💬 Domande e Risposte Live con Carlotta
Ciao telistə!
In questo incontro, Carlotta ha risposto alle vostre domande, seguendo una suddivisione lungo tre fasi evolutive diverse (ma intrecciate tra loro!):
- i «meravigliosi» 2 anni (che spesso abbracciano un periodo più lungo, dai 18 mesi ai 5 anni circa);
- il ponte dei 6 anni;
- la preadolescenza.
🌱 I «meravigliosi» 2 anni
Su questa fase evolutiva arrivano sempre tantissime domande, e spesso girano attorno a un unico nodo: le emozioni. Quelle dei bambini, che a questa età sono esplosive e imprevedibili, e (ancora di più!) le nostre di adulti (e di nostrǝ bambinǝ interiorǝ).
In particolare, abbiamo approfondito:
- l'enorme frustrazione che provano a 2/3/4 anni;
- la regolazione a questa età è esterna, si appoggiano a noi per calmarsi;
- piangere equivale a scaricare (proviamo a guardarlo da questo punto di vista);
- perché la richiesta del pannolino (solo) per la cacca è normale;
- la fine dell’allattamento è un cambiamento della co-regolazione;
- lo «spreco delle risorse» è un concetto astratto, che a questa età non può essere (ancora) processato (ma ci sono altri modi per passare questo messaggio a bambinǝ);
- le crisi dovute a eccitazione + immaturità quando sono con amici;
- il fastidio che senti durante i momenti faticosi con tuǝ figliǝ è una ferita generazionale, non un fallimento personale.
🌱 Il ponte dei 6 anni
Tra i 5 e i 7 anni c'è una vera rivoluzione interiore: il cervello si riorganizza, la sensibilità cresce, la consapevolezza sociale si accende. Il risultato è un’altalena continua tra bisogno di autonomia e bisogno di protezione (che per noi genitori spesso si traduce in fatica).
Abbiamo parlato di questo:
- è normale che a volte nostrǝ figliǝ ci sembri «due persone diverse» – a tratti grande, ma che spesso ha comportamenti da piccolǝ;
- le loro reazioni intense non sono manipolazione, ma il segnale di un sistema nervoso in ristrutturazione;
- quando esplodono, non stanno scegliendo di farlo: stanno perdendo l’accesso alle funzioni razionali (e la cosa più utile che puoi fare in quel momento è offrire contenimento, non spiegazioni);
- la co-regolazione è la chiave – la tua calma diventa il loro riferimento.
🌱 La preadolescenza
Intorno ai 9 e i 10 anni i bambini cercano indipendenza, ma allo stesso tempo la vogliono con la certezza che qualcuno li reggerà mentre si allontanano.
In questa parte della diretta, Carlotta ha risposto alle domande che sono arrivate e ha anche condiviso un contributo audio di
Giada Vettorato
, la nostra persona di riferimento su preadolescenza e adolescenza (che ora è disponibile anche sul nostro servizio 1a1).
Ci siamo soffermatǝ su:
- quando il loro comportamento diventa più «duro» o provocatorio con noi genitori;
- la nostra reazione emotiva (fastidio, rabbia, tristezza) non è un fallimento, è memoria corporea: è il modo in cui da bambinǝ abbiamo imparato a proteggere la connessione;
- se reagiamo con ricatto emotivo, punizione o aggressività, non stiamo tradendo i nostri valori: è nostrǝ bambinǝ interiore che prende il volante per un attimo (e possiamo riparare);
- possiamo praticare ad insegnare al nostro sistema nervoso nuove strade e scegliere di rispondere da adulti (non da ferite).
🌱 Un esercizio di meditazione guidata
Alla fine della diretta, ci siamo presi un momento per respirare insieme: Carlotta ha guidato un esercizio semplice ma profondo, un piccolo spazio di consapevolezza per tornare al corpo e alla resilienza quando sentiamo di non farcela o che stiamo per esplodere. Un modo per allenare il sistema nervoso a risposte diverse da quelle automatiche.
