Solitudine come cura di sé | Ragnatela in 5'
In questo episodio di Educare con calma racconto la mia esperienza di un fine settimana trascorso in solitudine e condivido pensieri e spunti sul valore del tempo dedicato a noi stessə.
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Note dell’episodio
In questo episodio parliamo di:
La differenza tra il tempo per sé e quello dedicato alla produttività o alla cura.
Come la genitorialità possa farci perdere il contatto con noi stessə.
Modi semplici per ritagliarsi momenti di qualità con sé stessə nella quotidianità.
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Carlotta: Benvenute e benvenuti a un altro episodio di Educare con Calma. Oggi vi parlo ancora di una sfumatura della cura di sé, che è una pratica che io ormai faccio da anni, ovvero passare ogni qualche mese, qualche giorno da sola. E per da sola intendo proprio da sola. Tutto è iniziato quando ero ancora a Marbella, in pianta stabile. Era forse il 2019, poco prima che partissimo per viaggiare a tempo pieno. E mi sono resa conto, forse per la prima volta, che mi mancava terribilmente dello spazio per me. Il mio spazio era continuamente occupato da altre persone, o i miei figli, o mio marito, o mio marito e i miei figli insieme.
Carlotta: E quando non ero con loro erano amiche, figli di amiche, le compagne di ballo, i miei studenti, i colleghi. Non conoscevo affatto la solitudine. E allora un giorno, parlandone con Alex, lui mi ha detto: "Carlotta, perché non voglio farti un fine settimana da sola, da qualche parte?" E io non ci ho pensato due volte. Ho comprato un biglietto per Madrid. Alex mi ha trovato un hotel carino e a buon mercato. Lui è il mio travel planner. E... Sono andata. Nei giorni che ho trascorso da sola, ho letto due libri interi, dall'inizio alla fine. Ho mangiato in silenzio, assaporando ogni boccone. Sono uscita ovviamente a mangiare nei ristoranti, ma ero da sola. Ho passeggiato. Ho lavorato.
Carlotta: Ho osservato la gente. Ho pensato. Mi mancavano Alex e i bimbi. Era la prima volta che stavo lontana dai miei figli. E avevo smesso di allattare da poco, perché ero finita in ospedale per un mese a causa di una peritonite. E avevamo dovuto interrompere l'allattamento in maniera brusca. Ma come vi dicevo prima, quella non era l'unica prima volta. Era anche la prima volta che stavo da sola con me stessa. E mi sono resa conto che in tutto quel tempo, dopo essere diventata madre, in quei due anni dopo essere diventata madre, nonostante fossi riuscita a ritagliarmi tempo per me, perché lo sappiamo, lo insegno da tanti anni, la cura di noi è un prerequisito dell'Educazione a Lungo Termine.
Carlotta: E io su questo predico bene, ma razzolo ancora meglio. Quel tempo da sola, che mi ritagliavo nella mia vita a Marbella, era quasi sempre legato a uno scopo. Per esempio, anche quando non lavoravo, scrivevo il mio piccolo blog, La Tela di Carlotta, da cui poi è evoluta La Tela. Ma in realtà anche in quel piccolo blog c'erano già delle aspettative dai lettori e quindi non era esclusivamente tempo per me stessa. Era anche tempo per gli altri. E nemmeno l'esercizio fisico era davvero tempo per me, perché c'era comunque una tensione verso un obiettivo, per quanto desiderabile, per quanto salutare. C'era un senso di responsabilità anche verso la mia salute mentale e fisica.
Carlotta: Quel fine settimana da sola a Madrid mi ha fatto capire che il tempo per me non dovrebbe avere uno scopo. Dovrebbe essere uno spazio personale che può essere occupato per il solo piacere di godere della mia compagnia. E in quei giorni, lontana dalla mia famiglia, mentre pranzavo da sola, pensavo. E più pensavo, più mi rendevo conto che il dialogo con la mia testa mi piaceva. E questo in realtà mi ha poi aiutata quando abbiamo iniziato a viaggiare a tempo pieno, perché effettivamente in questo stile di vita c'è molta solitudine. Io che ho sempre pensato di non essere capace a stare da sola, oggi chiaramente so che non è più così.
Carlotta: E allora vi lascio con un pensiero ragnatela. Non deve per forza essere difficile prendersi del tempo di qualità con e per se stessi. E non c'è bisogno di andare lontano o aspettare un giorno speciale. Spesso il tempo di qualità con e per noi stessi può essere semplicemente solitudine. Un pranzo da soli, un caffè da soli, una passeggiata da soli. Con i propri pensieri, con i propri dialoghi interiori, con le sensazioni del proprio corpo. E questa da allora, da quella volta, è diventata una pratica per me. Senza una scadenza fissa, cerco sempre di ritagliarmi dei giorni solo per me stessa. E anche se la maggior parte di questo tempo è spesso dedicata al lavoro, anche in quel tempo cerco di ritagliarmi dei momenti senza scopo.
Carlotta: E tra l'altro, proprio adesso che sto registrando, è uno di quei giorni che mi sono ritagliata per stare da sola. Alex e i bimbi sono andati a Buenos Aires per rinnovare i loro passaporti e io ho scelto di restare a casa. A casa nel van, chiaramente. In questo momento sono parcheggiata nel parcheggio di un hotel vicino al centro di Asunción in Paraguay. Avrei potuto andare con loro e sicuramente Mi sarei divertita. Anche quella sarebbe stata una pausa dal lavoro. Ma questa volta non avevo bisogno di una pausa dal lavoro. Avevo bisogno di una pausa da loro, dalla mia famiglia, da Alex e dai miei figli.
Carlotta: E non mi vergogno ad ammetterlo. Non c'è mai vergogna nel dare la priorità a noi stesse. Non solo è così che sgretoliamo il paradigma amore uguale sacrificio, ma è così anche che ci permettiamo di essere genitori migliori, più regolati, più soddisfatti e più presenti. E questo per oggi è tutto. Sono davvero curiosa di sapere che cosa ne pensate voi. Se questa Ragnatela in 5' ha smosso qualcosa dentro di voi e se ha piantato dei semini o se ha magari tessuto dei fili della vostra ragnatela, scrivetemelo nei commenti. Potete andare su latela.com/podcast e cercare il numero di questo episodio oppure scrivere il titolo o anche solo solitudine nella lente di ricerca su latela.com.
Carlotta: Non mi rimane che augurarvi buona giornata, buona serata o buonanotte, a seconda di dove siete nel mondo. Ciao!
Per continuare
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