Le mie frasi motivazionali per iniziare un progetto (e che cosa uso per registrare e pubblicare il podcast)
Buon 100esimo episodio di Educare con Calma a me!
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Note dell’episodio
Ho deciso di fare ciò che sentivo e quindi oggi ti dico le frasi che mi hanno spronata finora nella mia carriera (e anche per la creazione di questo podcast) e, visto che sono un'amante della pratica e adoro la mentalità dello sharing (che quella del possesso è già ovunque! 😉), ti racconto anche nei dettagli come registro e pubblico il mio podcast.
E per la serie "meglio fatto che perfetto", la marca del microfono Røde non si pronuncia affatto come l'ho pronunciata 😂 Io pensavo fosse tedesca (che il tedesco non ha nemmeno quel simbolo) e invece è australiana, quindi probabilmente fa rima con "mode". Ci voleva una gaffe al 100esimo episodio… almeno adesso non dimenticherò mai più che la marca è australiana 💁♀️
:: Strumenti per creare il podcast che menziono nell'episodio:
Microfono Røde Mini
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Carlotta: E così siamo al centesimo episodio di Educare con calma. Sono un po' emozionata. Ricordo ancora quando lo iniziai, eravamo bloccati in Nuova Zelanda durante il Covid, alla fattoria che ci è rimasta nel cuore dei nostri amici Peter e Nina, dove tanti di voi ricorderanno probabilmente Mara la capra e Larry la pecora. E Alex mi comprò un microfono, perché era da almeno un anno che io gli dicevo di voler iniziare un podcast, ma che mi mancava la sigla iniziale. Come potevo iniziare questo podcast senza sigla iniziale? E poi non sapevo come promuoverlo, non sapevo come iniziare, non sapevo che cosa dire, non sapevo come chiamarlo, non sapevo nulla. E lui mi disse, non ti serve un jingle, non ti serve una sigla, siediti davanti a questo microfono e parla.
Carlotta: E poi mi disse anche, la gente vuole i tuoi contenuti, non la sigla, che poi tanto quando li ascolti uno dietro l'altro gli episodi, la sigla ti infastidisce e basta, eccetera, eccetera, eccetera. E così nacque il primo episodio. Mi sedetti davanti al microfono e parlai di tutto e di nulla, ci furono un sacco di interferenze. Vabbè, se avete ascoltato i primi episodi ormai lo sapete, forse ve li ricordate, tra la pompa dell'acqua e poi i camion, vabbè, di tutto e di più, veramente. E quella fu la prova più grande dell'aver imparato, interiorizzato il concetto meglio fatto che perfetto, che veramente si addiceva tantissimo a questo mio procrastinare, non iniziare mai, aspettando che il prodotto fosse perfetto, ma in realtà davvero più che perfetto era meglio che fosse fatto, perché finché non era fatto non poteva essere perfetto, quindi meglio fatto che perfetto.
Carlotta: Ed è così che è nato questo podcast e oggi sono 100 episodi. Wow, ho pensato tanto a che cosa fare in questo centesimo episodio, tanti fanno una collection delle frasi migliori, eccetera, eccetera, ed effettivamente mi sarebbe piaciuto, ma non ho trovato né il tempo, né la persona adatta a farlo, quindi se stai ascoltando questo podcast e sei capace a fare una cosa del genere, ovvero apprendere tutti questi 100 episodi e trasformarli in un unico episodio mettendo le frasi migliori, scrivimi, scrivimi a ciao@latela.com e il lavoro è tuo, ti assumo. Quindi per questo centesimo episodio ho deciso di fare una cosa un po' diversa, ovvero ho deciso di dirvi altri pensieri, oltre a questo primo meglio fatto che perfetto, che mi hanno aiutata nella creazione del podcast e un po' mi aiutano in tutto quello che io creo su La Tela dal lontano 2007 e vi dirò anche che strumenti uso proprio nel pratico, nella pratica, in caso vogliate iniziare anche voi il vostro podcast.