Se vi va, potete condividere l'immagine che avete visto nell'esercizio guidato. La mia immagine è una balena 🐋: mi comunica che anche quando sono a metri di profondità e sento che mi manca il respiro, so dov'è la superficie e posso risalire a respirare. 💜
La Balena !!! Che meraviglia è un animale super affascinante!!! la mia immagine è stata un fiume! Capace di scorrere in modo sinuoso in terreni differenti, sa adattarsi ma sa anche scavare lentamente nuovi percorsi per trovare soluzioni alternative. E poi..... finisce in mare !!!
Cara Carlotta, mi sento immensamente grata per questa pratica meditava che hai mostrato alla fine della registrazione. Quanta potenza! Nella mia pratica è emersa tanta tristezza. Quando ho visualizzato la scena: mia figlia immobile e io furiosa, la mia mente ha fatto uno shift ed è andata alla me bambina. E questo ogni volta mi apre il cuore e mi ricentra nel giro di poco tempo. Adesso che scrivo mi viene in mente che potrei usare anche questa immagine. Durante la meditazione, tuttavia, la prima immagine che mi è venuta alla mente è stato un albero che ho visto in questi giorni sull‘isola di Okinawa. Non ne conosco il nome, non sono riuscita a trovarlo neanche online, ma si tratta di un albero dai cui rami partono dei prolungamenti che arrivano fino a terra e penetrano nel terreno. Il suo multiplo radicamento a terra mi ricorda che anche io posso connettermi con la mia forza e radicarmi, sentire i miei piedi che toccano la superficie e respirare.
Sarebbe bello creare una categoria con mini meditazioni guidate. 🧡🙏🏻
Grazie di aver risposto alle mie domande Carlotta, sei stupenda e di grande ispirazione💓 Sto meglio, mi sento compresa e meno in colpa. La Tela è la mia medicina preferita!
Ciao Carlotta,anch'io io non riesco ad ascoltare la registrazione.
Il video non si apre.
Riproverò più tardi.
Ciao Valentina, sei poi riuscita? Adesso dovrebbe funzionare.
Grazie mille Rosalba ❤️ sì ora riesco.
Ti abbraccio 😘
Ciao Carlotta stavo provando a riascoltare la diretta ma non si carica nessuno video. Ho provato sia da smartphone che da PC. Non so se il problema è solo mio. Riproverò.
Ciao Valentina, adesso dovrebbe funzionare, facci sapere.
Ciao si si ora funziona grazieee
La mia immagine è quella di un abbraccio che ho ricevuto da mia figlia di 7 anni, dopo un periodo difficile, con tanti momenti faticosi che sembrano non finire mai. E’ arrivato un abbraccio, di quelli lunghi, …quelli che arrivano all’improvviso quando non te lo aspetti… quelli che donano e generano calma..che ti arrivano dritti al cuore perche senti il bene profondo… Quegli abbracci che dicono sottovoce, mamma so che ci sei, con te sono al sicuro ..
Grazie di cuore Carlotta.
La mia immagine è stata uno spazio ampio pieno di luce bianca.
La porto con me.
Grazie infinite per questo incontro nutriente.
La mia immagine è stata l'abbraccio di sabato con Samuele.
La mia prima, penso primissima volta in cui non ho dovuto respirare...riflettere...recitarmi un copione...per essere la persona che desidero essere.
Samuele ha fatto cadere il mio ipad e c'è pure passato sopra con un piede rompendolo completamente...si è girato verso di me ed è scoppiato a piangere e io sono andata lì e l'ho abbracciato, a lungo...durante tutto il suo pianto...e ho detto solo "lo so, sono qui"
Solo dopo quelle parole mi sono resa conto di cosa era successo a me...non avevo urlato, non avevo avuto nessuno sguardo oltre le parole...nessuna fatica...nessun retropensiero...ero finalmente libera...
libera non da ruote...ma da catene...
e quell'abbraccio me lo ricorderò per sempre...la mia prima...vera...volta...
