13. La morte spiegata ai bambini e il loro dolore
In questo episodio parliamo di un tema difficile, importante, forse un po’ tabù: il dolore e la morte.
È giusto parlare della morte ai bambini? Come spiego la morte a mio figlio? Come posso alleviare il dolore dei miei bambini? Non è meglio proteggerli da un dolore così forte quando sono piccoli?
In questo episodio, cercando di usare più tatto e sensibilità possibile, rispondo a queste e altre domande. Credetemi, può non sembrare facile parlare un tema così «delicato», ma in realtà la fatica arriva dal non avere avuto modelli che ne hanno parlato con noi: non sappiamo come affrontare la conversazione. Proprio per questo dobbiamo prepararci, parlarne e capovolgere la narrativa: perché deve essere un tema delicato? Perché non normalizzarlo?
Parliamone
Ciao Carlotta e ciao a tutte le mamme e i papà. Sono in difficoltà perché mia figlia di quasi 5 anni, altamente sensibile e con reazioni forti alle emozioni, fa domande molto specifiche riguardo la morte e vorrei essere sempre onesta, ma una volta chiese al nonno perché sugli scheletri di dinosauro che vede nei libri non c'è la pelle, lui in mia assenza le disse che la pelle scompare, diventa polvere (era in difficoltà lui stesso credo) e lei non ha dormito tutta la notte, addirittura tremava rannicchiata e non voleva aprire gli occhi che teneva con le mani né parlarne ulteriormente. Il giorno dopo ho accennato alla trasformazione, aveva apparentemente digerito l'informazione inopportuna per lei o forse chiusa nel cassetto e rimasta sospesa. Adesso che è morto il cane dei nonni mi ha chiesto dove è andato e poi, non contenta, dove è stato messo, e le ho mostrato il posto in giardino sotto un albero. Ma ora mi chiede dove è stata messa (non dove si trova o dove è andata) la bisnonna (che ha un pochino conosciuto e vede nelle fotografie, e la bisnonna è in un urna a casa di una zia. Io so che se accennassi altro lei procederebbe con domande più specifiche, lo fa sempre su tutto, specie se è un argomento che la inquieta e cerca rassicurazione o che forse sente che ci rende insicuri, ma non so se riesco a trovare la modalità giusta per non urtare la sua sensibilità dato che davanti a una domanda ci son tanti modi in cui potrei rispondere. Mi ha domandato dove sono le persone del passato, che abitavano i castelli ad esempio e non le basta parlare di energia, spirito o trasformazione, vuol capire dove son andati fisicamente, se si può andare a vedere dove stanno adesso, allora ho nominato i cimiteri senza specificare altro, ero insicura e timorosa di mostrarmi poco spontanea ma vorrei confrontarmi prima con voi de La Tela... Mi aspetto che a breve mi chieda di più. Vorrei attenermi all'idea di tutto che si trasforma, ma davvero non so come procedere rimanendo magari sul vago ma onesto di fronte a questo suo addentrarsi nelle specificità. Vorrei tanto sentire qualche vostro parere o esperienza simile. Un grazie immenso a te Carlotta per tutti quei semini che germogliano e mi aiutano a migliorare nella mia crescita personale e di mamma.
Team La Tela
Ciao Silvia, quando una conversazione ci sembra difficile con i nostri figli, molto spesso è perché è difficile per noi (più che per loro). 💜
Ti consiglierei di indagare prima con te stessa cosa, in questa conversazione, ti rende timorosa: ricorda che i bambini sono spaventati dalla mancanza di informazione e non dall'informazione stessa, se noi rispondiamo in maniera onesta (quando ad esempio su una conversazione che per noi è scomoda diamo risposte vaghe, loro sentono che qualcosa non va e magari possono «allarmarsi»).
Magari potresti prepararti dei copioni, sulle domande che già ti ha posto, e se ti fa una domanda a cui non ti senti pronta a rispondere, puoi dirle che hai bisogno di un po' di tempo per pensarci e che ne riparlerete (fatti una nota mentale e poi riprendi davvero la conversazione).
Ad esempio, per quanto riguarda la bisnonna, perché non dirle che il corpo diventa cenere e che si trova nell'urna? Potrebbe anzi essere il motore di belle conversazioni, sull'importanza di mantenere il ricordo. di chi non vive più, e sui tanti modi diversi che ognuno di noi può trovare per mantenere questo ricordo.
Ti ringrazio per lo spunto Rosalba, non ero preparata a domande così specifiche e dopo che rimase a tremare chiudendosi gli occhi con le mani la sera che il nonno, alla sua domanda sul perchè esistono solo le ossa dei dinosauri, le disse che i corpi dei diventavano polvere, mi son chiesta se fosse pronta a qualsiasi tipo di risposta onesta, ci son molteplici modi di dire la verità e sicuramente mi chiederebbe come ha fatto a diventare cenere e son quasi certa che l'idea della cremazione la turberebbe al momento. Forse fra un po' di tempo già sarà diverso. Ti ringrazio perché sicuramente non è facile per noi in primis e di certo si rischia di allarmare facendo i vaghi.
