La Tela
Episode 30

Avrei voluto che l’homeschooling non mi piacesse – con Mamma Superhero

In questo episodio di Educare con Calma ho invitato Silvia D’Amico, che molti di voi conoscono come Mamma Superhero, a parlare di Homeschooling (ci sono molti più tipi di homeschooling di quanti io pensassi) e delle nostre relative esperienze educando i nostri figli in casa. Seguendo il filo di una conversazione piacevolissima, parliamo anche di due aspetti che secondo me sono importantissimi nell’homeschooling: la pazienza del genitore e il gioco autonomo.

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Questa è una trascrizione automatica quindi vi ringrazio per la vostra pazienza con gli errori di contenuto e ortografia. Meglio fatto che perfetto. 

Carlotta Cerri: [00:00:00] Benvenuti e benvenute a un altro episodio di Educare con calma. Questo è un episodio un po diverso, perché non sarò sola, ma con me ci sarà una mamma che mi aiuterà a raccontarvi la realtà dell'home schooling. E parleremo anche di autonomia nel gioco che tutti volete sapere come fanno i bambini a giocare da soli. Di pazienza. E lo faremo in termini molto reali, quindi senza troppi filtri. Prima però vorrei spiegarvi un momento come io con i miei bimbi faccio masculine a casa, ovvero è un po diverso secondo me da quello che è l'immaginario comune. Chi fa il mio corso con Schooling già lo sa che io quando dico omg schooling. In realtà non mi riferisco al nome Colin che nell'immaginario comune ma il mio tipo di fare omg schooling è un giocare con i miei figli in maniera produttiva, tra virgolette come la definisco io. Ma proprio senza seguire un curriculum vero e proprio, c'è un'idea generale senza una routine vera e propria, senza aspettative accademiche rigide. Diciamo che per me l'homo schooling è molto spontaneo, segue il ritmo naturale che io definisco il ritmo biologico della famiglia. Quando parlo di ritmo biologico intendo proprio il ritmo naturale che vediamo nella famiglia. Ovvero io so per esempio che in casa mia lavoriamo meglio, più concentrati al mattino e magari subito prima di cena, e che invece dopo pranzo abbiamo bisogno di una camminata nella natura, per esempio. Queste osservazioni mi aiutano a capire qual è il ritmo biologico della mia famiglia. E di questo parlo anche nel corso, perché lo trovo importante. Poi un'altra cosa che io secondo me faccio un po diverso è che non facciamo attività vere e proprie. Usiamo veramente pochissimi materiali, tutti molto eclettici, quindi ogni materiale si presta a tantissimi modi diversi di essere utilizzato. E sono tutti i giochi che a me genitore, mamma.

Carlotta Cerri: [00:02:02] A me.

Carlotta Cerri: [00:02:02] Carlotta piacciono perché io credo sia veramente importante che il momento di gioco sia piacevole anche per me. Io, per esempio, non sono una mamma che ama giocare e quindi mettermi lì a far muovere le figurine dell'ego e farle parlare.

Carlotta Cerri: [00:02:17] Ecco, quella non è la mia idea di divertimento. Per me quello è più Alex in casa nostra.

Carlotta Cerri: [00:02:23] Quindi per concludere, per farvi capire quando dico omg schooling, mi riferisco un po a un misto di tanti tipi di Holmes, Colin e un po anche Colin. Quindi non concentrarsi sull'aspetto accademico è un po world schooling, quindi lasciare che la scuola sia proprio il mondo che ci circonda ed è anche un po cool schooling che forse è un termine che ho coniato io, ma per me significa fare home schooling, ma allo stesso tempo mandare i miei figli a scuola. Quando troviamo delle scuole che ci piacciono in giro per il mondo, come è successo ad esempio a Singapore o in Nuova Zelanda. Quindi credo che questo vi aiuterà a seguire la conversazione con il mio ospite di oggi che è Silvia D'Amico, ovvero Mamma Super Hero.

Carlotta Cerri: [00:03:08] Ciao Silvia.

Silvia D'Amico: [00:03:09] Ciao Carlotta, grazie mille! Sono davvero entusiasta di essere qui con te oggi.

Carlotta Cerri: [00:03:14] Grazie a te per aver accettato la.

Carlotta Cerri: [00:03:16] Mia proposta. So che tu sei molto impegnata in queste settimane.

