Benvenute e benvenuti a un altro episodio in cinque di edukare con calma.
Episodio in cinque significa che cercherò di stare nei cinque minuti, ma come
sempre,
per chi ormai conosce questo podcast, sa benissimo che a volte sono dieci a
volte 15.
Non sempre ci riesco, ma quella è sempre la mia intenzione quando inizio nel
episodio in cinque.
Oggi parliamo di auto dubbio. Lo traducco così perché io ne parlo sempre in
inglese che si dice Self-Doubt.
E perché ne parlo? Perché questa è una parte che ho escluso da una
newsletter sul disagio che ho mandato tempo fa.
Ve la lascio nelle note dell'episodio sulla tele.com/podcast.
Di disagio parliamo tantissimo sulla tela e nell'educazione a lungo termine.
E se arrivate qua per la prima volta, magari direte o non me ne vado, vi chiedo
di restare perché imparare a rimanere seduti sulla pancina del disagio
è una delle più grandi competenze, non solo della genitorialità, ma anche
nella vita.
Ed è anche una delle più grandi competenze che possiamo insegnare ai nostri
figli.
Di disagio ho parlato in un episodio recente del podcast o meglio in due epis
odi recenti del podcast,
perché abbiamo anche parlato di disagio come trofe overo di quella mentalità
della pornografia del dolore,
come la chiamo io nel mio libro "Cosa Sarò da Grande", e abbiamo parlato anche
in varie newsletter.
Se non conoscete la nostra newsletter vi invito a descrivervi e completamente
gratis.
Non è intrusiva perché arriva una sola volta al mese e vi da davvero conten
uti di grandissimo valore.
Melo dico da sola, ma perché ho imparato a riconoscere il valore del mio
lavoro e a non vergoni armi di dirlo ad alta voce.
Ma oggi parliamo di una sfumatura di disagio, perché c'è una sensazione di
disagio che secondo me conosciamo tutti e fin troppo bene.
E quando vicino a noi sulla panchina del disagio si siedono anche inadeguatezza
e insicurezza.
Per comodità inadeguatezza e insicurezza io li chiamate "Auto dubbio".
Capita questo "Auto dubbio" quando dubbittiamo di noi.
Quando dubbittiamo delle nostre scelte, per esempio tu affigliati urla e il
signora al parco ti dice "Ti metterai piedi in testa" così.
E tu dubbiti di tede l'educazione che hai scelto.
Capita quando proviamo e riproviamo a usare gli strumenti, ma ci sembra che non
cambi mai nulla.
Capita quando i nostri comportamenti non riflettono i nostri valori, ma non
sappiamo cambiare.
Fori dalla genitorialità, capita quando non ci sentiamo abbastanza bravi per
un determinato lavoro.
Quando pensiamo segretamente di non meritarci ciò che abbiamo ottenuto.
Quando sentiamo che le nostre abilità non riflettono il potenziale che abbiamo
in mente.
E capirete che non è un caso che io prima abbia detto coinparato a riconoscere
il valore del mio lavoro a non vergognarmi ad ammetterlo.
Perché spesso volentieri "Auto dubbio" fa proprio questo, ti fa vergognare non
solo di dire cosa d'alta voce, ma anche solo di pensarle.
La nostra cultura lo sappiamo non crea spazio per le emozioni scomode, quindi
spesso attraversiamo questi momenti di "Auto dubbio" in silenzio.
E da soli ci vergogniamo di ero agli altri perché è una vulnerabilità.
Ci chiediamo magari perché ci sentiamo così incompetenti quando sembra che
tutti gli altri siano al volante della propria vita.
In quei momenti quando sono in sicurezza e inadeguatezza a parlare, la tent
azione di alzarci di fretta della panchina del disagio è fortissima.
Distrarci, reagire, fare qualcosa per non restare in quella sensazione scomoda
o magari per dimostrarci che quella sensazione è sbagliata.
Quindi fare invece che restare.
Ma se impariamo, a rimanere seduti sulla panchina del disagio quando vicino noi
si siedono in sicurezza e inadeguatezza.
Per un momento un pochino più lungo di quanto ci sembri tollerabile, senza cer
care di aggiustarci, spesso vediamo che quel disagio non è li per ferirci o per
giudicarci e li per parlarci.
Sotto alla superficie dell'autodubio c'è sempre qualcosa che ha che fare con
ciò che per noi conta davvero.
Se dubitiamo della nostra capacità di tenere una presentazione importante o di
salire sul palco del TEDex, per esempio come era capitato a me,
magari è perché diamo davvero valore all'essere competenti e desideriamo fare
un lavoro di qualità, non perché non siamo capaci.
Se dubitiamo di una decisione genitoriale è probabile che sia perché valorizz
iamo così tanto l'educazione a lungo termine e questo lavoro che stiamo facendo
che vogliamo honorarlo al massimo.
Pensa a qualcuno che ammiri, un attivista che sta facendo la differenza nel
mondo, un artista che sorprende con la sua arte, un imprenditrice che stimi,
che fu o che pensa fuori dagli schemi.
