Preferiti dei bambini

Benvenute e benvenuti a un nuovo episodio di educare con calma.
Oggi come avrete intuito d'altitolo delle episodi, parliamo di come possiamo av
viare
conversazioni difficili con i bambini e le bambine, ma vorrei farlo offrendovi
spunti
estrumenti davvero molto pratici, quindi usciamo proprio dalla teoria e dentri
amo nella
pratica, ma come sapete molto bene sulla tela e nell'educazione a lungo termine
per intervenire
dobbiamo prima capire e quindi penso che farò una piccola introduzione su
quella che la
teoria di tutto quello di cui parleremo, ma non entrerò nel dettaglio delle em
ozioni
che alcune di queste conversazioni possono generare i noi adulti.
Ne abbiamo parlato in un pacchetto editoriale veramente molto ricco che si int
itola oltre
l'ansia globale in cui vi abbiamo offerto riflessioni su come gestire l'ansia e
l'emozioni
forti grandi scommode di fronte eventi globali difficili, senza farse ne travol
gere, ma cercando
di avviare e accompagnare conversazioni difficili con i nostri figli e come far
lo, conversazioni
difficili che possono essere morte, guerra, discriminazioni, ma anche se suol
ità cambiamenti
climatici e avviarle a accompagnare queste conversazioni in modo sicuro, chiaro
e rispettoso dei
tempi emotivi, dei bambini, ma anche di noi genitori.
Come ogni pacchetto editoriale anche questo è incluso nell'abbonamento a tutta
la tela e quindi
se non lo avete ancora letto e vinteressa approfondire anche queste sfumature
avete l'abbonamento
a tutta la tela vi invito a recuperarlo, lo trovate anche tra i contenuti relaz
ionati
a questo episodio oppure andate nella vostra libreria e cercate pacchetti
editoriali.
Menziono questo pacchetto perché oltre ad alcune strategie per navigare l'ans
ia da eventi
globali come l'abbiamo chiamata e oltre a trasformare il senso di impotenza che
ne deriva in azione,
proprio lì avevo inserito anche un piccolo promemoria su come noi in famiglia
trattiamo
conversazioni difficili con i nostri figli, credo che sia una cassettina degli
attrezi molto
basica ma anche molto efficace e quindi oggi la voglio condividere con voi part
endo da
una premessa importante, anzi tre premessa importanti, uno che non mi stancher
ò mai di ripetere
e che le cose non sono difficili se non siamo noi a vederle difficili, questo
vale anche
per le conversazioni, la nostra attitudine fa già la metà del lavoro, molto
spesso la difficoltà
non sta nella conversazione in sé ma nel modo in cui noi adulti la percepiamo
perché portiamo
sulle spalle tutto il nostro bagaglio, paure, taboo, educazione ricevuta,
convinzioni, credenze
limitanti, imbarazzi e senza accorgercene mettiamo questo bagaglio tra noi e i
nostri figli.
Se invece ci avviciniamo con un atteggiamento più morbido, ok questa convers
azione mi mette
un po' a disagio, mi crea un po' di imbarazzo ma posso farcelà già metà de
llo sforzo e fatto,
i bambini sentono il nostro tono, sentono il nostro linguaggio del corpo, la
nostra sicurezza,
ma anche la nostra paura e modellano la loro risposta sulla nostra, quindi se
noi arriviamo con
un po' più di serenità che comporta aver processato dentro di noi un pochino
quella conversazione,
che è ciò che facciamo sulla tela con tutte le nostre guide e i nostri conten
uti cerchiamo di prepararci
prima noi genitori per poi portare la conversazione ai nostri figli, ecco che
la conversazione cambia
completamente qualità, direzione. Poi non esiste un modo giusto per parlare i
nostri figli di cose
difficili, anche perché il modo in cui parli a tua figlia di quattro anni è
diverso dal modo in
cui parli a un bambino di 10. Inoltre quello che funziona oggi potrebbe non
funzionare tra due mesi,
quello che funziona per me potrebbe non funzionare per te, ma in generale i b
ambini cambiano, noi cambiamo il
nostro, il loro mondo interiore cambia, le domande cambiano, quello che sì io
mi voglio sempre dedicar
un momento a invitare i genitori a fare, è non evitare la conversazione
difficile, quindi penso che se
sappiamo che i nostri figli saranno esposti, a una determinata conversazione
per qualsiasi motivo, se
sappiamo che questa conversazione lito che era potrà entrare nella loro sfere
motiva, allora io mi
preparo ne parlo prima, e poi c'è una base che secondo me è vincente a breve
e a lungo termine per
affrontare qualsiasi conversazione difficile o scomoda che è questa tenere i b
ambini allo scuro
l'ispaventa di più della verità. Se tu affigliati vede piangere ma si sente
dire va tutto bene e tu o altre
persone non le spiegate il motivo di quelle lacrime, questo è molto più terr
ificante per lei che sedersi
insieme a te e a ascoltare la verità. Quindi come promesso ecco alcune linee
guida per parlare con i
bambini di cose difficili, uno, i bambini non fanno domande se non sono pronti
per la risposta, qui ti
invito proprio a fare un cambio di prospettiva gigante. La domanda non è un
segnale di confusione che tu
magari temi di alimentare con le tue risposte. Anzi la domanda è un segnale
che nel suo cervello ha già
elaborato la sua risposta e sta cercando conferma da te. Quando tu affigliati
fa una domanda quindi
dille la verità ricorda. La base è questa, rispondere con chiarezza e onesta
costruisce fiducia e sicurezza.