Carlotta Cerri: [00:03:20] Poi sveleremo perché, ma ti ringrazio.

Carlotta Cerri: [00:03:23] Veramente tanto per aver trovato una mezz'ora per me. Ascolta, entriamo subito nel vivo della chiacchierata. Come dicevo nell'introduzione, io e te abbiamo credo due modi diversi di fare on schooling. Poi questo ne parleremo più avanti, ma io penso che entrambe abbiamo una cosa in comune, nel senso che nessuna delle due voleva davvero fare. Omg schooling! Ma ci siamo ritrovate.

Carlotta Cerri: [00:03:47] Immerse nel OMG schooling? E così o no?

Silvia D'Amico: [00:03:51] Assolutamente sì. Assolutamente sì. Questa è una delle cose che io ho detto a mio marito quando ci siamo sposati, trasferiti in America e quando ho scoperto che cos'era lo spelling, ho detto Ma è orribile, non lo farò mai. Non ci penso.

Carlotta Cerri: [00:04:05] Neanche di fare una cosa del genere. Quindi sì, è vero quello che dici. Ecco, infatti è proprio e proprio un po la reazione.

Carlotta Cerri: [00:04:14] Che ho avuto io. Quindi ti capisco perfettamente perché anche io non volevo assolutamente fare omg schooling. Ho sempre pensato sempre detto anche che il tempo è mio.

Carlotta Cerri: [00:04:24] Io do molto valore al mio lavoro, il mio lavoro viene prima e non sono disposta assolutamente a sacrificarlo per stare dietro all'istruzione dei miei figli. È invece esatto.

Carlotta Cerri: [00:04:34] E credo che per te sia stato un po lo stesso. Però sai che poi ho scoperto. Invece quando abbiamo iniziato in giro per il mondo ho scoperto che in realtà per noi era molto più semplice di quello che io pensavo, magari perché avevo un'idea sbagliata dell'homo schooling, o magari perché insomma ho scoperto un tipo nuovo che funziona per me un tipo nuovo di homo schooling che funziona per me. A te è successo lo stesso? Qual è stata la tua?

Silvia D'Amico: [00:05:00] Come ti trovi? Sono d'accordo perché i miei pregiudizi e il fatto che non conoscessi molto bene lo scheduling mi portavano a pensare che io dovessi fare una specie di specchio, quindi rispecchiare esattamente l'ambiente scolastico a casa. E quest'idea proprio mi mi faceva sentire imprigionata e anche incapace, perché non sono andata a scuola per studiare come si fa l'insegnante. Sono traduttrice, interprete, quindi non mi è mai interessato insegnare. Anche quando mi chiedono mi insegni l'italiano, mi fai lezioni di questo? No, io odio insegnare, non voglio insegnare. Quindi avevo questa idea che dovevo riprodurre esattamente l'ambiente scolastico a casa mia e quindi no, non non lo volevo fare per questo. Poi mi sono accorta, trovando amici dentro, che non è così, che l'apprendimento del bambino può davvero, come dici tu, essere organico e spiegarsi, quindi aprirsi in modi diversi, in momenti diversi, con metodologie, approcci diversi.

Carlotta Cerri: [00:06:03] Esatto. Esatto, sì, tra l'altro mi ha fatto sorridere quando hai detto io non ho studiato e non.

Carlotta Cerri: [00:06:07] Volevo fare.

Carlotta Cerri: [00:06:07] L'insegnante. Perché io invece sì, io ho fatto l'insegnante per otto anni.

Carlotta Cerri: [00:06:11] Sì, te lo giuro per otto anni.

Silvia D'Amico: [00:06:13] Mi ha raccontato.

Carlotta Cerri: [00:06:15] Ne avevo parlato nel tuo episodio sul multilinguismo.

Carlotta Cerri: [00:06:19] E io infatti ho fatto l'insegnante per otto anni, ma comunque non volevo assolutamente insegnare ai miei figli.

Carlotta Cerri: [00:06:24] Anzi, proprio forse per quello.

