Il nostro Homeschooling: come è evoluto negli anni
In questo episodio di Educare con calma vi racconto come è iniziato, e come sta evolvendo negli anni, il nostro homeschooling in viaggio: una scelta nata quasi per caso, tra il Covid e la vita itinerante, quando ci siamo accorti di quanto Oliver ed Emily imparassero semplicemente viaggiando.
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Vi porto dentro i primi anni, quelli dell'unschooling, in cui la lezione più importante è stata proprio non forzare i bambinə, soprattutto su lettura e scrittura. Vi racconto poi che tipo di homeschooling facciamo oggi, come sono cambiate le nostre giornate e come stanno vivendo la socialità e le amicizie nate on the road. E, infine, vi lascio una riflessione su cosa faremo se, un giorno, vorranno andare a scuola o qualcunə di noi desidererà fermarsi.
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Carlotta: Benvenuti e benvenute a un nuovo episodio di Educare con Calma. Oggi faccio una cosa che mi chiedete da tantissimo tempo. Purtroppo Alex non è potuto essere qui con me oggi, ma ho deciso di farlo da sola perché è tantissimo che ve lo prometto, è tantissimo che rispondo a tutte le domande che mi arrivano dicendo "Farò un episodio del podcast!" E il tema è sul nostro homeschooling. Cercherò di essere breve in realtà, perché mi piacerebbe darvi un po' una base di quello che è il nostro homeschooling e nei commenti di questo episodio sulla Tela, che trovate questo episodio come sempre ve lo ricordo, latela.com/podcast, e cercate il numero dell'episodio oppure potete mettere il titolo nella lente di ricerca, mi piacerebbe che nei commenti mi lasciaste le domande. Se avete altre domande, fatemele e così io le raggruppo e poi faccio un episodio in cui vi rispondo, magari coinvolgendo anche Alex questa volta che mi piacerebbe, vi rispondo a quelle domande specifiche. Tra l'altro ho già fatto degli episodi sul nostro homeschooling un po' più vecchiotti e quindi sono felice di fare questo per aggiornarvi un pochino perché vedo che comunque c'è, come dire, un movimento che sta iniziando tra le famiglie teliste
Carlotta: e non proprio sul valore della scuola a casa e anche della scuola in viaggio. Se non posso parlare di entrambe, proverò a dirvi un pochino com'è la nostra scuola a casa. Come ho detto, cercherò di essere breve perché veramente c'è un mondo dietro questo argomento e aspetterò poi le vostre domande per cose di cui magari non parlo qui. Allora, da dove iniziare? Inizio dal fatto che, per chi non lo sapesse, io non ho mai pensato di fare homeschooling. Era proprio, anzi, una di quelle cose che io pensavo e che dicevo, addirittura era "io non farò mai homeschooling". E questo era quando vivevo ancora a Marbella, prima di partire per questo viaggio in giro per il mondo, che noi pensavamo sarebbe stato di due anni e pensavamo poi di tornare per i sei anni di Oliver e invece non siamo mai tornati.
Carlotta: Complice il Covid, complice il fatto che abbiamo scoperto che effettivamente i bambini in viaggio imparano tantissimo senza la scuola, e complice anche il fatto che comunque abbiamo notato che potevamo conciliare in viaggio il nostro lavoro, che è un lavoro comunque molto impegnativo, con la scuola dei bimbi. E quindi, insomma, per questi tre fattori, il fatto che nel viaggio c'è molta flessibilità, non ci sono routine rigide, possiamo seguire molto i bambini nella nostra routine, che è uno stile di vita veramente meraviglioso e adatto all'apprendimento, complice il fatto che potevamo conciliare il nostro lavoro con la scuola e che abbiamo notato che, appunto, i bambini rispondevano bene a questo stile di vita, non siamo tornati e abbiamo iniziato a fare homeschooling.
Carlotta: Quindi, da lì in avanti, il nostro homeschooling è evoluto sempre, non si è mai fermato, cioè non abbiamo mai seguito un programma. Prima di tutto, penso che questo sia importante dirlo, non essendo residenti in Italia non abbiamo mai fatto esami, e questa è una domanda che mi viene fatta spesso: perché non fate esami? Perché non siamo residenti in Italia, non siamo residenti in un paese che richiede gli esami. Quindi abbiamo proprio deciso consapevolmente di non dare quella pressione, di non aggiungere quella pressione alla nostra vita, al nostro viaggio e all'insegnamento, all'apprendimento dei bimbi.
Carlotta: Quindi, chiaramente, facciamo test, adesso magari arrivo anche lì, però ecco, non facciamo quel classico esamone all'anno per dire passiamo all'anno successivo. All'inizio il nostro homeschooling, quindi fino ai 7-8 anni, è stato molto più unschooling che homeschooling. Facevamo veramente poco, nel senso che facevamo quello che mi diceva, mi dettava il mio background montessoriano. Voi sapete che io sulla tela ho perfino un corso che si chiama homeschooling, scuola a casa, educare a casa, che è un po' quello che io facevo con i bimbi. Quindi ho insegnato loro a leggere e scrivere con molta serenità, non sempre, ma magari questo è per un altro episodio, se vi interessa ve lo racconto.