2. Se sei tu, a voler avviare una conversazione, crea prima uno spazio sicuro e
prepara la mente alle
emozioni che possono nascere. Per esempio puoi iniziare con, vorrei parlarti di
una cosa seria che
susciterà in tutti i noi grandi emozioni. Poi parla lentamente, stabilisce un
contatto visivo perché
questo mantiene il legame, la connessione, quindi aiuta i tui figli a sentirsi
più sicuri. Lo obiettivo
è sempre questo messaggio. Qui si può parlare di tutto e io non ho paura di
questa conversazione e
delle emozioni che genera. Anzi, se ne ho paura, te lo dico, con sincerità e
ne parliamo insieme e possiamo
anche parlare insieme di questa paura, parlare delle nostre paura ai nostri fig
li senza scaricarli
e le addosso e, chiaramente, contatto a seconda dell'età, aiuta anche loro a
parlare delle loro paure a noi.
3. Dai risposte minime. Se ti chiede, per esempio, tutti moriamo, la risposta
è sì. Non serve a
bellire, d'un corare, aggiungere, dire la verità in modo semplice, riduce l'
ansia e aumenta la
fiducia. Quindi ti invito proprio a non cadere in nessuno dei due cessi, ovvero
a non dire nulla, oppure a
fornire troppe informazioni, quasi come se fosse una lezione accademica su un
certo argomento. Anzi, un buon
metro di misura è questo. Se tu dai una risposta e tu a figlio, a tu o figlio,
non ti fa altre
domande, non serve continuare. Quella risposta rimarrà lì, genererà altre
domande, e se tu crei
quello spazio, di fiducia, di connessione, di accoglienza, di fronte alle
conversazioni difficili, tu o figlio
ritornerà con quella domanda o con le domande quando sarà pronto, quando
sarà pronta. Così impariamo
anche a rispettare i tempi emotivi dei nostri figli. 4. Se non sai rispondere,
diglelo e imparate insieme.
In tanti siamo stati cresciuti con la mentalità dell'insegnante che non ha met
te di non sapere, quindi,
a volte la perpetuiamo con i nostri figli. Inveceva benissimo dire ottima dom
anda, non lo so,
oi che cerchiamo insieme la risposta? Oppure, se non è il momento adatto per
avere quella conversazione,
puoi dire, devo pensare a come rispondere a questa domanda, posso dire te lo st
asera, e poi però
tornaci davvero stasera, anche se tu o figlio non te lo ricorda. Una strategia
utile che trasmette
connessione e fiducia è, secondo me, dire, ciò che sai e ciò che non sai.