forse la mia immagine in questa pratica meravigliosa col tempo cambierà...o forse no...chissà...per ora il mio cuore e la mia mente sono solo lì
Grazie Carlotta...e grazie a chi ha condiviso questo momento bellissimo
un abbraccio grande
Ciao Carlotta, sono Eleonora, ci siamo già sentite tempo fa! Se riesco stasera parteciperò alla diretta, mi farebbe molto piacere per la stima che ho di te! Volevo riportare semplicemente l'accento su quello che, secondo me, è rivoluzionario del tuo approccio: rimettere al centro il proprio benessere e la propria realizzazione, e ripartire da li, proprio come primo step nell'educazione dei figli. Questo, nelle nostre vite, sta facendo davvero la differenza. Io come pediatra vedo tante famiglie e mi sembra che si ancora prevalente la narrazione per cui la donna in particolare debba sacrificarsi per il benessere dei figli, annullandosi. Tu e il tuo team state provando a riscrivere questa narrazione e io lo trovo davvero potentissimo. A dopo !
Grazie Eleonora, è un promemoria importantissimo. A tra poco. 💜
Ciao Carlotta!
Io ho due punti da esporre..
1)quando mia figlia treenne è arrabbiata la riporto al coccodrillo..però non mi è chiaro come riportarla alla calma ma farle capire è anche giusto essere arrabbiati e che la rabbia e un'emozione valida..se poi io cerco di riportala ad essere tranquilla..
2)separare la persona dal comportamento..mi riesce con le mie figlie(che sono bambine e quindi in continua evoluzione e stanno crescendo e imparando..)..non mi riesce per niente col mio compagno.. un comportamento non dovrebbe riflettere anche un po' chi siamo dentro?
Grazie mille!🙏🏻
Ciao Claudia,
nella diretta ho risposto brevemente alla prima domanda, ma ci tengo anche ad arrivare alla seconda, perché sai che il lavoro sulla coppia è per me importantissimo.
Primo, ti capisco tantissimo. Separare la persona dal comportamento è più facile con i figli perché, come scrivi, sappiamo che stanno crescendo, imparando, e che il loro cervello è ancora in sviluppo. Inoltre sappiamo che dipendono da noi, e quando facciamo appello a quel pensiero, può fare una differenza grande nelle nostre reazioni.
Con partner è diverso perché nell’età adulta partner diventa la nostra figura di attaccamento primaria: quello che fa o dice attiva il nostro sistema di sicurezza. Per questo ogni comportamento ci tocca più in profondità.
Vedila così: con i figli siamo educatori; con il partner siamo vulnerabili. È attaccamento.
Ma… un comportamento non riflette chi siamo dentro? Bellissima domanda, grazie. Un comportamento riflette come stiamo (stress, ferite, automatismi), non chi siamo. Non riflette il nostro valore o la nostra essenza di esseri umani, ma racconta:
Nella coppia è normale fare più fatica: c’è più vulnerabilità, più aspettativa, perfino paura di perdere l’altro (retaggio dell'attaccamento che abbiamo ricevuto nell'infanzia). Separare persona e comportamento in questo caso non è incoerenza, è lavoro relazionale. (E faticoso, soprattutto senza gli strumenti 💜)
Grazie Carlotta!
I comportamenti riflettono come stiamo!Spunto preziosissimo.
Ieri purtroppo non sono riuscita a collegarmi ma domani guarderò la diretta!
🩷
Ciao Carlotta, innanzitutto desidero scrivere che è davvero prezioso il lavoro che portate avanti. Grazie.
Passo al tema che vorrei sottoporti. Ho una bambina di 9 anni e mezzo ( a dicembre 10 ), è in homeschooling e ha una vita piena fi interessi ed amici di ogni età.
Nell’ultimo periodo inizia a manifestare momenti di insofferenza nei miei confronti.
Sapevo che sarebbe successo, ma non si è mai pronti. Anche perchè ci adoriamo, abbiamo un buon rapporto.
