Benvenuti e benvenute a un nuovo episodio di educare con calma.
Oggi faccio un altro di quei episodi a raggnate, la ormai dobbiamo chiamarli
così perché sono episodi in cui
mi siedo e vi racconto qualcosa che ho in mente, senza avere avere una strutt
ura, di solito mi piace di più
avere una struttura, una scaletta di quello che vi racconterò, per chi conosce
il podcast dall'inizio, non avevo mai
scalette. Poi ho iniziato piano piano a fare le scalette perché mi rendevo
conto che era anche più efficace, proprio per
le tempistiche del podcast e anche per me per registrare mi aiutava a focalizz
armi e poi invece piano piano mi sono
stotornando un po' all'inizio, forse è un po' la nostalgia dei momenti del mio
piccolo blog, quando ho la tele
era ancora un piccolo blog, era ancora la tela di Carlotta, forse è un po'
nostalgia di quei momenti, ma mi viene voglia a volte di sedermi e parlarvi di
nuovo così come mi capita.
Quindi oggi voglio rispondere a una domanda che mi fate spessissimo, a cui io
già risposto in alcuni contenuti sul sito, ma è una domanda che continua ad
arrivare.
Quindi rispondo. La domanda è "quanto tempo per gli scermi hanno i tuoi figli
a settimana?"
Ok, piccola premessa, io e Alex su questo, abbiamo visioni un po' diverse, io
sono molto rigida, lui è un po' più flessibile, io direi molto
flessibile, ma lui dice un po' più flessibile. Perché? Perché una delle più
grandi tematiche o delle più grandi motivazioni che mi portà
Alex e magari dovrò invitarlo a fare un episodio con me, a favore degli scermi
e che lui mi dice, io quando ero piccolo non non ho mai avuto limiti su gli sc
ermi, sull'uso degli
scermi, ed è per questo che sono riuscito a portare avanti questa mia capac
ità, questa mia passione, e ho creato una carriera sull'uso degli
scermi, perché non avevo limiti, potevo semplicemente continuare ad imparare e
affinare le mie capacità, chiaramente passavo tantissimo tempo davanti allo
schermo. Per me il contro counterargument, come si dirai in italiano non lo so,
che noi viviamo in un mondo digitale oggi molto diverso da quello che ha
conosciuto Alex da bambino, è vero, c'era già l'online, c'era già l'internet
eccetera eccetera, ma in realtà il mondo del digitale non era così presente,
non
vedevamo bambini con il cellulare nel passegino per strada, non vedevamo bamb
ini tutti i bambini con il cellulare a tavola, il digitale era presente esisteva
, ma non era
una presenza così onni presente, e quindi capisco quello che mi dice Alex, ma
per me e per gli studi che io conosco, per le ricerche le statistiche, come
funziona il cervello eccetera eccetera, io mi sono sempre sentita di stare più
sul
lato della rigidità, quindi oggi non vi porto studi, non vi porto statistiche,
non vi porto nient'altro che la nostra esperienza, con questa piccola premessa
vi racconto che per tantissimi
anni i miei figli non hanno guardato nessun tipo di schermo, se guardavano sch
ermi di solito erano magari un documentario che guardavamo insieme, un document
ario settimana, magari era un episodio di
curious George, la settimana curioso come George, oggi se fosse 10 anni fa, 8
anni fa magari guarderei bluì con loro, un episodio settimana, questo era il
nostro accordo, cioè non era un accordo, era qualcosa che facevamo e che
sempre è stato diciamo abbastanza naturale per noi, perché sapevamo che
introdurre lo schermo, avrebbe poi portato a più fatica, e quindi abbiamo
sempre deciso insieme di posticipare, posticipare, posticipare, posticipare,
posticipare, quando Oliver mi sembra aveva 8 anni e dei mili sei, abbiamo regal
ato loro due console, nintendo, queste per giocare ai videogiochi, non chiedete
mica cosa sono, se mi sente Giulia dall'aglio si mette le mani tre capelli, va
bene, abbiamo regalato questa console perché ci siamo detti, vogliamo frirai i
nostri figli,
schermi che non siano solo passivi, oltre agli schermi che noi stavamo già cre
ando sulla tela, perché le lezioni di disegno, le lezioni di yoga, oggi abbiamo
lezioni di musicalità, di cucina, di camisci bai, sono tutti schermi che noi
chiamiamo attivi, quindi volevamo aumentare gli schermi attivi e non diminuire,
perché erano già pochissimi, ma non aumentare gli schermi passivi, schermo
passivo è quello che stai a guardare passivamente, così come un ozzombico,
come un couch potereo,
e lo schermativo invece è uno schermo che usi il corpo per fare qualcosa che
ve di sullo schermo e quando spegni lo schermo ti rimane una skill, una abil
ità, ti rimane magari un flow di yoga, ti rimane la capacità di disegnare un
cane, piuttosto che un gatto, o fare una piccola attività, ecco, queste sono
schermi attivi, o magari noi abbiamo anche tutorial di origami, ti rimane la
capacità di ripetere quello origami anche dopo ad respendolo schermo, questi
sono schermi attivi.