Faccio un esempio di una
conversazione sul divorzio. Puoi dire, questa è un ottima domanda. Non so come
sarà quando io e
papà vivremo in case diverse, so che sarà diverso e che magari per un po sare
mo tristi, non so quando
starai con me, quando con lui, ma so che saremo comunque una famiglia di 3-4
persone. Non so come ci
organizzeremo nella quotidianità, ma so che troveremo insieme soluzioni per
gestire al meglio questo
cambiamento. Ecco, so, non so. Cinque, di la verità, e non usare concetti a
stratti. L'obiettivo della
genitorialità e la fiducia, lo abbiamo già intuito, l'abbiamo già detto t
ante volte, usare parole
vere quando si parla di cose difficili, come morte, divorzio, guerra, genocidio
, sesso, crea fiducia,
con bambini più piccoli e importante anche evitare concetti a stratti, che la
loro mente non può ancora
processare. Quando dico più piccoli parlo di sotto i 6, 7, 8, 9 anni anche a
volte, poi le tasse
hanno sempre indicative, di solito si dice che il cervello del bambino cominci
a dastrarre verso i
6 anni per mia esperienza nel lavoro contante famiglie, so che un bambino anche
a 9 anni può fare fatica
dastrarre. Ma in generale, al di là di come avviamo, portiamo avanti questa
conversazione, non evitiamo
la conversazione, non evitiamo gli argomenti difficili, perché quando evitiamo
argomenti difficili i nostri
figli sentono la nostra ansia e la assorbono in questo modo la cosa difficile
diventa un tabu e i tabu
ci possono rendere più timorosi, perché sia più paura di ciò che non si
conosce.
6. Usa definizioni. Usare definizioni ti aiuta a mantenere la conversazione ver
a e ad assicurar
di che tuo figlio capisca perfettamente di che cosa state parlando. Per esempio
, sai che cosa
significa morte? Questa è una domanda che faccio spesso, sai che cosa
significa X, sai che cosa significa
Y? Se non lo sa lo spieghi, la morte è quando il corpo smette di funzionare,
quando il cuore smette di
battere, sai che cosa significa divorzio? Divorzo significa che due persone sce
gono di non stare più
insieme e non vivono più nella stessa casa. Anche se pensi che possa già s
aperlo iniziare una
conversazione con una domanda come, sai che cosa significa? Ecco una defin
izione aiuta proprio ad
allinearci sulla conversazione e aiuta molto anche una domanda tipo che cosa
sai già? Per esempio,
che cosa sai già del genocidio? Perché la sua risposta ci aiuta a partire o a
decidere il punto di
partenza della conversazione, ma in generale comunque, poi quando scegliamo di
parlarne, cerchiamo di
essere il più oggettivo possibile e lasciare le opinioni personali dentro di
noi, anche quando ci sembra
molto difficile. Se vogliamo portare delle emozioni, possiamo fare domande come
ti fa sentire questa conversazione.
Sette, mostra gli aiutanti, mostra gli aiutanti. Soprattutto quando parliamo di
tragedie, guerra e venticlimatici,
spaventosi, mostrare le persone che aiutano è un modo molto efficace per avvi
are la conversazione e per
contenere l'ansia, no, per dare un contenitore all'ansia, perché come dire,
questo fa paura. Quando
senti paura, cerca le persone che aiutano, perché troverai sempre persone che
aiutano in qualsiasi
tragedia. A questo proposito, se non lo conosci ancora, noi abbiamo un bell
issimo gioco produttivo
che è stato usato anche in tantissime scuole che si chiama aiutanti della pace
. Anche questo è
incluso nell'abbonamento a tutta la tela. E infine un consiglio che mi sento
sempre di dare è
quello di rimanere insieme seduti sulla panchina del disagio. Ecco, imparare a
sviluppare familiarità
con la panchina del disagio, con il disagio. Se ascoltate questo podcast, se
conoscete i miei contenuti,
sapete benissimo quanto per me questo è importante, ovvero creare familiarità
con il disagio, perché,
perché il disagio è qualcosa che ci accomuna, ed è qualcosa che allo stesso
tempo è difficile
da gestire, perché nessuno ci ha mai dato gli strumenti per gestirlo. Anzi, sp
esso e volentieri
quello che ci è stato trasmesso del disagio e che bisogna evitarlo, bisogna
risolverlo subito,
bisogna giustarlo. E qui è dove entra in gioco l'educazione a lungo termine ed
è la differenza
con l'educazione tradizionale. Noi non evitiamo il disagio, non evitiamo la
frustrazione,
non evitiamo emozioni scomode, ma ci rimaniamo seduti dentro per un pochino,
per quel pochino necessario,
o per quel tempo necessario che serve, per capire poi come processarle, come
gestirle, come farle fluire
nel corpo. Ed è anche per questo che a me piace sempre trasmettere i miei fig
li e la bellezza
delle acreme, anche quando sono l'acreme di disagio, non l'acreme sono un quasi
umiracolo del corpo,
pensa che meraviglie il nostro corpo produce acqua e ci dice che questa è una
conversazione importante,
queste l'acreme ci mandano un messaggio e il nostro corpo che ci dice qualcosa.
