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Dove si compra la pazienza?

In questo episodio di Educare con Calma vi leggo un messaggio di una mamma che iniziava proprio così: «Dove si compra la pazienza?». Un messaggio di fatica che le mamme – nell'episodio capirete perché non dico «i genitori» — mi inviano ogni giorno. Un messaggio quasi «universale» che oggi so avere una risposta quasi «universale»: quando una mamma non sa come gestire i comportamenti dei figli e si ritrova a perdere spesso la pazienza, la soluzione è da ricercare altrove.

Episodio 148
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benvenute e benvenuti ad un nuovo episodio di educare con calma. Oggi vorrei parlarvi di una risorsa di cui noi genitori abbiamo sempre, sempre, sempre bisogno. Voi sapete che io faccio attenzione alle parole che uso e scelgo di non usare parole come sempre o mai, perché trovo che non siano davvero oneste intellettualmente che spesso quando le usiamo, per esempio quando diciamo non mi ascolti mai o sei sempre agitato. Ecco, questo modo di comunicare con i nostri figli non è intellettualmente onesto e quindi cerco di evitarli. Ma in questo, in questo caso, mi viene da usare la parola sempre, perché questa risorsa è una risorsa di cui noi genitori abbiamo davvero sempre bisogno. Solo che a volte ci sembra di non trovarla da nessuna parte. La pazienza ve ne parlo offrendovi una prospettiva, un po' diversa dal solito. Voi sapete che spesso parlo di pazienza, l'ho fatto già in altri episodi del podcast relazionata ai bambini. Um quindi parliamo di pazienza, della capacità di gestire la noia, della capacità di di tollerare la frustrazione per sviluppare resilienza, eccetera eccetera. Ma in questo caso invece parliamo della pazienza del genitore, um che è un po' la calma che mi ha portata a iniziare questo podcast perché, come dico nella descrizione di educare con calma, a me mancava solo un ingrediente che era la calma e la pazienza va un pochino a braccetto con la calma. Quindi oggi ve ne parlo partendo da un messaggio che ho ricevuto un po' di tempo fa da una mamma. Il messaggio di questa mamma mi colpì immediatamente perché si apriva con questa domanda dove si compra la pazienza? A primo impatto. Devo ammettere che la domanda posta così mi ha fatta sorridere e forse strapperà un sorriso anche a voi. Ma questa richiesta in realtà nasconde una serie di situazioni che conosco bene, situazioni di cui ricordo ancora la fatica, una fatica nella quale forse potete riconoscervi anche voi. Vi leggo il suo messaggio Ciao Carlotta, come mamma, come moglie e come essere umano, credo di aver perso la pazienza sparita se n'è andata o per lo meno ne ho piccole briciole giornaliere. Siamo entrati a gamba tesa nei terribili due lo scrive tra virgolette, ma non è che prima fosse tutto tranquillo, quindi sono parecchi i mesi in cui siamo sotto pressione. La mia bambina più grande ha due anni e da cinque mesi è arrivata sua sorella. Non si dorme, o meglio si dorme, ma poco e male a causa dei continui risvegli. La più grande si riaddormenta solo se mi tocca insistentemente la bocca. E la più piccola, giustamente deve essere allattata di giorno. È un susseguirsi di lotte di potere e mia figlia di due anni urla tutto il giorno. La notte invece urla talmente forte che ha fatto venire l'otite sia a me che a mio marito. Sono queste urla che non riusciamo più a sopportare. Ci sediamo, ci abbassiamo, le diciamo che siamo lì per lei. Le offriamo baci e abbracci. Ma non è sempre così semplice. Vorrei riuscire ogni volta a trovare la forza dentro di me per rimanere calma, ma spesso la stanchezza ha il sopravvento. Ricordatevi questa frase perché è un po', una frase chiave in tutta questa storia Qual è il comportamento migliore dopo averle spiegato che siamo lì per lei? Ignorarla, lo ammetto, a volte la porto in camera e dopo averle detto che per qualunque cosa io ci sono, le chiedo di rimanere lì finché non si sarà calmata. La verità è che ho paura. Paura che questa situazione vada avanti per molto tempo e di cadere in qualche forma di depressione. Vorrei solo essere una mamma migliore per mia figlia e per questo ti chiedo se hai qualcosa da suggerirci per aiutare sia noi sia lei. Grazie. La persona che mi ha scritto poi si firma così una mamma molto stanca, una firma che probabilmente è familiare a tante di noi. E in questo episodio parlo al femminile, perché la maggior parte dei messaggi che ricevo di questo tipo sono di mamme. Lo so che molte di voi come me si saranno riviste in questa situazione se non nelle dinamiche specifiche. Sicuramente in questa stanchezza in questo episodio del podcast non parlerò di tanti aspetti di questo messaggio. Mhm, molto importanti. Non