Carlotta: Perché no? Io sono per la pratica, quindi in questo episodio verso la fine vi dirò che strumenti uso nel dettaglio. Non aspettatevi grandi cose perché è veramente molto basico, però vi svelerò tutti i miei segreti. Ok, andiamo con le frasi, frasi motivazionali. Frase numero uno, just do it. Lo so, è il motto della Nike, che io ormai non sono più abituata a chiamare Nike perché chiamo sempre Nike, ma in italiano ti dice Nike, quindi mi sono sforzata di dirlo giusto. È il motto della Nike, ma funziona davvero così. Quando non sai come fare una cosa, just do it. Fallo e basta. Poi magari sbagli e aggiusti il tiro, ma fallo e basta.
Carlotta: Questo è quello che insegno ai miei figli ogni giorno. Seconda frase, fallo prima di sapere come si fa. Non possiamo aspettare di sapere come si fanno le cose per farle. Non si può sapere come fare una cosa prima di farla. L'unico modo per imparare a fare qualcosa è farlo. Lo so, sembra scontato, ma vi assicuro che non lo è così tanto per tutti. Quindi vi dico questo perché questo concetto per me è stato importantissimo per combattere il mio perfezionismo, insieme all'altro meglio fatto che perfetto. E anche questo lo insegno ogni giorno ai miei figli perché sono tutte lezioni che poco a poco creano familiarità con l'errore e che ci fanno apprezzare gli errori addirittura.
Carlotta: Perché un errore cosa significa? Significa che abbiamo provato, wow, grandi, ci diamo una pacca sulla spalla, ci rialziamo e riproviamo. Qualsiasi progetto tu abbia non puoi aspettare di sapere come si fa prima di iniziare a farlo. Inizia oggi. Terza frase, se scrivi o produci qualcosa e non lo pubblichi è come moltiplicare Il tuo sforzo per zero. È inutile. Quindi quando ti impegni in qualcosa, quando fai qualcosa, quando scrivi qualcosa, quando produci qualcosa che ti piace, che senti di avere un qualcosa tra le mani, qualsiasi cosa che ti fa vibrare, non tenerlo lì a prendere polvere, pubblicalo, condividilo, regalalo al mondo, anche se hai solo due follower su Instagram, anche se hai solo 15 persone che ti leggono sul blog, condividi.
Carlotta: E questo tra l'altro mi riporta con la mente a Valeria D'Apozzo, ciao Valeria se mi stai ascoltando, che prima di inviarmi una delle sue, dei suoi meravigliosi racconti che oggi fanno parte della Tela Shop, ha procrastinato tipo per mesi, perché pensava che non fosse all'altezza, e cosa lo invio a Carlotta, e perché di qua, perché di là. Io appena l'ho letto, le ho scritto e le ho chiesto, vuoi fare parte dello shop? E lei mi ha detto di sì. E basta, lo lascio lì. Quarta frase. Il cambiamento è come una caverna oscura che dentro ha un tesoro. Questa frase l'ho detta e ridetta nel corso del podcast, del corso, degli anni, del blog.
Carlotta: Ovviamente non sai qual è il tesoro, ma sai che c'è un tesoro e sai che è lì dentro, in quella caverna oscura, e puoi scoprirlo solo facendo quel primo passo nel buio, a tentoni. Ogni cambiamento fa paura, ma l'unico modo per cambiare qualcosa nella tua vita, per iniziare un progetto nuovo, per iniziare una vita nuova, per cambiare stile di vita è fare quel passo. Fa paura, certo, l'ignoto fa paura, quello che non è familiare fa paura, ma nei progetti di vita o di lavoro, la paura ci dice che vale la pena. Come andare controcorrente nell'educazione dei figli per dissociarsi da punizioni, minacce, violenza fisica, violenza verbale.