Quindi abbiamo deciso che ogni tanto i bimbi potevano usare uno schermo attivo,
che fosse il video gioco, che fosse una video lezione sulla tela, ok?
Non sto a entrare nel tema di come andata quando abbiamo comprato le nintendo,
perché è una storia che ho raccontato anche nel mio libro "Cosa Sarò da
Grande", chi ce l'ha può andare a rileggiello nel capitolo relativo, che mi
sembra sentito lì, metti la tv in cantina.
Ma beh, non vi ricordo il titolo del capitolo, ma è il capitolo relativo al
digitale. Ok, un paio di anni fa, abbiamo introdotto, quindi quando Oliver ave
va 9 anni ed Emilia aveva 7 anni, abbiamo introdotto il budget degli scermi di
intrattenimento.
Quindi abbiamo deciso un numero di ore a settimana in cui loro potevano usare
scermi di intrattenimento. Scermi di intrattenimento sono scermo passivo, un
documentario, un cartone, un film d'animazione, schermo attivo, video gioco, le
zione di disegno, eccetera eccetera.
Abbiamo deciso un numero con il quale io mi sentivo a mio agio che sono 3 ore a
settimana. Quindi 3 ore a settimana divise così 1/2 di filmo documentario o 1/
2 di filmo documentario e 1/2 di video gioco.
Da qualche mese Oliver ed Emilia ci hanno detto che avrebbero piacere di avere
un po' più tempo nella giornata del video gioco perché vogliono avere il
tempo di entrare nel video gioco, di passare livelli e quellora che avevano non
bastava mai, perché stavano imparando, tutte le volte passavano una settimana,
quindi dovevano riparare come si muovevano i personaggi eccetera.
Poi a volte passavano anche 2 settimane o 3 settimane, perché quando siamo in
posti pieni di natura eccetera, a volte si dimenticano anche di guardare gli sc
ermi e quindi volevano avere un po' più di tempo, ci l'hanno chiesto, io Alex
ne abbiamo parlato e abbiamo deciso un qualcosa di diverso, un po' fuori dalla
biazzona di confort, ma deciso perché abbiamo, come dire, sentito che potevamo
fidarci.
E poi anche perché volevamo capire qual è il loro limite. Quindi abbiamo
detto loro "Ok, il giorno in cui giocate al video gioco potete giocare quanto
volete".
Quanto volete non significa tutto il giorno, ma significa mettere in atto tutte
le cose che abbiamo imparato in questi anni, quindi quando cominciate a sentire
gli occhi che bruciano, quando cominciate a pensare "Uh, stiamo giocando da
tantissimo tempo".
Provogliamo continuare, ecco quello è il cervello che noi chiamiamo addictive,
quindi abbiamo parlato con loro e abbiamo appunto rispiegato tutti questi pic
coli segnali e abbiamo detto "Quando voi sentite questa sensazione di aver già
passato tanto tempo davanti allo schermo, ma di volerne di più, e li che dov
ete fermarvi".
Perché li che voi sa te riconoscendo, sentendo il limite, ma sa te decidendo
di andare oltre. E questa tra l'altro, una cosa di cui parliamo anche per noi
adulti con le serie televisive, io per esempio nei periodi di molto stress, una
mia abitudine e fare binge watching, quindi guardo episodi di serie televisivi
a ruota.
E' una cosa che sto imparando anche io a tornare indietro, quindi racconto la
mia esperienza, racconto quanto sia difficile riuscire a staccare e quanto sia
importante riconoscere quel momento in cui dici "Wow, questo è veramente etro
ppo, ho già passato un limite e fermare e spegnere".
Ed è uno split seconde, proprio un secondo che prendi quella decisione, ma
quella decisione fa tutta la differenza. Quindi abbiamo parlato con loro di
tutto questo e per alcuni mesi ha funzionato effettivamente, abbiamo notato che
naturalmente verso le 3 ore, 3 ore 1/4, 3 ore meno 1/4, cioè 2 ore 45 smettev
ano.
Poi però, a un certo punto, hanno cominciato con un 15 minuti in più, una me
zz'ora in più finché qualche settimana fa sono arrivati alle 5 ore, 5 ore di
fila.
