Benvenute e benvenuti a un altro episodio di edukare con calma.
Oggi vi parlo ancora di una sfumatura della cura di sé, che è una pratica che
io ormai faccio
da anni, ovvero passare ogni qualche mese, qualche giorno da sola.
E per da sola intendo proprio da sola.
Tutto iniziato quando ero ancora a Marbella, impianta stabile, era forse il
2019, poco
prima che partissimo per viaggiare a tempo pieno.
E mi sono resa conto, forse per la prima volta che mi mancava terribilmente de
llo spazio
per me. Il mio spazio era continuamente occupato da altre persone, o i miei fig
li, o mio marito,
o mio marito i miei figli insieme, e quando ero nero con loro erano amiche, fig
li di amiche,
le compagne di ballo, i miei studenti, i colleghi, non conoscevo affatto la sol
itudine.
E allora un giorno parlando nei con Alex, lui mi ha detto "carlota perché non
voglio
farti un fine settimana da sola, da qualche parte".
Io non ci ho pensato due volte, ho comprato un billetto per Madrid, Alex mi ha
trovato un hotel
carino e a buon mercato, lui e il mio travel planner, e sono andata.
Nei giorni che ho trascorso da sola, ho letto due libri interi dall'inizio alla
fine, ho
mangiato insilenzio, assaporando ogni bocone, sono uscita ovviamente a mangiare
nei ristoranti,
ma ero da sola, ho passeggiato, ho lavorato, ho osservato l'agente, ho pensato,
mi mancavano Alex e i miei figli, era la prima volta che sta volontana dai miei
figli,
e avevo smesso di allattare da poco perché ero finita inospedale per un mesa,
causa di una peritunite,
e avevamo dovuto interromper l'allattamento in maniera brusca.
Ma come vi dicevo prima, quella non era l'unica prima volta, era anche la prima
volta che stavo
alla conme stessa, e mi sono a resa conto che in tutto quel tempo dopo essere
diventata
madre, in quei due anni dopo essere diventata madre, nonostante fosse riuscita
a ritagliarmi
tempo per me, perché lo sappiamolo in segno da tanti anni, la cura di noi è
un prerequisito
dell'educazione a lungo termine, e io su questo predico bene, ma razzolo ancora
meglio.
Quel tempo da sola, che mi ritagliavo nella mia vita a Marpeia, era quasi
sempre legato a uno scopo.
Per esempio, anche quando non lavoravo, scrivevo il mio piccolo blog, la tela
di Carlotta,
da cui poi è voluta la tela, ma in realtà anche in quel piccolo blog c'erano
già delle aspettative
dai lettori, e quindi non era esclusivamente tempo per me stessa.
Era anche tempo per gli altri, e nemmeno l'esercizio fisico era davvero tempo
per me, perché c'era
comunque una tensione verso un obiettivo per quanto desiderabile per quanto
salutare.
C'era un senso di responsabilità anche verso la mia salutamentale e fisica.
Quell'fine settimana da sola a Madrid mi ha fatto capire che il tempo per me
non dovrebbe
avere uno scopo, dovrebbe essere uno spazio personale che può essere occupato
per il solo
piacere di godere della mia compagnia.
E in qui giorni lontana della mia famiglia mentre pranzavo da sola, pensavo e
più pensavo,
più me rendevo conto che il dialogo con la mia testa mi piaceva.
E questo in realtà mi ha poi aiutato quando abbiamo iniziato a viaggiare a
tempo pieno,
perché effettivamente in questo stile di vita c'è molta solitudine.
Io che ho sempre pensato di non essere capace a stare da sola oggi chiaramente,
so che non è più così.
E allora vi lascio con un pensiero oranjatela.
Non deve per forza essere difficile prendersi del tempo di qualità con e per
se stessi,
e non c'è bisogno di andare lontano a aspettare un giorno speciale.
Spesso il tempo di qualità con e per noi stessi
può essere semplicemente solitudine, un pranzo da soli, un caffè da soli,
una passeggiata da soli, con i propri pensieri, con i propri dialogi interiori,
con le sensazioni del proprio corpo.
E questa dall'ora da quella volta è diventata una pratica per me senza una sc
adenza fissa,
cerco sempre di ritagliarmi dei giorni solo per me stessa.
Che se la maggior parte di questo tempo e spesso dedicata al lavoro,
anche in quel tempo cerco di ritagliarmi dei momenti senza scopo?
E tra l'altro proprio adesso che sto registrando
è uno di quei giorni che mi sono ritagliata per stare da sola.
Alex e i bimbi sono andati a Buenos Aires per rinnovare i loro passaporti
e io ho scelto di restare a casa, a casa nel van chiaramente.
In questo momento sono parcheggiata nel parcheggio di uno tell,
vicino al centro di Assuncion in Paraguay.
Avrei potuto andare con loro e sicuramente messerei divertita,
anche quella sarebbe stata una pausa dal lavoro.
Ma questa volta non avevo bisogno di una pausa dal lavoro,
avevo bisogno di una pausa dal loro, dalla mia famiglia,
dal Alex e dai miei figli e non mi vergogna da metterlo.
Non c'è mai vergogna nel dare la priorità a noi stesse.
Non solo è così che sgretoliamo il paradigma amore uguale sacrificio,
ma è così anche che ci permettiamo di essere genitori, migliori,
più regolati, più soddisfatti e più presenti.
E questo per oggi è tutto.
Sono davvero curiosa di sapere che cosa ne pensate voi?
Se questa ragnatella è in cinque a smosso qualcosa dentro di voi,
e se ha piantato dei semini o se ha magari tessuto dei fili della vostra ragn
atella,
scrivete me lo nei commenti.
Potete andare sulla tela.com/podcast e cercare il numero di questo episodio
oppure scrivere il titolo o anche solo solitudine nella lente di ricerca sulla
tela.com.
Non mi rimane che augurarvi buona giornata, buona serata o buona notte.
buona notte, a seconda di dove siete nel mondo. Ciao!