Carlotta: Però ecco, senza forzare, perché le poche volte che abbiamo forzato, presi dal panico, oddio, hanno 6 anni, devono imparare a leggere e scrivere, ecco, ogni volta che abbiamo forzato ci si è ritorto contro. Quindi questo è stato il primo, la prima grande lezione dell'homeschooling nella nostra vita in viaggio, è stato non forzare, segui il bambino, segui i tempi del bambino. E questo ci ha aiutato tantissimo. Questo significa anche però che appunto l'apprendimento all'inizio era praticamente solo gioco. Noi seguivamo, come dire, tutto quello che, come vi ho detto, era nel mio background montessoriano, sia delle lettere, Sia della scrittura, della lettura, della matematica, della geografia, eccetera, eccetera, però era tutto gioco.
Carlotta: Finché a un certo punto, verso i 7 anni, abbiamo, come dire, iniziato a fare qualcosa un po' più didattico, se così vogliamo chiamarlo, ma era sempre molto gioco. Ci sedevamo a tavola, questo sì, mi sedevo a tavola con loro, anche solo una mezz'ora, un'oretta al giorno e facevamo qualcosa. A volte era italiano, a volte era inglese. Però, come vi dicevo prima, ho notato subito che appena iniziavo a forzare un pochino, perché magari venivo presa dal panico, no? Essendo cresciuta in un sistema in cui a 6 anni devi leggere, a 7 anni devi sapere questo, a 8 anni devi sapere quell'altro, io ce l'avevo dentro questa mentalità.
Carlotta: Mentre Alex continuava a dirmi, Carlotta, lascia correre, lascia spazio all'apprendimento, perché in Finlandia il sistema è completamente diverso. E non a caso in Finlandia c'è il sistema migliore del mondo, il migliore scolastico, dai, il sistema scolastico migliore del mondo e in Italia non tanto. Ma magari lì ci arriviamo in un altro momento. E tra l'altro, scusatemi se a volte arriva un po' di giudizio verso il sistema scolastico italiano, ma non è una novità che, insomma, io senta un po' di, come dire, delusione, ecco, verso il sistema scolastico italiano. Che è seduto su eccellenze pedagogiche e non fa nulla per migliorarsi, per evolversi.
Carlotta: Che poverino non è nel sistema, ma sono le persone a capo del governo che dovrebbero prendere le decisioni. Per fortuna noi su La Tela abbiamo tantissimi e tantissime insegnanti che invece vogliono apportare un cambiamento nella scuola. E infatti abbiamo un programma intero che si chiama La Tela Teachers, che è gratis e offre contenuti gratis agli insegnanti, alle insegnanti, alle educatrici, agli educatori che vogliono portare un cambiamento nella scuola. Quindi se mi sentite parlare molto in fretta e sentite a volte un pelo di giudizio nelle mie parole, perché questo argomento mi appassiona tantissimo e un po' mi infervora.
Carlotta: E quindi queste cose insieme significa che Carlotta parla molto veloce. Detto questo, non mi ricordo più dove ero e perché vi sto raccontando questo. Ah sì, il giudizio. Ecco, quindi Alex continuava a dirmi che Carlotta lascia, lascia che l'apprendimento faccia il suo corso e infatti abbiamo con molta, insomma, un po' di paura, ecco un pizzico di paura, perché comunque quando sei responsabile dell'apprendimento dei tuoi figli, c'è quel pizzico di apprensione, di paura, di ansietà che dice, ma starò facendo la cosa giusta, starò facendo la cosa giusta per loro, perché è quello che vogliamo fare noi genitori, fare la cosa giusta per i nostri figli, chiaramente.
Carlotta: E questo quindi non è un qualcosa che io e Alex prendevamo alla leggera, è stato motivo di tantissime conversazioni, ore e ore di conversazione e di ricerca di programmi, ricerca di altre persone, homeschoolers che facevano qualcosa senza programma, decisioni, seguiamo un programma o non seguiamo un programma. Ecco, quindi tutto quello che vi racconto non è stato preso alla leggera, se ci conoscete un pochino sapete che poche decisioni sulla genitorialità e sull'educazione dei nostri figli vengono prese alla leggera. Anzi, a volte Alex mi dice che dovrei prendere più alla leggera qualcosa e sto cercando di imparare.
Carlotta: E quindi quello che è successo praticamente è stato che io ho allentato un pochino la presa e appena ho allentato quel controllo, quella spinta, Oliver, come on, dai, dobbiamo leggere, facciamo un pochino di lettura insieme eccetera eccetera, perché in realtà loro leggevano e scrivevano, perché abbiamo sempre usato le lettere. Noi giravamo all'inizio del nostro viaggio con l'alfabeto montessoriano delle lettere di legno, bellissimo, fatto da Eleonora delle 7mm e giravamo con quell'alfabeto e giocavamo, quindi loro sapevano benissimo riconoscere tutte le lettere in corsivo, in stampatello minuscolo, sapevano perfettamente metterle insieme, mettere insieme i suoni.
Carlotta: Sapevano leggere una lettera, sapevano leggere una parola, sapevano leggere una frase, però poi quando io li spingevo a leggere un libro si bloccavano, perché li avevo spinti troppo e quindi ho allentato quel controllo. Appena ho allentato quel controllo e ho continuato a giocare, a un certo punto loro hanno preso in mano un libro che gli è piaciuto, questo eravamo a un summer camp in Bali, sì, era proprio quell'estate. E hanno trovato The Magic Tree House, che è un libro in inglese, una serie grandissima, lunghissima, di tantissimi libri, e non l'hanno mai più messo giù, non hanno mai più smesso di leggere.
