Benvenute e benvenuti a un nuovo episodio di aducare con calma.
Oggi vi parlo di uno dei miei argomenti preferiti in assoluto di tutta la ILT,
di tutta l'educazione
a lungo termine, che sono i limiti, ma vi ne parlo da un punto di vista un poch
ino diverso.
Ovvero vi ne parlo da un punto di vista di un confine che può sembrare sottil
issimo,
a volte impercettibile, ma che è una volta compreso secondo me può essere dav
vero una svolta
nel modo in cui educiamo i nostri figli. Parlo della differenza tra punizioni e
minacce,
che noi evitiamo nell'educazione a lungo termine e far rispettare i nostri conf
ini personali.
Forse sarà capitato anche a te, se sei un genitore che ha scelto di educare a
lungo termine,
di provare tristezza, rabbia, frustrazione, un'emozione scomoda di fronte alle
parole aggressive di tuo figlio.
Penso quando ti dice, "Vai via, ti odio, sei cattivo!"
E magari di aver reagito con più fermezza di quella che avresti usato di sol
ito.
Magari avrai anche detto frazi come se mi tratti così, non voglia di giocare
con te. Vado nell'altra stanza.
E magari poi ti sarai anche sentito in colpa, ti sarai chiesto,
ma sto tornando indietro alle punizioni che è qualcosa che io vorrei evitare,
vorrei imparare ad evitare.
Vorrei fermarmi proprio qui.
Non stai tornando indietro.
C'è una differenza grandissima tra una punizione e far rispettare il proprio
confine personale.
Minacce e punizioni non sono valide e qui non c'è nessun ma.
Sappiamo che non insegnano, sappiamo che rallentano addirittura l'apprendimento
e, per questo, che evitiamo.
Quando però, diciamo frazi, che al nostro orecchio sembra un'oppunizioni e min
acce,
perché sono simili a quelle che usavano i nostri genitori,
ma le diciamo non perché i nostri figli ci obbediscano secamente, quindi per
controllarli,
ma per far rispettare il nostro confine personale, questo è valido.
E in quel caso il confine personale è, non voglio essere trattata così,
sono una persona anch'io e non accetto, ne da te, ne da chiunque altro, di
essere trattata così.
Ovviamente c'è una differenza nel modo in cui diciamo queste frazi.
E per parlare proprio di questo confine tra frazi che sembra una minacce puniz
ioni
e tutela dei nostri confini personali, parto da una neddoto
che riguarda una conversazione covuto un po' di tempo fa,
nelle state del 2025 con Valeria, che allora faceva parte del nostro team, la
tela.
In quel periodo vale era in maternità, aveva appena avuto il secondo bimbo,
mentre la sua prima era appena salita sul ponte dei sei anni.
Il ponte dei sei anni è un'età meravigliosa e anche complessa,
perché è un po' come se i nostri figli fossero soli, o comunque,
andassero a grandi pasti e grandi tratti da soli su un ponte che li porta verso
la pubertà.
A volte procedono spediti verso l'altra sponda e ci sembra una così grandi,
altre volte invece si guardano indietro, ci vedono un pochino più lontani o
molto più lontani.
Si ricordano che forse non hanno così tanta voglia di essere grandi
o non così capace ancora stare da soli e quindi parte la crisi.
E magari e quando pensiamo mi sembra che tu abbia di nuovo due anni.
Non mi di lungo qua, vi lascio però negli relazionati a questo episodio
sulla tela.com/podcast, potete trovare questo episodio e nei relazionati
vi lascio quelle episodi in cui non parlato per poter approfondire.
Quindi vale, aveva un neonato e una bimba sul ponte dei sei anni, che è un mix
esplosivo.
Oggi non entro nel merito di che cosa comporti l'arrivo di un fratellino o una
sorellina,
ma c'è da dire importante dire che già di per sé quello è un evento dest
abilizzante.
Questo è importante saperlo, è tanto destabilizzante che ne parliamo perfino
nella nostra guida sulla morte che inclusa nell'abbonamento a tutta la tela,
come parlare di morte in famiglia, perché questo evento è un vero e proprio l
utto parziale,
con tanto di emozioni molto ambivalenti per i bambini.
