Far sentire peggio tuo figlio non lo fa comportare meglio
Minacce, grida e punizioni non educano a lungo termine
Le minacce, le urla, le punizioni diventano la motivazione del bambino per "comportarsi bene”. Quando le usi, tuo figlio non ti ascolta perché è bravo, ti ascolta perché ha paura di te. L'uso della paura e della vergogna ottiene risultati immediati, certo, crea conformità a breve termine, ma a lungo termine distrugge la fiducia e la sicurezza in sé ed è controproducente.
Ci dimentichiamo troppo spesso che i bambini piccoli non sono in grado di soddisfare le nostre aspettative, perché la parte del cervello responsabile di controllare gli impulsi non è ancora sviluppata. Il nostro ruolo di genitore è affrontare il sentimento, l'emozione, il bisogno che sta alla base del comportamento e insegnare a nostro figlio le abilità per regolare le sue emozioni e sviluppare limiti sani (e sì, i limiti sono necessari).
Disciplina non significa essere severi e punire, significa insegnare. E insegnare a un bambino come fare qualcosa è molto più efficace che punirlo per qualcosa che ha fatto male.
Far sentire peggio tuo figlio non lo fa comportare meglio.
I bambini danno il meglio di sé quando si sentono al sicuro e amati.
Parliamone
Ciao Carlotta…ieri stremata da 1 mese chiusa in casa con bambini che si alternano la febbre…ho detto al più grande(2 anni) che non lo sopportavo più e che andasse a dormire (durante il giorno era stato molto impegnativo…probabilmente stanco anche lui di star sempre in casa!).
Lui è andato in camera e non mi ha più voluto vedere, chiamava il papà… io poi mi sono scusata e gli ho detto che avevo sbagliato. E da lì lui ha ricominciato a cercarmi.
Mi sento molto in colpa e temo di avergli lasciato un ricordo davvero brutto, temo di aver tradito la sua fiducia nella mamma😰
Team La Tela
A volte capita ed è anche giusto che ognuno si senta libero di esprimere le proprie emozioni, senza dimenticare di rimediare e dire a loro, a ogni passo, che tu sei responsabile solo delle TUE emozioni e che lui è responsabile solo delle SUE emozioni. Lui non ha colpa per come ti senti tu e per la tua incapacità di gestire le tue crisi (e questo deve saperlo). 💜
Ciao Carlotta, sono Michela una ragazza di 24 anni. Ti ho scoperta grazie alla serie podcast "educare con calma", nonostante io non sia mamma o in gravidanza e non abbia in mente di avere figli nel breve-medio periodo.
Però ti devo ringraziare per tutto quello che condividi con noi e che ci spieghi, perché grazie al tuo podcast ho capito tante cose di me stessa! Perché urlo quando sono arrabbiata ad esempio - tornando all'argomento di questo post del blog - oppure perché non so chiedere scusa in modo diretto (i miei adottano il metodo del "te lo faccio capire facendo finta che non sia successo niente") metodo terribile, ma che a loro è stato tramandato dai loro genitori. SIA MAI CHE I GENITORI POSSANO CHIEDERE SCUSA, perderebbero la loro autorità! e invece no, l'unico effetto - come dici tu- è che i figli crescono con gli stessi problemi nel chiedere scusa quando hanno sbagliano, ma grazie a te ci sto lavorando tantissimo con mia sorella e con il mio fidanzato, che dopo 7 anni di battibecchi senza che io ammettessi e mi scusassi in modo diretto per i miei errori ti ringrazia ahahaha (ovviamente anche lui sta iniziando ad ascoltare il tuo podcast!)
è proprio vero e ci credo intensamente, prima bisogna diventare individui migliori e lavorare su noi stessi e credo che iniziandoci da ora, quando non ho e non sto avendo già un/a bambino/a a cui pensare potrebbe essere molto più produttivo per il futuro, perché ho più tempo per lavorarci su. Anche se lo ritengo utile pure per le relazioni della vita quotidiana extra-figli.
Volevo solo ringraziarti e dirti che hai una seguace non mamma/non futura mamma che ti segue con tanta passione!
un abbraccio!