Mi accorgo che in questi momenti di “allontanamento” ho difficoltà a mantenermi centrata, mi è successo di rispondere a mia figlia innescando un ricatto emotivo, del tipo “se tu fai così, mi allontano e mi perdi”. Ovviamente non sono questi i principi che seguo nel mio ruolo di madre ed educatrice. Ho riparato dopo poco parlando con mia figlia. Ma noto che ho difficoltà a gestire al meglio questi momenti in cui lei mi allontana, o mi dice cose spiacevoli. 😅
Ciao Carlotta, ti porgo la mia domanda in anticipo. Sono mamma di due bambine, Chiara 9 e Beatrice 6 anni e mezzo. In questo periodo siamo sotto pressione per alcuni comportamenti di Beatrice. Ieri per esempio a più riprese ha avuto crisi, per un motivo o un altro, che la trasformano in un'altra persona. Si mette sotto il tavolo, scalcia lancia cose o si scaglia contro la sorella. Io le provo tutte: sono qui, ti va di darmi la mano, ci abbracciamo, ma lei sembra in sequestro emotivo e nulla cambia se non si arriva allo scontro forte. Che ovviamente è l'epilogo che non voglio ma che sembra l'unico quando siamo spalle al muro. È una bambina estremamente intelligente e sensibile. Non capisco perché si comporti così. Può succedere perché la sorella le fa una smorfia o perché non ha scelto lei il piatto o perché non vuole la luce accesa.. Per me il suo comportamento è un trigger potente. Vorrei capire come fare e anche come gestire i loro litigi. Grazie per quello che fate. Cosmiana
Ciao Carlotta conoscervi è stata una salvezza come donna come mamma.
Ho una bimba di quasi 6 anni che quando gioca a fare la mamma con sua cugina di 9 anni simulando la gravidanza (quindi un cuscino sotto la maglia) mi raccomanda di non entrare in camera per nessun motivo.. (ovviamente io ho spiato per capire perché) ma non ho chiesto ho rispettato il suo volere...vorrei aiutarla e vorrei parlare con lei di come si fa un bebè..ma non ho il coraggio semplicemente per timore che possa riportare a scuola le informazioni che avrà i dettagli..e così alzare tante polemiche che purtroppo non sarei in grado di zittire.. perché è un tabù radicato purtroppo... però vorrei essere chiara e sincera con mia figlia e dirle che i bebè non arrivano se guardo come gioca e vedo la pancia.. perché facendo alcune domande..lei semplicemente mi ha risposto...non può arrivare un altro bimbo in famiglia perché io e lei andiamo a scuola..poi con chi rimane? Che dolce non ho capito se non vuole o vuole...aiuto che fare...
Ciao Caterina! Di questo non parlerò stasera in chiamata, perché ho un'intera guida apposta che spero potrà risolvere i tuoi dubbi e darti linee guida da seguire. È inclusa nell'abbonamento proprio perché l'educazione sessuale per me fa parte dell'educazione a lungo termine.
Ti lascio solo una riflessione sulla paura che senti: è naturale perché è tabù, ma tu sei nel giusto. L'educazione sessuale dovrebbe essere fatta a scuola, siamo uno dei pochi Paesi dove non succede, quindi se altri genitori si lamentano di cosa dice tua figlia, tu con sicurezza, calma e un sorriso puoi dire che sì, l'ha detto tua figlia perché voi fate educazione sessuale a casa e se anche loro vogliono farla puoi consigliare la nostra guida. Non devi zittire, insomma, ma «solo» essere sicura della strada che hai scelto.
Ecco la guida:
Ps. Parlerei con i genitori della cugina e chiederei se a loro va bene che leggiate il libro insieme, visti i giochi che stanno facendo le bimbe: chiaramente c'è interesse e, specialmente a 9 anni, se non siamo noi adulti a dare le informazioni, i bambini le trovano altrove, spesso dalle fonti sbagliate.
Grazie mille lo farò..ci avevo già pensato leggerò a entrambe e speriamo di coinvolgere e informare in modo corretto tanti bambini/e e che i genitori possono essere consapevoli che informare è importante
Ciao Carlotta,
Ho un figlio di 20 mesi e a breve nascerà la sorellina. Mio figlio è affettuoso, attaccatissimo a me più che a papà, curioso della sorellina, all'inizio della sua fase di autoaffermazione e con parole ancora stentate. Io cerco di parlargli tanto del nuovo arrivo, di mostrargli i neonati che vedo in giro e di spiegargli alcune routine, di coinvolgerlo e di prepararlo ma ancora lui mi sembra così piccolo e ancora così bisognoso di me che questo passaggio mi spaventa molto.
Hai consigli in generale per me?