La vecchia famiglia, quella che conoscevano non esiste più,
c'è una nuova che sarà meravigliosa, che ameranno la follia,
ma in questo momento loro vedono soltanto la fatica del cambiamento.
Di questo passaggio parlo anche nella categoria fatiglia sorelle del percorso
per educare a lungo termine.
Se vi trovate in quella situazione vi consiglio fortemente di andare in quella
categoria
e di ricevere questa coccola, perché ne avete bisogno.
Quindi in questo mix di eventi ed emozioni vale mira contava che faticava a r
iconoscere sua figlia.
Se da una parte non è che mostrasse apertamente gelosiene i confronti del fr
atellino,
dall'altra esprimeva il disagio che provava in altro modo,
con comportamenti verbalmente aggressivi e anche rivolgendo le parole che la
ferivano moltissimo,
come ti odio, sei la madre peggiore del mondo, anzi no, dell'universo,
mi stai rovinando la vita, frasi molto dolorose.
Durante uno di questi giorni faticosi vale mi scrive per raccontarmi tutto
questo
e io l'edò questo consiglio, tra l'altro io non ricordavo assolutamente di
averledato questo consiglio,
ma l'ho ricordato lei aggiungendo che poi le ha svoltato il resto delle state e
il consiglio è questo.
Se senti di dovere essere più ferma del solito, fallo, protegiti e tutela i tu
oi confini.
Ne beneficerete tutti.
Questo concetto è la base dell'educazione a lungo termine,
ma a volte quando siamo così concentrati a fare questo reparenting,
a crescere noi stessi per educare i nostri figli diversamente da come siamo
stati educati,
e ci ritroviamo in una difficoltà, vediamo tutto a estremi,
quindi ho uso la minaccia o non uso nessuna frase che assomiglia di una minac
cia, anche solo al mio orecchio.
Ma l'educazione a lungo termine sta proprio tutta in questo confine sottil
issimo,
nella scelta di non usare urla, minacce e punizioni per far si obbedire,
e allo stesso tempo nella scelta di usare fermezza per far rispettare i nostri
limiti e i nostri confini personali.
È diverso dire se continui così non andiamo al parco, minaccia.
Sistema nervoso si allerta, il bambino esplode nella rabbia, si bloca nella pa
ura,
così non imparano l'ulla perché il cervello impara solo quando è regolato e
calmo,
e quindi non può nemmeno cambiare il comportamento in futuro.
Un'altra cosa è dire non mi piace come mi stai trattando,
così io non ho voglia di andare al parco con te.
Miho confine personale più espressione della mia emozione.
Prima di andare al parco, dobbiamo capire come collaborare.
Richiesta, bisogno.
Non ha cetto che mi tratti male.
Questo è un mio confine personale.
E questo, tra l'altro, è un insegnamento prezioso anche per i nostri figli
che imparano da noi a osservare come le persone li trattano
e a capire come vogliono essere trattati in futuro.
A volte, in alcune versioni di educazione alternativa,
mi sembra che ci si dimentichi del genitore.
Tutto sembra essere incentrato sul bambino e sulle sue emozioni.
E questo è importante e giusto perché in qualche angolino della storia
ci siamo dimenticati che anche i bambini sono persone.
Ma qui sì che c'è un gigante scommà.
Anche noi siamo persone. Anche noi genitori siamo persone.
E deducar a lungo termine non significa mettere da parte
i nostri bisogni per dare tutta la priorità quelli del bambino.
Nelle educazione a lungo termine si mette al centro il bambino
e si mette al centro il genitore.
Una cosa non esclude l'altra.
Quando parlo di questo, mi viene sempre in mente la classica fase
di anni. Nel percorso per educare a lungo termine insegniamo
che i bambini in questa fase devono praticare la loro volontà,
devono praticare la loro indipendenza e noi dobbiamo aiutarli a farlo.
