La Tela
Episode 37

Genitori, a tavola godetevi lo spettacolo! / con Pediatra Carla

In questo episodio di Educare con Calma, ho invitato la Pediatra Carla a parlare di bambini a tavola e autosvezzamento, di zucchero nella dieta delle famiglie, del perché continuare a proporre cibi nuovi ai bambini anche quando li rifiutano, di come fare quando i bambini buttano il cibo per terra e anche di medici che usano i social per lavoro (come fa Carla). Ah, e abbiamo anche smentito la frase che si ascolta di più sui gruppi Facebook di autosvezzamento: "Se usi il cucchiaino non è autosvezzamento!".

Nell'episodio menziono:

Sul mio sito puoi anche leggere la nostra esperienza con l'autosvezzamento e gli articoli che ho scritto al riguardo. 

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Argomenti per minuto 

Per facilitare l'ascolto e l'uso di questo episodio, ecco gli argomenti che abbiamo trattato e il minuto indicativo a cui ne parliamo:

2:40 Medici e social: bisogna saperli usare bene

7:45 Perché "mio figlio non mangia abbastanza" non dovrebbe essere una preoccupazione

13:11 Quando i bambini rifiutano i cibi nuovi

23:24 Zucchero e genetica

30:08 Quando i bambini buttano il cibo per terra

37:55 Il cucchiaino non è il nemico dell'autosvezzamento!

46:23 Il nuovo libro di Pediatra Carla

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Questa è una trascrizione automatica, grazie per la vostra pazienza con gli errori di ortografia.

Carlotta: [00:00:00] Benvenuti e benvenute al mio podcast Educare con calma oggi però non sono sola ma ho con me una ospite davvero speciale perché uno è una persona davvero altamente preparata nel suo ambito. Ma secondo me è davvero proprio al top del suo ambito e due essendo al top del suo ambito è impegnatissimo e quindi loro in corsa per mesi per questa chiacchierata a cui tenevo davvero tantissimo. Vi faccio un piccolo quiz per vedere se indovinate prima che io vi dica chi è. È una pediatra molto attiva sui social quando avete già capito. E anche nutrizionista specializzata in auto svezzamento e ha da poco pubblicato il suo primo libro. Ormai l'avrete capito tutti sto parlando proprio di Carla Tommasini più conosciuta su Instagram e Facebook come pediatra Carla Ciao Carla grazie mille per il tempo che mi stai dedicando.

Carla: [00:00:58] Ciao Carlotta Ciao a tutti come stai. Tutto bene Guarda non vedo l'ora di cominciare

Carlotta: [00:01:03] Io adesso lo dico da casa perché mi fa sorridere questa cosa. Carla e con un giaccone gigante e io sono in maniche corte perché lei è in Italia nell'inverno e io sono in Nuova Zelanda nell'estate quindi questa cosa è buffissima.

Carla: [00:01:20] Ma è bellissimo che possiamo realizzare le cose così da un capo all'altro del mondo. A me piace da morire che siamo così vicini anche in questo momento di distanza sociale è fantastico il mondo online. Quando usato bene

Carlotta: [00:01:34] Hai ragione è vero e tra l'altro questo è anche uno degli argomenti di cui parleremo oggi a sorpresa. Ma prima di addentrarci in questo vorrei raccontare come ci siamo conosciute io te perchè credo che aiuti veramente tanto a farti conoscere un po. Dovete sapere che Carla io l'ho conosciuta quando stavo scrivendo uno dei volumi per la collezione gioca impara con il metodo Montessori perché stavo facendo una ricerca su da che età si danno i funghi ai bambini. Ho trovato lei su Facebook mi è subito piaciuta perché diceva tutte le cose che io avevo imparato in inglese sull'auto svezzamento anni prima e perché allora non c'era veramente molta gente che parlasse di auto svezzamento in Italia. Ho visto un numero di WhatsApp sulla sua pagina di Facebook e mi sono detta Bah io le scrivo ma figurati se mi risponde. E invece mi ha risposto Non solo il giorno stesso ma tipo dopo un'ora cosa che a me ha lasciato di stucco. Ma Carla come fai a stare dietro a tutti io so che tu dici che Whatsapp è un'arma a doppio taglio. Ma come fai come

Carla: [00:02:42] Fai allora a me piace stare dietro ai miei pazienti quindi esisto anche con WhatsApp per i miei pazienti loro lo sanno però li educa ad utilizzarli in maniera corretta. Il tuo messaggio mi è arrivato è capitato magari nel momento giusto è perché quando sto facendo ambulatorio può essere che io non risponda anche per sei ore o anche per dieci ore il venerdì per esempio finisco alle 9 di sera l'ambulatorio di pediatria però in tutto questo può capitare che guardi e che magari riesca a rispondere più velocemente. Però è sempre una una mia la sensazione che devo esserci per i miei pazienti io mi sento dentro soprattutto medico. Quindi il fatto che io sia social ecc. È un di più. In realtà io fondamentalmente sono un medico e forse anche un un'anima da medico di campagna. Sono proprio la pediatra che quella con il mio borsello se ne va a fare le domiciliari a casa dei suoi pazienti felicemente. Io sono contentissima di entrare in queste case con i cagnolini abbaiano o quando i fratellini mi vengono intorno e vado a vedere il piccolino che magari è malato oppure che è appena nato. Questa è la mia realtà quotidiana. Poi quello che vedete traspare dai social è la parte divulgativa perché amo anche divulgare questa parte che ho sempre avuto e che ricordo che è nata in me quando ero ancora una specie di Zanda perché mi affidavano i gli specializzandi del primo anno io magari ero al secondo al terzo numero ero più avanti e mi davano la possibilità questo non in Italia ma in Spagna di essere professore associato dell'Università.

