La Tela di Carlotta
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Un papà è una mamma con il pene

mar 19, 2019

Prima di tutto, vi faccio un disclaimer: volevo un titolo che attirasse l'attenzione perchè quello che scrivo qui sotto è importante, ma non credo affatto che il papà sia una mamma con il pene. La mamma è una mamma; il papà è un papà. Siamo genitori e dovremmo avere le stesse realonsabilità e lo stesso carico mentale. Nella nostra famiglia è così, so che è possibile.

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Da quando sono diventata mamma, ogni volta che mi ritrovo da qualche parte senza i bambini (specialmente all’inizio, quando Oliver era un neonato e poi quando è arrivata Emily), la prima domanda che mi fanno è: “Con chi hai lasciato i bambini?”.

In che senso “Con chi ho lasciato i bambini?”. Con loro padre, ovviamente. Ho presto capito che non era ovvio per tutti.

Non so se è solo qui in Spagna (non sono mai stata madre in nessun altro posto), ma c’è questa tacita convinzione che il padre non sappia prendersi cura dei bambini da solo. Che non sappia far smettere di piangere i suoi figli. Che non sappia cambiare un pannolino pieno di cacca. Che non sappia far dormire i suoi figli da solo. Che quando lava la casa o prepara la cena, stia "aiutando" la mamma.

Be’, dico solo una cosa in questo post (perché l'argomento è molto più ampio): tutto questo è al 150% NON vero.

Un papà è come una mamma. Può e sa fare tutto ciò che fa una mamma. Può e sa organizzare tutto ciò che organizza lei. Può e sa prendersi cura dei bambini da solo (esattamente come la madre) se messo nella posizione di doverlo fare.

Certo, ci sono famiglie e famiglie e ogni realtà è diversa.

Ma nella mia esperienza, dietro un papà che non sa essere genitore da solo, c’è spesso una mamma che non glielo permette.

Una mamma che lo riprende se fa le cose a modo suo — ognuno fa le cose a modo suo, anche noi agli occhi dei papà, perché il nostro modo dovrebbe essere migliore?

Una mamma che gli prende il bambino che piange dalle braccia, perché non crede che sia in grado di calmarlo senza il seno — i papà trovano un modo.

Una mamma che fa tutto per la famiglia e poi si lamenta che il papà non fa niente — se un papà, come un figlio, viene sempre servito, si abitua volentieri a questa posizione privilegiata… chi non lo farebbe?

Nella mia famiglia, io e Alex facciamo tutto 50/50 e entrambi sappiamo fare tutto al 100%.

Non c’è niente che Alex non sappia/possa fare — ok, forse allattare per ovvi limiti di fisionomia del corpo, ma anche senza la tetta sa mettere i bambini a dormire ed evitare crisi quando io non ci sono.

Non c’è niente che io non sappia/possa fare — ok, forse la mia cucina non è eccellente, perché Alex è il cuoco designato della famiglia, ma se è questione di sopravvivenza giuro che un piatto di pasta per tenere in vita i miei figli lo so fare.

Ricorderò sempre le parole di Alex quando una volta gli chiesi: “Sei sicuro di riuscire a farlo da solo?”. Gli stavo lasciando per la prima volta Oliver di 2 mesi una sera per tornare alle mie lezioni di danza. Tutto ciò che disse fu: “Certo che riesco. Sono suo padre”.

SONO SUO PADRE.

Adoro quest’uomo per il suo modo di essere — ok, forse lui ha un talento naturale, perché è cresciuto senza una mamma, quindi l'immagine a cui è abituato è un papà che (non) fa tutto. Ma questo non è il punto.

Il punto è: questa è l’attitudine giusta. QUALSIASI PAPÀ può fare quello che fa una mamma se ci mette un minimo di impegno o se è messo nella situazione di doverlo fare.

Sono suo padre. Questo è l’atteggiamento che vorrei che ogni papà avesse.

Posso fare ogni “cosa da mamma” che fa lei. Questo è l’orgoglio che vorrei che ogni papà sentisse dentro di sé.

Posso mettere i miei figli a dormire. Questa è la sicurezza di sé che vorrei che ogni papà sviluppasse.

Quindi, questo ultimo messaggio è per te, papà.

