Vai al contenuto

Note dell’episodio

Una mamma ha scritto sul Forum (lo spazio sicuro che offriamo ai genitori per condividere e aiutarsi a vicenda) un messaggio di fatica sull'addormentamento e tanti genitori hanno risposto per provare ad aiutarla, fornendo strumenti pratici e concreti che hanno funzionato per loro. 

Tra le risposte troverete anche quella di Chiara Baiguini   che è la nostra persona di riferimento su La Tela per il sonno della famiglia: sì, le nostre professioniste spesso rispondono sul Forum per aiutare i genitori della comunità. 

Se pensate che Chiara possa aiutarvi su una questione specifica, la trovate anche nel ⁠nostro servizio 1a1⁠.

Chiara ha anche alcune lezioni sul Percorso per educare a lungo termine. Per esempio, questa è quella che menziono nell'episodio:

 

Leggi la trascrizione

Carlotta: Benvenuti e benvenute a questo episodio di Educare con Calma. Oggi lascio la parola ai genitori della comunità, perché Educare con Calma è anche la vostra voce. Ve l'ho detto in passato, lo ripeto, in questi oltre 200 episodi, 220 episodi, voi avete ascoltato la mia voce, certo, ma in realtà avete ascoltato la vostra. Avete ascoltato le vostre paure, le vostre storie, le vostre sfide, le vostre vittorie, le vostre insicurezze, la vostra vulnerabilità. Questo podcast è cresciuto con voi e grazie a voi. Ecco perché oggi leggerò un messaggio che è arrivato sul forum de La Tela e poi leggerò alcune risposte di altri genitori, che io ho trovato preziose.

Carlotta: Lascerò completamente la parola a voi genitori, perché il forum è proprio uno spazio sicuro e non giudicante, in cui scriviamo dubbi, domande, successi, fallimenti, vulnerabilità e troviamo una comunità a supportarci. Anche senza consigli, magari semplicemente con una parola di conforto, perché a volte è proprio questo di cui abbiamo bisogno, non tanto di una soluzione, ma quanto di essere capiti, ascoltati, visti. E infatti sul forum, quando scrivete un messaggio, c'è proprio la scelta di marcare che stai solo cercando supporto e non consigli, non soluzioni. Perché credo che siamo davvero troppo abituati a saltare al consiglio, alla soluzione, invece che rimanere nell'emozione.

Carlotta: Ed è per questo che ringrazio tantissimo la nostra comunità di genitori, perché ogni giorno si mette in gioco per imparare a comunicare in maniera più efficace, in maniera più empatica, in maniera più autentica. E dare voce ai genitori della comunità qui sul podcast è per me un grandissimo onore. E inoltre, come vi dicevo anche nell'altro episodio in cui l'ho fatto, spesso mi commuove perché attraverso le loro risposte sul forum, dall'inizio del loro percorso a oggi, io vedo, tocco proprio, l'evoluzione, che per me è una delle cose più belle de La Tela. Ok, vi leggo il post di Elisa. Ho difficoltà ad addormentare i miei due figli di 2 e 4 anni.

Carlotta: Quando è ora di andare a dormire, che sia il pisolino o la nanna serale, devo lottare con loro, perché vogliono continuare a giocare. E il piccolo ultimamente scoppia anche in pianti, dicendo: "No, nanna". Quest'estate ho provato a fargli saltare il pisolino, perché ho pensato che magari non avessero più bisogno di farlo, ma poi si addormentavano magari alle 17 in uno spostamento in auto con conseguenti disagi, oppure reggevano bene un giorno, ma il giorno dopo erano molto stanchi. Allora ho deciso di continuare a fargli fare il pisolino. Io cerco di tirare fuori tutta la calma di cui sono capace, ma spesso arrivo a innervosirmi ed essere ferma, ma anche dura con loro, dicendo per esempio: "Basta, adesso non si parla più, dormite".