Ma una cosa che si pensa poco è che a quell'età, in torno ai due anni,
anche il genitore, soprattutto la madre, deve praticare la propria volontà
e la propria indipendenza, perché è molto probabile che nel tipo di genitor
ialità
che abbiamo scelto, nei primi due anni di vita del bambino,
noi ci annulliamo anche solo un pochino.
O completamente.
Ed è per questo che noi nel percorso a lungo termine cerchiamo di comunicare
e di insegnare come non farlo succedere, come fare sì che non ci annulliamo.
Ma se questo succede, dobbiamo poi a piccoli passi o a grandi salti,
ogni uno decide per sé, ritrovare l'individuo dietro al genitore.
Perché l'educazione a lungo termine non è solo incentrata sul bambino.
Anche noi dobbiamo praticare la nostra volontà e la nostra indipendenza
e a volte non è la stessa del bambino.
La differenza nell'educazione a lungo termine è che lo faccio con rispetto.
Quindi imparo come far rispettare i limiti,
trattando l'altra persona in questo caso il bambino, come un essere umano.
Quindi come vedete tutto questo a molto a che fare con il far rispettare i
propri confini personali.
E tra l'altro queste possono anche essere occasioni preziosissimi
di confronto con i nostri figli per far capire loro qual è l'approcce educ
ativo
che abbiamo scelto, magari non l'abbiamo mai parlato con loro.
E magari queste conversazioni aprono proprio quella che è la differenza
tra una punizione e una conseguenza.
Vale ad esempio mi ha raccontato che un giorno dopo quando è iniziato
a sperimentare con questo confine ha detto alla sua bimbà.
Se continuo a parlarmi male io non ho voglia di portarti con me in spiaggia.
E la bimbà risposto.
Ah, quindi non mi porti mai più in vacanza.
La prossima volta mi lascia a casa con i nonni.
E a quel punto vale ha intravisto giustamente l'opportunità.
Le ha spiegato che no, non portarla mai più in vacanza
o lasciare la casa con i nonni, quella sarebbe una minaccia, una punizione.
Non sarebbe una conseguenza legata direttamente al suo comportamento di questo
momento.
E ha anche spiegato che nella loro famiglia non si usa la paura
per far avvenire qualcosa in futuro.
O per aver obbedienza.
E che è ovvio che vale vuole che sua figlia faccia parte delle sue vacanze.
Ora non ricordava le parole esatte che ha usato.
Il discorso è stato molto più lungo, ma dali è partita una conversazione
molto interessante
sullo obbedienza e sugli abusi di potere anche in altre circostanze.
E io aggiungo, se mio figlio mi avessi detto quelle frasi.
E io mi fosse accorta che quelle sue frasi, quei suoi pensieri,
arrivano da minaccia e punizioni che io ha usato impassato.
Avrei riparato e lo avrei ammesso capisco perché pensi quello.
Io e papati abbiamo detto così alcune volte che eravamo arrabbiati.
Mi dispiace e ti prometto che, dorai in avanti ogni volta che me ne rendo conto
, lo ammettereo.
Se non me ne rendo conto, dimmi lo.
Arriviamo da quelle educazione.
È ovvio che tendiamo ad educare come siamo stati educati.
È ovvio che a volte useremo i copioni da cui arriviamo.
Ma quando ripariamo e ce ne prendiamo la responsabilità,
impariamo anche a usare copioni che dicono dove vogliamo andare e chi vogliamo
essere.
Ok, lo so, sono tante cose e soprattutto se stai vivendo una situazione simile,
ti invito a fare un lungo respiro e ti ricordo che come senti non sei sola,
non sei solo in questa fatica.
Quindi voglio concludere questo episodio facendoti un mega regalo,
ovvero, dando-ti una sorta di guidamentale, come una serie di passi da seguire,
per capire e affrontare i momenti in cui sembra che un po' sfumi questo confine
tra punizione minaccia
e far rispettare i propri confini personali.
