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Mi state chiedendo come parlare ai vostri bambini della guerra in Ucraina.⁣
Non ho risposte e non è qui, su Instagram, che ne parlerò quando capirò cosa dire: questo è un argomento che voglio trattare a casa mia, su La Tela.⁣
Per ora, so solo come mi sento: impotente.⁣
Mi chiedo se educare alla pace abbia senso in un mondo che per la pace, ancora non è pronto — perché non la ricerca.⁣
Oggi sento che i miei sforzi sono invano, non ho conferme.⁣
Ma poi mi ricordo che nel tipo di educazione che ho scelto raramente ho conferme, perché i risultati non li vedo oggi: li vedo a lungo termine.⁣
Vi assicuro che il più importante lavoro che possiamo fare in questa vita per lasciare un mondo migliore alle future generazioni è lavorare con i nostri bambini. Crescerli nell’amore, nel rispetto, nell’empatia, nella pace. Essere modelli di quei valori. ⁣
Anche oggi che l’umanità ha di nuovo fallito, io continuo a credere che un domani l’educazione che do oggi ai miei figli farà la differenza, perché sapranno come cercare, scegliere e fare il bene — non perché glielo impongo, li minaccio e li punisco, ma perché do loro la libertà di sceglierlo ogni giorno e non li giudico quando non lo fanno, mostro loro l’alternativa con il mio esempio.⁣
Come parlo con i miei bambini di questa guerra?⁣
Parlo con loro come ho sempre fatto: spengo la tv, apro la mappa, mostri i Paesi. Spiego che cosa succede con tono calmo. Aspetto domande, non le anticipo (i bambini non fanno domande per le quali non sono pronti per la risposta). Rispondo con onestà. Li rassicuro che per ora siamo lontani, ma non mento. Non nascondo la mia preoccupazione. Spiego che è anche per questo che io e papà parliamo così tanto di rispetto e gentilezza.⁣
Parlo con loro di questa guerra come parlo di tutte le guerre e le verità scomode del mondo — il razzismo, il cambiamento climatico, l’omofobia, la fame… Perché anche se questa guerra è più vicina a casa, non è l’unica. L’educazione alla pace non si fa solo quando la guerra (qualsiasi guerra, di armi, di potere, di genere, di inclusione, di razza…) è vicina a casa.⁣
L’educazione alla pace si fa ogni giorno, con ogni nostra parola, azione e reazione.