Sono particolarmente impensierita da:
- la gestione delle notti, quando lui almeno un paio di volte a notte chiama "mamma" e io corro nel suo lettino, solo la mia presenza lo addormenta
- il suo essere un bambino molto affettuoso ma anche molto fisico, temo sia troppo "entusiasta" con la sorella e rischi di farle male, come reagisco per non rischiare di spegnere il suo affetto ma tutelare la bimba?
- il suo voler stare sempre in braccio, in piedi, come forma di consolazione, scoperta del mondo (cosa cucina mamma? Posso prendere una cosa sulla mensola?) e connessione che non riesco a cambiare nonostante provo a connettermi con lui in altri modi, da seduta con abbracci, con parole e attenzioni.
Grazie mille 💜
Ciao Alice, stasera non risponderò a questa domanda, ma ti chiedo se hai già visto le lezioni della nostra categoria Fratelli e sorelle? Credo che lì troverai già alcune risposte per prepararti.
Ti consiglio già di parlare con tuo figlio di come cambieranno gli equilibri e proprio di dinamiche precise: per esempio, «Quando ci sarà la sorellina, in questo momento lei sarà qui in braccio a me a mangiare e tu sarai lì sul tappeto a giocare con il puzzle. Possiamo stare tutti insieme» / «Quando arriverà la sorellina e dobbiamo cambiare il pannolino, tu potrai aiutarmi prendendo quello pulito e dandomelo in mano, proviamo?».
Inoltre a breve uscirà una masterclass di
Chiara Baiguini
proprio sul ruolo del papà nell'addormentamento, che credo vi aiuterà molto in questa fase di transizione.
Ciao Carlotta, grazie mille! Sì sono in cammino in quella categoria e mi sto divorando le lezioni. Ti ringrazio tantissimo per il suggerimento sulla specificità delle routine che mi sembra ottimo; effettivamente, a questa età, più sono concrete le spiegazioni e meglio è. Non vedo l'ora della nuova masterclass di Chiara che sicuramente sarà utilissima.
Spero di riuscir a partecipare stasera per sentirti parlare, è sempre bello e motivante. Grazie per il tuo tempo!
Ciao Carlotta,
siamo i genitori di una bambina di tre anni e mezzo e avremmo due domande per te (si può?)
La prima è di carattere più generale: stiamo facendo davvero molta fatica a trasmetterle il concetto di “non sprecare” (dalla carta alla carta igienica, dall'acqua del rubinetto al cibo, etc...). Hai qualche suggerimento su come aiutarla a comprendere questo valore in modo semplice e positivo?
La seconda riguarda invece la gestione delle emozioni quando invitiamo i suo amici o amiche a casa, o andiamo a casa di altri bambini e bambine della sua scuola: nostra figlia si eccita moltissimo e fa fatica a contenere quell’entusiasmo. Salta, corre, non riesce a stare ferma e propone giochi o comportamenti che sa non essere appropriati. Hai per caso un copione o qualche strategia che possa aiutarla (e aiutarci) in questi momenti?
Grazie di cuore,
Federica e Michele
Ciao, sono Miriam mamma di due bimbi di quasi tre e otto anni. recentemente ho cambiato lavoro e mi accorgo di essere stanca e affaticata dalla nuova mansione e dalla gestione domestica (la signora che ci aiutava in casa per due ore a settimana non era più disponibile e non riusciamo a trovare una sostituzione).
Il mio bimbo di 8 anni è in un periodo evolutivo di sfida ed eterno No!!! Nonostante mi sembra di dedicargli il maggior tempo e attenzione possibile…
Ieri pomeriggio ho dedicato con lui un’ora a raccogliere il suo caos, poi gli avevo proposto di guardare insieme mentre il fratellino dormiva le Slide del corso di fumetto NO!!, gli ho chiesto di approfittare di un po’ di tempo per leggere il libro per la scuola NO LO
FACCIO PRIMA DI ANDARE A LETTO!!
Nel tardo pomeriggio tutta la famiglia e andata alla sua prima partita di basket ..