Carlotta Cerri: [00:06:27] Però. E poi una cosa che hai detto interessante è proprio il fatto che una delle ragioni per cui io proprio non volevo farlo è perché comunque pensavo di dover fare rispecchiare la scuola e mi sentivo completamente inadeguata. Però, a parte questo, io credo che io e te abbiamo comunque due approcci molto, molto diversi alla Alon Schooling e che forse il tuo, da quello che io ho capito, è un po più strutturato. E così o no, ti va di raccontarci un pochino?

Silvia D'Amico: [00:06:57] Vero? Allora, come ho detto prima, non mi era mai passato per la mente l'idea di fare come schooling. Ci siamo ritrovati a farlo a causa della pandemia, perché io non volevo essere legata alle scelte statali o distrettuali del posto in cui viviamo, per cui ogni settimana dovevo ricevere le mail e mi veniva detto sì, questa settimana si va a scuola no. Questa settimana si fa didattica a distanza. Non volevo appoggiarmi o fare affidamento su questo fatto. Quindi tra i due mali ho scelto quello di avere comunque la costanza e creare questa nuova abitudine nei bambini e anche in me stessa, quindi organizzarci in modo tale che i bambini stessero a casa e facessero un schooling. Quindi questo è stata la ragione per cui noi abbiamo scelto questa strada una volta che abbiamo scelto di fare così. Zoi La mia grande aveva cinque anni all'epoca e doveva iniziare il Kindergarten che la classe dei cinque anni, quindi dopo imparano a leggere, a scrivere e imparano i numeri tutto. Quindi a quel punto io mi sono trovata un po di tensione un po stressata e ho detto ok, accetto e cedo. Sull'home schooling, però voglio essere guidata, voglio avere un appoggio o un supporto e qui negli Stati Uniti esistono un'infinità di curriculum diversi. Quindi tu puoi trovare tutti i tipi di curriculum che danno focus o si concentrano su particolari materie o inclinazioni del bambino. Preferenze della famiglia, quindi in questo siamo molto avvantaggiati. Ho scelto il curriculum che ritenevo più opportuno per le nostre esigenze, per le dinamiche della nostra famiglia, per quello che insomma mi è stato anche consigliato da chi fa. Uhm, schooling da tanti anni e quindi abbiamo questo programma da seguire dove ci sono delle lezioni settimanali. Adesso non so quanto tu voglia che io vada nei dettagli.

Carlotta Cerri: [00:09:07] Si raccontaci, raccontaci che ci interessa.

Carlotta Cerri: [00:09:09] A me interessa almeno.

Silvia D'Amico: [00:09:12] Un po dato questo curriculum, in particolare è dotato del manuale per l'insegnante, il work book, quindi l'esercizio per il bambino. E poi in dotazione c'erano una serie di libri e materiali, tra cui anche giochi educativi, come per esempio i regoli. So che in Italia dicono che siano superati e si suggerisce qualcos'altro. In questo curriculum erano inclusi. Oppure le lettere tattili che quindi il bambino può ricalcare mentre impara a scrivere e altre altri giochi. Altre attività di questo tipo, quindi, seguendo e credo che il curriculum sia 32 settimane, quindi delle 52 settimane dell'anno, 32 sono trascorse con l'insegnamento e ogni settimana è uguale. Nel senso che lunedì si presenta la lettera della settimana, quindi la lettera A per Apple. Mela ha creato una serie di problemi al fatto che io insegni in italiano ai miei figli. Quindi la app di mela non andava molto bene. Comunque sorvoliamo e quindi lunedì si presenta la nuova lettera e ci sono delle schede da fare. Il martedì ci si dedica alla scrittura, quindi al grafismo e altre anche a vari giochi e cose legate alla scrittura. Il mercoledì è il giorno della matematica e così via. Adesso non ricordo esattamente, ma la cosa stupenda è che seguendo questo curriculum il giorno scolastico dura 1 ora, 1 ora e mezza, quindi io inizio alle nove, faccio tutte le attività del libro massimo alle 10:30 abbiamo finito. Il che mi porta a pensare se mia figlia fosse stata al Kindergarten sarebbe stata dalle otto di mattina alle 14:00. E cosa fanno questi bambini per 6 ore a scuola? Quante sono 5 ore a scuola? Se lo stesso programma e lo stesso livello di sviluppo si può raggiungere a casa con 1 ora, 1 ora e mezza di studio? E poi i bambini hanno tempo di giocare.