Spesso immaginiamo che queste persone esistano su un piano al di sopra di noi,
che siano dotate di talenti e capacità che permettono loro di trasformare la
loro realtà con la sola forza di volontà.
Ecco, ti posso garantire che anche quella persona che stimi così tanto ha viss
uto momenti di profonda insicurezza e vive momenti di profonda insicurezza in ad
eguatezza.
Nessuno si sente sicuro di sé e adeguato in ogni momento della propria giorn
ata o della propria vita, ma anche quel disaggio in realtà è un super potere.
E per sfruttarlo, come vado di tempo, ok sono già fuori tempo, quindi vado con
i miei quattro suggerimenti che avevo pensato di raccontarvi per sfruttare
questo super potere.
Uno, accetta che dubitare di te è un'esperienza naturale e comune, riconosci
quella tua ansia, quella tua paura e parla con quelle emozioni per evitare che
ti paralizzino.
Anzi, paura, ti sento, non devi andare via, sediti qui vicino a me che alvol
ante adesso mi ci metto io. Due, accogli quella autodubio con curiosità.
Cerca di capire quale valore si nasconde dietro alla tua insicurezza, proprio
come ti ho raccontato prima.
Tutti noi abbiamo momenti di insicurezza, ma se non evitiamo il disaggio, se
impariamo a rimanere seduti su quella panchina del disaggio,
quell'insicurezza può essere la strada diretta verso i valori che vogliamo inc
arnare.
Trei perché spesso quando ritorniamo ai nostri valori abbiamo le risposte e
quindi quelle è un primo passo in linea con i tuoi valori che puoi compiere
oggi in questo momento.
Come puoi vivere un pochino più in accordo con i tuoi valori ti faccio un
esempio che non centra con l'autodubio, ma magari il tuo valore è l'accogli
enza.
Cosa puoi fare oggi per essere un pochino più accogliente prima di entrare
letteralmente nella stanza dei tuoi figli, immaginandoti che troverai tant
issimo disordine?
Magari come abbiamo detto in un altro episodio del podcast puoi fare letteral
mente un passo indietro, perché prima proprio fisicamente un passo indietro
prima di entrare nella stanza,
perché passo indietro uguale sono preparato da collere quello che troverò
dall'altra parte. Entri con una intenzione diversa.
E quattro si gentile con te, quando la pratichi ogni giorno, ogni settimana,
anche in piccoli momenti l'auto-compazione può diventare uno strumento potente
.
Quando accogliamo il nostro autodubio con compazione e concuriosità può guid
arci verso una maggiore chiarezza di obiettivi e aiutarci a prendere decisioni
che riflettono davvero chi siamo oggi.
E chiaramente anche quindi chi vorremmo essere domani. Lo so, non è facile,
non è facile disimparare la ricerca di una via d'uscita dal disagio,
non è facile imparare a rimanere seduti sulla panchina del disagio,
soprattutto se siamo all'inizio di questo cambio di prospettiva e mentalità.
Per questo ti lascio anche in questo episodio perché ne avrò parlato i mil
ioni di episodi, non lo so, forse no, ma sicuramente i milioni di contenuti
sulla tela,
ti lascio proponendoti un mini esercizio che è quello del check-in con te
stesso, con te stessa. Prenditi un minuto, un minuto di orologio al giorno, si
editi, guarda l'orizzonte se poi perché questo aiuta al tuo sistema nervoso a
calmarti perché offre una stimolazione visiva più ampia, quindi meno intensa,
se sei in natura ancora meglio, e chiediti dentro di te.
Come sta il mio corpo? Sento disagio da qualche parte, e poi rimani semplic
emente in ascolto perché a volte partendo dal disagio del corpo possiamo arriv
are a far parlare il disagio emotivo, e se la senti quella voce del disagio, fa
la emergere senza analizzarla, senza aggiudicarla, ma semplicemente di ad alta
voce, mi sento X.
Ti accorgerai che a volte anche solo un minuto di check-in con te, nominare ci
ò che senti ad alta voce, dirlo apertamente, ti aiuta immediatamente a respir
are con più accoglienza dentro quella sensazione e non solo con più accogl
ienza ma anche un pochino più o lungo, a rimanere un pochino più o lungo
dentro quella sensazione.
Stai espandendo la tua comodità nel disagio. 9 minuti e 25, ve l'avevo detto,
con questo è tutto, chiudo perché così magari riesco a rimanere nei 10 minut
i, vi ricordo che trovate l'episodio anche sulla tela.com/podcast, lo potete cer
care con il numero o con il titolo, potete commentare lì, unitevi alla convers
azione, andate a cercare i relazionati a questo episodio perché li mettiamo
sempre così voi potete continuare questa conversazione e questa riflessione.
E non mi rimane che augurarvi, buona serata, buona giornata o buona notte, a
seconda di dove siete nel mondo. 10 minuti, ciao!