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Uno dei meccanismi della genitorialità più deleteri e controproducenti sono le lotte di potere: quei momenti in cui uno dice no, l’altro dice sì e nessuno molla. Ti faccio un esempio: io dico a Oliver “Non scalare gli scogli” e lui rifiuta di ascoltare il mio NO. (Dei NO inutili e controproducenti ho parlato in qualche post precedente). Se io in quel momento non ho gli strumenti per trovare un compromesso che tenga in conto l’importanza che scalare gli scogli ha non solo per lui e per la sua voglia di esplorare (sapevi che esplorare è un tendenza umana?), ma anche per il suo sviluppo, creo una lotta di potere.

Nelle lotte di potere tutti perdiamo: danneggiamo la relazione, roviniamo un momento potenzialmente piacevole e non cogliamo l’opportunità di nutrire la fiducia reciproca.

Spesso siamo proprio noi genitori a creare la lotta di potere adulto / bambino (ricordiamoci che il genitore è l’unico della relazione con un cervello maturo e sviluppato), perché lasciamo che il nostro ego, quello che vuole educare dall’autorità e dalla mentalità antiquata dell’obbedienza, prenda le redini e ci spinga a educare a breve termine.

Le lotte di potere tra fratelli, invece, hanno molto a che fare con il modo in cui risolviamo i conflitti. A casa nostra la maggior parte delle volte funziona come nel secondo caso della vignetta. Non perché siamo una famiglia perfetta, ma perché:

1. Ci lavoriamo e pratichiamo queste reazioni e comportamenti da anni;
2. L’adulto è mediatore e non giudice nei loro conflitti;
3. L’80% delle volte l’adulto dedica tempo ad aiutarli a risolvere il conflitto. (L’altro 20% perdiamo la pazienza e poi chiediamo scusa);
4. L’adulto dà fiducia al bambino: dopo aver praticato a risolvere i conflitti insieme, diamo loro l’opportunità di farlo da soli. Quando non ci riescono, interveniamo di nuovo come mediatori e non giudici.

Questo lavoro richiede tempo, ma senza questo lavoro, il mio dire “Sono sicura che riuscirete a risolvere da soli” oggi non otterrebbe il risultato che leggete nella vignetta. Questo lavoro è, per me, educare a lungo termine.

👩🎨 Vignetta di @miriam_negri_
#latela #educarealungotermine