Silvia D'Amico: [00:11:24] Andare a trovare i cugini, stare con i nonni, andare al museo e andare allo zoo. Non so in fattoria tutti i posti dove, dove ci possiamo recare e come famiglia possiamo vivere queste esperienze. Quindi è stato un po illuminante. Io dico a mia cognata che si è trovata esattamente nella stessa situazione. È anche lei con i suoi figli. Sta facendo un schooling che avrei voluto odiare Long Schooling, perché avrei voluto non trovarmi bene con questo metodo e poter dire no, tu devi andare a scuola, no, tu tornerei a scuola adesso. Io non sto dicendo che non manderò mai i miei figli a scuola, ma devo dire purtroppo che ci stiamo trovando abbastanza bene e quindi così ogni giorno ci sono anche attività sensoriali, tattiche, tattili, un sacco di idee da fare con la farina, con la sabbia, con le lenticchie e il riso, per cui diventa veramente un apprendimento giocando no? Quindi io diciamo che lo seguo alla lettera, questo, questo curriculum, questo programma. Cerco di spuntare tutte le caselle, mentre invece so che ci sono altre famiglie che fanno scouting, che sono molto più rilassate e che va bene. Saltiamo oggi saltiamo e andiamo lì. Anch'io lo faccio quando, quando penso che sia necessario, ad esempio durante le vacanze di Natale o anche a dicembre, abbiamo visitato vari villaggi natalizi. Abbiamo fatto veramente pochissime attività scolastiche. Però io nella mia mente organizzata, sistemata, ordinata come sono, mi piace spuntare le caselle e fare esattamente con me.

Carlotta Cerri: [00:13:13] Come mi viene detto.

Silvia D'Amico: [00:13:16] E questo diciamo che finora ha funzionato. Spesso mi chiedono Ma come fai a insegnare ai bambini? Perché la maestra alla maestra l'ascoltano alla mamma? No, no alla mamma con la mamma sì, si è più ribelli, con la mamma si ha più familiarità a dire no. Però dipende tutto come tu presenti l'attività e tu dici adesso andiamo a scuola e devi fare questo in questo momento, senza tener conto del fatto che tuo figlio in quel momento sta avendo una crisi di pianto. No, cioè, bisogna anche essere flessibili. Bisogna anche riconoscere lo stato emotivo e fisico del bambino. È un po prenderla a scherzare, non nel senso che non diamo peso all'insegnamento e all'apprendimento, ma coinvolgerli in maniera fantasiosa, in maniera spiritosa. Perché poi alla fine i bambini sono curiosi. Loro vogliono imparare, vogliono apprendere, vogliono scoprire cose nuove. Quindi ogni settimana la lettera della settimana di solito corrisponde o un animale. Quindi ad esempio abbiamo avuto la cd Kao, la cd much e ora siamo alla edi elefante. Bellissimo.

Carlotta Cerri: [00:14:28] Perché? Perché funziona in tutte le lingue?

Silvia D'Amico: [00:14:30] Esatto, è. Oppure ci sono ad esempio parti dell'albero? No, la foglia, oppure mi viene in mente e la vidi verdure. Questa è un'altra bellissima lettera bilingue. Una cosa che voglio precisare, perché sicuramente alcune delle persone che mi seguono che ascolteranno l'intervista lo sanno. Io ho una tata perché lavorando da casa e avendo deciso di fare un schooling avevo comunque bisogno di qualcuno che tenesse. Bambini per far sì che i bambini che zo in particolare non restasse indietro con l'inglese, dato che io ho deciso di insegnare in italiano, ci alterniamo una settimana, io una settimana alla tata, quindi lei fa la settimana seguendo il libro, seguendo il curriculum in inglese, tutto in inglese. Io faccio la mia settimana in italiano, quindi leggendo di libri in italiano, facendo ad esempio dei lavoretti o dei giochi in italiano per cui i bambini hanno tutte e due le lingue. Da questo punto di vista.

Carlotta Cerri: [00:15:32] Bellissimo questo, cioè tu sei super organizzata veramente. Io in confronto il mio tipo di fare om schooling. Se tu vedessi le nostre giornate delle nostre settimane, cioè è veramente anno Seculin. In confronto al tuo.

Silvia D'Amico: [00:15:46] E però danno esperienza diversa ai tuoi figli. Cioè non so se se potessi essere più strutturata girando il mondo, perché insomma le dinamiche o le le vostre giornate saranno sempre diverse? Sicuramente no.