Carlotta: Fa paura, certo, ci sentiamo diversi, certo, ma vale la pena. E questo sentirci diversi mi porta alla frase numero 5. You do you. Sii te stesso, non esiste una traduzione di questa bellissima frase in inglese, ma a me piace tantissimo. You do you, tu fai tu, tu fai te stesso, tu sii te stesso. Nei progetti di lavoro, non avere paura di essere diverso o diversa, di fare le cose diversamente dagli altri. You do you. Diverso non è necessariamente meglio, attenzione, ma se ti rappresenta è meglio per te. Io nel mio lavoro all'inizio volevo fare tutto come gli altri, perché pensavo che quella fosse la strada giusta per arrivare da qualche parte.
Carlotta: Quindi compravo pubblicità, facevo corsi di come si usa Instagram, facevo corsi di come si fa la newsletter, accettavo prodotti dalle aziende, scrivevo agli uffici del turismo quando viaggiavamo per farci invitare a esperienze di cui poi avrei parlato sul blog, eccetera, eccetera, eccetera. Non mi ha mai rappresentata, non mi sentivo a mio agio, non mi sentivo nella mia pelle e quindi ho iniziato a fare le cose diversamente. Da allora non ho più comprato pubblicità, non ho più accettato di fare pubblicità a prodotti, a aziende, non ho più accettato prodotti gratis che mi avrebbero poi fatta sentire di non poter dire una mia opinione onesta al 100%.
Carlotta: E ancora oggi non accetto sponsor per il podcast, non faccio pubblicità a aziende, non accetto prodotti di aziende, dico di no a decine e decine di proposte di collaborazione al giorno di aziende che vogliono lavorare con me. Non dico che questa sia la cosa giusta da fare per tutti, per crescere, dico che è la cosa giusta per me, per i miei valori, per Carlotta, è ciò che mi rappresenta, è ciò che rappresenta la mia etica personale, la mia etica professionale. Come oggi, per esempio, mi rappresenta anche non avere una sigla per il podcast, è diverso, certo, ad alcuni, alcune mie scelte possono sembrare strane o magari esagerate, ma per me sono, sono me, cioè sono ciò che mi rende me, quindi anche se qualcuno inizia ad ascoltare questo podcast e dice non ha la sigla, non importa, magari lo conquisterò con le mie parole, Magari no e se ne andrà, ma sono io.
Carlotta: I do me, you do you. Sesta frase, la concorrenza è positiva, questo vorrei ripeterlo 150 milioni di volte. Anzi, credo che vorrò farci anche un episodio del podcast a sé stante, perché la concorrenza è positiva e purtroppo in Italia, soprattutto io sento che c'è ancora tantissima concorrenza e che la si vive in maniera negativa, mentre invece la concorrenza è positiva, dobbiamo gioire dei successi degli altri. La concorrenza non deve farci dire "oh guarda, quello sta facendo la mia stessa cosa", no, deve farci dire "wow, buon per lui, sta facendo il mio stesso lavoro, siamo insieme su questa barca".
Carlotta: Ci sono tante persone che vogliono iniziare un progetto e mi scrivono e mi dicono "eh lo so, ma questo è già stato detto, questo è già stato fatto, tutto è già stato detto, tutto è già stato fatto". Tutto oggi è un remix, prendi una cosa, copi l'idea, ci aggiungi te stesso e voilà, hai un prodotto nuovo, questo è il remix di cui è fatto il mondo. Ho imparato questo bellissimo concetto del remix in un video sulla storia della musica che raccontava proprio di come tutta la musica sia davvero remixata, tra virgolette, e se lo ritrovo ve lo metto nelle note dell'episodio. Ma quello che voglio dire è tutto è già stato detto o fatto, nulla è davvero nuovo, chi si definisce su Instagram pioniere di qui o primo di là, non è vero, semplicemente non è vero.
