorranno. Se vorranno continuare a viaggiare, continueranno a viaggiare se vorranno fermarsi in un posto, si fermeranno in quel posto. Perché noi abbiamo sempre dato loro un modello di libertà di scelta. Cioè, sei libero di scegliere quello che vuoi fare nel mondo in cui viviamo. E con il privilegio che abbiamo, siamo liberi di scegliere. E speriamo che anche loro si costruiranno delle vite in cui saranno liberi di scegliere. Se seguiranno il nostro modello, sicuramente lo faranno. E credo che questo riassuma un po', no? Sì, basta. Um, e poi Ah, bella domanda. Ma se vi chiedessero ora di fermarsi, vi fermerete? Assolutamente sì. Assolutamente sì. Um, valuteremmo. Anzi, ne parliamo spessissimo con i bambini. È proprio un argomento di conversazione da tavola per noi. Ovvero? Siete ancora felici di viaggiare. Vi piace questo stile di vita? Se poteste fermarvi, per esempio a Marbella con tutti i vostri amici con Bella e Aisha che comunque, quando torniamo da loro è sempre molto bello ritrovarle. Vi fermerete? Um, vi piacerebbe provare l'esperienza della scuola? Vi piacerebbe? Insomma, facciamo sempre tantissime domande. A loro la risposta finora è sempre stata No, preferiamo viaggiare. A volte ci fanno domande tipo com'è la scuola, oppure che cosa significa? Se andassimo a scuola oppure ci sono sempre più e più domande All'inizio era proprio no. Vogliamo viaggiare adesso? Ci sono sempre più e più domande, ovviamente. E quindi rispondiamo con sincerità alle loro domande. Solo ieri Forse era ieri che parlavamo della scuola. O oggi. Oggi Oggi vedi, oggi che parlavamo della scuola e ci dicevano Noi spiegavamo che abbiamo avuto delle che ci sono delle bellissime scuole nel mondo dove si possono fermare, che fanno dei progetti. Che cosa? Oliver ci chiedeva che cosa fanno a scuola, non gli spiegavamo eccetera eccetera. E poi alla fine, dopo tutta questa conversazione sulla scuola, mi fa no, Però io voglio continuare a viaggiare, okay? E quindi per ora questo è questo è quello che comunque, Cioè, siamo genitori che per il modo in cui vogliamo educare i nostri figli ascoltiamo attivamente quello che hanno da dire. Anzi Alex da sempre una Cioè, dai sempre una risposta che mi piace tanto ad Oliver che quando ti chiede di che cosa vuoi. No? Di che cosa ti piace parlare con me, vero? Che a volte ti chiede Oliver ti fa questa domanda? Di che cosa ti piace parlare con me? Papà e e Alex gli dice mi piace parlare di quello che piace a te, di quello che c'è nella tua testa, dei tuoi pensieri. Mi piace scoprire te chi sei e come sei e che cosa pensi. E e questo secondo me riassume un po' anche il nostro tipo di di genitorialità e basta. Io credo che non ci siano altri altre. Ah beh no ce n'era una anche questo. Quale? Come ti ah c'è una bella domanda per me in particolar modo come ti senti? Dalla continua presenza di marito e figli. O allora mi sento mi sento sento proprio molto profondamente allora stamattina vi dico solo che um vabbè sono un paio di di mattinate, forse tre o quattro mattinate che faccio fatica un po' con la mia salute mentale um che mi al cioè che mi sveglio al mattino e non ho voglia di uscire dal letto e che faccio fatica ad affrontare la giornata. A me capitano un po' Questi questi periodi a volte capita, coincide con la sindrome premestruale, a volte coincide con il, con il con le mestruazioni. A volte coincide con nulla, con un solo stress e e sovraccarico mentale. Um però oggi per esempio, a un certo punto um, Alex è venuto in bagno, io stavo entrando nella doccia. Alex è venuto in bagno e che cos'è che forse mi hai dato un abbraccio o qualcosa del genere e e io ti ho detto, um, Alex, non è che puoi mhm. E poi stavo pensando a che cosa dire, perché probabilmente nella mia testa volevo semplicemente che andasse via e lui mi guarda e mi fa lasciarti in pace, cioè andare via E io gli ho detto Sì, infatti hai bisogno del tuo spazio. Lo so, è proprio successo quello. Cioè, io ero lì che nella mia testa provavo a essere gentile. Forse, ma non lo so, ma non è che lo facevo pensando Voglio essere gentile e volevo cioè però istintivamente