Carlotta: Non mi piace fare così, però non trovo alternative. Chi ha delle idee? Vale, la nostra Vale del team La Tela, ha dato la sua risposta. Ciao Elisa, innanzitutto ti mando un abbraccio fortissimo perché sento davvero tutta la difficoltà di questa situazione e capisco la frustrazione che ne può derivare. Mia figlia Aurora, 4 anni, ha sempre fatto resistenza per addormentarsi, sia quando ancora faceva il pisolino pomeridiano che quando poi, circa un anno e mezzo fa, lo abbiamo tolto. Sembrerà scontato, ma in questi momenti a me aiuta sempre a ritornare alla base. Andiamo a vedere il nostro poster della routine serale e controlliamo a che punto siamo.

Carlotta: Non è che così la resistenza cessa subito, ma ci aiuta tanto perché è come se diventasse una bussola che ci aiuta ad orientarci, soprattutto in quelle giornate un po' frenetiche o ricche di stimoli. Altro spunto che mi viene da darti è questo. Hai per caso notato se c'è qualcosa nella vostra routine che funziona poco e che magari potrebbe essere modificato? Per esempio, io ho sempre preferito cenare prima e poi fare il bagno, ma notavo che con questo ordine poi facevamo ancora più fatica perché dopo cena Aurora era già stanca, anche se lei diceva di no. Quindi era una lotta già solo a fare il bagnetto, figuriamoci poi andare a letto.

Carlotta: Quindi abbiamo provato, con l'aiuto del nostro poster, ad invertire l'ordine. Adesso facciamo prima il bagnetto, poi ci mettiamo il pigiama e ceniamo. A quel punto è molto più disposta ad andare in camera e dedicarsi agli ultimi minuti di gioco rilassante, tranne quando il padre decide di prendere le sue chitarre e farla ballare, ma quella è un'altra storia, e alle letture prima di andare a letto. Non è stato facile, io ero fissata con l'ordine originario perché pensavo, ok, e forse lo stiamo pensando tutti tra l'altro Valeria, ok, adesso ceniamo, magari si sporca e via, subito fare il bagno. Quindi ho dovuto capire perché era così triggerante per me il fatto che Aurora si sporcasse, poi ci ho dovuto lavorare un bel po', ma almeno così sono riuscita ad uscire fuori dai miei soliti schemi e a trovare una soluzione che alla fine ha fatto bene a tutta la famiglia.

Carlotta: E Valeria poi ci raccontava che in realtà questo problema era nella sua mente, perché in realtà anche con il pigiama addosso Aurora si è sporcata pochissime volte. Sarah Jane ha poi dato la sua risposta e ha scritto: "Ciao Elisa, sento molto la tua fatica perché da un po' di tempo a questa parte è anche la mia. Di bambina ne ho una sola di quasi due anni e mezzo e da quando stiamo togliendo il seno, fa fatica a voler andare a dormire. Ti lascio alcune cose che ho provato e magari possono funzionare con voi. Ho notato che proporre mezz'ora di giochi soft nel letto, magari con luce soffusa e silenzio intorno, l'aiuta a rilassarsi.

Carlotta: Lo facciamo prima dei libri, mentre cerchiamo di limitare schermi o tv nella mezz'ora ora prima della nanna. E vedo che anche massaggi e grattini funzionano nel rilassamento. Inoltre, lavorando su me stessa invece che su di lei, ho notato che più mi pongo un tempo limite per l'addormentamento, più mi innervosisco quando questo tempo inizia a scadere. Quando posso e riesco, cerco di non guardare l'orario e a volte mi aiuta. Così come mi aiuta a metterla a letto senza avere cose urgenti da fare, lavoro, piatti da lavare, panni da sistemare o altro. Mi sono proprio resa conto che, quando raramente non ho cose particolari da fare se non quello di riposare, riesco a godermi l'addormentamento senza innervosirmi."

Carlotta: Grazie Sara, che hai ricordato questo, perché effettivamente questa è proprio una regola.