Questo contenuto fa parte anche di una lezione del percorso per educare la lung
o termine
e te la offro proprio per farti vedere che tipo di lavoro facciamo dentro a tut
ta la tela,
che il nostro abbonamento che ti daccio a tutto il percorso, a tutte le nostre
masterclass focus,
a tutte le nostre guide antitabu, compresa quella sulla morte che ti ho menzion
ato,
alle dirette con le professioniste, con i professionisti,
alla comunità un intero villaggio che educa come te e anche a tantissimi
contenuti
per l'infanzia creati da noi del team la tela e a tutte le audio storie della n
onna che parla.
Quindi, mappamentale, prima di tutto torna al corpo, ascolta il corpo.
Sul percorso per educare a lungo termine c'è proprio un intera lezione su ris
vegliare la consapevolezza emotiva,
una lezione un po' più lunga delle altre perché è un discorso incredibil
mente importante
che porta a un apprendimento fondamentale se vogliamo iniziare a essere adulti
emotivamente maturi,
che è una competenza grandissima dell'educazione lungo termine.
È importantissimo imparare a osservare e ascoltare il corpo
per poter uscire dal pilota automatico delle nostre le reazioni imparate nell'
infanzia
e anche quindi per poter scegliere come agire e cosa dire invece di utilizzare
quei copioni
imparati dai nostri genitori.
Quindi, secondo tuo figlio ti dice qualcosa e tu senti tensione, fastidio o una
frita aperta,
questo probabilmente sai già che parla di un tuo confine e sai già che devi
fermarti un momento.
Fai un passo indietro che è una bellissima pratica che ci ha offerto a riana
durante una diretta
e che abbiamo riproposto anche in un altro episodio del podcast che trovi nei
relazionati sulla tele.com/podcast
Poi proprio fare fisicamente, o se non puoi mentalmente, un passo indietro,
prima di entrare nella conversazione o prima di reagire alla disregolazione di
tuo figlio.
Prenditi proprio un minuto se serve, regolati tu per primo.
Poi proprio anche dirlo a tuo figlio, aspettonattimo, prima mi regolo e poi ti
rispondo.
E mi piace utilizzare questa parola "regolarsi", perché proprio risponde al
bisogno del nostro sistema nervoso, invece di calmarsi.
Poi ricorda sempre in quel minuto che ti prendi che il comportamento di tuo fig
lio di tua figlia nasce
da un qualcosa che sta provando, un'emozione, una sensazione, stanchezza, fame,
paura, frustrazione, rabbia, delusione,
non prenderla sul personale perché non è personale, è comunicazione.
Poi descrivi il comportamento, non la persona, puoi dire, queste parole mi f
anno male.
Invece di dire, sei proprio male educato.
E parla di te, non parlare dell'altra persona, non parlare del bambino.
Questo è un consiglio tra l'altro che vale anche nella coppia, lo troverete
anche nella mia masterclass
sulla coppia dal conflitto alla connessione.
Poi dire, quando mi parli così, io smetto di giocare con te e mi allontano un
attimo
perché non mi piace essere trattata così.
Se hai l'abbonamento recupera anche la lezione in cui ti spiego che un confine
è qualcosa che io dico che farò
e che non richiede all'altra persona di cambiare nulla.
Poi collega il limite al bisogno.
Ma invece di dire, ho bisogno di rispetto, ho bisogno di calma che sono conc
etti estremamente astrati.
Il cervello dei bambini non è in grado di astrarre fino al minimo, minimo, min
imo 6 anni.
Ma nella mia esperienza con le famiglie anche 8-9 anni, quindi bisogni concreti
.
Parla di comportamenti.
Ho bisogno che mi metti una mano sul ginocchio quando vuoi ottenere la mia att
enzione.
Ho bisogno che me lo chiedi con parole gentili.
Riprovaci per favore.
E non proiettare il confine personale di questo momento al futuro.
La conseguenza deve essere nel qui e ora.
Ora, in questo momento non riesco da andare al parco con te.
Non diciamo, non ti porto più al parco, che un bambino interpreta per sempre.
Io, per esempio, come mia scelta personale, perché noto che il sistema nervoso
dei miei figli accoglie molto meglio questa opzione,
faccio sempre ancora più chiaro che al parco ci andiamo.
Lo dico proprio ad alta voce.
Quello non è in discussione.