Carlotta: Oliver aveva otto anni e mezzo, Emily aveva quasi sette anni, e da lì hanno cominciato a leggere e non hanno mai smesso. I miei figli sono degli avidi lettori, leggono centinaia di libri all'anno, giusto l'altro giorno abbiamo contato ed erano sui 110 libri solo quest'anno, e siamo a settembre. Quindi questo non ve lo dico per farmi bella, lo dico perché ne sono sorpresa anch'io, e soprattutto perché per me è stata una lezione importantissima, vedere proprio nei miei figli questo grandissimo rifiuto verso la lettura, quando io spingevo, per poi invece prenderla e renderla la loro passione, il loro passatempo.
Carlotta: La lettura insieme alle audiostorie è quello che ha tenuto i miei figli lontano dagli schermi, il più lungo possibile, è quello che ancora oggi scelgono invece degli schermi. E quindi per me la lettura è una risorsa preziosissima, ma secondo me purtroppo, come la gestisce la scuola, spesso e volentieri non le viene dato il valore, non le viene dato lo spazio che merita e non viene onorata quest'arte meravigliosa della lettura. E questo mi dispiace molto vederlo, perché la maggior parte delle famiglie con cui parliamo effettivamente mi dicono: "Carlotta, mio figlio odia leggere, come faccio?" Eh, come fai? Come fai? Tanti ti dicono "leggi tu", però per esempio io non sono una lettrice.
Carlotta: Io leggo pochissimo, cioè i miei figli raramente mi vedono leggere con un libro in mano e se leggo, leggo sul mio Kobo e ultimamente, negli ultimi anni, quando proprio per loro è sbocciata la lettura, io invece ho avuto un rifiuto totale verso la lettura e io preferisco per esempio fruire corsi online, video lezioni eccetera eccetera. E quindi lì veramente ho visto quanto il non spingere ma seguire l'apprendimento ha fatto per i miei figli e mi piacerebbe che tutte le scuole facessero questo, mi piacerebbe che tutte le scuole prendessero il metodo montessoriano e seguissero il bambino, perché lì veramente sì che cavolo va seguito sto bambino, perché il bambino ha tutto dentro di sé, ha l'interesse, una volta che segui l'interesse e nutri quell'interesse, you're golden, cioè sei su una miniera d'oro di apprendimento.
Carlotta: Quindi ecco, questo è una di quelle cose che mi fa arrabbiare della scuola e proprio mi rattrista, non solo mi fa arrabbiare ma mi rattrista sentire questi genitori che mi scrivono e mi dicono: "Carlotta, mio figlio odia leggere, cosa faccio?" E però perché mi rattrista? Perché so che tante famiglie non hanno un'alternativa, cioè la scuola è la scuola e il sistema è così e la famiglia da sola non può cambiarlo. Cosa può fare la famiglia a casa? Sicuramente c'è tanto che la famiglia a casa può fare, non è questo l'episodio, non è questa la sede per parlare di cosa fare a casa, per diciamo sopperire alle mancanze scolastiche, ma in realtà più che sopperire alle mancanze scolastiche è cambiare mentalità sull'approccio alla scuola e comunicare un approccio diverso anche ai nostri figli. Ma non entro in quello perché altrimenti perdiamo proprio tutto il filo dell'homeschooling in questo momento. Ah, e tra l'altro se volete andare a vedere, a sentire, anzi, o a leggere, non mi ricordo più in che formato è, ci sono vari episodi del podcast sulla scuola, ci sono vari articoli del blog sui promemoria per iniziare l'anno scolastico, che sono tutti promemoria un po' scomodetti ma che secondo me sono importanti da
Carlotta: guardare. Quindi homeschooling, torniamo all'homeschooling, come è evoluto negli anni, ed è evoluto che dopo che i miei figli hanno iniziato a leggere praticamente la scuola la fanno da soli. Ovvero cosa significa questo? Significa che la lettura apre il mondo dell'apprendimento, chiaramente. Quindi tutto quello che vogliono imparare basta che io glielo fornisca in formato scritto e loro lo possono imparare. Quindi questo è quello che abbiamo fatto. Erano interessati ai dinosauri? Gli trovavamo il libro sui dinosauri. Erano interessati alla foresta pluviale? Gli trovavamo il libro sulla foresta pluviale. Noi abbiamo un'enciclopedia gigante che voi direte: "Ma come, nel van?" Sì, nel van abbiamo un'enciclopedia per l'infanzia gigante. Purtroppo solo in inglese, mi piacerebbe trovare più cose in italiano, ma purtroppo nei paesi dove giriamo noi c'è pochissimo italiano. Infatti Adesso arriverò anche a raccontarvi quello. E la lettura ha veramente sbloccato l'apprendimento perché, se mentre prima dovevo insegnare tutto io, adesso gli insegnano i libri, le cose, e loro imparano tantissimo così.
Carlotta: Tra l'altro questo per noi è stato un prima e un dopo, proprio perché non c'era più quel tempo in cui io mi sedevo forzatamente con loro tutti i giorni, perché alcuni giorni potevo, tra virgolette, lavarmi le mani, perché comunque homeschooling non è poco lavoro, è tanto lavoro per il genitore e quindi potevo lavarmi le mani e dire: perché oggi per scuola non leggete questo e magari mi scrivete quello che vi ha colpito di più. Voilà, punto fatto. Perché oggi non fate una ricerca sull'enciclopedia e ognuno sceglie un tema e ci fate una presentazione? Avevamo il giovedì di presentazione o qualcosa del genere, non mi ricordo più che giorno era. Adesso non ce l'abbiamo più, ma sarebbe bello tornare a fare. E poi come altro è evoluto il nostro homeschooling?