Non puoi competere con una madre perché non hai cresciuto un bambino nel tuo ventre, questo no. Proprio perché parti nove mesi svantaggiato, sforse ti verrà un po' meno naturale avere a che fare con tuo figlio. Visto che non hai la tetta, sì, forse sarà un po' più difficile calmare tuo figlio quando piange.

Ma sei una delle due persone più importanti nella vita di tuo figlio. In quei nove mesi nell'utero, tuo figlio ha ascoltato la tua voce da dentro la pancia. Ha percepito la tua mano che aspettava paziente un suo movimento.

Troverai i tuoi metodi per calmare tuo figlio (sii creativo, Alex li portava in giro a vedere i quadri di casa e glieli descriveva).

Guadagnati il tuo posto nella vita di tuo figlio. E la prossima volta che tua moglie vuole prenderti tuo figlio che piange dalle braccia o mette in dubbio la tua capacità di fare il genitore da solo, quella volta – e magari solo quella volta – lascia che il tuo ego prenda le redini, sorridi e dille: “Non preoccuparti, posso farlo da solo. Sono suo padre!”.

Sì! Sì, lo sei! Non sei una mamma con il pene. Sei un papà e sei altrettanto importante e speciale.

PS. Mamme, sapete quanto io tenga al linguaggio. Cambiamo la conversazione in casa e con gli altri: smettiamo di dire "mio marito mi aiuta" e iniziamo a dire quello che fa (pulisce la casa, cucina). I mariti aiutano in casa se noi impostiamo la relazione così, ovvero se noi ci prendiamo cura di tutto e continuiamo a comunicare che loro aiutano soltanto. I mariti non devono aiutare, i mariti devono fare. Tanto quanto noi e, quando ne abbiamo bisogno, anche un po' più di noi. È possibile, cominciamo a cambiare la comunicazione.

Dimmi che cosa ne pensi

Ti è piaciuto? Sei d’accordo? Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi.

Commenti

Massimo • apr 15, 2021

Ciao Carlotta, rispondo da papà. Da quando è nato nostro figlio (ma anche prima), in casa ci siamo sempre divisi i compiti. Piatti io, spesa lei, lavatrice io, dare lo straccio lei, ecc ecc. Lavorando tutti e due, spesso mi sono ritrovato, finito di lavorare, di andare al nido a prendere il bimbo, stare insieme, cucinare, fare il bagnetto e addormentarlo, per poi al rincasare di mia moglie dire “sta dormendo “! È dura ma senti che crei un legame speciale con lui perché hai la responsabilità di educarlo. Da quando mia moglie è rimasta incinta del secondo, causa alcune complicanze tutto si è riversato su di me al 100%. A volte mi definisco un papà sull’orlo di una crisi di nervi. 😅.. ma ce la stiamo facendo senza aver creato troppi disastri🤣.
La collaborazione è tutto! Però da papà voglio anche dire come mi sento io quando vai ai corsi pre parto e parlano solo con le mamme, quando vai in ospedale e parlano solo con le mamme, quando leggi gli articoli e parlano solo delle mamme, quando ascolti alcuni podcast e si rivolgono solo alle mamme (non il tuo 😁). Mi sento escluso, mi sento un accessorio della madre. Penso che in Italia oltre a voler giustamente l’aiuto dei papà, si debba cambiare la mentalità femminile sul ruolo dei papà.
Grazie per avermi concesso queste righe di esperienza .
Buona serata
Massimo

🌸 Carlotta • apr 16, 2021

Hai ragione, hai ragione, hai ragione! Dobbiamo parlarne di più di questa cosa, Massimo! Dovrei invitarti a un mio episodio del podcast! 🌸

