Sono Sara Ghirelli, educatrice professionale, parent coach, supervisora educativa e parent trainer per l'ADHD.
Da anni accompagno genitori, insegnanti ed educatori nel comprendere meglio i comportamenti di bambini e bambine e nel costruire relazioni educative rispettose, capaci di tenere insieme bisogni, limiti, autonomia e responsabilità.
Nel mio lavoro integro l'esperienza educativa con i contributi della pedagogia montessoriana, della comunicazione nonviolenta e delle discipline rispettose, con un'attenzione particolare all'autoregolazione e alle funzioni esecutive.
Ho scelto di occuparmi di educazione perché mi affascina quello che succede tra le persone: il modo in cui uno sguardo diverso su un comportamento può cambiare una risposta e, poco alla volta, anche una relazione. Mi interessa soprattutto quel punto in cui la teoria incontra la vita vera, con le sue fatiche, gli imprevisti e le inevitabili imperfezioni.
Per questo non credo nelle ricette educative perfette. Credo piuttosto nel cercare, insieme agli adulti che incontro, strumenti concreti e sostenibili per accompagnare quel bambino, in quella famiglia, in quel momento della sua crescita.
Il mio percorso professionale nell'educazione è cresciuto insieme alla mia esperienza personale.
Nel 2015, poco prima di laurearmi in Scienze dell'Educazione, sono diventata mamma di Samuele. Imparare a conoscerlo, giorno dopo giorno, mi ha permesso di guardare ciò che avevo studiato da una prospettiva nuova: quella di una professionista che si occupa di educazione, ma anche di una mamma che scopre quanto la vita quotidiana sia sempre più complessa di qualsiasi teoria.
Nel 2017 mi sono diplomata presso l'Opera Nazionale Montessori in differenziazione didattica per la fascia 3-6 anni e, l'anno successivo, ho iniziato a lavorare in una scuola dell'infanzia con sperimentazione Montessori.
Montessori è stata una parte importante della costruzione del mio sguardo educativo, ma negli anni il mio percorso si è progressivamente ampliato. Ho approfondito gli approcci educativi rispettosi, la comunicazione nonviolenta, l'autoregolazione e le funzioni esecutive, cercando sempre un punto di incontro tra ciò che sappiamo dello sviluppo di bambini e bambine e ciò che è realmente possibile fare nella quotidianità.
Nel 2020 ho scelto di formarmi come parent coach. È stato un passaggio importante perché mi ha permesso di cambiare prospettiva: non soltanto offrire conoscenze e strumenti educativi, ma accompagnare gli adulti a osservare ciò che accade, riconoscere le proprie risorse e costruire strategie che possano davvero appartenere alla loro famiglia.
Negli anni il mio lavoro si è allargato sempre di più. Oggi accompagno genitori attraverso consulenze e percorsi individuali e lavoro con insegnanti ed educatori attraverso formazione e supervisione educativa. Sono inoltre parent trainer per l'ADHD, una formazione che ha rafforzato ancora di più il mio interesse per l'autoregolazione, le funzioni esecutive e per quella distanza che a volte esiste tra sapere cosa fare e riuscire a farlo.
Nel frattempo sono diventata mamma tre volte e continuo a sperimentare, anche nella mia vita familiare, una cosa che considero centrale nel mio lavoro: educare non significa applicare perfettamente un metodo. Significa osservare, interrogarsi, sbagliare, aggiustare il tiro e continuare a conoscere il bambino o la bambina che abbiamo davanti — e, inevitabilmente, anche noi stessi.
È probabilmente questa la parte del mio lavoro che amo di più: aiutare gli adulti a passare dal «Cosa dovrei fare?» al «Che cosa sta succedendo qui, e che cosa possiamo fare?».
Perché non credo che il mio lavoro debba consegnare una ricetta. Credo debba aiutare a costruire uno sguardo più consapevole e strumenti sufficientemente concreti da poter essere utilizzati nella quotidianità di ciascuna famiglia.