Carlotta: Piano piano con l'uso del computer. I nostri figli, chiaramente, sono cresciuti, adesso hanno 9 e 11 anni e loro piano piano hanno cominciato a usare i dispositivi e questo ha sbloccato tantissimo il loro homeschooling, perché abbiamo comprato loro un computer, questo mi sembra sia forse un paio d'anni fa, forse un po' meno, e con questo computer abbiamo iniziato a seguire dei piccoli programmi. Per esempio abbiamo iniziato con Khan Academy, che è una risorsa completamente gratuita, che ha tutte le materie del mondo praticamente e ti porta fino all'università ed è tutto gratis. Ma noi l'abbiamo trovato molto dispersivo, quindi all'inizio i bimbi avevano soltanto un computer e mentre uno faceva Khan Academy l'altro faceva per esempio piano, perché abbiamo anche una tastiera, perché loro stanno studiando piano, sì, abbiamo anche una tastiera nel van. O magari mentre uno faceva Khan Academy l'altro faceva le schede di italiano che abbiamo trovato, non mi ricordo più, su pianetabambini.it, qualcosa del genere, e sono delle schede molto semplici, semplicemente per rimanere un po' al passo con l'italiano, le parole, leggere, scrivere eccetera eccetera. Ci sono varie schede che noi abbiamo comprato di geografia,
Carlotta: storia, italiano, sono divise per classe, quindi prima elementare, seconda elementare eccetera eccetera, e usavamo quelle. Non sono approfondite, ma in fondo noi non puntiamo sull'approfondimento. Quello che noi puntiamo nel nostro homeschooling è... come ve lo spiego... noi vogliamo che i bambini imparino ad imparare. Questo è il nostro obiettivo nel nostro homeschooling. Vogliamo che imparino ad imparare, perché quando tu sai imparare qualcosa non c'è nulla che non puoi fare. Sai impararlo. Imparare ad imparare significa tante cose. Significa imparare a gestire la frustrazione, che è l'emozione per eccellenza nella nella zona di apprendimento. Significa imparare a gestire la noia, perché quando sei annoiato, se tu sai imparare qualcosa trovi qualcosa da imparare.
Carlotta: E quindi questo è un po' l'obiettivo. Ci sono tante altre cose, non entriamo adesso lì, ma questo è il nostro obiettivo, no? Che i nostri figli imparino ad imparare. E quindi su questo obiettivo si basa il nostro homeschooling. Oggi il nostro homeschooling è evoluto di nuovo, perché per esempio abbiamo lasciato Khan Academy, che trovavamo molto dispersivo, e invece abbiamo preso alcune decisioni. Prima di tutto abbiamo deciso di investire sulla matematica, sulla lingua. Matematica e lingua. Lingua inteso sia come scrittura che come lettura, sia italiano che inglese, che sono le due lingue in cui loro studiano.
Carlotta: E quindi tutto il resto se ne occupa il mondo al 100%. Cioè, da pochi giorni siamo appena stati in un museo a Salta, in Argentina, nel nord dell'Argentina, un museo di alta montagna in cui abbiamo imparato tantissimo della storia inca, degli inca, e abbiamo anche imparato tutta la processione cerimoniale sacrificale degli inca, vedendo una delle tre mummie che questo museo ha. Perché questi bambini sono stati Sacrificati, nella cultura inca si sacrificavano i bambini alla grande montagna, che era il vulcano e la loro montagna sacra, e quindi questi bambini venivano drogati, diciamo, con modi diversi, e poi venivano lasciati in montagna, ad alta montagna, a 6.000 metri d'altezza, a morire praticamente.
Carlotta: E sono stati ritrovati tre di questi bambini completamente intatti. Cioè voi vi immaginate imparare questo vedendo una mummia davanti ai vostri occhi? Per alcuni bambini chiaramente può essere un po' spaventoso, noi insomma ne abbiamo parlato tanto, noi lavoriamo sul tema della morte, parliamo di morte da tanti anni, quindi abbiamo, è stata una decisione presa abbastanza con cautela. Ne avevamo anche parlato prima e poi ne abbiamo parlato tanto dopo e tanto durante. Però vi immaginate imparare il mondo, le culture, le religioni viaggiando, vivendolo? Quindi non serve nient'altro, è per quello che io uso il mondo come scuola, perché non mi serve fare geografia, non mi serve fare storia se arrivo in paesi in cui alla fine noto che la storia si ripete, perché troviamo sempre, perché in questa parte di mondo si parla spagnolo, perché in quella parte di mondo si parla portoghese, perché in questa parte di mondo si parla inglese, e da lì tante domande e da lì scopriamo, ah guarda, la storia si ripete in quasi ogni paese, in quasi ogni continente, e questa è già la storia.
Carlotta: La storia non ci interessa, che se vorranno studiarsi le date, i dettagli, andranno a farsi l'università sulla storia, non so se c'è un'università sulla storia, credo di sì, no? Perché immagino ci sia un'università che è tutta basata sulla storia, penso sia molto interessante tra l'altro. La storia è affascinante, ma spesso come viene studiata a scuola è un insieme di date, cioè io lo ricordo, io odiavo la storia, oggi amo la storia, ma a scuola odiavo la storia, era una delle mie materie meno preferite, perché era un insieme di date, un insieme di luoghi, date e nomi di persone. Che palle, no? E quindi ecco, questa è stata una decisione che abbiamo preso di fare soltanto matematica, italiano e inglese, praticamente matematica e lingua.
