Spesso vedete Oliver ed Emily che vanno al supermercato o al parco giochi da soli. O che vanno in bici lontani, dove noi non li vediamo. O che attraversano strade da soli. È successo negli Emirati Arabi, in Vietnam, Thailandia, Malesia, Indonesia, Nuova Zelanda, Italia, Spagna, Croazia, Slovenia, Belgio… Non solo ora, ma anche quando avevano appena 2 anni (se siete con noi da allora, ricorderete quando sfrecciavano sulle loro bici da equilibrio decine di metri davanti a noi).

La fiducia si costruisce

In Vietnam i bimbi giocarono per un mese in un parco giochi a tre livelli che non aveva alcuna protezione standard: d’istinto, non avrei permesso loro di fare nulla. Invece, sono salita con loro i primi giorni, abbiamo visto i punti pericolosi, i buchi nelle assi, li lasciavo esplorare e mi trattenevo dall’intromettermi. All’inizio erano cauti, più di quanto mi aspettassi. Alle fine lo (per)correvano a occhi chiusi. Non si sono mai fatti male. Emily ha compiuto 3 anni su quella struttura. La fiducia di tutti è aumentata.

Ma non avete paura?

Certo. La paura che un figlio possa farsi male (o peggio) è un istinto di protezione. La paura è amica, ci ha fatto evolvere fino ad oggi. Il problema è quando quella paura non ci permette di dare ai nostri figli l’autonomia e l’indipendenza di cui hanno bisogno per praticare il controllo della propria vita. Noi scegliamo consapevolmente di non vivere nella paura, ma valutare ogni situazione singola e preparare i nostri figli ad affrontarla.

È questione di mentalità 

Io sono stata cresciuta in maniera apprensiva e l’apprensione è la mia naturale risposta, perché tendiamo ad educare come siamo stati educati. Mi sento fortunata ad avere accanto un uomo cresciuto in una cultura diversa, quella finlandese, che dà molta autonomia e indipendenza ai bambini fin da piccoli. Ho scoperto una mentalità nuova e ho voluto cambiare la mia: non è stato facile, ma oggi ne raccolgo i frutti a ogni passo. 

Può succedere qualcosa!

Può sempre succedere qualcosa. La tragedia succede che io sia vicina o che non lo sia. Noi preferiamo non vivere nella paura. Dare ai bambini indipendenza e autonomia non significa lasciarli soli in balia di pericoli: si può dare autonomia in sicurezza (per esempio, all’inizio si può rimanere lontani, ma dove li si vede; dire loro che li seguite da lontano quando vanno dal panettiere; sapere i minuti che ci vogliono per andare e tornare e aspettarli attivamente…). 

Non siamo sprovveduti

Valutiamo bene le situazioni, pratichiamo a lungo e a fondo con i bambini, abbiamo iniziato da piccoli passi, conosciamo le loro capacità. Abbiamo una parola segreta che loro chiedono se un estraneo li approccia, raccontiamo la verità del mondo, ma non instilliamo in loro paura. Diamo loro regole chiare e ci assicuriamo che siano in grado di rispettarle, ma non li priviamo dell’esperienza di praticare il controllo della propria vita, perché vogliamo rispondere al loro bisogno di indipendenza e fiducia.

A che età avete iniziato?

L’età conta solo in parte. Conta di più osservare il bambino e scoprire i suoi limiti e le sue capacità (e poi mantenere una mente aperta, perché i piccoli acquisiscono nuove abilità ogni giorno!). Noi abbiamo iniziato molto presto da cose minuscole, come lasciarli attraversare senza mano (è più pericoloso se non lo insegno). A 4 anni Oliver arrivava a scuola in bici molti minuti prima di me; a 4 anni Emily andava al supermercato da sola. Ce lo chiedevano loro e noi lo concedevamo, perché li sapevamo pronti.  

Ma io non mi fido degli altri!

Il mondo è più sicuro oggi di un tempo (lo dicono le statistiche): ciò che è cambiato è l’accesso all’informazione. I telegiornali e internet ci imboccano il peggio del peggio di ogni posto del mondo. Se non ci informiamo bene, rischiamo di rimanere intrappolati in credenze limitanti e di instillare nei nostri figli una paura del mondo soggettiva e poco vera. (Poi, statisticamente parlando, i pericoli più grandi per i bambini sono tra le mura domestiche, da parte di persone di cui si fidano).

È un bellissimo circolo di fiducia 

Il mondo a volte è pericoloso, ma se io non preparo i miei figli ad affrontarne i pericoli, non posso aspettarmi che sappiano farlo e non sento di potermi fidare di loro. Se invece offro autonomia e indipendenza e l’opportunità di risolvere i problemi da soli, i bambini sono più pronti ad affrontare eventuali situazioni di pericolo. È un circolo: noi diamo loro fiducia e opportunità, loro ci dimostrano di essere capaci ad affrontare i pericoli, la nostra fiducia cresce e diamo ancora più opportunità. Tutti vinciamo!

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