Carla: [00:04:20] E io mi portavo dietro questi specializzandi loro venivano tutti da me perché io gli spiegavo un sacco di cose mi piaceva un sacco. Io parlavo per lavoro gli dicevo dovete esplorare così i neonati dovete fare questo per capire quella patologia dovete studiare su quel libro dovete vedere e questa cosa mi sono portata dietro. Poi quando è nato il mondo del digitale e dei social che sono stata per me una scoperta ormai quasi a fine specialità quasi specializzata ormai e ci sono entrata per caso all'inizio si usavano per ascoltare le cavolate cioè leggibili e cavolate i meme per ridere passare il tempo. Poi ho scoperto che era uno strumento uno strumento che ho dovuto imparare. Vedendolo perché non c'erano i libretti di istruzione perché sono strumenti che chiunque può utilizzare anche pensa un po una scimmietta può utilizzare uno smartphone e tranquillamente e realizzare l'utilizzo di alcune app ma soprattutto per il touch screen non serve nessun tipo di particolare competenza e questo ci dice come non sono altro che un interfaccia per un mondo realtà molto più complesso nel quale ci si può ad entrare si può utilizzare in maniera positiva o in maniera negativa la maniera negativa purtroppo la conosciamo e le vediamo tutti i giorni perché lavoriamo tanto sui giornali insomma notizie gravi molto gravi che riguardano anche i minori ce ne sono tutti i giorni.

Carla: [00:05:43] Dall'altra parte ce ne può essere un uso positivo e per uso positivo non vuol dire soltanto il postare le proprie fotografie belle oppure farsi vedere belli. Parlo di un uso positivo quando diventa una maniera per apportare perché noi alla fine siamo al mondo per apportare qualcosa o almeno questo è il mio modo di vedere le cose. E uno può portare con il suo lavoro può portare come persona a chi ha intorno a sé ma può anche apportare nel mondo digitale arrivando molto lontano e se qualcuno ha qualcosa da dare nel suo ambito perché non apportare e perché non creare consapevolezza conoscenza perché non divulgare. Per me è un grande regalo che faccio tutti i giorni gli altri ma soprattutto puoi far crescere anche me stessa come professionista come persona e quindi ha un ritorno grande. Io sono molto contenta di fare questo ma quello che vorrei che facessero anche i miei colleghi e sono in tanti che potrebbero farlo è quello di farlo nella maniera idonea e di non magari cadere nei piccoli tranelli che il digitale il Web e i social ci offrono.

Carlotta: [00:06:52] Poi come dicevi prima molto importante educare l'utente a utilizzare bene il social perché spesso e volentieri quando ci vedono così disponibili così preparati così alla portata alla fine è possibile che se ne approfittino. E quindi io credo che il lavoro che fai di sensibilizzazione su questo tema sull'educazione dell'utente è essenziale ma ascolta ha dentro Amici nella Pediatria ma entriamo nello svezzamento perché a me piacerebbe appunto parlare di alcune tematiche che sono le più comuni le domande che ricevo tantissimo dai genitori che fanno i miei corsi online per esempio e secondo me a queste domande tu puoi rispondere molto meglio di me infatti io li mando sempre a te dico chiedi alla pediatra Carla. Prima di tutto che cosa consigli ai genitori che si preoccupano perché i bambini non mangiano a sufficienza tra virgolette secondo i loro standard perché questa è una delle domande che mi fanno

Carla: [00:07:56] Di più un prima cosa che consiglio a questi genitori è di disinnescare subito questo meccanismo di togliere il meccanismo della preoccupazione e di iniziare a non preoccuparsi. So che non è facile ovvero so che in questo caso serve un sostegno e di solito quello che serve proprio essere accanto al genitore accompagnarlo magari nel percorso per poter dare fiducia al bambino. Quello che serve al genitore è avere un buon pediatra di fiducia dove portare il bambino a fare i soliti normali bilanci di salute chiamati anche visite filtro per vedere che tutto vada bene una volta certificato perché questo è quello che facciamo noi pediatri certificato che il bambino ha un bambino sano da tutti i punti di vista. Non c'è altro di cui preoccuparsi perché per fortuna la natura è saggia la natura ci ha dato delle competenze innate e il bambino le sa esercitare perfettamente. Il problema del bambino è che ci sono delle interferenze esterne che talvolta vengono dalla società. Talvolta vengono dal digitale magari dall'utilizzo della televisione del cellulare della all'arrivo della pubblicità comunque in qualche modo nelle case. Però talvolta queste interferenze arrivano proprio dalla famiglia e quello che il bambino avrebbe fatto spontaneamente in maniera naturale viene come bloccato bloccato da che cosa magari proprio dalla paura del genitore. Voi non provate a pensare che questo lo dice la letteratura scientifica quindi parliamo di evidenza scientifica.

Carla: [00:09:30] I bambini sanno auto regolarsi rispetto all'alimentazione l'alimento sia nella quantità che nella quantità. Ed è stupendo. In realtà succede anche a noi adulti noi abbiamo questa competenza innata ma noi adulti tendiamo più spesso ad averla persa. Spesso l'abbiamo persa per strada negli anni perché ci sono state queste interferenze esterne Noi le abbiamo subite ma i nostri bambini che sono ancora puri in tutto questo lasciamoli così come sono. Compito del genitore quindi non è preoccuparsi di offrire dell'offerta cosa devo dare quanto devo dare o mio dio ma semplicemente dare e lasciare che il bambino prenda ciò che si sente. La preoccupazione del genitore deve soltanto quella di essere quella di essere un filtro con il mondo se il mondo ti offre junk food quindi cibo spazzatura tutti i giorni tu sarai il filtro a fare in modo che quel cibo spazzatura non entri in casa tua che la tua dispensa non sia piena di merendine e soltanto di biscotti crackers e cose che non aggiungono nulla dal punto di vista nutrizionale. Farà in modo che sulla tua tavola non ci siano sempre cibi precotti non ci siano alimenti che fanno parte magari della tua tradizione culinaria e che sono alimenti tutto sommato composti in quella maniera per avere tutti i macro e micronutrienti ma neanche senza poi diventare matti a calcolare.

