Group 5

Seguici su Instagram per accompagnarci nei nostri viaggi, nell'homeschooling e nelle nostre scelte di vita ed educazione. E non perderti le mie storie!

Oliver aveva un bicchiere pieno d’acqua davanti a sé e mi dice:
“Mamma, ho sete”, in tono di lamentela.
Io gli dico: “Oliver, non essere come un koala”.
Allora lui mi chiede: “Mamma, posso bere da qui?”.
“Sì, l’ho messo lì per te”.

Perché un koala?

Una volta abbiamo letto che un koala, anche se gli metti dell’eucalipto fresco davanti al naso, non lo mangia e, potenzialmente, muore. È abituato a mangiarlo solo dall’albero e se lo vede in altra forma, non lo riconosce e non lo tocca. Un comportamento per nulla produttivo o costruttivo, vero? 😉

Un giorno che Oliver mi disse una frase simile a quella sopra, avevamo appena letto insieme la storia del koala e mi venne istintivo dirgli: “Non essere come un koala. Chiedimi ciò che vuoi ottenere”.

Lui capii, sorrise e girò la frase in una domanda.

Era già successo in passato. Per esempio: lui voleva solo sapere se il bicchiere era suo o se poteva bere da quel bicchiere, ma io non l’avevo capito e la sua frase “ho sete” mi aveva dato fastidio, perché mi dicevo: “Come può lamentarsi con me di avere sete se ha un bicchiere PIENO D’ACQUA davanti a sé?”.

Parlammo di come la frase non fosse costruttiva perché non mi aiutava ad aiutarlo. Pensare a una domanda, invece, era molto più efficace, perché aiutava lui a prendere il controllo della situazione e me a capire che cosa voleva da me (e anche a non lasciarmi infastidire dalla sua apparente lamentela improduttiva e, ai miei occhi, anche un po’ ridicola 🤪).

Da allora, “non essere come un koala” o “non fare il koala” è diventata una frase del nostro repertorio e ci ha aiutati e cedere meno alla frustrazione e, invece, lavorare insieme per comunicare in maniera costruttiva.

#latela
#educarealungotermine