Carlotta: Succede anche a noi professioniste, quando abbiamo un lavoro alla sera, per esempio. Vi riporto proprio un aneddoto personale, ma che so essere quello di tantissime professioniste. Quando abbiamo un lavoro alla sera, tipo un workshop serale, una diretta, una conferenza in videochiamata, ecco, quelli sono i giorni in cui i nostri figli ci mettono di più ad addormentarsi. Perché? Perché sentono la nostra energia e la riflettono, e quindi è molto importante quello che hai scritto, perché credo davvero che, certo, non è così facile mantenere calma la nostra energia, però magari possiamo capire come trovare soluzioni alternative, per esempio delegare al partner, se c'è l'altro genitore, l'addormentamento quella sera, oppure anche solo parlarne prima e prepararci con i nostri figli.

Carlotta: Ma sicuramente quello che diceva Sara Jane, ovvero mantenere la calma e cercare proprio di non guardare l'orario e di rilassarci noi, è lo strumento più potente. In quel caso ho risposto anche io sul forum della comunità, vi leggo la mia risposta. Ho scritto: come ti capisco. Credo che tutta la comunità ti capisca. Personalmente io a lungo sono stata la calma personificata fino alle 19, poi o andavano a dormire e mi permettevano di avere la mia giornata di conversazioni adulte e silenzio, oppure arrivava la frase mezza urlata: "Adesso basta, avete esagerato, è ora di dormire." Questo per dirti: non sei sola, non sentirti sbagliata.

Carlotta: Ho poi iniziato a parlarne spesso con i bambini, dicendo loro che non mi piace arrivare fino a quella frase poco gentile e che so che è mia responsabilità, ma che magari parlandone con loro potevamo tutti quanti cercare di aiutarci. Quindi quando ci stavo arrivando ho detto loro che avrei detto: "Sto arrivando a quel momento in cui poi faccio fatica a essere gentile e vorrei non arrivare lì. Ho proprio bisogno che ora facciamo silenzio e dormiamo. Contiamo insieme fino a 10?" Non funzionava sempre, ma hanno imparato benissimo a contare fino a 10. Questo è vero. Valeria e Sarah Jane hanno dato consigli, secondo me molto validi, che ti invito a provare.

Carlotta: Ovviamente si va a tentativi ed errore. Specialmente il poster della routine credo sia molto utile anche in questo caso. E poi iniziare a preparare insieme il buio in casa, anche se fuori c'è ancora luce, e fare una mezz'ora o anche solo 15 minuti di giochi rilassati o lettura nel letto è davvero molto utile. Ti invito anche a riflettere sull'orario in cui fate cena e iniziate la routine della nanna. Alcuni genitori la fanno più tardi per aspettare il genitore che torna dal lavoro, per esempio, e se da un lato li capisco, dall'altro penso sia deleterio per tutti, perché spesso i bambini passano la fase della stanchezza e si riattivano, tra virgolette, e poi dormono meno ore di notte, che per bambini così piccoli fa una differenza grande.

Carlotta: Alla fine nessuno finisce per godersi la serata e nemmeno la presenza altrui. Di questo, tra l'altro, parlo anche in un episodio del podcast, il 178, che si intitola proprio "Perché mettere i bimbi a letto presto". E per ultimo, per quanto riguarda togliere il pisolino, questo è un processo e spesso richiede un paio di settimane, proprio di quello che racconti, ovvero di crisi proprio verso le 17-17.30, oppure proprio i bambini si addormentano a quell'ora e poi dormono tutta la notte. Per esempio, noi abbiamo tolto il pisolino così: i miei figli si addormentavano alle 17, massimo 18, e poi dormivano tutta la notte, cioè, questo ti parlo di Oliver, perché Emily non ha mai dormito tutta la notte.