Carla: [00:10:54] Una volta che questo lavoro è stato fatto che ci sono tutti i gruppi alimentari sulla tavola seguendo banalmente ma banalmente proprio per dire che è facile nonché banale. La piramide alimentare il genitore può mettere in tavola il bambino si serve esisteranno periodi in cui il bambino mangia di meno e periodi in cui il bambino mangia di più. Ci sono poi anche diverse fasi legate all'età e su questo tu magari puoi spiegare anche molto bene perché succedono queste questi momenti queste piccole difficoltà ma ricordiamoci che se con fiducia noi affrontiamo il momento della tavola offrendo ma anche senza aspettarci per forza che ci sia una richiesta a tutte le ore quindi che il bimbo per forza mangi a cena che per forza mangi a quell'ora perché ci ha fatto secco se ha completato il suo fabbisogno energetico giornaliero può essere che a cena non ha più fame. Non era affatto una merenda abbondante l'ha fatta un po tardi va bene a cena non mangia svilupperà qualcosa dormirà lo stesso. Sappiate che starà bene lo stesso il giorno dopo sarà lo stesso bambino non causerebbe alcun danno soprattutto lasciatelo in pace.

Carlotta: [00:12:05] Hai un modo di spiegare le cose che arriva così diretto è incredibile è incredibile io lo apprezzo tantissimo perché so quanto è difficile e hai detto una cosa per me importantissima che è stata molto importante nel mio percorso di non preoccuparmi a tavola perché io ero la classica bambina che doveva finire tutto il piatto e quindi ovviamente a me è rimasta questa tendenza perché noi tendiamo ad educare come siamo stati educati ma sono stata fortunata in questo perché mio marito ha avuto un tipo di educazione completamente diversa molto più rilassata e quindi lui stesso mi diceva Carlotta Oliver ti sembra felice. Ti sembra sano. Cosa ha detto il pediatra è sano non preoccuparti. E questa è una cosa che cerco di ripetere a oltranza mi ha fatto piacere che l'abbia detto anche tu perché spesso e volentieri proprio è il primo passo per riuscire a scacciare la preoccupazione e sulla scia di quanto hai detto mi piacerebbe chiederti come può fare un genitore quando propone un cibo nuovo il bambino non ne vuole sapere perché io purtroppo ho riscontrato due reazioni più comuni che sono uno non glielo propongo mai più perché deve mangiare due o lo mangi o non mangi il gelato dopo. E ovviamente nessuna di queste due reazioni è ideale che cosa ne pensi.

Carla: [00:13:37] Quello che tu stai raccontando è un nome in letteratura scientifica si chiama neo fobia cioè paura del nuovo è un termine poco specifico perché la neo fobia in realtà riguarda anche cibi che sono già conosciuti. Per esempio ci sono bambini che hanno fatto un bellissimo alto svezzamento mangiando i broccoli come se non ci fosse un domani e poi magari da un giorno all'altro perché passa l'estate non li vedono per qualche settimana. Quando torna la stagione dei broccoli non li accettano più ma in realtà non sono una novità in realtà erano già conosciuti ma sono diventati un po degli sconosciuti. E quello che tu racconti quindi è più una questione di selettività e di repulsione dell'alimento è un atteggiamento assolutamente normale del bambino. Qui tu ci puoi spiegare come nel secondo anno di vita il bambino sviluppi l'affermazione del sé e come inizia a volere scegliere il tipo di scarpe da mettersi e magari si in punta perché vuole le scarpe dell'estate anche quando fuori c'è la neve. Quindi voglio mettere i sandali ma fuori c'è la neve oppure il contrario è agosto mi voglio infilare gli stivali perché li ho visti in fondo nell'armadio. Lo fanno anche a tavola è una modalità per esprimere il sé e non è sbagliato in principio noi abbiamo dei. Normali quando i bambini scelgono vuol dire che sono dei bambini normali e non è un affronto al genitore il fatto che loro scelgano e dicano no guarda quel alimento non lo voglio perché molti genitori lo prendono sul personale la prima volta che il figlio ti rifiuta un cibo.

Carla: [00:15:17] Il genitore si sente cadere le braccia perché dice un mio Dio no non mangia ma soprattutto il genitore ha cucinato. Quindi ha impiegato del tempo e della fatica ci ha messo dell'amore dell'affetto in quel cibo e il bambino è come se rifiutasse un po anche te stesso perché leggi ma caspita il mio cibo è la cosa che ti ho cucinato io con tanto amore ma perché mi dice di no e lì purtroppo sono tutte sensazioni che traspaiono perché per quanto il genitore faccia finta di niente poi in realtà questo messaggio lo passa al bambino il bambino lo vede e può succedere una volta poi inizia a succedere due volte e tre volte finché si in ci sta questo meccanismo per cui il bambino continua a vedere che nel suo rifiuto c'è un giudizio da parte del genitore. Nel frattempo il bambino vive questo periodo di selezione di selettività dei cibi che farà parte della sua prima infanzia perché è insito anche questo nell'organismo umano ci sono delle basi antropologiche biologiche è scritto nel nostro DNA che in alcuni cibi tendiamo a rifiutare ad una certa età per questioni di sopravvivenza prediligendo cibi che sono calorici saporiti e che sicuramente non fanno parte magari del mondo vegetale del mondo insomma di tutti quegli alimenti che nutrono poco dal punto di vista calorico e si tende a preferire tutti quegli alimenti come la pasta il pane la pizza che sono alimenti che invece sicuramente ti daranno l'energia per affrontare la giornata ma soprattutto per sopravvivere.