Carlotta: Poi loro fanno anche typing, dattilografia si chiama, oddio non lo so come si chiama in italiano, ovvero scrivere alla tastiera con dieci dita, che se continuiamo così nel mondo dell'intelligenza artificiale probabilmente non gli servirà nemmeno, però insomma io penso che una delle materie, una delle cose importanti della nostra società è saper usare un computer. Spesso e volentieri noto invece che a tanti bambini viene dato subito un iPad e arrivano, addirittura mi raccontava qualcuno durante una delle dirette che abbiamo fatto sulla Tela, che arrivano all'università e non sanno utilizzare un computer, cioè ecco, quindi io penso che utilizzare un computer sia ancora importante.
Carlotta: Quindi adesso i nostri figli hanno un computer a testa che usano per la scuola, fanno matematica su questo computer usando una piattaforma a pagamento questa che si chiama Math Academy, è sempre in inglese, e che però ha un sistema secondo noi molto più valido, e stanno veramente facendo passi da gigante nella matematica. Tra l'altro con tantissima frustrazione, chiaramente, perché comunque la matematica, impararla da autodidatta, perché alla fine sei un'autodidatta, no? Sì, che c'è un'applicazione che te la spiega, è tutto scritto, non ci sono video, cosa che anche questo mi piace molto, perché imparano a leggere, capire il problema e trovare la soluzione, quindi mi piace moltissimo, mentre Khan Academy aveva molti più video, e trovo che a volte fossero, li distraessero, quindi mi piace più questa modalità.
Carlotta: È tutto scritto, ci sono dei test, mi piace anche il fatto che si debbano cimentare con dei test, con degli esami proprio, a tempo, quindi hanno x domande, 15 domande mi sembra, a cui devono rispondere in più o meno tempo, a seconda della materia, e progrediscono, quindi ogni giorno loro sanno che devono fare circa tra 10 e 20 XP, che sono experience points, punti di esperienza, e a volte ne fanno meno 5, altre volte ne fanno 40. E questo però è quello che effettivamente insegna loro a imparare, perché noi non Li aiutiamo quasi mai, li aiutiamo se ci sono cose molto complesse, argomenti molto complessi.
Carlotta: Però in realtà non li aiutiamo quasi mai. Chiaramente se hanno bisogno di aiuto li aiutiamo, non è che andiamo lì, no, non ti aiuto, devi fare tutto da solo, no, non è così. Però ecco, li aiutiamo poco, perché in realtà l'applicazione è fatta molto bene. Scusate, se sentite rumori, tra l'altro, è perché ci sono persone in casa che girano, eccetera, eccetera, sono in una casa comune, cioè in una casa dove ci sono anche altri ospiti. E poi invece abbiamo deciso di fare anche delle lezioni, e tra l'altro le iniziamo proprio la settimana prossima, adesso che voi ascoltate sicuramente le avremo già iniziate, e quindi potrei dirvi qualcosa di più, ma per ora no, non vi dico nient'altro, ma lezioni con una tutor di italiano.
Carlotta: Voglio che i miei figli imparino anche a scrivere bene in italiano, e quindi io personalmente non sento di essere la persona giusta per insegnare loro, cioè sì, sicuramente sono forse la persona più adatta per insegnare loro, perché sono una scrittrice io stessa, amo, ho sempre insegnato a scrivere e a leggere a bambini, nella mia vita precedente, nel mio lavoro precedente era quello che facevo, però non ho la disciplina, la costanza per farlo tutte le settimane, e quindi a volte saltava, e non voglio che salti. E allora abbiamo deciso di iniziare delle lezioni. Sono stata molto fortunata perché ho fatto una proposta indecente a Vittoria De Bernardis, che è la persona, forse avete, anzi trovate un post del blog sulla Tela, proprio su un'intervista con lei, perché lei ha scritto un libro molto bello, che si intitola "Perché i bambini e le bambine dicono che la scuola fa schifo", che vi consiglio.
Carlotta: Tra l'altro lei l'ha pubblicato da autodidatta, ma secondo me dovrebbe essere mainstream questo libro. E se vi interessa cercate questo episodio del podcast. E lei inizierà a fare una volta a settimana una sessione di scrittura, comprensione del testo, grammatica, insomma lei lascerà dei compiti tra una lezione e l'altra, e io potrò aiutarli in questo modo, però avendo una struttura fatta da qualcun altro. Questo esperimento di lezioni online l'abbiamo già fatto con l'insegnante di spagnolo. I miei figli da quando avevano circa, Emily avrà avuto sei anni mi sembra, abbiamo iniziato un'ora alla settimana di spagnolo in video lezione, era stato un totale esperimento in realtà, perché io pensavo sono troppo piccola, non ce la farà mai stare un'ora in video lezione, e invece Gloria, che è la nostra insegnante di spagnolo, che io conoscevo da Marbella, è fantastica, è preziosa, forse ne ho già parlato anche su altri episodi, però ecco, cioè li ha conquistati proprio, e per anni loro hanno fatto lezioni di spagnolo una volta a settimana, a volte anche due ore alla volta, perché proprio volevano più tempo con Gloria, e quindi abbiamo già avuto questa esperienza, sappiamo che funziona, e sappiamo che è molto,
Carlotta: che funziona molto bene. Forse voi non lo sentite perché ho un voice enhancer, e quindi toglie tutti i suoni che non siano, che non siano la mia voce, ma in realtà c'è un gatto che miagola fortissimo. Ok, quindi questo è più o meno il punto a cui è il nostro homeschooling. I nostri figli stanno facendo ogni giorno matematica, con questa math academy, stanno facendo ogni giorno typing, stanno facendo ogni giorno journaling, anche se scrivessero solo una frase, fanno journaling, proprio per abituarli alla scrittura, e piano, piano forte. E ogni tanto fanno delle presentazioni, di cose a cui sono appassionati, l'ultima presentazione che hanno fatto, ce l'hanno fatta sui Pokémon, e ci va benissimo, Perché a noi interessa che loro imparino a raggruppare idee, li lasciamo usare un browser di ricerca, noi usiamo Kagi, si chiama K-A-G-I, ed è un browser che paghiamo, e che ne ho già parlato, ne ho parlato anche nelle lezioni del percorso, perché trovo che sia molto valido per l'infanzia, non è come Google che ha una lista nera, quindi che metti i siti in una lista nera, questo ha una lista bianca, ovvero i bambini hanno accesso solo ad alcuni siti, che noi mettiamo nella lista bianca.