Carlotta: Però io credo davvero questo: quando i tuoi figli sono pronti per smettere il pisolino te lo dicono, fanno più fatica ad addormentarsi di giorno, alcuni giorni non lo vogliono fare, ma l'orario in cui si fa buio e ci si mette a letto la sera, secondo me, dovrebbe essere presto a prescindere, anche se ci mettono di più ad addormentarsi, proprio in modo da evitare di oltrepassare la stanchezza e per dormire il giusto numero di ore notturne. A questo proposito, tra l'altro, Chiara Baiguini ha delle lezioni sul percorso proprio sul pisolino. Quindi, se avete l'abbonamento, vi invito ad andare a vederle se siete in questa fase.

Carlotta: E la prossima risposta è proprio sua, di Chiara Baiguini, che è la nostra persona di riferimento per il sonno della famiglia sulla Tela. Vi ho già raccontato che spesso le nostre professioniste della Tela rispondono alle richieste d'aiuto dei genitori sul forum, e in questo caso Chiara ha scritto: "Ciao Elisa, come ti capisco! Nonostante io sappia tutte le regole e i trucchetti del mestiere, alle volte anche da noi l'addormentamento può essere sfidante per via del mio stato emotivo. Spesso accade quando tendo ad essere sbrigativa perché sono stanca o vorrei fare altro, oppure perché magari non siamo riusciti a dedicarci il giusto tempo insieme.

Carlotta: Se non passo almeno 15 minuti sul divano con loro mentre loro fanno le loro cose, ma mi vedono e mi sentono vicina, già so che mi chiameranno almeno un paio di volte per l'acqua o per dirmi un'altra cosa o un'altra ancora, e tieni conto che i miei bambini di 3-6 anni di solito si addormentano in totale autonomia dopo la ninna nanna e un po' di coccole e un bacio. Nel thread ti hanno dato tanti ottimi consigli, sicuramente gestire gli orari e lavorare sulla routine aiuta, ma nel caso prova a passare del tempo esclusivo con loro, riempendo così il loro vaso emotivo prima di dormire. Penso che questo potrebbe fare davvero la differenza."

Carlotta: E poi c'è anche una risposta di Martina Righetti, che è una delle nostre persone di riferimento per quanto riguarda la comunicazione non violenta e che è molto attiva sul forum, e in questo caso l'avevo interpellata io perché avevo menzionato lo strumento dei 5 perché. Vi leggo la sua risposta e capite: "Ci tengo a dire che mi sento molto vicina a questo racconto. I miei due bambini hanno sempre dormito molto poco e con molte difficoltà, questa situazione mi provocava un'enorme quantità di fatica fisica, ma anche di fatica mentale, e io ho usato i 5 perché per capire come mai, per andare a fondo di quell'emozione.

Carlotta: Perché mi provocava fastidio? Perché io avevo necessità di sapere che loro avrebbero dormito. Perché avevo questa necessità? Perché non riuscivo a prevedere niente nella mia giornata né a recuperare energia di notte, perché avevo necessità di prevedere questo, perché segretamente dentro di me io temevo che non avrebbero mai dormito e che io non avrei mai più ritrovato forza e stabilità, perché avevo questa paura, perché non conoscevo il tema sonno dei bambini, e tutti i racconti che avevo ricevuto erano o molto distanti dalla mia situazione, quindi positivi, oppure terrorizzanti come un film horror. Mi sono informata molto, ho letto, ho scelto le persone con cui confrontarmi sapendo che era un terreno libero da giudizi e che c'era utilità nel farlo, e così piano piano sono venuta a capo di quel nodo, insomma, ecco un pochino spiegati i 5 perché, che magari sono anche 4, ma in sostanza esplorano la radice di un senso di fastidio e difficoltà e disagio, e ti portano a vedere qualcosa che magari altrimenti non vedresti.

Carlotta: E io non potrei essere più d'accordo, grazie Martina per averlo spiegato. Le corde che vibrano dentro di noi quando ci sentiamo infastiditi, provocati, non riusciamo a gestire una situazione o le nostre emozioni, sono spesso un segnale che c'è qualcosa dentro di noi su cui dobbiamo lavorare, andare più a fondo, per questo insisto tanto sul crescere noi genitori prima di crescere i nostri figli, e lo strumento dei 5 perché io lo trovo molto utile a volte per imparare a scavare, e l'ho imparato proprio da Martina, quindi grazie Martina. E poi, a un anno dal post, queste volte sono le cose belle che succedono, l'autrice del post Elisa ci ha riscritto e ci ha detto: l'addormentamento va molto meglio ora, certe situazioni difficili quando le vivo sembrano eterne, ma poi mi rendo conto che sono davvero fasi che passano o cambiano.

Carlotta: Voglio ringraziarti perché mi sono resa conto solo stasera, parlando con una mia amica mamma, di quante cose ho imparato grazie a te. La cosa davvero utile che fai è fornire esempi pratici. Devo ammettere che io tendo a mirare al top, perciò mi sento sempre meno brava e meno capace di te, perciò a volte mi distacco un po' per non andare troppo in frustrazione. Capisco che è un mio problema, e stasera, dando dei consigli alla mia amica, mi sono resa conto di non essere proprio così una schiappa come mi sento alcune volte, e mi sono anche resa conto di quanto è più facile vedere la possibile soluzione quando il problema è di un altro piuttosto che nostro. Grazie per quello che fai.

Carlotta: E invece, Elisa, ringrazio io te perché mi hai mi hai messo proprio sul piatto d'argento la possibilità di mostrare quello che dicevo all'inizio, ovvero quanta evoluzione c'è in un solo anno quando si fa il lavoro, e soprattutto quando si fa il lavoro con una comunità di persone che ti capiscono, quando non ti senti sempre sola, sbagliata, o una pecora nera. Poi certo, tutti dobbiamo lavorare sul nostro perfezionismo e sull'imparare a non paragonarci agli altri, ma queste sono piccole abilità che acquisiamo durante il percorso. L'importante è avere qualcuno con cui fare quel percorso, ed è per questo che secondo me La Tela è così preziosa. E a tale proposito vorrei proprio dire un'ultimissima cosa: io cerco sempre di mostrarvi la realtà, cerco sempre di mostrarvi quando faccio fatica a gestire delle situazioni scomode.

Carlotta: Perciò vi mostro quando sbaglio, vi mostro i miei errori. Il mio libro "Cosa sarò da grande" è pieno dei miei errori nella prima parte, nei primi dieci anni di questo mio percorso nella genitorialità a lungo termine. Però non voglio nemmeno mentirvi, quindi se oggi vi dicessi che gestisco determinate situazioni come le gestivo anni fa vi mentirei, perché oggi sono molto più capace, e questo a volte fa sì che magari vi mostri le mie vittorie o vi mostri quello che ho imparato e voi possiate sentirvi magari un pochino in difetto o meno capaci, meno bravi. Ecco, credo che ci sia una necessità importantissima di imparare a non paragonarci agli altri, e proprio di imparare che se oggi io ci riesco è perché per dieci anni, o per quattro anni, o per cinque anni, o per sei mesi non ci sono riuscita, ma ho fatto il lavoro e ho continuato a lavorare. Come ha detto, come mi ha detto qualcuno poco tempo fa, a volte non stiamo facendo la cosa sbagliata, stiamo facendo la cosa giusta, ma richiede semplicemente tempo.

Carlotta: E con questo vi saluto, vi do appuntamento al prossimo episodio di "Educare con calma". Vi ricordo che mi trovate anche su latela.com, da lì trovate anche il mio profilo su Instagram, e se volete unirvi alla conversazione, fare una domanda, lasciare una riflessione, risolvere un dubbio, venite su latela.com barra podcast. Cercate il numero di questo episodio, il titolo di questo episodio, e lasciate un commento. Unitevi alla conversazione. Buona serata, buona giornata o buonanotte a seconda di dove siete nel mondo. Ciao, ciao.