Carla: [00:16:51] E noi siamo tarati sulla sopravvivenza perché per millenni siamo stati in epoche di carenza non di abbondanza. Adesso viviamo in un'epoca di abbondanza ma una volta no una volta c'era l'abbondanza di verdure sulla tavola. Però di roba calorica ce n'era poca. Allora su che cosa doveva buttarsi il bambino piccolo per sopravvivere sulla calorico per poter andare avanti e avere una garanzia di poter crescere. Adesso questo ci frega ma se stiamo tranquilli Agiamo come avrebbero agito i nostri progenitori che non facevano una piega. Quello che c'era lo mettevano di nuovo in tavola ma soprattutto abbondavano proprio con quelle cose che i bambini rifiutano di più. Quindi magari verdure frutta e cose coloratissime cose che spesso richiamano il verde il rosso l'arancio il giallo eccetera fanno più paura al bambino in realtà mettendo di regola irregolarmente ma ripeto rendendo di routine amari. Perché questo poi è il discorso quando il genitore mi dice ma io ho provato a dare il pomodoro a mio figlio però non me li ha mangiati. Quante volte hai provato ma

Carlotta: [00:18:07] Una mezza

Carla: [00:18:08] Forse anche due una due. Ok la letteratura scientifica dice che puoi ripeterli dieci anche venti volte prima che li accetti. Sono tante però. Beh ma in un'estate quante volte arriverà a proporre i pomodori. Io in tavola quasi tutti i giorni cioè a casa mia penso che d'estate non manchino mai per tre mesi all'anno il mese in cui ci sono non mancheranno mai. Quindi passate le prime due settimane i pomodori saranno accettati e non dico di farlo con ossessione ma semplicemente di rendere routine nella presenza di un certo alimento in tavola. Per il bambino torna ad essere un alimento comune quindi supera quello scoglio perché non lo vede più come un alimento strano e lo reinterpreta come un alimento che fa parte della sua routine e noi sappiamo che i bambini a questa età hanno tanto bisogno di routine ovvero hanno bisogno di routine perché la routine è sicurezza. Quindi creiamo routine a tavola e il bambino tornerà ad accettare quel alimento. Il problema del genitore moderno è che è un po come il social cioè il social adesso si basa su immediatezza. Una volta c'era il post c'era il post di Facebook o di Instagram quindi tu mettevo la foto e poi ti aspettavi like che potevano piovere anche giorni dopo perché rimaneva lì. Adesso c'è la Stories che implica una rapidità cioè si cancella dopo 24 ore ma ci sono altri social che sono ancora più rapidi perché non appena tu apri il social si cancella subito l'immagine ce la puoi vedere solo all'istante poi non puoi più rivederla. Sta tutto andando sempre più rapido e anche noi genitori e siamo tarati sull'essere sempre più rapidi nelle nostre aspettative rispetto al bambino.

Carla: [00:19:52] Noi vogliamo il risultato subito noi vogliamo che la pediatra Carla ci dia la pillola magica che mi fa mangiare il giorno dopo. Il bambino tutte le verdure ma il bambino non è fatto così e soprattutto non esiste quella pillola magica e non c'è un integratore magico che fa mangiare i vostri bambini tutte le verdure se sono sani non hanno carenze. Mettiamo anche che ci sono e andiamo a utilizzare degli integratori perché per Dio può anche succedere ma se il bambino è sano e non e non ha carenze non c'è la pillola magica c'è un lavoro piuttosto dietro che il genitore deve fare se serve il sostegno e il pediatra nutrizionista è lì per darti sostegno e per darti le indicazioni giuste. Ci sono delle situazioni particolari che il genitore non sa come gestire fa bene le gestiamo insieme ne parliamo troviamo la soluzione alla singola situazione ma soprattutto quello che c'è è tanto un percorso di fiducia al bambino e soprattutto anche di pazienza e di costanza e la pazienza è una cosa che i genitori oggi non hanno più. Un po perché siamo tutti indaffarati abbiamo poco tempo ok ma la costanza anche una cosa che i genitori non hanno più i genitori di oggi non creano mai routine con i figli e bisogna insegnargli. A me tocca dire ai genitori adesso di creare routine per andare a dormire perché mandano i bambini piccoli a dormire a mezzanotte e perché siccome vedono che sono svegli sono

Carlotta: [00:21:21] Non ha ancora sonno

Carla: [00:21:22] Immaginano che il bambino ha un bisogno magari oppure di creare routine e quando si va a tavola è di dire ma non è che mangiamo tutte le ore creiamo un'abitudine anche nell'orario del pasto che non vuol dire regola non vuol dire rigidità. Si chiama appunto routine cioè abitudine se noi torniamo ad avere abitudini che non significa Io starò nello stesso posto tutta la vita tu Carlotta ci insegni che una famiglia può anche spostarsi ed essere una famiglia che cambia casa mezza città paese lingua senza problemi ma con te porti di routine davvero

Carlotta: [00:21:58] Assolutamente questa è una delle cose tra l'altro che dico sempre io ho una routine minima e indispensabile per me e la routine che mi porto dietro in tutto il mondo ogni mese quando ci muoviamo ogni mese che facciamo trasloco io questa routine me la porto dietro ed è un qualcosa che dà molta familiarità ai bambini anche se non l'ambiente intorno a loro non è familiare. E poi tra l'altro hai detto Hai detto un sacco di cose a cui vorrei rispondere ma continuo perché vorrei che parlasse tu in questo episodio e noi abbiamo una regola se così vogliamo definirla e non è una regola è più un patto con i bambini a tavola che loro provano sempre qualsiasi cibo noi gli proponiamo poi dopo averlo provato possono decidere di non mangiarlo o di continuare a mangiarlo ma gli diciamo sempre se non provate non potete imparare ad apprezzarlo. E loro questa cosa l'hanno fatto l'hanno fatta talmente loro che hanno provato cibi in Thailandia in Vietnam cosa che io non mi sarei mai aspettata e invece proprio per questo. Proprio per questo piccolo patto che abbiamo con loro e che noi abbiamo rispettiamo loro ma loro rispettano noi ovviamente perché il rispetto la fiducia è un una strada a due direzioni e per questo loro hanno ci hanno sorpreso sempre a tavola ma chiudendo questa parentesi vorrei collegarmi un secondo a una cosa che hai detto prima non ricordo esattamente le parole ma hai parlato di genetica. Questo mi ha fatto nascere nella testa una lampadina mi piacerebbe parlare con te di un tema che secondo me è mezzo tabù e mezzo di confusione preoccupazione che è lo zucchero. Mi piacerebbe parlarne con te perché ricordo un tuo post in cui spiegava che quanto ci piace lo zucchero è in parte genetico e io credo di avere proprio vissuto questa esperienza al massimo perché io ho due figli che sono all'opposto Oliver è molto goloso mentre Emily è completamente indifferente allo zucchero e quindi ovviamente anche il mio approccio di mamma è cambiato quando sono diventata mamma di due mi confermi tutto questo o sto dicendo cavolate