parlerò, per esempio, di quanto l'arrivo di un fratellino o di una sorellina possa essere un cambiamento molto traumatico nella vita di un bambino o di una bambina. Di questo c'è un episodio del podcast. Um, non parlerò di quanto sia importante instaurare iniziare a impostare dei limiti con dei confini personali sani. Noi genitori di questo ho parlato anche, anche se indirettamente, nell'episodio sull'allattamento. Ma in questo episodio ho deciso di leggervi la parte della mia risposta che riguarda la pazienza e lo so che forse voi vi aspettate indicazioni per questo luogo in cui fare scorta di pazienza. In realtà magari, um deluderò un po' le vostre aspettative, ma credo che l'unica cosa che io possa fare in questo momento è offrirvi onestà, come ho provato ad offrirla a lei. Per prima cosa voglio dirti questo ti sento, sento sento, sento la tua fatica e la fatica che facciamo davvero tutte noi mamme. E anche se a me non piace generalizzare, in questo momento non dico tutti i genitori, perché questa fatica oggi ancora troppo spesso è un'esperienza, soprattutto materna. In questi giorni non ho fatto altro che rispondere a mamme che mi dicevano Sono esausta, sono stanca. Dove trovo la pazienza? Come faccio a educare con calma? Non ci riesco. Come faccio ad aiutare mio figlio in quei momenti? Come faccio a farmi ascoltare? Come faccio a fargli capire come faccio? Come faccio, come faccio? La verità è che spesso non ci riusciamo perché non abbiamo tempo per noi, perché non ci stiamo prendendo cura di noi. Non puoi versare da una caraffa vuota, non puoi dare ai tuoi figli ciò che non dai prima a te stessa. Il fatto che tu non abbia pazienza non è perché le tue bimbe sono sfidanti o perché siete entrati nei terribili due. Il fatto che tu non abbia pazienza e non riesca a gestire quelle situazioni con calma è perché molto probabilmente non ti stai prendendo cura a sufficienza di te. Hai tempo per te. Hai momenti in cui nutri la donna e non solo la madre, non solo la moglie, la lavoratrice, l'amica la figlia. Quali sono quei momenti? Ti soddisfano? Ti nutrono o, per esempio, quei momenti sono rivolti a soddisfare delle esigenze e delle aspettative della società? Per esempio, un esempio classico Se ti prendi tempo per te per andarti a fare una ceretta alle gambe, ti piace quel tempo? È un tempo che dediche resti in questo modo alla cura di te e alla tua salute mentale, non solo fisica, oppure quello è un tempo che senti di dover ritagliare obbligatoriamente perché la società che te lo richiede, perché lo standard di bellezza della società vuole una donna senza peli? Ti sto facendo un esempio molto generico, ovviamente. Però quello che vorrei che ti chiedessi è questo mi sto dedicando momenti che mi piacciono davvero che mi nutrono e non perché altri me lo richiedono. Queste domande sono importanti perché credo davvero che lì risieda il negozio della pazienza. Tu mi chiedi dove si compra la pazienza, la pazienza si compra in quei momenti la pazienza si compra nella cura di sé, si compra nei momenti che dedichiamo a noi stessi, si compra quando ci diamo la priorità, quando cambiamo tutte le nostre priorità e tutto il nostro sistema, proprio per poter darci la priorità. E questo si può fare. Non è un lavoro semplice né immediato, ma è un lavoro che ogni donna può fare. È un lavoro che ogni donna deve fare anche solo all'inizio, mettendo in moto dei minuscoli cambiamenti. Perché anche chi pensa non ho tempo per prendermi cura di me, può cambiare le priorità, può cambiare dei minuscoli momenti della giornata, dei minuscoli momenti della settimana per ritagliarsi tempo. Se non riesci a tollerare quelli che sono i comportamenti di tua figlia di due anni, è molto probabile che tu non sia in una situazione di benessere emotivo tuo, perché in realtà tua figlia sta facendo il suo lavoro, che è il lavoro dei bambini in generale. ovvero quello di esprimere le emozioni, tutta la gamma delle emozioni, reagire ai nostri limiti, esplorare i limiti per conoscersi, per conoscerci, per conoscere i limiti, per conoscere il mondo. Il nostro lavoro di genitori, invece, è quello di impostare quei limiti in maniera chiara. Quindi, per esempio, se a te da fastidio che tua figlia ti tocchi mentre andate a dormire, quello è un limite e dovete lavorare verso il fatto che lei lo rispetti, che lei rispetti il tuo corpo. Dovete lavorare sul consenso. Potresti dirle qualcosa. Come puoi toccare il mio corpo quando io sono d'accordo e anche tu puoi toccare tua figlia quando lei è d'accordo questo consenso va a due corsie. Però è un lavoro che bisogna fare di questo tra l'altro parlo nell'episodio del podcast sull'allattamento di cui vi parlavo prima. E poi ho concluso dicendo a questo Mamma, tu