mi è venuto da chiedergli di andare a fare qualcos'altro perché non lo volevo lì. E lui quando ha visto che tergiversava mi fa lasciarti in pace darti il tuo spazio Sì, quello. E infatti poi non ci siamo parlati per circa un'ora e io ho fatto le mie cose, mi sono fatta la doccia con calma. Ho fatto tutto molto con calma e poi la giornata è andata meglio. Um però ecco sì, come mi sento mi sento ci sono alti e bassi. Credo che mhm mi sento esattamente come mi sentirei a in un posto fisso come mi sentirei a Marbella, per esempio. Ma devo dire che a Marbella era più um c'era meno possibilità di dare ascolto a queste sensazioni, a questo mio desiderio di stare sola, perché alla fine nasc- lo nascondevo comunque lo sopprime perché c'era sempre qualcuno con cui stare, c'erano gli amici. Poi andavo alle lezioni di ballo, poi facevo quello, cioè la mia gior-. Le mie giornate erano a Full proprio e quindi non avevo neanche quasi il tempo di pensare a come mi sentivo di pensare alle mie emozioni, di processare le mie emozioni, di stare con me stessa, di capire che in quel momento avevo bisogno di me. E quindi è stato anche quello un processo e oggi un processo di cui sicuramente avevo bisogno. E oggi ne sono ne sono veramente felice di di di aver avuto Sono felice di aver avuto questa opportunità di conoscermi di più. Ecco perché il viaggio, come dicevamo prima, è stato un po', un viaggio dentro di noi. Ma devo dire che queste un paio di volte che abbiamo fatto una settimana, sai, o anche solo una un una fine settimana senza una sai da solo. Io da sola. Tu tu da sola sono sempre sì rigeneranti. E Rivazza si dice in italiano? Non lo so, Però sì, le settimane, um, abbiamo sicuramente capito che abbiamo entrambi bisogno. E prima era più un una mia necessità. Adesso penso che sia anche una tua necessità. Non è un esatto, lo apprezzi. Per me è proprio una necessità di passare del tempo da sola, lontana da Alex e dai bimbi. Ma anche a volte è proprio la necessità di passare del tempo lontano dai bimbi. Ma con Alex, per esempio. Oggi alla fine io, um li abbiamo loro volevano andare in un'area giochi. Qua ci sono delle aree giochi che puoi lasciarli a ore. Um, e noi ci siamo fermati a prendere un caffè insieme al al bar. E mentre loro giocavano all'area giochi e a un certo punto ho detto ad Alex Ma sai che avevo bisogno di stare senza i bambini perché probabilmente non c'erano stati momenti davvero nella settimana in cui fossi stata da sola, senza i bambini e senza fare nulla al computer. Quindi non non c'erano stati momenti di di questo respiro di espiro c'era solo stato questa la vita frenetica di tutti i giorni Lavoro, bimbi, lavoro ce pranzo, lavoro, cena home school mettiamoli a letto poi quindi ecco sicuramente come mi sento mi sento tra alti e bassi e lo prendiamo un giorno alla volta e però sono felice di questa possibilità di di conoscermi meglio e e credo che il mio percorso non è ancora finito. Ecco, non so se finirà mai questo percorso di conoscenza di me stessa, però ecco lo apprezzo oggi lo apprezzo moltissimo. Non so se ci sono altre domande, credo che non ci siano um e anzi sono le dieci io devo andare a ballare perché altrimenti la perdi, mi perdo la serata e grazie a voi e buona serata a questo punto oppure non so se siete che ore sono? Otto, quindi starete mangiando. Buona serata e buonanotte. Buona serata. Ciao ciao. Grazie. Ciao Ciao. Spero che questo esperimento vi sia piaciuto. Spero che vi abbiamo tenuto compagnia per un pochino. Un episodio, un po' più lungo del solito. Fatemelo sapere nei commenti del podcast. Sapete che ogni episodio del podcast potete commentarlo sul mio sito w w w punto la tela punto com barra podcast Vi ricordo che mi trovate anche su Instagram come la tela di Carlotta blog e non mi rimane che augurarvi buona serata. Buona giornata o buonanotte a seconda di dove siete nel mondo. Ciao ciao.

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«Educare con calma» è un bel principio di cui a me mancava solo un dettaglio: la calma. Questo podcast è un resoconto del mio viaggio interiore di genitore.