Erica • mar 31, 2021

Buona sera, mi trovo davvero d'accordo con il suo pensiero, ma trovo davvero difficile far "girare" la situazione in casa mia. Alla nascita della mia prima figlia, non gli permettevo forse grandi passi avanti da papà. Desideravo talmente tanto una gravidanza che non arrivava che forse volevo viverla a pieno e non lasciarne neanche un pezzo al papà. La cambiava, se serviva, ma tutto il resto nulla.. Con l'arrivo del secondo figlio, per ovvie ragioni, mi sono trovata immersa in un mondo in più a cui dar retta, il peso su di me iniziava a sentirsi, complice anche questi vari lock down, ora mi sento stanca e spesso nervosa. Lui lavora, io lavoro da casa perché sono insegnante. Per cui, dad in casa con entrambi figli da gestire, lui torna a pranzo e torna a lavorare. La sera gioca un po con i bimbi e poi fine, deve riposare. Io ovviamente mi ritrovo tutto da fare, sistemare la cucina, preparare i bimbi per la nanna, addormentarli, poi lavatrice e asciugatrice.. Mi sento in un vortice da cui non esco. Se gli chiedo "fai la lavastoviglie" mi risponde si tranquilla e non fa nulla. Oppure mi dice falla dopo tranquilla. Se è una cosa che non gli piace mi dice proprio no dai fallo tu. Se chiedo di far qualcosa con i bimbi, lo fa. Ma non capisco che difficoltà ha a capire da solo che cosa ci sia da fare in casa e con i bimbi. Alla fine sbotto e grido mille parole a cui non ricevo grandi risposte, se non "hai ragione". Come posso approcciarmi a lui cercando di cambiare rotta? Vorrei una spalla in famiglia, non un 3 figlio da accudire. Mi scuso per il messaggio, ma cerco davvero un aiuto e non so come fare.
Grazie di cuore
Erica

🌸 Carlotta • apr 12, 2021

Grazie per il tuo commento e per aver condiviso la tua esperienza. Guarda, onestamente l'unica cosa che mi sento di consigliarti è di parlare con lui con la stessa onestà con la quale hai scritto questo messaggio e con tanta, tanta empatia. Sedetevi una sera a tavolino con un tè o un buon bicchiere di vino e parlatene. Faccio il tifo per voi! 🌸

Alessia • mar 16, 2021

Che bell'articolo Carlotta!
Perché non cambiare direttamente il titolo con il tuo ultimo pensiero:
"Non sei una mamma con il pene. Sei un papà e sei altrettanto importante e speciale."!?
<< Ma perché? >> mi chiedo, perché c è ancora qualcuno che non riesce a lasciare la parola PAPÀ neutra?!
Un papà è un papà!
Come la mamma non è un papà con la vagina.
Un papà è un genitore, sì esattamente come la mamma.
Probabilmente, un genitore solo più sfortunato per non poter condividere la gioia della gravidanza e la possibilità di poter allattare naturalmente.
Se fa il papà nel miglior modo che lui conosce e nel miglior modo per suo figlio, rimane un PAPÀ. Un termine così pieno di tutto che non serve aggiungere altro.

🌸 Carlotta • mar 21, 2021

Ciao e grazie per il tuo commento 🙂 Guarda, non lo cambio perché non mi piace cambiare i testi dei miei articoli. Anche se oggi magari lo scriverei diversamente, se allora l'avevo scritto così era perché lo sentivo così e, per onestà, mi piace che rimanga.

In fondo, trovo che il messaggio, come dici anche tu, è comunque in quell'ultima frase, perché è un pensiero che sento mio da quando sono genitore (e da ben prima che andasse di moda scriverlo… ultimamente l'ho visto scritto su molti post) 🌸

Cristina • mar 16, 2021

Ottimo. Paolo era un po' sbrigativo con le mie figlie, come se dovesse "archiviarle" per poi tornare a fare le sue cose. Però sì, bisogna lasciare pasticciare i papà con i loro bimbi. A me faceva rabbia solo quando non le mandava fuori ben coperte quando era freddo...ma solo perché poi quando erano ammalate e alla notte dovevo per forza pensarci io. Più che altro, Paolo tende a spaventarsi e a non avere strumenti con i bambini/ragazzi. E si dispera. Io ascolto altre testimonianze, come la tua e poi trovo soluzioni. Ecco forse la mamma è più "problem solver"...ma mi dirai: "se è solo, vedrai che anche il papà si ingegna!!!".

🌸 Carlotta • mar 21, 2021

Mi hai fatta sorridere perché se vedessi come Alex manda fuori Oliver ed Emily quando piove d'inverno ti prenderebbe un colpo (io ho imparato a ripetermi che tanto il raffreddore è un virus e quindi non si prende stando al freddo… mi aiuta!).

Ma hai sollevato una questione importante: quella dei papà che si informano meno sulla genitorialità… forse troppi corsi e articoli sono rivolti alle mamme e si sentono tagliati fuori… è un pensiero che ho da un po' e sto proprio pensando di scriverne/parlarne!