Carla: [00:24:17] Ma ti confermo tutto questo perché c'è una base genetica anche nel gusto e nella scelta dei cibi. Ovviamente c'è una selezione genetica no quindi è chiaro che anche su questa base si sono create persone diverse persone che hanno propensioni diverse hanno temperamento diverso ed esiste anche una certa propensione al gusto. Però non è tutto l'ambiente svolge come sempre la sua forza. L'ambiente può anche creare una propensione a scegliere poi ancora di più quel determinato gusto. Se il bambino ha già una certa propensione per l'alimento zuccherato e noi andiamo ad abituare lo fino a piccolino durante lo svezzamento con alimenti che sono ricchi. Zuccheri aggiunti quelli tipici del baby food è quindi il classico yogurt non di marca magari proprio fatto per il bimbo ma che contiene un sacco di zucchero dentro. Oppure il fruttosio nella plastica che è super super super dolce oppure omogeneizzati e quindi molto lontana da quella che è un'alimentazione fatta di cibi più veri perché se tu prendi un frutto vero difficilmente ha quella dolcezza estrema del frutto fino dentro la plastica anche se magari gli ingredienti sono i medesimi anche qualora non ci fosse aggiunta di sciroppi e di zuccheri sotto falso nome comunque se ci fai caso sono molto più zuccherate. E chiaro che in quel percorso di approccio al cibo conoscenza al cibo i bambini incontrano dei sapori che poi ricordano nel tempo e si va a creare un po di imprinting su una parola forte dire imprinting perché ci sono tanti e troppi fattori dentro. Però metti la genetica aggiungi il fattore ambientale tu ti ritrovi poi con un bambino che sceglierà prettamente quel tipo di alimento non c'è nulla di male nell'essere golosi cioè apprezzare gli alimenti dolci c'è chi lo è e c'è chi non lo è.

Carla: [00:26:10] Quindi c'è chi avrà bisogno del suo sacchetto di cioccolato a fine giornata per stare bene. C'è chi invece se ne frega l'importante alla fine dei conti non è essere golosi o non golosi perché non si tratta di fare chissà quali sacrifici. Se uno vuole mangiarsi una fetta di torta ogni tanto piuttosto che la brioche ogni tanto la mattina a colazione va benissimo quello non ti cambia la vita ma soprattutto non è quello che getta le basi di una sana nutrizione quanto piuttosto una alimentazione nel complesso equilibrata quindi una sommatoria di elementi in più uno stile di vita sano ma soprattutto un rapporto sano con il cibo. Tutto questo insieme di cose ci rende facile la vita. Essere golosi secondo me non è un uno step le difficoltà è uno svantaggio da cui si parte. L'importante è avere un buon rapporto con il cibo. Mi ha raccontato di due figli estremamente diversi e quindi tu ci puoi dire in prima persona come esistono bambini diversi io ne vedo tanti di bambini tutti i giorni e i bambini sono estremamente diversi tra di loro anche nelle propensioni verso il cibo. Ci sono bambini che in maniera molto naturale mangiano con latte di verdura chi la preferisce cruda a chi la preferisce cotta a bambini che sono molto portati invece per la frutta ma scartano la verdura.

Carla: [00:27:28] Bambini che sono naturalmente portati a mangiare il cibo dolce e che da quando assaggiato il primo alimento dolce loro si innamorano perdutamente per quanto magari genitori stiano attenti e te lo chiederanno ancora e ti diranno che la mamma mi è piaciuto tanto quello ti ricordi il cioccolato me lo dai ancora e te lo cercheranno e lo cercheranno. I bambini come tuo figlio a cui non gliene frega niente. In tutto questo questi bambini sono per forza destinati diurni a diventare non solo pazienti obesi in futuro piuttosto che con un disturbo del comportamento alimentare gli altri no. Non è detto sono troppi fattori che giocano e io non li metterei neanche sul l'ago della bilancia questi fattori direi che se tu da queste basi crei comunque un buon rapporto con gli alimenti e col cibo in generale quindi dici che il paziente goloso avrà il suo plus di zucchero nell'ambito della sua dieta ogni tanto esagera con biscotti bio o quello biologico in più ecc. Il paziente a cui non gliene frega niente invece mangerà di tutto e sarà magari tutto sano perché non gli cambia nulla. Il paziente che ha propensione per alimento salato invece dovrà prestare attenzione a non mangiare un eccesso di cibi salati nella giornata ma tutto sommato alla fine dei giochi quando si fa poi il risultato c'è l'individuo adulto individuo adulto e sano nel momento in cui tu hai gettato delle basi di salute psico fisica sempre queste due cose che si pareggiano

Carlotta: [00:28:56] Insieme è vero è tra l'altro una cosa che io ho notato e che comunque io da madre avendo due bambini così diversi io cambio anche l'approccio in un certo senso e il fatto che io li abbia osservati li abbia capiti abbia visto che loro hanno questo approccio diverso allo zucchero comunque mi ha portata per esempio a decidere di come famiglia di non comprare zucchero a casa noi a casa non abbiamo nulla di dolce ma quando andiamo fuori se mi chiedono il gelato possono mangiare il gelato poi spesso e volentieri magari me lo richiedono il giorno dopo perché se siamo in un altro posto che al gelato me lo richiedono il giorno dopo ma spesso e volentieri è proprio Oliver che dice no l'abbiamo già mangiato ieri. Quindi ecco io credo che alla fine ci sono tantissime cose che noi genitori possiamo fare anche un po diversamente. Ma proprio sulla base dell'osservazione dei nostri bambini individuali. Grazie per questa parentesi sullo zucchero ci tenevo era un discorso secondo me molto molto importante da toccare. Ascolta. Lasciando un attimo invece i valori nutrizionali è un po quello che è il cibo proprio più a livello di nutrienti. Tanti genitori mi scrivono chiedendo aiuto perché i bambini buttano sempre il cibo o l'acqua per terra ti parlo di auto svezzamento ma ti parlo anche dell'età compresa tra 1 e 2 anni come dicevi prima sappiamo appunto lo hai già detto che verso i due anni c'è questa fase dell'auto affermazione che loro devono assolutamente sentire di avere una capacità di scelta devono praticare la propria volontà. Che cosa consigli ai tuoi pazienti che arrivano da te con questo problema se ce ne sono.