Carlotta: Il mio corso online, io l'ho creato quando in Italia, i corsi online di genitorialità non esistevano ancora, nel lontano 2015-2016, ma prima di crearlo ho fatto decine di corsi online in altre lingue, non c'era nulla di nuovo nel mio corso online. Ora ci sono centinaia di corsi simili al mio, alcuni anche copiati, ma mi preoccupa? No, perché la concorrenza è positiva, più corsi nuovi sulla genitorialità simili al mio vengono creati, più significa che c'è domanda, che c'è interesse nell'educare i figli diversamente, e questo è l'obiettivo, remiamo tutti nella stessa direzione, dovremmo smetterla di vederci come concorrenza e iniziare a vederci come collaboratori verso un obiettivo comune che è cambiare l'educazione, nel mio caso, che poi è sempre lo stesso problema della nostra società che si crea dalla scuola, ovvero quello della competizione piuttosto che della cooperazione, ma su questo vi invito ad ascoltare l'episodio sulla competizione a scuola.
Carlotta: Non mi ricordo più che numero era, comunque lo trovate nel mio podcast. Ok, potrei andare avanti anni a dirvi frasi motivazionali e spiegarvele e dirvi la mia opinione, eccetera, eccetera, ma voglio fare anche qualcosa di concreto. Se stai pensando di iniziare il tuo primo podcast oggi, ecco che cosa uso io. Uno, la piattaforma Anchor.fm. Questo è un sito web dove io carico gli episodi del podcast, ovvero carico gli mp3 e scrivo le note dell'episodio. Poi Anchor mi invia tutto alle piattaforme come Spotify, Apple Podcast, eccetera, eccetera. Quindi Anchor è dove avviene praticamente tutta la magia e tutta la distribuzione.
Carlotta: Non vi preoccupate di appuntare perché vi scrivo tutto nelle note dell'episodio. Poi probabilmente mi immaginate registrare con queste grandi cupole di microfoni, microfoni a cupola o a cappella o a piatto, grandi cuffie, non lo so, almeno quando io penso podcast penso a questa immagine di grandi cuffie con il microfono a cupola, perché non so neanche come si chiama, l'ho inventato io questo termine, Microfono a cupola. No, quella proprio non sono io. In questo momento, se mi vedete, sono sul letto con il computer su un cuscino per fare un po' di altezza. Mi sono slacciata i pantaloni perché ero più comoda, ho le gambe incrociate, ho un microfono piccolissimo appoggiato sul computer portatile.
Carlotta: Il mio microfono è della marca Röde, e anche questo ve lo lascio nelle note dell'episodio. Tra l'altro adesso mi si è addormentato un piede, quindi mi sa che dovrò cambiare posizione. Comunque si chiama Röde Mini, quindi è proprio piccolo e portatile, ma è di ottima qualità e l'applicazione che uso per registrare si chiama Hindenburg Pro. Spesso non uso nemmeno cuffie, in questo momento le ho e le ho collegate, ma spesso e volentieri non sono cariche, perché devo caricarle. Insomma, come vedete, livello di professionalità alto. Poi, per registrare le interviste uso lo stesso meccanismo, ovvero il mio microfonino e l'applicazione Hindenburg Pro, e inoltre faccio la chiamata su Google Meet o su Zoom e uso un'applicazione che si chiama Loop Back per registrare la voce del mio ospite su Hindenburg.
Carlotta: Così ho poi le due tracce separate che posso mettere insieme, editare, eccetera, eccetera. Questa applicazione Loop Back è fondamentale perché dice a Hindenburg di prendere la voce della seconda traccia, che poi è il mio ospite, dall'applicazione che scelgo io, che è Google Meet o Zoom o qualsiasi altra applicazione. E non sto a spiegarvi di più della tecnicità e della tecnologia perché quando poi ci guardate e fate ricerca veramente capirete tutto meglio. Sembra complicato, ma è molto immediato, anche se mi sentisse Alex dire questa cosa mi ride in faccia perché poi io faccio ancora casini, mi dimentico passaggi, chiamo Alex in mio soccorso, vabbè, ma quella è un'altra storia.
