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Dubai è stata tante cose, ma soprattutto l’ennesimo viaggio dentro di noi. Faccia a faccia con realtà scomode e dolorose, sebbene egregiamente sotterrate da luccichii e stravaganze. ⁣
Come il taxi driver che si tocca il viso e mi dice: “Guardami, 10 anni fa non ero così. Sto seduto qui h24 7 giorni su 7 e se mi prendo un giorno di ferie mi multano”. Come la cameriera che 4 anni fa ha lasciato l’Uganda e sua figlia di 1 anno alla nonna per offrirle un’istruzione migliore: non la vede da allora. Come la nanny al parco gioco che abbassa la testa quando la bambina le urla “Shut up, I’m talking”. Come le altre nannies per strada che si piegano a raccogliere la spazzatura buttata a terra dai “loro” bambini. Come il taxi driver che è appena arrivato e mi racconta che sogna il Canada tra un paio d’anni e io che penso che anche tutti gli altri hanno detto solo un paio d’anni e non sono più potuti uscire, perché il sistema li intrappola qui. Tante storie simili, tutte accomunate da paesi di origine che non offrono opportunità, di separazioni dai figli per offrire loro un futuro migliore, da orari di lavoro disumani per inviare soldi alle famiglie. Tutte storie accomunate anche dalle lacrime che trattenevo a stento mentre le ascoltavo.⁣

Questa è la schiavitù moderna ed è ovunque, non solo a Dubai. Non si vede, è ben nascosta, ma se sai ascoltare, la senti ovunque.⁣

Dubai è stata difficile emotivamente. Demotivante. Dolorosa. Frustrante. Ma ci ha aperto gli occhi. Ci ha permesso di scoprire realtà che non esistono solo qui e ancora una volta riscoprire che il luogo lo fanno le persone: come il cameriere del nostro bar preferito che ci ha raccontato una parte dell’India stupenda e inaspettata e che ha fatto un regalo ai bimbi prima che partissimo. Lui un regalo a noi.⁣

Ce ne andiamo con solchi nel cuore, ma le ali spiegate nel riconoscere ogni volta di più il nostro privilegio e scegliere di continuare a fare la nostra parte, nel nostro piccolo, influenzando le vite di chi conosciamo. Perché è così che si cambia il mondo: nella nostra bolla, una persona alla volta.⁣

#latelaviaggia