Carlotta: In questo caso hanno accesso soltanto a Wikipedia, e non mi ricordo più che cosa abbiamo, cosa Alex ha messo nella lista bianca. E quindi ogni tanto fanno questa esposizione, quindi fanno ricerca, scrivono la presentazione, e poi ce la espongono a voce. A me non interessa in quel momento andare a vedere il loro scritto, ascolto solo quello che mi vogliono insegnare, e poi diamo a noi dei feedback, su come ce l'hanno esposta, su che cosa ci è mancato, facciamo delle domande, se non sanno rispondere magari vanno a fare della ricerca, eccetera eccetera, però molto organico, ecco, e altro. Poi adesso, a breve, appunto riprenderemo le lezioni di spagnolo con Gloria, perché le avevamo abbandonate per un po', essendo che ormai siamo comunque in paesi dove si parla spagnolo da un anno e mezzo, quindi i miei figli ormai lo spagnolo insomma lo bazzicano molto bene, lo capiscono completamente e lo parlano spesso, con tante persone.
Carlotta: E però ci piace il fatto che magari con Gloria scrivano un pochino più spagnolo, anche se qua effettivamente Gloria parla uno spagnolo di Spagna, e qua è uno spagnolo diverso, quindi quando riprenderemo le lezioni Gloria si metterà le mani tra i capelli, perché avranno tutto un accento e il modo proprio di dire le parole tipico di alcune parti di qua. Per esempio adesso si sono messi a parlare con la sh, perché in spagnolo è effettivamente, si parla per esempio invece di dire, che ne so, lluvia si dice shuvia, no? La doppia L è una sh, è un suono sh invece di j, e quindi loro adesso si sono messi a parlare così, e Gloria sarà divertente, ecco, sarà divertente vedere la sua reazione.
Carlotta: E basta, però questa è la nostra scuola, questo è il nostro homeschooling. Non so se volevo dirvi qualcos'altro. Ah, beh, no, certamente homeschooling, una parte importante che, come ho fatto a dimenticarmela, me la stavo quasi per dimenticare, una domanda che ci fanno tutti è, ma come fate con la socialità dei bambini? I nostri figli sono tra le persone più sociali, più comunicative, interessanti anche che io conosca. Tra l'altro vi racconto questo aneddoto, perché veramente è successo adesso, tre minuti fa, prima di iniziare a registrare questo episodio, stavamo facendo una sorta di aperitivo con una coppia di ragazzi giovani, sulla trentina, tedeschi, che sono qua nel camper e che stanno anche loro girando per il Sud America, e a un certo punto lei ci diceva, guarda, no, ma i tuoi figli sono veramente spettacolari, cioè è proprio bello parlare con loro, sono interessanti, ti raccontano un sacco di cose, sanno tantissime cose, e poi ti fanno domande, ti ascoltano, sono interessati, cioè sapete, voi dovreste veramente scrivere un libro sulla genitorialità.
Carlotta: E io e Alex pensavamo scherzasse, perché noi raccontiamo che cosa facciamo, che cos'è il nostro lavoro, le persone che incontriamo, e loro sono qua da una settimana, quindi io pensavo che loro sapessero che quello è esattamente il mio lavoro, cioè il nostro lavoro, Alex non scrive, Però comunque la piattaforma la facciamo insieme. E poi quando ci siamo resi conto, cioè perché poi lei l'ha ripetuto, e lei mi fa, no, ma veramente dovresti davvero scrivere un libro sulla genitorialità, e io ho capito che era seria, che non sapeva nulla del nostro lavoro, e le ho detto, è esattamente il mio lavoro, faccio quello nella vita, e no, veramente è stato uno di quei momenti, cioè lei, e lei è rimasta seria per un attimo, pensando che io scherzassi, e quando poi ci siamo capite, perché l'ho raccontato che lavoro facciamo, cioè abbiamo riso tantissimo.
Carlotta: Questo perché ve lo racconto, non per di nuovo per farmi bella, ma perché, a parte che i nostri figli sono veramente il biglietto da visita migliore che abbiamo per La Tela, dovremmo veramente venire in Italia a fare questa roba, perché tutte le persone con cui parliamo non sono italiane, quindi non possono usufruire dei nostri, della nostra piattaforma. Però, a parte questo, non ve lo dico per farmi bella, ma ve lo dico perché, penso che sia importante, capire che ci sono tanti tipi di interazione, ci sono tanti tipi di amicizia. Forse di questo ne avevo già parlato anche in un altro episodio del podcast, probabilmente dedicato proprio a questo, quindi cercatelo se volete.