Team La Tela
Forse potrebbe aiutarla provare a chiarire il passaggio che il corpo, quando smette di funzionare e muore, non sente più nulla (dolore, emozioni...)? Magari riprendendo il discorso proprio dai dinosauri, provare a capire cosa esattamente l'avesse turbata in quella conversazione, potrebbe darti un aiuto su come approcciarti le prossime volte.
Pian piano, è un processo anche questo. 💜
Ti ringrazio di cuore Rosalba, giusto è un'idea, e hai fatto bene a ricordarmi che è un processo graduale, a volte lo si scorda. Sei stata di grande aiuto! Un abbraccio!
Ciao, qualche ora fa è morto il nonno preferito di mio figlio, mio suocero. Domattina si sveglierà e come glielo spiego? Nel mio sconforto ho aperto questo episodio, spero che riesca nel migliore dei modi. Non sarà facile
Team La Tela
Ti abbraccio Annalisa 💜
Team La Tela
Ciao Annalisa,
mi dispiace tanto, vi abbraccio fortissimo ❤️
Puoi trovare spunti utili per gestire questo momento anche negli altri commenti sotto a questo episodio, e inoltre nel capitolo 24 del libro di Carlotta «Cosa sarò da grande».
E se hai l'abbonamento a Tutta La Tela, ne parliamo nel Percorso per educare a lungo termine, alla categoria «Le cose difficili».
Ciao Carlotta,
sono Alessandra, sono mamma di Giordano, uno splendido bambino di 4anni. Due anni fa è morta la nonna dopo una lunga malattia; Giordano aveva due anni e si è reso conto perfettamente della mancanza e soprattuto del fatto che ora il nonno è sempre solo. Inoltre essendo un grande osservatore ha vissuto e notato la malattia della nonna e secondo me era consapevole che non stesse bene anche solo osservandola. Dopo la sua morte abbiamo con calma spiegato che la nonna era morta e non sarebbe più tornata, abbiamo soiegato che la nonna era molto malata e che ora non avrebbe più sofferto come soffriva quando era con noi. Lui ha preso la cosa come un dato di fatto, senza fare altre domane per parecchio tempo, poi ma mano ha cominciato a chiedere dove fosse la nonna e noi abbiamo detto che non c'è, che è in cielo (primo errore) ma che sarà sempre nel nostro cuore, nei nostri ricordi, abbiamo delle sue foto in casa e le guarda spesso. Ultimamente invece chiede di poter vedere dei video di quando era piccolo, e in questi video spesso c’è la nonna, e ora che ha 4anni ha cominciato a chiedere dove sia realmente, perché non torna, a chiedere quando sarebbe scesa giù da cielo, a piangere perché la vorrebbe con noi. Abbiamo spiegato che morire è una cosa normale e che è una cosa che succederà a tutti noi (secondo errore?) ma forse temo di avere sbagliato, forse non era pronto per questo infatti da giorni torna sull’argomento e piange perché dice che non vuole andare in cielo e morire ma vuole restare a casa sua con mamma papà e i suoi giochi.
Non so come poter “recuperare” questa cosa, forse nel tentativo di spiegare la cosa abbiamo inserito dettagli non richiesti e lo abbiamo confuso o spaventato, vorrei un consiglio su come proseguire e come rassicurarlo in maniera efficace.
Grazie per l’ascolto, ti seguo sempre.
Alessandra
Team La Tela
Ciao Alessandra. Arriva tra poche settimane un altro episodio proprio su questo tema e se hai il mio libro, ti invito anche a leggere il capitolo relativo. Non è stato un errore, secondo me, dire la verità (tutti moriamo prima o poi), lo è stato, forse, aggiungere dettagli non richiesti. A volte quando una conversazione è difficile per noi adulti, tendiamo a spiegare più del dovuto. Ora ti consiglio di accompagnarlo nel processare questo dolore senza doverlo aggiustare e senza mentire, magari facendo domande: perché piangi? Che cosa ti spaventa? Chiaramente prima dovrai capire tu che conversazione è importante per te avere e che messaggio è importante trasmettere: ispirata dal tuo messaggio, ho deciso di creare un altro episodio del podcast con tutto il mio team, posso leggere il tuo messaggio (anche anonimamente o cambiando i nomi) per avviare la conversazione sul podcast? 🙂 Ti darà molti spunti di riflessione.
Ciao Carlotta grazie!!
Sono felice che arrivi un’altra puntata del podcast su questo argomento, credo sia uno dei temi più difficili per tutti i genitori, argomento riguardo il quale non sempre si hanno gli strumenti giusti dato che è un tema che d’altronde spaventa anche noi adulti…inevitabilmente.
Ho il tuo libro ma non ho ancora letto quel capitolo, corro a leggerlo!