La sera mi metto con lui nel suo letto con il mio libro per leggere insieme ed è stato NO!!! Lui urlava e io sono esplosa.. e alla frase SEI LA PEGGIORE MAMMA DEL MONDO ho risposto male e me ne sono andata colma di stanchezza e frustrazione (e dicendogli che no gli avrei dato la merenda bonus di novembre)
Stamattina guerra fredda, a mala pena mi parla… ma si prende cura del fratellino in un atteggiamento che a me trasmette paura, che abbia paura di me…
Ho letto e riletto tutto e da anni, cerco di mettere in pratica ma questo atteggiamento di perenne sfida (e disordine…) mi abbatte e mi fa sbottare….
Grazie per averne parlato…
Mi rendo conto che improvvisamente è scattata la preadolescenza e io non mi sento anzi non sono assolutamente pronta… e la mia bambina interiore viene subito alla ribalta, invade tutto, schiaccia e uccide…
Ciao Carlotta. Sono responsabile e educatrice di un progetto in natura (asilo nel bosco) e mia figlia viene con me da quando ha 1 anno.
Ora ha 3 anni e le problematiche delle quali voglio chiederti un aiuto sono legate allo spannolinamento e alla gestione/reazione alla frustazione.
1. Usa regolamento il vater o il vasino per fare la pipì (da circa 4-5 mesi) mentre continua a chiedere il pannolino per fare la cacca. Sente lo stimolo e chiede il pannolino, oppure, più sovente, approfitta di quando lo ha (appena sveglia dopo la nanna, comunque assicurandosi di averlo chiedendo "ho i pannolino?"). Abbiamo provato e spiegato varie volte e, ad oggi, non è mai riuscita a farla da seduta.
Da un mese abbiamo smesso l'allattamento. È stata una riduzione graduale finché un mattino, esasperata, le ho detto di ciucciare tutto che poi non lo avrebbe più fatto (ciucciava ormai contando 10 secondi prima di addormentarsi ma al risveglio, molto presto, mi svegliava spogliandomi senza chiedere, stava molto e ciò mi innervosiva).
Ora chiede ancora ogni tanto alla sera o alla mattina di dare un bacio alla tetta (ciuccia 1/2 secondi) e le tocca, chiedendo di poterlo fare.e soprattutto nella fase nanna/risveglio (Ho aggiunto questa parte dell'allattamento perché è un cambiamento avvenuto recentemente).
2 È molto determinata e ultimamente (o forse da sempre ma ora di più??) piange facilmente a seguito di "piccole" frustazioni (quando le cose vanno diversamente da come si era immaginata andassero, se vuole una cosa e non può averla...), soprattutto quando è stanca. Piange tanto e, se triste, chiede un abbraccio, se arrabbiata, scalcia. Lo fa soprattutto con me e all'asilo. Riesce a verbalizzare bene ad es. "so che non si può andare ma io volevo...".
Io sento dentro il fastidio di questo atteggiamento, che vivo con il sottotitolo della tradizionale espressione "essere una piagnucolona". Provo ad anticipare spiegando che potrebbe provare frustazione, accolgo con calma ma dentro mi da fastidio non riesca a tollerare e pianga "per poco".
Con uno sguardo più lucido mi rendo conto che probabilmente è il suo modo di gestire questo disagio e non c è nulla di male ma mi dispiace vedere tutto questo malessere.
Grazie di questa possibilità di condivisione ❤️
Ilaria
Ciao a tutte/i. Con dispiacere mi sono dovuta cancellare dalla diretta per un impegno imprevisto dell'ultimo minuto.
Se possibile ascolterò la registrazione e se ci sarà tempo per rispondere alle domande che ho fatto Grazie di cuore.
Alla prossima! Un abbraccio e buona serata🩷
ciao Carlotta,mia figlia di 9 anni molto sensibile sta iniziando ad avere dei piccoli attachi di ansia descrivendole come nodi in gola,fatica di respirare o giramenti di testa.Come posso aiutarla?Vorrei aggiungere che e una bambina molto rispettosa\empatica dove si mette in secondo piano per il benessere di noi genitori\sorella\amiche purtroppo comportamento che ha presso da noi.
