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Ricordo, tra tanti, il bambino di 2 anni con i braccioli a cui i genitori davano una banana da mangiare: non riusciva a portarsela alla bocca per via dei braccioli e piangeva. I genitori lo filmavano e ridevano. I commenti erano pieni di 😂😂😂. Quando commentai dicendo che non mi sembrava rispettoso, mi risposero: “Che pesante che sei, spero che i tuoi figli non prendano da te il tuo senso dell’umorismo”.

I video in cui un adulto prende in giro o spaventa e fa piangere un minore per far ridere gli adulti che li guardano sono tantissimi: spesso diventano virali, ottengono milioni di like e condivisioni.

Perché? Gli studi dimostrano che i livelli di empatia sono minori nel mondo online perché i neuroni specchio, che sono i neuroni incaricati dell’empatia, si attivano meno quando manca la comunicazione verbale. Ma questa non è una scusa per perpetuare e appoggiare mancanze di rispetto online, anzi, è un motivo in più per essere ancora più responsabili e attenti rispetto a ciò che postiamo.

Perché questi video non sono scherzi, sono mancanze di rispetto. E io, onestamente, spero che i miei figli prendano da me il mio senso di rispetto ed empatia.

💡 Non faccio nomi apposta, perché fare nomi o taggare significa che poi tu che mi leggi vai a cercare i video di cui parlo. E così nutri l’attenzione e aumenti l’engagement di quegli account. Non essere complice nel perpetuare queste mancanze di rispetto: smetti di seguire, non dare like, non commentare, non condividere (nemmeno in privato a me, pensando che io, che ho più visibilità, li possa “denunciare”. Non lo faccio apposta). Un modo più efficace per denunciare, in questo caso, è ignorare e smettere di seguire. E condividere reel e post in cui si denunciano questi comportamenti irrispettosi (verso minori o no) in modo che altre persone possano riflettere e, speriamo, responsabilizzarsi.

Che altro possiamo fare? Hai idee?

#iomidissocio