Certamente puoi utilizzare il mio commento per il podcast, non c’è bisogno di cambiare i nomi. Ancora grazie! ☺️
Grazie carlotta per tutto il tuo lavoro! Ho iniziato ad ascoltare i tuoi podcast da qualche settimana e sto già vedendo i risultati con i miei bimbi. Ieri sera samuele 6 anni mi ha detto che sentiva il bisogno di piangere perché aveva paura di restare da solo se io morivo. Alcuni mesi fa gli avrei detto di stare tranquillo che non sarei morta, di non pensare a quelle cose. Invece ieri sera l'ho abbracciato, gli ho detto che poteva piangere e ho cercato di spiegargli della morte, che tutti abbiamo paura, di come faccio io pensando alla mia nonna che non c'è più. Lui è abituato a sentire parlare di morte visto il lavoro del padre (pompe funebri) e forse la paura viene da lì, ma mi è sembrato più sereno dopo averne parlato. Come dici tu, se fanno le domande è perché sono pronti alla risposta... grazie davvero!
Ciao Carlotta, abbiamo affrontato questo tema con le nostre bimbe a ottobre, dopo la perdita del nostro cane. Giulia, la nostra bimbe di 6 anni e mezzo si è fatta stampare una foto, e lo porta con sè in una cartellina nello zaino e l’ha mostrata ai suoi amici. Abbiamo detto loro che lui non tornerà più, ma che ci guarda da lassù, non so se le abbiamo confuse. noi ne parliamo, ricordandolo e a volte piangiamo insieme. Grazie perchè affronti queste tematiche con il cuore e ti assicuro che sono super efficaci.
Team La Tela
Ciao, Sono Milena del team La Tela.
Perdonaci per arrivare solo adesso, ma Carlotta e noi del Team leggiamo tutto e piano piano arriviamo 🙂.
Tua figlia è dolcissima nel ricordare il suo cagnolino, e voi fate bene a parlarne e anche a piangere insieme a lei, mostrando le vostre emozioni.
Ciao Carlotta,
Ho iniziato solo da poco ad ascoltare i tuoi podcast e mi stanno facendo un bene infinito. Tra non molto comprerò il tuo corso online « educare a lungo termine » perché sento di avere davvero bisogno di una mano per educare la mia bimba nel modo giusto.
Ogni tuo podcast mi fa piangere. Forse perché mi smuove cose e pensieri che non sono mai riuscita ad esprimere, preoccupazioni…ma quest’ultimo sulla morte mi ha fatto piangere ancora di più. Mio papà è morto a febbraio scorso, dopo una malattia durata un anno. È dura per me, forse anche più adesso che nelle settimane appena dopo che se ne era andato. Mia figlia, Sofia, ha 3 anni. A lei dico che è volato in cielo perché credevo che fosse giusto così. Ma ora penso che le spiegherò le cose meglio. Anche se so che capisce. Quando mi vede piangere, le dico che è perché mi manca il nonno e quindi adesso è lei che me lo chiede, se piango perché vorrei vedere il nonno.
Grazie, mi sentivo di condividere questo con qualcuno. Grazie per tutto quello che dai a noi mamme 🙂
Un abbraccio,
Fabiola
Ciao Carlotta, anche io come Alex ho perso mia mamma da bambina. I miei figli comunque hanno una nonna materna perché mio papà si è sposato di nuovo, quindi,dato che in realtà per loro non c'è una "posizione vacante" (passami l'epressione :)), come faccio ad introdurre l'argomento? arriverà da solo il momento giusto?
Grazie per i tuoi spunti di riflessione. Buona giornata.
Bellissimo il passaggio quando il bambino si comporta in modo scomodo è importante anche se difficile mostrare ancora più empatia ❤️Grazie Carlotta di tutti questi consigli e nozioni importantissime
Ciao Carlotta, ho trovato il coraggio e ho finito di ascoltarti. Arrivo qui e pensavo di trovare dei messaggi, mi piace sempre leggerli.
Forse questa volta ne avevo bisogno.
Mio papà sta morendo e come figlia sono pronta a lasciare andare mio papà, come mamma mi si spezza il cuore perchè non potrò farglielo vedere (neanche quando non ci sarà più) e quindi scomparirà dalla sua vita. Francesco ha tre anni. Non potrò farglielo vedere perchè il suo corpo è troppo cambiato..
Quando mi chiederà dov'è il nonno e io risponderò che non c'è più perchè è morto. Mio papà vuole essere cremato e quindi non potrà dirgli è dentro la bara... non so se mi sono spiegata faccio fatica, se vorrà sapere dov'è il corpo del nonno, come potrei rispondere?
grazie
Team La Tela
💔 Gli direi la verità, Roberta, per quanto straziante sia per te, ricordati che lui non vive il tuo dolore. Avvicinalo alla morte con la delicatezza e l'onestà di una carezza e un sorriso, perché fa parte della vita. Se mi chiedesse dov'è il nonno: risponderei solo che è morto e non possiamo più vederlo. Se si sente triste, accogli il sentimento e digli che anche tu sei triste. Poi lascia tempo di processare le informazioni e le emozioni e quando arriverà un'altra domanda più specifica potrai spiegargli che il corpo del nonno è cenere, perché ha voluto essere cremato. E quando sarà pronto per sapere che cos'è "cremato", te lo chiederà. Un passo alla volta: dà tempo anche a te di processare e prepararti. 💜