Carlotta: E basta. Finito. Voilà. Questi sono gli strumenti dietro la magia di educare con calma. Come vedete davvero non c'è nulla di stratosfericamente complicato, ma ci sono degli strumenti validi che fanno un po' da contropeso, che bilanciano un po', diciamo, la mia mancata professionalità. A un mio livello di professionalità non estremamente alto, ecco. Quindi mi permettono un po' di essere più me stessa, di tirare fuori un microfono e di mettere il computer sul letto così come sono adesso e di avere un prodotto che comunque voi potete ascoltare. Ecco, non è super professionale, però mi ascoltate bene, la voce è chiara e questa è la cosa più importante perché poi alla fine quando io ascolto i podcast quello che davvero mi interessa è che la voce sia chiara, che mi arrivi bene, che non ci siano interferenze più che altro perché mi piace potermi concentrare sulle parole e sulla voce.
Carlotta: E basta, veramente. Solo ci tenevo a dirvi tutto questo perché è davvero semplice, è più semplice di quanto pensiate. Quindi se avete in mente di iniziare un podcast, fatelo, fatelo oggi, non aspettate, just do it. Fai quel passo nel buio, non aspettare di essere capace prima di iniziare perché non lo sarai mai. Fallo e pubblicalo subito, altrimenti i tuoi sforzi sono inutili, si moltiplicano per zero e non avere paura di essere diverso dagli altri o diversa dagli altri. Ricordati che non importa quante persone ci siano che fanno la stessa cosa che fai tu, la concorrenza è positiva. Tu troverai il tuo posticino.
Carlotta: Nei cuori e nelle menti di qualcuno che è più indietro di te nello stesso percorso. Magari tu ti ispiri a qualcuno che è più avanti di te nel tuo stesso percorso, ma sappi che quel qualcuno si ispira a qualcun altro che è più avanti di lui o di lei nello stesso percorso. Quindi è tutto un gioco di ispirarsi, di copiare, di remixare, di metterci del tuo e semplicemente, credo davvero che ci sia posto per tutti. E anzi, ci aggiungo un'ultima frase, non smettere, la costanza è tutto. Tutti oggi vogliono iniziare un blog e quando si rendono conto del lavoro che c'è dietro, del grandissimo carico di lavoro e di cose che ci sono da imparare, di quanto si progredisca lentamente, mollano.
Carlotta: Ecco, tu non mollare, continua a creare, continua a produrre perché ti assicuro che quello farà la differenza. Non oggi, non domani, non dopodomani, ma nel corso dei mesi e degli anni quello farà la differenza. Anche perché se molli, se lasci andare, se smetti di produrre e di creare, ovviamente non hai un prodotto da poter mostrare al mondo, non hai un prodotto tuo, non ci hai investito, non ci hai creduto. Quindi, veramente la differenza, dopo tutto quello che hai fatto per iniziare, quello che è il tuo progetto, l'unica differenza è la costanza. E voilà, buon centesimo episodio di Educare con calma a me e buon inizio di qualsiasi cosa tu voglia iniziare a te.
Carlotta: Davvero, faccio il tifo per te e grazie, grazie per esserci stata, o stata in tutti questi episodi, di aver avuto la pazienza di ascoltarmi e soprattutto mi stupisce quando qualcuno mi dice ti ho ascoltata tutta in due giorni, ho fatto una maratona di podcast di Educare con calma, però mi rende, mi rende veramente piena di gioia perché c'è tanto lavoro dietro questo podcast, ma tutto questo lavoro non sarebbe nulla senza di te, senza voi che mi ascoltate da lì dove siete. E quindi grazie. Vi ricordo ovviamente che mi trovate su www.latela.com come sempre e su Instagram come lateladicarlottablog.
Carlotta: E non mi rimane che augurarvi buona serata, buona giornata o buonanotte a seconda di dove siete nel mondo. Ciao, ciao.