Carla: [00:30:40] Ma sì è una domanda molto frequente in ambulatorio coi bambini buttano tutto per terra. Intanto io direi di differenziare due età perché nel primo anno di vita quindi Parliamo dell'inizio dello svezzamento i primi le prime settimane dello svezzamento dai 6 mesi fino ai 12 mesi. I bambini incontrano il cibo per la prima volta quindi siamo in una fase puramente esperienziale e di scoperta. I bambini approccio al cibo attraverso i cinque sensi e quando iniziano a toccare il cibo con mano e scoprire questa cosa meravigliosa che oltre che avere un tatto e fare un certo rumore ha anche un sapore e un odore. È quindi quel qualcosa in più rispetto a un pezzo di legno in più scoprono anche che possono schiacciare oltre le mani. E poi quando girano la mano cade tutto e passando i giorni e magari qualche settimana iniziano anche a buttarlo per terra e sperimentare quindi come questo cibo casca tutto per terra. Siamo di solito intorno agli 8 mesi questo momento è lasciatemi dire questa parola che sembra terribile ai genitori quando la dico mai una frase sai quando un pediatra ti dice è una frase il genitore a subisce dentro di sé un assestamento come dire mi sta dando un contentino cioè non mi sto dando una risposta perché i pediatri dicono è uno è tipico è una frase alla diarrea è una fase.

Carla: [00:32:08] Allora il genitore si dice no vabbè questa è una risposta in realtà mi sento di dire che è una frase stavolta sì perché i bambini hanno bisogno di scoprire che il cibo cade per terra e non cade sul soffitto e ce lo spieghi tu perché è Carlotta e il bambino ha bisogno di capire che il cibo cade per terra e non sul soffitto perché non nasce con le istruzioni. Nasce da un ambiente che non ha gravità e deve scoprire che le cose cadono tant'è che c'è un momento in cui li lancia dal seggiolone E se nel seggiolone alto poi quando il bambino seduto per terra non dà tutto questo questo gusto ma quando tu sei in alto sul seggiolone prendere un oggetto che può essere anche il cucchiaio iniziare a farlo cascare per terra dieci volte il genitore che lo raccoglie e per dieci volte cade sempre per terra e sei fantastico

Carlotta: [00:32:56] Ma certo è un'esperienza sensoriale come imparano i bambini.

Carla: [00:32:59] Ecco per scoprire una cosa del mondo che mi resterà per tutta la vita. Genitore lasciamola scoprire non arrabbiarsi perché io lo ripeto DIECI VOLTE NON dirmi no Smettila non parlo tanto non capirò perché tu mi dici smettila perché io sto esercitando un bisogno primario che è quello dell'apprendimento e quindi è fantastico tutto quello che io faccio il genitore per favore ascolta me anzi lasciami fare io tanto ho bisogno di far cadere questa cosa per Terra tante volte al più metti per terra uno straccio un telo un giornale che così non fai fatica dopo questo non ti crea tanti problemi e questo si conclude perché come dicevo prima è una frase Ma che bella parola per un bambino una volta che ha sperimentato dieci volte o 15 o 20 si è stufa di farlo smette di farlo in maniera spontanea se la cosa perdura per un bel po di tempo. Io questo tratto l'ho spiegato anche nel mio libro perché è una di quelle cose che preoccupa i genitori se perdura un po di tempo quindi magari già non è due settimane che lo fa ma è un mese che lo fa lo fa da Il Tempo che inizia a sembrare un po lungo. Vorrei chiedermi ma non è che magari il bambino oltre al fatto di aver scoperto la gravità ottiene un risultato un beneficio da questa e da questa sua azione magari il risultato è un beneficio per lui non per me. Io che rido oppure io che mi arrabbio naturalmente non è che il meno il bambino mi arrabbio ma comunque mi agito e questo è comunque un risultato per il bambino vedere che il genitore compie delle azioni ottenere un risultato nel comportamento del genitore.

Carla: [00:34:39] Allora cosa è giusto fare. Spegnere questo meccanismo evitare di dargli un risultato rimanere neutro rispetto al comportamento non dare una risposta in questo modo il bambino si stufa e smette di farlo. E questo nel primo anno di vita passiamo al secondo anno di vita quando invece poi entriamo a piedi pari nel secondo anno. Vita sono bambini che magari hanno iniziato a gestire bene altrimenti mangiano con le posate si puliscono la bocca allora magari ricominciano a buttare il cibo per terra. Peroni è un'azione voluta non è più una che bello scopro ma non so che se butto per terra si sporca il pavimento. No lì bambina consapevole del fatto che sta facendo. Sa che se butta per terra il cibo una cosa che non si fa perché il genitore non lo fa è una cosa che provoca sicuramente nel genitore un po di disapprovazione ed è un gesto quindi voluto a questa età sì il genitore può dare regole e può dire non si fa. Il cibo non si butta per terra è una cosa sbagliata non buttarlo per terra e se non ti va lasciare nel piatto non succede niente. Semplicemente dare quelle poche regole basilari che si devono dare a tavola e che devono essere introdotte perché a questa età il bambino già deve avere delle regole per avere dei limiti sicuri. Quindi fa parte dei tanti limiti sicuri che noi daremo. Nel secondo anno di vita ai bambini