Ma magari dico prima di andare al parco, dobbiamo trovare un modo per parlarci
diversamente
e per trattarci bene con gentilezza.
Avete idea?
E qui mi collegò un'altra cosa.
Che a volte è fatica cosa, soprattutto per noi che siamo cresciuti con la priv
azione dell'amore
come metodo educativo?
Ricorda sempre ai tuoi figli che il tuo amore non è in discussione.
Una cosa non esclude l'altra.
Tiamo e allo stesso tempo non accetto che mi tratti così.
Puoi riprovarci.
Questo credo che sia importantissimo soprattutto perché la nostra tendenza di
genitori
cresciuti con la privazione dell'amore e quella di replicare quel metodo educ
ativo.
Anche se non vogliamo.
Anche se sappiamo che è deleterio.
Anche se a volte, e lo dico per esperienza personale,
è così radicato in noi che tendiamo anche solo con uno sguardo,
anche solo con un gesto, anche senza parole,
a far intender ai nostri figli che in quel momento non li amiamo.
E questo è dolorosissimo.
E poi quando sei sicuro?
Ho sicura che hai espresso in un modo che non è una punizione.
La tua richiesta, la tua frase, allora dillo.
Questa non è una punizione, questo è un mio confine personale.
Però prima ti consiglio di osservare davvero comente critica le tue parole
e assicurarti che davvero non sia una punizione.
Perché mentre impariamo trasformare la frase punizione in frase
che rispette, che far rispettare i miei confini personali a volte,
diciamo che non siamo ancora molto bravi a stare in quel confine.
E poi, ultimo, assicurati di tornare su quella conversazione,
soprattutto se questa è una cosa nuova che introduci adesso nel tuo modo di
educare,
puoi dire, "Eh, prima ti ho parlato con più fermezza del solito,
mi sono sentita ferita". Forse non sei abituata a sentermi parlare così.
E quindi vorrei capire come ti sei sentito, come stai ora.
E questa, tra l'altro, non è una conversazione che possiamo avere solo con i b
ambini più grandi,
ma anche con i più piccoli.
Io lo dico sempre, queste conversazioni, quando sono piccoli, possiamo averle
comunque.
Certamente non è perché ci rispondano, perché non possono rispondre,
ci magari non possono nemmeno capirle, anzi sicuramente non possono nemmeno cap
irle,
ma aiutano noi, le conversazioni non sono per loro, sono per noi, ci aiutano a
praticare,
per diventare poi più abili a parlarne quando sono più grandi e quando queste
conversazioni sono davvero necessaria.
Questo però, questa conversazione, io non lo chiamerei riparare,
perché riparare significa che io ho sbagliato,
ma a meno che io non abbia orlato il mio confine personale,
o che io non abbia usato una frase che è davvero più una minaccia,
una punizione che un limite personale non è sbagliato chiedere di rispettare i
miei confini personali,
e questo è un cambio di mentalità.
Come diciamo sulla tela e nel percorso per educare a lungo termine,
ogni cambiamento inizia dalla mentalità.
Se non cambiamo prima la mentalità, possiamo usare tutti gli strumenti che vog
liamo,
potete conoscere a memoria e mettere in pratica tutti gli strumenti che trovate
nel percorso,
ma è molto probabile che non arriverete davvero al cambiamento che desiderate,
perché tutto inizia da un grande cambio di mentalità.
E anche per oggi è tutto.
Se avete l'abbonamento a tutta la tela,
nei relazionati a questo episodio trovate anche direttamente tutte le lezioni
del percorso per educare a lungo termine che ho menzionato e potete accedervi.
Vi do appuntamento al prossimo episodio di educare con calma, e vi ricordo che
se volete commentare,
potete farlo sempre sulla tela.com/podcast, potete cercare il numero dell'epis
odio
o scrivere il titolo nella barra di ricerca.
Venite ad unirvi alla conversazione.
Vi assicuro che vi sentirete meno soli e meno sole.
Non mi rimane che augurarvi buona giornata, buona serata o buona notte.
A seconda di dove siete nel mondo.
Ciao ciao!