Ciao Klodiana,
capisco la tua fatica e credo sia importante che avvii una conversazione aperta con lei. Ti do alcune idee per iniziare il lavoro:
E questo potrebbe essere un buon approfondimento:
Percorso / Crescita personale
Esercizi per regolare il tuo sistema nervoso
Provali e scopri quello che più aiuta te.
Inoltre ti consiglio la masterclass sull'autostima, che potrebbe darti spunti interessanti in generale. La conosci?
Ciao Carlotta,
Io vorrei chiederti un consiglio su come cominciare a fare " un lavoro" che solo a pensarlo mi fa fare fatica. Si tratta di mio figlio di 8 anni che ha cominciato a subire la pressione sociale del marketing rispetto all'abbigliamento. Mi chiede di comprargli scarpe e vestiti solo di determinate marche sportive e noto che ci tiene tantissimo. Io provo a ragionare con lui su questo tema ma mi rendo conto che ho pochi strumenti, soprattutto non riesco a catturare davvero la sua attenzione. Come posso prepararmi.a questo lavoro ?
Ciao Valentina! Ieri sera avevo anche selezionato questa tua domanda come bonus se ci fosse stato più tempo, ma non ci sono arrivata. Ti lascio, però, una risposta di
Zaira
(la nostra persona di riferimeto per tutto ciò che ha a che fare con educazione alla parità e stereotipi) che penso potrà aiutarti un pochino.
Zaira scrive:
Questa è una domanda bellissima; e la risposta non è sicuramente o bianca o nera, ma una bella sfumatura di grigio!
Proprio di recente Nico (nostri figlio) ci ha chiesto
1) un costume per Halloween
2) non fatto a mano.
Lo ha specificato chiaramente, in pieno stile “mi voglio conformare”, e noi lo abbiamo lasciato fare perché avevamo il privilegio di potercelo permettere, di comprarne uno. Abbiamo scelto una tuta che potrà poi riutilizzare nel quotidiano, cercando di restare il più fedeli possibile ai nostri principi di consumare il giusto — o il meno possibile.
Certe scelte, come comprare solo se necessario, scegliere marchi etici o il second-hand, le tramandiamo con l’esempio, sapendo che prima o poi quei semini germoglieranno. Alcunə bambinə sono più anticonformistə, per altrə è più importante sentire di appartenere a un gruppo; e a volte va a fasi, anche a seconda della fase di sviluppo in cui si trovano (8 anni sono in piena fase gruppo, sociale, appartenenza!).
Se lə vediamo conformarsi senza sofferenza (cioè se la radice non è prese in giro o bullismo), io lascerei fare — magari impostando dei limiti, come come acquistare meno capi se più costosi — con la consapevolezza di coltivare, nel tempo, un gusto personale e dei valori propri. Ma questa consapevolezza arriva con tempo e pratica!
Per metterci nei panni delle nostre piccole persone, faccio spesso l’esempio della depilazione dei peli per le donne o del tingersi i capelli bianchi: spesso lo facciamo anche se non è del tutto allineato ai nostri valori, perché anche per noi è importante non sentirci “troppo fuori dal gruppo”. Ecco, magari per loro quella scelta di abbigliamento è mossa dallo stesso desiderio e l'importante è che ne siamo consapevoli — ed è anche una bella opportunità per avviare una conversazione.
Ps. Ovviamente sto parlando di compromessi che non vanno troppo oltre i nostri valori etici (ad esempio capisco un genitore che vieti un marchio implicato nel lavoro minorile, se questo fatto è noto e in contrasto con la propria etica). Io stessa non sono sempre coerente, ma “rompo le regole” in totale consapevolezza.
Grazie, Zaira, per il tempo che dedichi alla comunità, sei un pilastro.
Riassumo alcuni strumenti pratici:
Un bambino di 9 anni, è giusto che lo considero ancora un bambino? È giusto che lui si consideri ancora un bambino e che voglia giocare e portare con sé action figure grandi? Lui dorme nel lettone, lo so che è grande, ma lui non si sente pronto e il padre nonché mio compagno, dà la colpa a me perché dice che lo tratto come un bambino ancora piccolo . Preciso io e lui abbiamo visioni diverse sull educazione , lui non molla quella tradizionale . Sto sbagliando ? Sto facendo diventare mio figlio preda del mondo? Mi sento affogare .