Carlotta: [00:36:09] È un'altra cosa che ha aiutato tantissimo noi. E proprio in questa fase usiamo questa parola di voglio buttarlo lo stesso per terra io so che non si fa ma voglio buttarlo per terra per alleviare un pochino comunque un po la frustrazione nostra. Noi avevamo deciso di mettergli un piattino perché avevamo notato che comunque spesso e volentieri buttava per terra buttavano entrambi per terra quello che magari non piaceva nel piatto e quindi era proprio un'azione voluta. Okay prendo questa cosa verde e la butto per terra. E allora avevamo messo un piattino una ciotola piena e avevamo detto quello che non ti piace buttano in questa sottolinea e per noi aveva funzionato veramente benissimo avevano perso in poche settimane questa. Questo desiderio di buttare per terra comunque ecco a noi aveva aiutato so che ha aiutato anche tante altre famiglie quindi

Carla: [00:37:04] Funziona benissimo è una modalità adeguata va bene perché comunque tu del bambino la possibilità di scegliere e come sa il potere della scelta è fortissimo in questa età il bambino sceglie viene ascoltato non viene giudicato e quindi va bene può spostare in un altro piattino non c'è problema. L'azione concessa l'azione di buttare per terra invece no non è concessa.

Carlotta: [00:37:28] La regola comunque dev'essere lì è uno di quei limiti che esiste e quindi cerchiamo di trasmetterla magari partendo da un positivo mettendo in questo piattino invece che da un negativo non buttarlo per terra. Ok e ascolta io lo so che stiamo proprio sfiorando come tempo e quindi vorrei farti proprio un'ultima domanda per collegarci un pochino all'auto svezzamento perché io vorrei smentire con te questa frase o questa cosa che gira sui gruppi di Facebook che se imbocchi anche solo un cucchiaino di zuppa a tuo figlio non stai facendo l'auto svezzamento mi sembra che in questi gruppi ci sia a volte una estremizzazione delle regole tra virgolette dell'auto svezzamento aiutami smettiamola.

Carla: [00:38:25] Sì ma che noia quando scrivono così ragazzi che noia vera noia. Allora intanto io credo che le persone che rispondono queste cose o che portano avanti queste idee sono hanno sposato il metodo baby winning ma tralasciando conoscendolo molto male cioè hanno solo un pari natura del baby Wedding che vediamolo in due parole in maniera che lo chiariamo è questo metodo di origine anglosassone che si basa su intuizioni bellissime perché io lo adoro per esempio il fatto di poter avvicinare il cibo ai bambini in maniera che possono afferrarlo facilmente con le proprie mani sperimentarlo e poi portarselo alla bocca e quindi iniziare a masticare ad avere anche un. Insomma arrivare la parte nutrizionale passando però da una parte prettamente di tipo motorio psico motricità fine. Benissimo. Che problema c'è se in tutto questo viene introdotto uno strumento qual è il cucchiaino non c'è nessun problema. L'autrice stessa la gilda play che ha avuto questa intuizione ha scritto per prima ha parlato di Baby Winning in realtà non ce l'aveva con il cucchiaino in sé ma ce l'aveva con lo spot Feeding che è una modalità di svezzamento che non dovremmo secondo me tradurre spuntini spinning. Dovremmo dire pappe in Italia si dice pappe. Quindi quello contro cui al massimo si possono scagliare queste persone. Avviso negativo scagliarsi per forza su qualcosa però è semplicemente se usi le pappe non stai facendo auto svezzamento questo è chiaro e palese il background culturale da cui veniva questa autrice era quello di un Paese dove venivano utilizzate le pappe e qualora non fossero state utilizzate le pappe perché il bambino era più grande.

Carla: [00:40:22] Il cibo dei genitori veniva frullato e messo addirittura nel biberon o comunque veniva reso pappa. Ecco perché la birra ce l'aveva così tanto con lo sport Feeding e invitava i genitori a non utilizzare il cucchiaino perché quel cibo non andava frullato ma veniva dato deve essere dato a pezzi deve è stato comunque una modalità che il bambino possa conoscere possa sperimentare con le proprie mani possa portarsi alla bocca da solo per avviare dei movimenti che poi lo accompagneranno per tutta la vita. Ma non ce l'aveva con il cucchiaino in sé. Difatti il cucchiaio utilizzato per una zuppa è in realtà l'unico modo per poter mangiare la zuppa a meno che tu non voglia che il bambino infili le mani dentro un liquido troppo caldo e tiri su quello che ti tira su. In realtà non tira su niente quindi non potresti dovresti tagliar fuori dall'alimentazione del bambino tantissimi alimenti che fanno parte per lo meno della cultura alimentare italiana. Allora il cucchiaino non è il nemico in sé è piuttosto l'approccio e il tipo di alimento che si dà innanzitutto ma l'approccio. Se il cucchiaino viene dato con forza con foga infilate in bocca senza aspettare che sia il bambino ad essere pronto all'alimentazione ma soprattutto che sia il bambino ad accettarlo allora quel tipo di alimentazione non è auto svezzamento. Nel momento in cui invece il bambino vede il cucchiaino vuole che il genitore glielo porti alla bocca perché freme o addirittura afferra lui stesso il polso del genitore per infilarsi un cucchiaino in bocca. Questo a volte viene chiamato cucchiaino pre caricato perché sa che c'è una buona parola per tutto.