hai gli strumenti per fare questo lavoro. Io te lo assicuro, il fatto che tu sia qui a farmi questa domanda è perché tu hai gli strumenti. Puoi farlo davvero e io faccio il tifo per te e questa è la stessa identica cosa. Dico a te che ci stai ascoltando. Tu hai gli strumenti per fare questo lavoro. Il fatto che tu sia qui ad ascoltare questo episodio del podcast, a dedicare tempo a un podcast sulla genitorialità rispettosa, consapevole significa che hai gli strumenti, puoi fare il lavoro e come vi dicevo, all'inizio. Certo, avrei potuto snocciolare tutto ciò che so sulle crisi dei bambini, tra l'altro c'è, una collezione sul mio blog che che è proprio relativa, è proprio dedicata alle crisi dei due anni o alla fase dei due anni. Avrei potuto parlarle delle emozioni che emergono con l'arrivo di un fratellino o di una sorellina. Ma quello che spesso noto parlando con i genitori, con le mamme in particolare, è che al di là delle situazioni specifiche e delle storie personali di ciascuna famiglia, spesso la risposta a domande come questa si trova a monte nel tempo e nel modo in cui ci prendiamo cura di noi. Sentirsi mentalmente esausti ogni giorno, arrivare alla sera solo con poche briciole di pazienza è un sintomo del fatto che dobbiamo cambiare qualcosa nella nostra vita, reimpostare le priorità e magari adesso starete pensando Ma Carlotta, io non posso cambiare nulla e io allora vi rispondo prova a cambiare mentalità, si può sempre cambiare qualcosa, anche qualcosa di piccolo che ci permetterà di guadagnare quindici trenta minuti. Per noi ogni di giorno è sufficiente? No, ovviamente no. La cura di sé richiede molto, molto più tempo, molto più respiro. Ma spesso quel piccolo cambiamento di priorità basta a innescare un meccanismo, a mettere in moto quel cambiamento di mentalità che è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno. È difficile. Certo, può esserlo, anche perché nessuno lo fa per noi. Questo lo dico sempre, dobbiamo farlo noi. Ma è necessario perché nessuna strategia di gestione di una crisi funziona davvero se non abbiamo quella pazienza, quella calma necessaria per azionare questi strumenti, per metterli in pratica. E come diceva questa mamma c'è un unico posto dove si compra questa calma ed è il posto in cui ci nutriamo di ciò che ci fa stare bene. Quindi rallentate, dite più no, riposatevi, praticate l'egoismo costruttivo e prendete una decisione che agli occhi della società magari sarà egoista, perché purtroppo è con questa parola egoismo che la società descrive una donna che si prende cura di sé, una mamma che si prende cura di sé, ma che in realtà è diretta alla cura di sé. ed è quindi costruttiva per il vostro benessere e per piacere fatelo per voi, non per i vostri figli, per fatelo, perché è un vostro diritto, un vostro dovere. Ma io vi assicuro che si rifletterà anche sui vostri figli se vi prendete cura di voi, oggi, oltre a comprare quella pazienza che sembra mancare nella vostra dispensa, è molto più probabile che anche i vostri figli sapranno come prendersi cura di sé. Domani sapranno darsi la priorità, sapranno ascoltare le proprie necessità, i propri bisogni, perché avranno avuto in voi quel modello. E a proposito di pazienza, ne approfitto per ringraziare tutti i genitori che mi scrivono. So che a volte arrivo veramente lentamente la tela sta crescendo tanto io rimango solo una, come vi ho già raccontato in altri episodi e almeno solo una a rispondere ai vostri messaggi, perché poi alle mie spalle ho un team bellissimo che mi sta aiutando immensamente, che sta aiutando la tela a crescere per voi. Um, non mi è mai capitato tra l'altro prima d'ora di arrivare con così tanto ritardo nelle risposte e questo ha fatto capire a me e a tutto il team che era necessario trovare una soluzione più sostenibile e proprio per questo abbiamo lanciato il servizio uno a uno in modo che io senta di poter dare ai genitori il giusto aiuto nei tempi giusti, ma soprattutto seguendo la mia disponibilità e come sempre ci siamo spinti un pochino più in là abbiamo coinvolto anche altre persone che io stimo moltissimo, che adoro nel loro lavoro, nella loro umanità e anche loro saranno a vostra disposizione su uno a uno. Sul sito trovate tutte le informazioni su questo servizio, ma volevo ricordarvelo e lo trovate su www punto la tela punto com barra uno trattino a trattino uno e detto questo ci risentiamo la prossima settimana per un nuovo episodio di educare con calma. Nel frattempo, ovviamente mi trovate come vi ho appena detto su www punto latella punto com e da lì trovate anche il mio instagram. Buona serata, buona giornata o buonanotte a seconda di dove siete nel mondo. Ciao ciao

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