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Quando diventi genitore le ferite dell'infanzia si riaprono

Carlotta Cerri
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Stavo per pubblicare questo reel con un testo diverso quando ricevo queste parole di una mamma che racchiudono l’essenza del mio messaggio. Con il suo permesso, le condivido con voi.

«Forse quello che dico è un concetto già espresso da te, ma volevo condividere lo stesso quello che provo da quando mi sono avvicinata al tema dell’educazione a lungo termine. Quello che posso dirti è che indipendentemente dalla tematica, tra i bambini di cui parli ritrovo sempre me stessa, la bambina che ero e che è ancora dentro di me. La mia infanzia è sempre dentro di me e mi accompagna. 

Se il bambino è il padre dell’uomo adulto, come dice Maria Montessori, io da adulta e madre sento di dover tornare ad essere madre anche di quella bambina: ascoltarla per tutte le volte che non è stata ascoltata, aiutarla a credere in sé quando si è sentita svilita o umiliata. 

Sento di non poter parlare di evoluzione come individuo, di cambiamento, di smantellare tabù o sradicare un modello educativo sbagliato se non rivolgo prima la mia attenzione a quella bambina.

Quando piango ascoltando il tuo podcast, è sempre l’io bambina che si sente chiamata in causa, che empatizza e si trova d’accordo. Grazie a questo percorso mi sto riconnettendo alla mia infanzia e grazie a questa connessione posso sentire ciò che sente mia figlia, darle il giusto rispetto, la giusta fiducia».

Quanto sopra è l’essenza dell’evoluzione che richiedo ai genitori nel mio corso Educare a Lungo Termine. Grazie a Giulia per queste parole che sono arrivate esattamente nel momento perfetto. 💜

Spesso per ricalibrarci come genitori dobbiamo iniziare dalle ferite dell’infanzia, dai nostri traumi. Un trauma non è solo quando avviene una tragedia. Un trauma è quando non ci sentivamo ascoltati, quando ci umiliavano per un errore, quando ci privavano dell’amore fino a che non chiedevamo scusa, quando le nostre emozioni non venivano prese sul serio, quando avevamo paura che ci alzassero le mani perché erano arrabbiati, quando non abbiamo avuto il controllo del nostro corpo, per esempio quando ci obbligavano a dare baci e abbracci contro la nostra volontà, anche solo ai nonni. 

Tu pensi che tutti quei traumi siano andati, siano superati, ma quando poi hai figli, tutte le ferite si riaprono perché non si sono mai chiuse davvero. E si manifestano a cascata su tutte le tue relazioni, anche quella con te. Sanare i traumi dell’infanzia richiede tempo, pazienza, consapevolezza, e molto molto lavoro. Ma te lo devi, perché questo lavoro lo puoi fare solo tu, per te.

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