Carlotta: Però io credo che i miei figli avranno un concetto di amicizia diverso da quello che ho avuto io, ma secondo me il risultato a lungo termine sarà quasi lo stesso. Ci sono persone che hanno amici dell'infanzia che vedono ancora tutte le settimane, io non sono una di quelle persone, per esempio. Io sono andata via dall'Italia quando avevo 20 anni, di tutta la mia adolescenza e di tutta la mia infanzia, io ho un'amica con la quale sono ancora in contatto, certo, ne ho più, ho più conoscenti, no, che sono con le quali magari ci sentiamo ogni qualche anno, magari ci scriviamo un messaggino su Instagram, magari mettono un cuore o un qualcosa, un like a uno dei miei post e io viceversa, ma una amica che io sento con la quale mi trovo quando torno in Italia, e quell'amica mi basta.
Carlotta: Non sento il desiderio di avere più amicizie di quell'epoca, ma probabilmente perché non ne ho, ma anche perché oggi io sono cambiata ed evoluta così tanto che le amicizie che ho oggi le ho fatte nella evoluzione, nella mia evoluzione più grande da quando sono diventata mamma e da quando mi sono interessata così tanto alla genitorialità. Quindi quelle sono le amicizie che oggi, con le quali sono più in contatto, Silvia D'Amico, Francesca Dean, sono tra le mie più care amiche. Le ho conosciute su internet, queste amiche, perché? Perché condividevamo gli stessi valori e ogni anno facciamo uno sforzo per trovarci da qualche parte e passare dei giorni insieme a contatto, vederci, abbracciarci.
Carlotta: Ho una carissima amica in Spagna che è praticamente come una sorella per me e che sento ancora oggi, ma anche lei, che cos'è Che ci ha unite così tanto al punto da sentirci come sorelle? La maternità, aver passato quel viaggio incredibile insieme. E io penso che per i miei figli sarà un po' simile, no? Cioè loro troveranno le loro amicizie e tante tra l'altro le hanno già sparse per il mondo, hanno amici sparsi per il mondo da cui, se loro dicessero domani vengo a trovarti, riceverebbero dall'altra parte braccia spalancate e porte spalancate, una camera, un letto, cibo e questo per me è bellissimo.
Carlotta: E non sono tra l'altro soltanto amicizie con bambini, sono amicizie con adulti. L'amicizia che Emily, per esempio, e Oliver hanno sviluppato qua in questa casa con Frank, che è il proprietario di casa, che ci ha accolti nel suo giardino, letteralmente siamo nel suo giardino, ma che poi ci apre casa perché noi cuciniamo nella sua cucina. Adesso per esempio, tra un attimo chiudo questo episodio e vado ad accendere il forno perché Frank ed Emily e Oliver portano le empanadas a casa e le scaldiamo e ce le mangiamo tutti insieme al tavolo grande. Cioè Frank ha 65 anni ed è diventato come un nonno dei bimbi, li sta portando tutti i giorni a calcio, a equitazione, a ceramica, a fare esperienze sul territorio, a imparare la cultura argentina, a vedere i suoi amici che vivono qua nelle colline.
Carlotta: Questa per me, a parte che è scuola, ma è anche amicizia, è relazione e i nostri figli hanno amici perché chiaramente a volte ci fermiamo in summer camps, per esempio adesso stiamo scendendo verso Ushuaia e in Patagonia, da qualche parte, visto che saranno le vacanze estive, ci fermeremo e i nostri figli andranno a fare un summer camp con tanti altri bambini della loro età, di altra età, adolescenti. A volte si ritrovano con adolescenti, altre volte si ritrovano con bambini di due anni e loro sanno interagire con tutti, sanno interagire con la coppia di trent'anni con la quale sono andati a fare il corso di ceramica.
Carlotta: Due giorni fa, questa coppia che ti raccontavo, che mi ha detto che dobbiamo scrivere un libro di genitorialità, e hanno amici di sessantacinque anni, hanno amici di settant'anni, come la coppia che abbiamo conosciuto in Messico e con la quale abbiamo viaggiato per un po' e con la quale hanno sviluppato un'amicizia che rimane ancora attraverso me, chiaramente, perché i miei figli non hanno un cellulare, non ce l'avranno ancora per un bel po', e quindi attraverso me si mandano foto del cane, perché questa coppia aveva un cane che è stato un po' il punto di contatto. Però c'è questa coppia, veramente, si è aperta con Oliver, ha raccontato, entrambi sono vedovi, hanno raccontato a Oliver ed Emily di come sono morti i rispettivi marito e moglie, come si sono trovati loro.
Carlotta: Hanno avuto conversazioni incredibilmente profonde. Questo è il viaggio, il viaggio è esattamente relazione. Il modo in cui viaggiamo noi è relazione, ed è per quello che sorrido quando le persone mi chiedono: "Eh, ma la socialità, come fanno a essere socievoli, sociali, come fanno ad avere amici della loro età?" Ecco, prima di tutto, secondo me, è talmente sottovalutata, o sopravvalutata, questa roba di avere amici della propria età. E io amo che i miei figli abbiano amici di tutte le età, non solo della loro età. Io poi arrivo da un background montessoriano, il background montessoriano mi dice: classi miste, mi dice: 3-6 i bambini sono insieme, 6-9 i bambini sono insieme, sono in fasi di sviluppo diversi, in fasi evolutive diverse, ma che meraviglia, che meraviglia questo.