Ciao Francesca cara, ti abbraccio forte .💜
Intanto che aspettiamo la diretta, ci tengo a rassicurarti: sì, a 9 anni tuo figlio è ancora un bambino, senza dubbio!
Arriveranno prima o poi i primi segnali della preadolescenza, magari non subito, dipende da bambino a bambino, come sempre. Ma questo non significa che da un giorno all’altro smetta di essere bambino.
La preadolescenza è un percorso graduale, fatto di andate e ritorni, di fasi in cui ci si sentono grandi e altre in cui hanno bisogno di gioco, di momenti in cui sperimentano la loro autonomia e altri in cui tornano verso di noi in cerca di sicurezza.
È un po' come il «ponte dei sei anni», quando i bambini passano dal primo al secondo piano dello sviluppo (ma declinato nella versione dell'ulteriore passaggio verso l'adolescenza). Magari potreste parlarne, in un momento di calma, e potresti comunicare al tuo compagno che in ogni tappa di sviluppo è davvero importante seguire i tempi dei bambini:
Il fatto che lui voglia giocare o dormire ancora con voi non è affatto un «ritardo» dello sviluppo, né è qualcosa che gli impedirà di crescere (anzi, come nella prima infanzia, più cerchiamo di staccarli «forzatamente» da noi, meno si sentono sicuri): è semplicemente il suo modo di stare bene in questo momento.
Ed è sano che si comporti da bambino finché vorrà (molto più di alcuni comportamenti «da grandi» che spesso precocizzano i nostri figli e li mettono di fronte a situazioni che non sono ancora pronti a gestire).
Io ad esempio sono felice che mio figlio di 11 anni giochi per gran parte del suo tempo libero: il gioco è ancora il suo lavoro, il suo strumento principale per crescere. Piano piano, e sempre in modo graduale, arriverà anche per lui la prossima fase della vita.
Capisco però anche la fatica che stai vivendo e il senso di conflitto con il tuo compagno. Ma prova a concentrarti sul fatto che questo disagio verso il suo «essere ancora bambino» non è tuo, appartiene a lui. Non è una colpa che ti devi addossare.
Ps. Non lo stai rendendo «preda del mondo». Al contrario: gli stai insegnando che può fidarsi dei suoi tempi e che non deve forzarsi per compiacere gli altri. In pratica, gli stai donando autostima e fiducia in sé, che è la base più importante per crescere.
Vorrei tanto abbracciarti , davvero . Grazie di cuore . Grazie di cuore . Grazie
Ciao Francesca!
Ci tengo ad aggiungere un pezzetto a quello che ha scritto Rosalba, che avrei scritto anche io: mettere il bambino al centro e rispettare i suoi tempi non significa cancellarci noi.
Se condividere il lettone toglie sonno, serenità, intimità di coppia o benessere fisico,
allora hai la responsabilità di cambiare questa situazione: i bambini cercano in noi una guida, un capitano della barca sicuro, che anche quando dobbiamo prendere decisioni difficili non esiti e rimanga calmo e assertivo. Questa è educazione a lungo termine.
Puoi dire: «Ti capisco, non ti senti ancora pronto ad andare nel tuo letto. Io e papà sentiamo che per dormire bene abbiamo bisogno del nostro spazio. Ti accompagniamo verso un passaggio graduale al tuo letto».
Il passaggio graduale può essere che fate un accordo che vada bene a entrambi, che magari per un po' aspetti con lui finché si addormenta nel suo letto, che ti prepari mentalmente a qualche svegliata notturna per riaccompagnarlo ad addormentarsi nel suo letto; che dai autonomia decisionale in altri ambiti: dove mettere il letto in camera (riorganizzare i mobili come vuole trasmette fiducia e autonomia)…
Questa non è forzatura. È confine personale + accompagnamento = capitano della barca in azione.
I bambini crescono sicuri quando vivono dentro relazioni dove:
Se ti senti insicura su come fare questo passaggio, ti consiglio di scrivere un messaggio a
Chiara Baiguini
nel nostro servizio 1a1 per iniziare con i piedi puntati nella direzione che più si adatta a voi: