Sequel del nostro spannolinamento + la pannolinoteca
In questo episodio di Educare con Calma faccio una cosa che avevo promesso da tempo: vi racconto come è finita la nostra avventura di Emily che lascia il pannolino (anche di notte). L'inizio della storia è nell'episodio n. 46.
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Note dell’episodio
Colgo anche l'occasione, per raccontarvi che cos'è la pannolinoteca e lo faccio con l'aiuto di Irene Testa, che ha aperto una sua pannolinoteca e aiuta le famiglie che vogliono iniziare l'avventura con i pannolini lavabili.
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Carlotta: Benvenute e benvenuti a un nuovo episodio di Educare con Calma. Non so se vi ricordate, ma parecchio tempo fa avevo fatto un episodio del podcast sul pannolino e sulle nostre esperienze per lasciare il pannolino, perché, come sapete, lo dicevo anche in quell'episodio, per me il pannolino si lascia, non si toglie. Credo che sia molto importante cambiare questo tipo di linguaggio, perché quando cambiamo il linguaggio cambia un pochino anche la nostra mentalità, perché quando sappiamo che non c'è un momento in cui dobbiamo togliere il pannolino, ma che lasciare il pannolino è un processo naturale, spontaneo, che deve seguire i tempi del bambino, allora siamo molto più rilassati in un certo senso e partiamo dai presupposti giusti.
Carlotta: Inoltre partiamo anche dal presupposto che, essendo un processo, non è lineare, non è fatto di certezze, di verità assolute, come dieci trucchi per togliere il pannolino in fretta o in tre giorni o in un mese o in estate. No, è un percorso fatto di progressi, di regressi e, come dicevo anche nell'altro episodio, la cosa migliore, secondo me, è proprio accogliere tutti i progressi, accogliere tutti i regressi, accogliere le piccole vittorie, le piccole sconfitte, ma soprattutto accogliere il bambino o la bambina, accogliere le loro emozioni e cercare di accompagnarli senza forzare il processo, prendendolo un po' come un lavoro di squadra, in modo che i bambini non si sentano soli nel percorso e che sappiano che prima o poi arriveranno al risultato più naturale, più spontaneo, ovvero lasciare il pannolino, perché a meno che non ci siano condizioni fisiche o fisiologiche particolari, quello è il risultato a cui si arriverà e generalmente, secondo me, ci si arriva più in fretta se decidiamo di non forzare.
Carlotta: Quindi vi avevo lasciati nell'altro episodio raccontandovi l'ultima parte proprio di quella che era la nostra esperienza con il lasciare il pannolino per Emily. Non sto a ripetervi tutta la storia perché potete recuperarla in quell'episodio, che è l'episodio 46, ma vi riassumo proprio brevemente l'ultima parte che era rimasta un po' in sospeso. Emily infatti aveva lasciato il pannolino di notte da circa dieci mesi e parliamo dell'inizio del 2021, ma poi una notte, dopo nessun incidente, tra virgolette, come li chiamiamo noi, per dieci mesi, ha ricominciato a fare la pipì di notte senza riuscire a chiamarci in tempo.
Carlotta: Abbiamo aspettato varie settimane perché pensavamo che sarebbe passato in fretta e invece capitava che stava asciutta per una, due o tre notti e poi di nuovo bagnata per una o due settimane, magari con una notte asciutta in mezzo. La cosa buffa, più o meno, è che dopo dieci mesi senza incidenti tra virgolette, io avevo finalmente deciso di vendere, proprio poche settimane prima, i suoi pannolini lavabili, tutti i nostri pannolini lavabili, che fino ad allora erano rimasti lì tranquilli a prendere polvere nel suo armadio. A volte io e Alex scherziamo dicendo che magari è stato quello il motivo scatenante, perché Emily ha perso quella sicurezza del dire: "Ok, se ne ho bisogno, i miei pannolini sono lì".
Carlotta: Ovviamente è uno scherzo, può essere un milione di fattori, onestamente ancora oggi non lo capisco. Non c'erano stati cambiamenti in quel periodo, quell'anno eravamo in Nuova Zelanda, tra l'altro eravamo proprio in una casa che loro amano, avevamo anche pensato a qualche piccola paura magari che la teneva sveglia di più e quindi poi quando si addormentava era molto stanca, il suo corpo entrava proprio in una fase di sonno profondo e quindi dormiva così profondamente che non si rendeva conto della sensazione della pipì e non si svegliava in tempo e non ci chiamava, eccetera eccetera. Ma onestamente, a quel punto, non mi interessava più neanche tanto capire le ragioni, anche perché quella era la nostra situazione.
Carlotta: Quindi preferivo andare avanti invece che pensare a quello che poteva essere stato. Preferivo affrontare la situazione insieme a Emily e ne parlavo proprio così, facevamo proprio squadra, che secondo me è l'approccio che funziona meglio. Cercavamo di non trattarlo come un problema, perché era semplicemente qualcosa che il suo corpo doveva di nuovo imparare a fare, e quando c'era più frustrazione perché si dormiva meno, cercavo di ricordarmi che Emily non ne poteva nulla, e quindi sicuramente non potevo arrabbiarmi con lei o farla sentire sbagliata per quell'errore. Anche se ammetto che è capitato che mi lasciassi sopraffare dalla frustrazione, soprattutto di notte, nel mezzo della notte.
Carlotta: Quando volevo dormire, anche perché riportava a galla un sacco di sensazioni e sentimenti di quando abbiamo affrontato la privazione del sonno, e quindi poi le chiedevo scusa e le dicevo che quel mio comportamento era assolutamente sbagliato. Sapete che riparare è uno dei principi chiave dell'educazione in cui credo, lo dico da anni, quindi chiedere scusa per i nostri comportamenti, per le nostre parole, per le nostre azioni, per aver urlato è davvero importantissimo secondo me. E quindi andavamo avanti così, seguendo Emily, seguendo il suo corpo, senza forzare, accompagnando il processo. Quando si svegliava asciutta, battevamo il 5 e le dicevo: "Ok, vai a rimettere il pannolino nel letto che così lo usiamo anche stasera."
Carlotta: E quando si svegliava bagnata ci battevamo il 5 comunque e le dicevo: "Dai, non ti preoccupare, vedrai che il tuo corpo si ricorderà prestissimo come fare, devi solo dargli più tempo." Dopo aver aspettato qualche settimana così, cambiando e lavando lenzuola e aspettando che questa fase passasse da un giorno all'altro, ci siamo decisi a ricomprare i pannolini, ma nonostante io avessi fatto il passaggio ai pannolini lavabili quando Emily era piccola, aveva avuto sei mesi quando ho smesso di usare gli usa e getta, era un po' come se io non volessi accettare che Emily ora era tornata ad usare il pannolino di notte, e quindi mi sono rifiutata di ricomprare i pannolini lavabili che avevo appena venduto, e ho comprato gli usa e getta, continuando a pensare: "Domani passa."
Carlotta: E invece siamo andati avanti così per alcuni mesi, finché non mi sono decisa a ricomprare i lavabili, perché non potevo proprio più sopportare di produrre così tanta spazzatura. Ci ho messo di più a ricomprare i pannolini lavabili perché mi ero impuntata nel voler trovare una mutandina con inserti invece di un pannolino. Quindi mi sono messa alla ricerca di quello che volevo, ce l'avevo proprio chiaro, e sembrava essere un prodotto inesistente, perché io volevo proprio una mutandina che si tira su e giù, non che si apre ai fianchi. Così, secondo me, nella mia mente, psicologicamente, anche Emily sentiva che era una mutandina e non un pannolino.
Carlotta: Ma volevo che questa mutandina avesse degli inserti ben spessi, perché ovviamente se Emily mi faceva una pipì grande di notte, una mutandina di quelle che si chiamano da apprendimento non l'avrebbe tenuta, non l'avrebbe trattenuta, e quindi sarebbe stato come non averla praticamente. E cos'è successo? Ero davvero determinata a trovare questa mutandina e alla fine ce l'ho fatta grazie a Erika di Poropò, che mi ha davvero accompagnata nel cercare una mutandina da poter usare con gli inserti. Se state cercando una cosa del genere, chiedete direttamente a Erika, sono sicura che si ricorderà, perché mi ha aiutata veramente tantissimo e la ringrazio infinitamente.
Carlotta: Vi lascio dove trovarla nelle note dell'episodio. Quindi, che cosa è successo dopo? Abbiamo finalmente comprato queste mutandine con inserti lavabili. Abbiamo ricominciato semplicemente a dare per scontato che Emily di notte ne avesse ancora bisogno, senza pensare che lo aveva già imparato e perché mai ora non lo sapesse più fare, perché quella era una mentalità che ci teneva ancorati a un'idea che non era più vera. La verità era che Emily doveva ancora imparare e noi l'avremmo accompagnata. Di giorno ovviamente non c'era problema, lei lasciò il pannolino di giorno quando aveva 20 mesi, e invece di notte usava le mutandine con inserto.
Carlotta: Caso ha voluto che abbiamo comprato le mutandine con inserto e circa un mese e mezzo dopo, Emily, forse due, dai diamole due mesi, Emily abbia smesso per sempre di fare pipì nel letto. Era passata la fase, magari capitava ancora una o due volte l'anno, all'inizio, specialmente quando mangiavamo un cibo più pesante, più salato alla sera, e quindi beveva molto prima di andare a dormire, poi anche quello invece si è risolto da sé. E davvero dai cinque anni e mezzo più o meno ormai ci chiama sempre quando deve andare a fare pipì e non ha alcun problema a trattenerla finché arriviamo ad accompagnarla.
Carlotta: Quindi il suo corpo ormai aveva imparato e non ha mai più avuto bisogno della mutandina lavabile. Le ho poi regalate queste. Quindi tutto questo per dirvi, non c'è una morale, a dire il vero, era proprio per finire di raccontare la nostra esperienza, perché me l'avete chiesto spessissimo e tante persone, dopo che ascoltano quell'episodio numero 46, poi mi chiedono: «Ma allora com'è andata a finire?». E io lo racconto sempre in privato e invece questa volta ho deciso di raccontarlo pubblicamente. Colgo l'occasione però per raccontare un servizio che ho scoperto in tutta questa mia ricerca sui pannolini, che è la pannolinoteca, un concetto che io onestamente non conoscevo ma che ho trovato molto molto valido.
Carlotta: Ma non ve ne parlo io, ve ne parla Irene Testa, che si è offerta di raccontarci la sua esperienza e di spiegarci che cos'è una pannolinoteca. Lascio la parola a lei. Ciao a tutte e ciao a tutti. Io sono Irene, sono mamma di due bimbi e ho una pannolinoteca mia, ovvero, tramite un servizio di noleggio e consulenza in ambito pannolini lavabili, aiuto le famiglie ad utilizzare i pannolini lavabili, a provarli e, tramite la consulenza, quasi sempre ad utilizzarli poi successivamente con successo. Quest'idea è nata in me nel 2019, perché io ho utilizzato a mia volta i pannolini lavabili con il mio primo bimbo, che è nato a fine 2018.
Carlotta: Con lui avevo fatto tanta fatica a reperire le giuste informazioni, quindi a documentarmi su quanti modelli esistessero, i diversi materiali, come utilizzare i materiali, il lavaggio. E quindi volevo aiutare i genitori a non fare così tanta fatica nel reperire le informazioni e quindi poi nell'utilizzare i pannolini lavabili, perché penso che questo possa essere un deterrente per le famiglie nell'utilizzarli. Quindi ho deciso di aprire una pannolinoteca mia. Questa non è stata una mia idea, le pannolinoteche esistevano già, però ho deciso di iniziare anche a fare divulgazione sui social. Quindi nel 2019 ho aperto una mia pagina Instagram in cui parlavo di pannolini lavabili.
Carlotta: Quindi parlavo dei diversi modelli, di come utilizzarli, dei diversi materiali, dell'associazione dei materiali per tutti quanti, diciamo, le esigenze dei diversi bambini e bambine. Dei problemi che si possono riscontrare nel momento in cui si inizia ad utilizzare i pannolini lavabili. Quindi, come tutte le cose che si inizia a fare nuove, ci possono essere degli incidenti e risolverli. Problemi nel lavaggio, quindi risolvere eventuali problemi che ci possono essere in seguito a lavaggi sbagliati. E questo lo faccio ancora e aiuto le famiglie, quindi nel corretto utilizzo dei pannolini lavabili e corretto lavaggio.
Carlotta: Sul mio canale Instagram cercavo un po' di cambiare il mondo pannolino dopo pannolino. Sono stata, mi sono avvicinata a questo mondo anche perché, inizialmente, con il mio primo bimbo ho utilizzato l'usa e getta. Mi sentivo molto in colpa quando ogni giorno mi rendevo conto che riempivo una busta di pannolini e che questa busta sarebbe andata in discarica e sarebbe rimasta nell'ambiente per chissà quanto. Questo mi faceva sentire molto in colpa perché sono sempre stata piuttosto attenta all'ambiente. Forse questo mio senso di responsabilità si è acuito da quando avevo iniziato a prendermi cura ed essere a mia volta responsabile di un'altra piccola persona.
Carlotta: Quindi ho pensato che quella scelta di utilizzare l'usa e getta non facesse per me e ho iniziato ad utilizzare i pannolini lavabili. Mi sono resa conto che il pregiudizio dietro ai pannolini lavabili era molto più grande rispetto a quello che poi era realmente il loro utilizzo. Quindi la fatica, qui sto facendo le virgolette con la mano, la fatica di utilizzarli. E quindi ho iniziato appunto a parlarne sui social, a far vedere che l'utilizzo del pannolino lavabile era molto più semplice di quanto potesse sembrare. Soprattutto la gestione della routine del lavaggio non era così complicata come si può pensare.
Carlotta: Mi sono ritrovata moltissimo nelle parole di Irene, anche perché io stessa ho fatto il mio percorso proprio passando dagli usa e getta, che avevo utilizzato per circa due o tre anni, prima con Oliver e anche all'inizio, proprio i primi mesi con Emily, ai lavabili. E anche io mi ero trovata effettivamente un pochino sopraffatta da tutte le informazioni che si trovavano, tutti i modelli, le milioni di marche, i tessuti, l'assorbenza, la non assorbenza. Era veramente faticoso e, onestamente, la genitorialità è già abbastanza difficile senza dover prendersi carico di una sfida in più. Fortunatamente io però avevo trovato una persona che mi aveva aiutato a fare chiarezza su tutto e mi aveva semplicemente detto: "Guarda, prendi questo, questo e questo e poi cerchi di capire man mano andando avanti quello che ti piace di più".
Carlotta: Quindi in un certo senso questa persona era stata la mia pannolinoteca, ed è per quello che quando ho sentito di questo concetto della pannolinoteca mi sono illuminata, ho pensato: wow, questa cosa davvero può aiutare tantissime famiglie a passare ai pannolini lavabili e soprattutto a capire che effettivamente il pannolino lavabile non è così complicato da utilizzare come si pensa. Una cosa che io avevo scoperto prendendo poi la decisione di fare il passo e di utilizzarli, ma che in realtà una pannolinoteca, come adesso ci spiega Irene, può aiutarti a vedere già prima di fare quel passo e quindi accompagnarti in quel passo.
Carlotta: E quindi ho proprio chiesto a Irene di parlarmi ancora meglio di che cos'è proprio una pannolinoteca e come funziona, come è il processo. Che cos'è una pannolinoteca: al contrario di quanto possa far pensare il nome, non è un negozio che vende pannolini o pannolini lavabili, ma presta un servizio, ovvero aiuto le famiglie che vogliono iniziare ad utilizzare i pannolini lavabili ma che non sanno da dove iniziare, attraverso un servizio di noleggio kit di pannolini, e poi li aiuto con formazione in quest'ambito in modo che loro possano utilizzare i pannolini lavabili con successo. Quando si iniziano ad utilizzare i pannolini lavabili, infatti, si ha molto spesso un senso di smarrimento, dovuto al fatto che ci sono diversi modelli, diversi materiali e quindi che possa sembrare qualcosa di molto complicato.
Carlotta: In realtà è molto semplice, una volta che si conoscono quei 3, 4, 5 modelli è veramente intuitivo poi utilizzarli. Ho quindi deciso di aprire una pannolinoteca mia per poter spiegare alle persone che è veramente semplice utilizzarli e per poter anche rendere questo oggetto un po' più accattivante. Sì, perché comunque i pannolini lavabili al momento sono ancora un oggetto di nicchia e che viene percepito come oneroso da utilizzare. La mia idea è di rendere il pannolino lavabile mainstream, perché poi c'è una componente del pannolino lavabile che è visiva. Il pannolino lavabile è bellissimo, c'è poco da dire, è veramente molto bello, e quindi di incuriosire le famiglie attraverso questo gancio, anche dell'attrattività visiva del pannolino lavabile.