Per me questo è off limits, per me questo è un chiaro segnale che qualcosa
sta succedendo e che loro stanno evitando di ascoltare quel limite, di agire
sulla base di quel limite che sentono.
Perché noi gli abbiamo anche chiesto, voi lo sentite quel limite e ho avuto
oggi quella sensazione di questo etroppo e loro ci dicono sì.
E allora gli diciamo, e lì che avresti tutto spegnere. E non ci arrabbiamo, o
almeno proviamo a non arrabbiarci, di solito Alex è molto più tranquillo in
questa conversazione e io invece sono un po' più, come dire, agitata in questa
conversazione perché per me è una slip ori slope.
Se bisogna mantenere questo lavoro, continuare a fare questo lavoro con i nost
ri figli perché è un attimo che perdiamo il controllo degli skermi, no?
E quando lo perdiamo diventa veramente difficile tornare indietro. Non è
impossibile, tra l'altro su questo abbiamo ancora una masterclass di Sylvia d'
Amico in cui silviaci parla proprio di come tornare indietro quando vediamo dip
endenza.
Quindi abbiamo avuto questa conversazione e adesso siamo in quel cercare di cap
ire come fare, come gestire questa nuova situazione, anche perché da qualche
settimana ci hanno chiesto, possiamo cambiare lo schermo passivo, possiamo
cambiare il film con un video gioco.
No, io bian detto sì, perché no, puoi cambiare lo schermo passivo con un
video gioco, loro conoscono anche la differenza tra schermo passivo, scherm
ativo, eccetera, eccetera.
Tutto questo fa parte dell'educazione digitale, al benessere digitale che fac
ciamo da quando avevamo lo due anni, quindi calcolate che sono conversazioni
già molto avanzate.
Se state iniziando vi consiglio di andare nella nostra categoria del percorso
per educare a lungo termine che parla proprio di schermi e li trovate il
framework per iniziare questo lavoro.
Ok, quindi calcolate che queste sono conversazioni, vi sto parlando di un live
llo del nostro livello, di un livello che forse potrebbe essere più avanzato di
quello che state esperimentando a casa vostra.
Siamo in questa fase di decidere con loro insieme a loro, perché non è, io
volte perdere la pazienza e mi arrabbi un pose, loro passano un limite, però
in realtà non serve arrabbiarsi, anzi, arrabbiarsi peggiora le cose, andare
invece a parlare con loro con empatia, dicendo guarda che ti capisco.
Se spegnere la televisione è difficile cinque, questo lo dice giugliato all'ag
lio in uno dei suoi contenuti, giugliato all'aglio è una delle nostre persone
di riferimento per benessere digitale sulla tela, se spegnere la televisione è
difficile cinque.
Spegnere un video gioco è difficile cinquanta, chiudere Instagram è difficile
cinquecento. Quindi ci sono diversi livelli, ed è questa conversazione che st
iamo avendo adesso con loro e stiamo cercando a punto di trovare quella collabor
azione, perché l'educazione a lungo termine significa proprio guardare la rela
zione che abbiamo e trovare il punto di incontro, non sono io contro i miei fig
li.
Siamo noi insieme contro un problema, in questo caso il problema tra virgolette
è capire quante ore di schermo sono valide e come fare per fare in modo che io
mi possa fidare di loro, perché poi io gli ho detto "oliver Emilie", quando io
mi fidu di voi, e so che voi riconoscete quel limite, lo sentite dentro, lo
sentite negli occhi che bruciano nella testa che magari fa un po' male, ecc
etera eccetera.
Sendo rispettate e agite sulla base di quelle limite che sentite, quando io so
questo, io non ho più bisogno di controllare il vostro tempo degli schermi,
perché posso fidarmi.
Chiaramente con ogni schermo che aggiungiamo, quindi televisione una cosa,
video gioco un altro, quando ci saranno i social, telefono eccetera, tra mil
ione di anni, sarà un'altra cosa ancora.
Con il lavoro non finisce, ma c'è una fiducia che cresce. La fiducia non può
crescere se c'è solo controllo, se ci sono solo regole.
La fiducia cresce soltanto se c'è collaborazione, se entrambi stiamo collabor
ando per risolvere un problema.
Oggi la nostra sfida sarà proprio riuscire ad avere questa conversazione senza
far sentire loro che li stiamo privando di qualcosa, ma allo stesso tempo riduc
endo un po' quello che è il tempo degli schermi settimanali.
Perché cinque ore davanti a un video gioco, per me non è accettabile,
soprattutto se vorrebbero poi un altro giorno in cui guardano magari un
documentario, magari guardiamo un film in famiglia, non è accettabile, almeno
per me, per le primei standard non è accettabile.