Carla: [00:42:08] Ecco questo è auto svezzamento quello che mi piacerebbe lasciare come messaggio credo sia la cosa più importante è che non serve dare regole a tutto non serve dare nome a tutto quello che serve fare i genitori e soprattutto avere tanto buon senso c'è anche fregarsene un po di quello che dicono gli altri. Fregarsene delle opinioni altrui e ad un certo punto avere il buon senso di pensare ma se io ho davanti un risotto come cavolo faccio darlo Mio figlio mi che io non va bene se invece do un pezzo di pane il bambino lo prenderà con le mani. È banale però i nostri progenitori hanno fatto così per millenni e ti assicuro che a nessuno è venuto in mente di tagliare i pezzi o di farli allungati o di non interferire con il passo del bambino in maniera assoluta e totale perché facesse tutto da solo cioè tutti i genitori del passato hanno sempre aiutato un po il bambino con un cucchiaino magari in qualche modo il genitore non può essere completamente passivo nei pasti ma deve essere piuttosto intrusivo cioè eccessivamente presente costantemente lì che tifa per Mangia dai prova prendi prendere un panino. Ma se a questo io lo vedo moltissimo nei video che mi inviano i pazienti come feed back no per vedere come sta andando lo svezzamento è tante volte sta andando tutto bene il bambino va bene ma c'è dietro il genitore che freme No calmi lasciate che il bambino faccia godetevi lo spettacolo. State tranquilli almeno ci mette il suo tempo ma non è che bisogna fare per forza tutto di fretta in tutto questo allora recuperare un po di pazienza come dicevo prima i genitori di oggi non hanno la pazienza che sono subito lì che ho iniziato il tuo svezzamento ma dopo due giorni io voglio che mio figlio mangi c'è chi già mastica almeno dieci Fusilli Certo assolutamente perché poi devo fotografarlo devo metterlo sulle storie devo far vedere che ha iniziato da prestazione buone cose della prestazione a tavola è diventata impellente perché quando non è prestazione nelle quantità che una volta c'era la prestazione nel mio ho mangiato tutta la pappa.

Carla: [00:44:25] Adesso si è spostata sulla prestazione nella modalità quindi il mio bravissimo prendere tutti i fusilli già dopo tre giorni di riposo già a gestirli è fantastico non facciamolo diventare prestazione in qualsiasi tipo di approccio ne abbiamo rimaniamo soprattutto ciò che siamo rimaniamo genitori quindi educatori è quello che dobbiamo fare noi siamo lì per educare non siamo lì per fare una prestazione o perché i nostri figli primeggiano o perché arrivino a chissà quali risultati subito siamo lì per accompagnarli in questo meraviglioso per. Che è la vita fino al momento in cui decollerà ne se ne andranno da noi e saranno nasceranno già rimarremo come base sicura ma comunque faranno il loro percorso in questo percorso siamo lì per accompagnarli giorno per giorno non solo un giorno il primo giorno siamo lì ogni giorno accanto a loro facciano quello che facciano e soprattutto qualsiasi nome diamo all'approccio scelto però dall'altro lato non fatevi portare via da queste parole Non fatevi comprare dal metodo non fate comprare dalle parole

Carlotta: [00:45:30] E poi guarda hai detto una cosa bellissima che godetevi lo spettacolo perché spesso e volentieri ci dimentichiamo che per un bambino di sei mesi un anno due anni stanno conoscendo ogni giorno dei cibi nuovi stanno esplorando per loro il cibo non è ancora un ok mi siedo a tavola e mangio perché devo devo mettere nella pancia qualcosa per loro è un'esplorazione un'avventura e quando capiamo che se noi ci fermiamo un attimo a osservarli con questa magia perché è una magia e impariamo a goderci lo spettacolo e a viverlo così uno i pasti migliorano l'armonia dei pasti migliora e due secondo me anche un po le preoccupazioni se ne vanno come dicevamo all'inizio smettete di preoccuparvi e godetevi lo spettacolo e sull'onda di questo vi ricordo che Carla ha appena pubblicato un libro che secondo me è andato a riempire un vuoto proprio nel mercato letterario della nutrizione che si chiama lo svezzamento è vostro Manuale pratico di auto svezzamento pubblicato da Mondadori cercate lo leggete e poi vabbè Carla si è si è presentata si è fatta conoscere in questa intervista in questa chiacchierata e concisa chiara piacevole simpatica diretta cioè Carla io tu lo sai io sono una tua grandissima fan e quindi ricordo a tutti che la trovate ovunque sulle reti sociali come pediatra Carla. Seguite la seguite era seguita e ora perché vi faciliterà tantissime esperienze a tavola e non solo a tavola con i vostri bambini Carla non ho parole per ringraziarti davvero solo grazie

Carla: [00:47:21] Ma grazie a te Carlotta guarda L'importante a mio avviso è mantenere l'obiettivo quindi educare siamo genitori e ci siamo per educare ci siamo per accompagnare e poi l'altra cosa tanto importante che siamo genitori quindi possiamo aiutarci fra noi e uniti ci sogniamo quindi insieme possiamo veramente creare una cultura che sia una cultura positiva una cultura del rispetto tu lo fai tantissimo con i tuoi insegnamenti e possiamo portare avanti a mio avviso anche un migliorare un pochino no a questa società a questo mondo che stiamo lasciando ai nostri bambini mettendo quei disegnini dentro di loro di rispetto di ascolto dell'altro. Di pazienza non sai che oggi quei quei pochissimi anche di capacità di godersi un fiore una farfalla che vuole non per forza un telefonino quei sei mini che tu metti nel bambino che un giorno saranno individui adulti che potrebbero creare qualsiasi

Carlotta: [00:48:28] Cosa è veramente così è veramente. È proprio quello che dici da soli io te la mamma il papà l'educazione non la cambiamo ma tutti insieme secondo me veramente possiamo fare uno shift generazionale di cultura e di mentalità. Dita incrociate dita incrociate guarda davvero solo un grazie per avermi dedicato questo tempo tra l'altro nel mezzo di una pandemia che per voi medici vale il doppio. Quindi veramente lo apprezzo all'infinito. Grazie mille sei stata meravigliosa come sempre

Carla: [00:49:01] Carlotta grazie a te è buon lavoro

Carlotta: [00:49:03] Anche a te. Alla prossima.

Carla: [00:49:05] Ciao ciao ciao a tutti.

Carlotta: [00:49:06] Spero che questa chiacchierata sia piaciuta a voi tanto quanto a me e nelle note dell'episodio vi lascio alcuni link che potrebbero interessarmi tra cui anche il libro della pediatra Carla ovviamente e alcuni articoli che ho scritto durante la nostra esperienza con l'auto svezzamento. Vi ricordo che mi trovate anche su Instagram e Facebook come la tela di Carlotta blog e altrimenti sul mio sito www. punto. La tela di Carlotta. Come ci vediamo venerdì prossimo. Ciao.

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