Carlotta: Ho parlato di kit di pannolini senza specificare che cosa ci possa essere all'interno. La mia idea di kit di pannolini è nata, diciamo, dall'esigenza che io ho avuto quando ho iniziato ad utilizzarli e ne conoscevo veramente pochissimo. Quindi la mia idea era quella di fornire ai genitori un kit che comprendesse tutto, tutto quello che un genitore deve provare per poter fare l'esperienza completa di pannolini lavabili. Quindi tanti modelli, tante tipologie, tanti marchi, tutti quanti gli accessori. La mia idea era che la famiglia ricevesse il kit e non avesse necessità di comprare nulla, neanche il detersivo eventualmente, io posso mandargli anche quello se loro vogliono.
Carlotta: E così, alla fine di questa esperienza, se la famiglia decide che questa cosa non fa per loro, può tranquillamente rinviarmi il kit indietro e tornare alla vita precedente con il pannolino usa e getta. Mentre se la famiglia a quel punto deciderà di utilizzare i pannolini lavabili, io di solito li aiuto negli acquisti, che può essere anche per esempio aiutarli a capire come un pannolino di seconda mano su Vinted può essere utilizzato, se può essere utilizzato, se ancora in buone condizioni, e quindi fare le loro valutazioni. Una domanda che mi viene fatta spesso è come convinco i genitori ad utilizzare i pannolini lavabili.
Carlotta: Questa è una cosa che è cambiata in me nel tempo, nel senso che io non convinco i genitori ad utilizzare i pannolini lavabili. Penso sempre che la motivazione, anche in questo caso, debba essere intrinseca. Loro scelgono che uso farne, perché possono farne un utilizzo esclusivo o un utilizzo parziale. Alcune famiglie, per esempio, fuori utilizzano gli usa e getta, in casa preferiscono i lavabili. Ma soprattutto ogni famiglia ha il proprio equilibrio, le proprie dinamiche e la propria percezione della fatica e le proprie esigenze. Quindi ogni famiglia poi decide che tipo di utilizzo ne vuole fare, se è esclusivo oppure no.
Carlotta: Ed in generale, nella comunicazione, sia online che offline, cerco di utilizzare questa maniera non giudicante di parlare con le famiglie per far capire che molto spesso noi approcciamo a queste cose in modo totalizzante. Mentre no, in realtà c'è un modo che è personale di ognuno di noi di utilizzare i pannolini lavabili, di essere sostenibili e quindi che questa scelta debba essere sostenibile in primis per gli equilibri della famiglia. Penso di aver parlato abbastanza della pannolinoteca, della sostenibilità. È un tema che mi appassiona molto, quindi vi saluto e vi mando un grande abbraccio.
Carlotta: Ciao! Grazie infinite a te, Irene, per il tempo che ci hai dedicato e soprattutto per la tua pazienza, perché tra una cosa e l'altra ti abbiamo fatta aspettare tantissimo, ma ci tenevo davvero davvero tanto prima o poi a riuscire a rendere questo episodio possibile, perché davvero credo che sia importante dare più strumenti possibili alle famiglie che vogliono effettivamente fare questo percorso, iniziare questo percorso con i pannolini lavabili. Quindi ti ringrazio tantissimo e ricordo a chi ci ascolta da casa che Irene parla di tutto questo attivamente sul suo profilo Instagram, vi lascio il suo account nelle note dell'episodio, ma aiuta anche le famiglie sia sul territorio novarese, in generale in Piemonte, e poi anche a Formia, in provincia di Latina, nel Basso Lazio, perché lei è originaria di lì, e anche online, facendo formazione per i genitori e anche spedizioni di kit in Italia e in Europa.
Carlotta: E voilà, ci tenevo a lasciarvi più informazioni possibili, ma in realtà se avete domande e dubbi scrivetemele nelle note dell'episodio de La Tela. E detto tutto questo, io credo di chiudere così la saga del pannolino, almeno in casa mia. Se state iniziando questa avventura del pannolino, se state iniziando con i pannolini lavabili, se state iniziando con lo spannolinamento, in qualsiasi fase del pannolino siate, fate un respiro, non sarà sempre facile, però credo che sia molto bello davvero che ci siano persone oggi, che possono davvero aiutarci a renderla un pochino più semplice. E con questo è tutto per oggi, grazie mille per il vostro tempo e per essere arrivati fino qui, e non mi rimane che ricordarvi che mi trovate anche su www.latela.com e da lì trovate anche il mio Instagram, e basta, buona giornata, buona serata o buonanotte, a seconda di dove siete nel mondo.