Carlotta: Quindi a me piace tantissimo questo aspetto. E poi, e poi non mi ricordo che cosa vi stavo dicendo. Vabbè, questa cosa l'ho fatta tantissimo durante il tour del libro, tra l'altro, perché dicevo: "Vi devo dire due cose al riguardo", poi dicevo la prima e mi dimenticavo la seconda. Quindi adesso chissà dove volevo andare con la seconda. Non mi ricordo più, ma mi piace, mi piace tanto che i bimbi sappiano relazionarsi con tante età diverse. Sanno guardare la bimba di due anni e prendersene cura, sanno giocare con il bimbo di cinque e farlo divertire e adattarsi a lui o a lei, sanno giocare con le persone della loro età, sanno giocare con le persone adolescenti, sanno avere conversazioni con le persone adolescenti, perché poi, chiaro, i nostri bimbi hanno avuto tante esperienze in giro per il mondo, quindi anche la nostra storia diventa un punto di contatto, in un certo senso, perché anche un adolescente, spesso e volentieri, io ascolto un pochino da fuori quando mi capitano le conversazioni, e Oliver e Emily ricevono un sacco di domande, ma come vivete in un van, ma come, chiaro, la nostra vita è interessante, quindi non è difficile fare amicizie.
Carlotta: I nostri figli sono dei master a fare amicizia, però devo dire che sono anche dei master a comunicare, a relazionarsi con le persone di qualsiasi età, e questo mi piace tantissimo. Quindi, tutto questo per dirvi che, finora, sono davvero felice di questo stile di vita, sono davvero felice di aver scelto l'homeschooling. Lo sceglierei se fossi stabile? Sì, assolutamente, penso che lo sceglierei comunque, probabilmente avrei dei tutor stabili, più tutor stabili che vengano a casa, proprio per avere quel contatto, per non dover fare tutto in videochiamata. Ma allo stesso tempo, sì, penso che lo sceglierei comunque, mi piace moltissimo il tempo che ci dà, il tempo che abbiamo di fare attività, la flessibilità che ci dà.
Carlotta: Oggi non vuoi fare scuola? La fai al pomeriggio, ok, va bene. Oppure, guarda, oggi è venerdì, ma vogliamo fare un'escursione, magari, che ne dici se fai scuola domenica invece di oggi, quindi la recuperi praticamente. A volte invece, guarda, io ti vedo stanco, perché non ti prendi una settimana di vacanza? Questa è la bellezza dell'homeschooling. E che altro vorrei dirvi? Ah, ecco no, un'ultima cosa che sì, vorrei raccontarvi, meno male che avevo detto. Che sarei stata breve, perché pensavo di avere pochissimo tempo, che sarei stata interrotta mille volte, invece non c'è nessuno qui, letteralmente.
Carlotta: Qualcuno è venuto in cucina, ma ha sentito che parlavo e quindi probabilmente è uscito, e sono 45 minuti di episodio, però vabbè dai, facciamolo bello. E un'ultima cosa, una domanda che ci fanno tanto è: fare tu homeschooling per sempre? Se poi i tuoi figli vogliono andare a scuola, non c'è problema. Se i miei figli vorranno andare a scuola un giorno, che sia, qualsiasi grado sia, qualsiasi livello di scuola sia, che sia anche superiori piuttosto che università, dovranno fare un test d'ingresso. E penso che li stiamo preparando abbastanza per fare quel test d'ingresso. Li stiamo preparando a imparare, ad imparare.
Carlotta: E quindi anche i test d'ingresso, l'unica cosa che devi fare per un test d'ingresso è imparare, saper imparare. Quando sai imparare, ti si aprono le porte. E quindi, quando vorranno loro andare a scuola, quello sarà il nostro segnale, dovremo fermarci. E noi parliamo tantissimo con loro, continuiamo a chiedere a loro: vi piace ancora questo stile di vita in viaggio? Vi piace ancora continuare a cambiare? Per esempio, parleremo di questo tra pochi giorni, perché dobbiamo lasciare questa casa, e sarà difficile, perché dopo un mese qua fermi, perché io e Alex abbiamo avuto tanto lavoro. E se avete seguito le nostre storie su Instagram, questo è stato un posto meraviglioso in cui, veramente, i bimbi hanno fatto tantissime attività.
Carlotta: Nonno Frank li ha portati dappertutto, e quindi io e Alex abbiamo potuto veramente concentrarci sul lavoro. Abbiamo potuto concentrarci sul lavoro mentre qualcuno si prendeva cura delle attività dei bimbi, e questo è stato una grandissima fortuna. Sapete, quando arrivano le persone giuste, i posti giusti, nel momento giusto, ecco, noi avevamo proprio bisogno di questo mese. E se un giorno però ci diranno: "Mamma, papà, noi siamo stufi di continuare a muoverci così tanto", ci fermeremo, perché questo stile di vita è una scelta di famiglia, e la famiglia è un team, quindi se una sola persona Vuole fermarsi.
Carlotta: La prendiamo sul serio e ci fermiamo e non abbiamo nessun problema a fermarci, che qualcuno sarà triste, qualcuno sarà meno triste, non importa, perché in realtà è una decisione di famiglia e penso che sia giusto che sia così. Bene, se avete domande mandatele, cercate l'episodio del podcast, latela.com barra podcast, lasciate le domande nei commenti. Vi prometto che me le salvo e che un giorno, magari anche coinvolgendo Alex, e magari anche ripetendomi, perché lui probabilmente, cioè lui non sa quello che ho detto qui, ma insomma ne parliamo così tanto che probabilmente sa tutto quello che ho detto qui, vi rispondiamo insieme.
Carlotta: Non mi rimane che augurarvi buona serata, buona giornata o buonanotte, a seconda di dove siete nel mondo. Ciao ciao, e ora vado a scaldare il forno per fare le empanadas.
Per continuare
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