Valentina • gen 17, 2021

Ciao Carlotta, anche a me fanno sempre la stessa domanda quando esco da sola. "Ma con chi hai lasciato i bambini?" e la risposta (ovvia) con il loro papà sembra ancora più incredibile per alcuni perché abbiamo due gemelli. A quel punto tutti fanno lo sguardo meravigliato e si profondono in mille complimenti, considerandolo forse un eroe! E perché mai? A maggior ragione con dei gemelli la presenza del papà è ancor più necessaria e il mio compagno sa fare esattamente tutto come me, anche perché 2 braccia con 2 neonati non bastano oggettivamente e quindi 4 braccia sono state fin da subito la normalità in casa nostra. In più, come Alex, anche il mio compagno è il cuoco di casa! Sono certa che i nostri figli cresceranno sapendo che essere padri e madri è esattamente la stessa cosa e io ne sono fiera!

Rossana • mag 17, 2020

Articolo super interessante! Ho anch'io un bimbo e una bimba come te Carlotta, e a me di solito non chiedono "“Con chi hai lasciato i bambini?”, ma direttamente "Li hai lasciati dalla nonna?", e ogni volta rispondo che sono con il papà, pensando che sia la cosa più naturale del mondo...! Io vivo in Italia, e penso che la mentalità qui sia proprio quella che hai trovato tu in Spagna.
Sono assolutamente d'accordo con tutto quello che hai scritto....W i papà!!

🌸 Carlotta • mag 17, 2020

Viva i papà che fanno i papà! Grazie per aver condiviso la tua esperienza, c’è ancora molto da cambiare nella mentalità, ma piano piano, condividendo esperienze, chissà che non ci riusciamo!
Un abbraccio,
Carlotta

Antonio • apr 18, 2019

Ciao, non sono semplicemente d'ccordo. Di più, mooolto di più.
Sono Papà di due bambini e faccio tutto quello che fa mia moglie e anche più.
I bambini, per esigenze di mia moglie e con piacere mio, passano più tempo con me che con la madre. Mia moglie li ha allattati al seno, ma io ho preteso di pareggiare i conti diventando l'addetto quasi esclusivo al biberon. Fortunatamente mia moglie capisce e non ostacola questa mia "esigenza" di essere genitore, ma ammetto che spesso mi sento frustrato dal fatto che vengo solitamente preso per un "mammo". Sono un Papà!!(lo ripeto fin troppo spesso). Aggiungo, che questa cosa è spesso vista male. è uno sguardo diffidente che mi sono sentito addosso da quando è nata la mia prima bambina(colei che mi ha stampato un sorriso da ebere in faccia). E vi lascio solo immaginare quanto possa essere irritante vedere una sconosciuta darmi dei futili e spesso errati consigli non richiesti e dettati dalla presunzione di sapersi prendere cura dei miei figli meglio di me semplicemente perchè "ho il pene". Ora scusate, ma torno a cucinare ed a giocare con i miei bambini in attesa che torni anche la mamma per cenare tutti assieme.

🌸 Carlotta • apr 18, 2019

Evviva Antonio, bello bello bello questo commento! E ancora più bello sentire tutto questo da un papà! Bravi tu, brava tua moglie e bravi a tutti e due per far funzionare una decisione “contro corrente” con un lavoro di squadra. Grazie per aver condiviso la tua esperienza e la tua frustrazione e benvenuto alla comunità di papà e mamme de La Tela!

Ps. Se ti può rincuorare, i consigli non richiesti di sconosciute penso esistano in tutto il mondo è in tutte le comunità, purtroppo. Ma come dici tu, sono spesso errati perché nessuno conosce meglio di un padre o di una madre gli equilibri famigliari e I propri figli. Grazie ancora per aver condiviso e viva le famiglie 50/50!!!

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La missione de La Tela è accompagnare papà e mamme nel viaggio della genitorialità e dare opportunità a genitori di talento di condividerlo nello Shop.

Nella mia newsletter ti racconto (circa una volta al mese, ma soprattutto quando mi sento ispirata) aneddoti e progetti personali e pensieri a random – nelle precedenti ho parlato del dolore due bambini, del mascherare le nostre emozioni di adulti, di come continueremo a viaggiare questa estate…

Ciao! Ti va di conoscere i miei progetti futuri e la mia ragnatela di pensieri?
Lo so! Anche io sono triste che sia già finito!