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So che quando altri genitori ti guardano e si aspettano che obblighi tuo figlio a chiedere scusa al loro, può essere difficile prendere la decisione di non farlo. In quel momento possiamo scegliere di compiacere le aspettative della società o educare nostro figlio a dire scusa perché lo sente e ne capisce il motivo (e ovviamente scusarci noi con il bambino “vittima”, in modo che non manchi il modello di rispetto). La seconda opzione educa a lungo termine.

💡Qualche spunto pratico in più

Quando tuo figlio fa male a un altro bambino, invece di forzarlo a chiedere scusa, puoi:

Ripetere che cosa è successo: “Sei corso in bagno e hai spinto tua sorella. Lei è caduta e si fatta male” (questo li aiuta ad associare l’emozione al comportamento).

Notare le emozioni altrui: “Tua sorella piange e sembra che le faccia davvero male” (questo insegna empatia).

Incoraggiare a risolvere il problema: “Che cosa potremmo fare per aiutare tua sorella?” (questo insegna a pensare a soluzioni invece che concentrarsi sul problema).

Chiedere all’altro: “Chiediamo a tua sorella che cosa la aiuterebbe a stare meglio?”. (questo insegna che non a tutti piacciono le stesse cose. Abbiamo l’abitudine di suggerire un abbraccio, perché magari sappiamo che a nostro figlio piace un abbraccio, ma l’abbraccio piace alla persona che abbiamo ferito?)

Usa “la prossima volta” per pensare ad alternative di comportamento: “La prossima volta potresti chiederle gentilmente di spostarsi. Vuoi che pratichiamo?”. (praticare un comportamento aiuta molto più che parlarne: in Montessori le chiamiamo “lezioni di grazia e cortesia”).

Per approfondire:
🌱 Episodio del mio podcast “Montessori in 5’: Non vuole chiedere scusa”.
🌱 Reel su IG sulle lezioni di grazia e cortesia (cover di noi che ci diamo il 5 davanti a una porta con la cornice azzurra)