Sto cercando di far capire loro che io li incontro a metà, sono flessibile,
sto sviluppando sempre più flessibilità, perché loro crescono la mia fiducia
cresce e loro mi dimostrano che sono più responsabile, quindi la mia fiducia
cresce eccetera eccetera, ma allo stesso tempo, so che è un lavoro che dobb
iamo fare insieme.
Io aggiungo flessibilità, ma anche loro devono aggiungere flessibilità e se
aggiungere un po' di flessibilità significa ridurre un pochino quello che è
diventato il loro, come dire, default di ore settimanali, allora lì c'è bisog
no di questa collaborazione.
Ci sarà un po' anzi c'è stata già un pochino di disregolazione, di agit
azione quando ne parlavamo, costo soprattutto a parte di Oliver, e questo ci fa
capire che questa conversazione richiede un pochino più di tempo.
Però sono molto orgogliosa, sono molto orgogliosa, non è una parola che mi
piace, sono molto soddisfatta di noi come famiglia perché stiamo riuscendo ad
affrontare queste conversazioni, sia io che Alex, sia noi che oni bambini, in
maniera più matura e motivamente, in maniera più sostenibile, ritrovando la
calma se la perdiamo per strada, tipo briccioline che perdiamo per strada.
C'è sempre un pochino meno di calma, ma non chandiamo avanti con la convers
azione, la calma diminuisce, allora poi ci fermiamo tutti e facciamo un reset,
diciamo, ok, riproviamoci.
Sono molto soddisfatta di noi, e vi terro aggiornati, non so esattamente come
volverà, ma sicuramente adesso le opzioni sono otornare al budget di tre ore,
che è un budget facile da mantenere, e magari usare tutte le tre ore per il
video gioco.
Oppure mantenere un film, in famiglia magari, oppure anche tra loro due da soli
, perché a me è honestamente di guardare in minions, non me ne frega niente,
quindi preferisco che si riguardi no loro da soli.
E anche lì flessibilità, ultimamente, associando di essere un po' più fless
ibile, nell'asciare che scelgano loro il contenuto da guardare se è adatto alla
loro età.
Per esempio se mi dicono, voglio guardare Harry Potter, lì dico, e magari
anche no, quindi mi sono persa in un'altra ragnatela di pensieri, e vedete
perchè bisogno della scaletta, perché mi perdono nelle mie ramificazioni
della ragnatela e poi succede questo.
Non importa, avete capito un pochino quello che stiamo facendo, la sfida in cui
siamo in questo momento, vite roggiornati nel frattempo, se viva di raccontarmi
la vostra esperienza, potete farlo nei commenti a questo episodio.
Che trovate sulla tela.com/podcast, cercate il numero dell'episodio oppure scri
vete il titolo nella barra de ricerca del sito.
Mi piace davvero tanto, quando condividete con noi i vostri aneddoti, i vostri
pensieri, i vostri riflessioni, tenete sembramente che questo non è un episod
io di informazione,
e un episodio in cui vi apro la porta sulla mia famiglia, sulle nostre scelte,
quindi non sono entrata nel dettaglio di tante conversazioni che andrebbero
puntualizzate,
non sono entrata nel dettaglio di tante decisioni che hanno un grandissimo
background di tante decisioni che non sono state presa così schioccando le d
ita.
Ma lo fatto proprio perché avevo voglia di sedermi e parlarvi.
Proprio come facevo all'inizio, a volte mi manca quello, mi manca potere essere
spontanea, da quando la tele cresciuta così tanto,
sento che a volte la spontaneità sia un po' persa e voglio ritrovarla, voglio
ritornare lì.
Quindi grazie per la vostra pazienza, grazie per non puntare il dito, se avete
domande curiosità, portate mele,
però con curiosità e non condita puntate o con giudizio.
E unite via la conversazione, perché unirsi alla conversazione fa sentire meno
soli e noi genitori che duchiamo lungo termine, abbiamo tantissimo bisogno di
sentirci meno soli.
Tra l'altro proprio per questo che abbiamo creato una stanza settimanale sulla
tela in cui i genitori possono trovarci,
è gestita dalla nostra capa ambassa d'orchiara e una volta settimana adesso al
momento di almerco le di alle 12-30, 12-13-13-30, aperta tutti, andate, parlate
, condividete e scono sempre tantissime conversazioni interessanti,
quindi forse non ve la avevo mai detto neanche sul podcast ed è una cosa che
invece secondo me è molto bella.
E voilà, però oggi è tutto, non mi rimane che augurarvi buona giornata, bu
ona strata o buona notte, a seconda di dove siete nel mondo.
Ciao ciao!