E quindi ecco se ti
senti a disagio, a parlare di cose difficili, ricordo di questo. Va bene, sent
ire quel disagio. Il
disagio in questo caso ti dice che sta facendo qualcosa di nuovo fuori della
tua zona di comfort e che
sta imparando. Ecco il disagio non ti dice che lo sta facendo, ma le ti dice
che sta imparando,
perché non c'è nessun apprendimento che non richiede un pochino di disagio,
che sia frustrazione,
che sia fatica, che sia altra emozione, che categoritiamo un pochino come scom
oda. Ecco, quindi ci tengo
dire per chi inchiusura proprio che queste sono regole personali della nostra
famiglia, che noi
abbiamo sviluppato negli anni attraverso tentativi ed errori e soprattutto sono
una panoramica generale
di spunti applicabili, secondo me è un po' tutte le conversazioni, per approf
ondire e trovare un approccio
più strutturato alle conversazioni difficili e trovare anche più copioni,
perché i copioni sapere come
dire le cose, avere un mini copione che ti aiuta a dire qualcosa per me è
importantissimo per avviare
questo tipo di conversazioni. È importantissimo in generale per cambiare l'edu
cazione. Quando arriviamo
da un'educazione vogliamo d'arne un'altra, i copioni lo sapete, per me sono
importantissimi, ci ho
fatto pure il mio discorso TEDx sui copioni, che se non lo conoscete vi consig
lio di andarlo a cercare,
se ti chiamo errori nella genitorialità GPS e copioni per navigarli, lo tro
vate su YouTube. Ma vi
stavo dicendo dei copioni perché nel percorso per educare a lungo termine che
trovate in abbonamento a
tutta la tela, li trovate veramente tantissimi copioni. Ok, penso di avervidato
un pochino un quadro
generale, chiaramente troverete tantissimi altri contenuti sulla tela.com, rigu
ardo a questo, noi siamo
dover vorrei dire esperti nelle conversazioni difficili e tabu, perché ed a t
anti anni che aiutiamo le
famiglie a gestire queste conversazioni tabu, proprio perché noi non crediamo
nel tabu, noi vogliamo
sgretolare i tabu, e proprio per questo abbiamo anche creato una serie di prod
otti, di contenuti che si chiama
proprio "guide anti tabu", parliamo di educazione sessuale, parliamo di morte,
parliamo di disabilità, parliamo
di diversità, di genere, parliamo di conversazioni che le famiglie fanno fat
ica da affrontare, le aiutiamo
da affrontarle, quindi a prepararsi prima i genitori, gli adulti, e diamo in
queste guide un libro stampabile
per l'infanzia da leggere insieme ai bambini che sarà poi il motore della
conversazione. Questa è un po' la nostra
specialità, e quindi sulla tela troverete tanti di questi contenuti, e ne tro
verete sempre di più, perché
abbiamo tantissimi argomenti in cantiere che vogliamo portarvi, che vogliamo ai
utarvi a portare nelle vostre
famiglie. E tra l'altro mi stavo quasi dimenticando di dirlo tutte le guide
anti tabu sono incluse nel
abbonamento a tutta la tela. Anche per oggi è tutto, vi do appuntamento al
prossimo episodio di
educare con calma e vi ricordo che se volete commentare e unirvi alla convers
azione su questo episodio che
avete appena ascoltato, potete farlo su la tela.com/podcast, potete cercare il
numero dell'episodio,
oppure scrivere il titolo nella barra di ricerca, e così trovate l'episodio,
cercate i commenti e vi
unite alla conversazione e se siete i primi, a commentare e non ci sono ancora
commenti quando arrivate,
non tiratevi indietro, lasciatevo il primo commento. Non mi rimane che augurar
vi buona giornata,
buona serata o buona notte, a seconda di dove siete nel mondo. Ciao ciao!