Carlotta Cerri: [00:16:00] Sì, no, questo sicuramente adesso un po meno perché siamo in ferme in Nuova Zelanda per via della pandemia. Ma sì, in generale diciamo che le nostre giornate anche qui comunque sono abbastanza diverse l'una dall'altra, ma anche quando sono simili. Comunque io proprio non sono quel tipo di persona organizzata. Cioè io magari ascolto una conversazione dei miei figli al mattino, che magari erano qua ieri e dicevano qualcosa sui numeri degli strafalcioni, sui numeri.

Carlotta Cerri: [00:16:31] Cioè cos'è questo è più grande di quello, cioè 30, è più grande di 50. E cose così.

Carlotta Cerri: [00:16:37] Allora io mi faccio una piccola nota mentale. Poi gli dico e io vorrei giocare con voi. Vorrei farvi vedere una cosa, allora magari lavoro proprio su quelle cose. Però ecco, il mio è proprio un un input, anche e forse seguendo un pochino la filosofia Montessori, di seguire loro, anche se ho delle mie strutture mentali tra virgolette, so che magari oggi vorrei fare quello, poi magari invece sento qualcosa. La giornata cambia. Ecco, però sì. Effettivamente riconosco che avere un programma e seguirlo alla lettera, probabilmente anche per me, per come sono fatta io, sarebbe un aiuto, perché comunque a me piace marcare.

Carlotta Cerri: [00:17:13] Casella e quindi.

Carlotta Cerri: [00:17:16] Probabilmente sarebbe un aiuto. Però non non mi ci ritiro, non mi ci ritrovo. Ecco, non non sono mai riuscita a mantenere quel tipo di routine, nonostante ci avessi provato all'inizio a farmi uno schema per la settimana. Ma non è mai successo, quindi alla fine ho proprio dovuto cedere al fatto che io sono un tipo di persona diversa.

Silvia D'Amico: [00:17:33] Però lo scouting è bello anche per questo, perché ognuno è diverso. Ad esempio una mia amica qui negli Stati Uniti, che fa un schooling da forse 3 o 4 anni, i suoi figli sono più piccoli, più grandi, hanno forse 10:08 anni. Lei invece di acquistare un curriculum già pronto, bello e pronto, come dicevo, ce ne sono infiniti qui negli Stati Uniti lei crea il suo curriculum per i suoi figli personalizzato e quindi c'è un grande lavoro dietro. Sì, lei può seguire l'interesse dei bambini, ma deve pianificare le lezioni di sana pianta. Perché lei è così. Cioè le piace essere responsabile della ricetta? La parte della ricerca di di collegare le varie materie in maniera organica? Io non lo potrei fare mai uscirei pazza. Quindi è bello perché ho visto e ho conosciuto anche persone che adesso sono grandi, che sono state istruite in maniera completamente diversa. Chi è andato a scuola, chi ha fatto omm schooling, chi ha fatto anche schooling è proud. Insomma sono sono cresciute bene, nel senso che sono persone capaci, sono persone intelligenti. Questo per dire che ognuno è diverso, ognuno impara in modo diverso e anche noi genitori dovremmo essere un po più flessibili da questo punto di vista. Sì, quindi dico penso che i tuoi figli.

Carlotta Cerri: [00:18:56] Cresceranno alla grande.

Carlotta Cerri: [00:18:57] Guarda se no credo anch'io. Forse all'inizio c'erano. C'erano più dubbi tra virgolette o magari più sensi di colpa. Starò facendo sufficienza, non stanno facendo a sufficienza. E invece piano piano si sono proprio dissolti. Perché comunque vedo che alla fine, anche facendo quel poco che faccio io, comunque noto che loro sono comunque interessati, che hanno, proprio come dicevi tu all'inizio, quel quell'amore per il sapere, quella curiosità che è ancora molto viva. Mentre invece io mi ricordo spesso volentieri andavo quando insegnavo ai piccolini a Marbella. Io ricordo che spesso e volentieri questa curiosità, quando andavano a scuola dovevano stare lì, a volte dalle 08:00 alle 16:00, perché questa era la routine delle scuole inglesi del metodo internazionale a Marbella già dai tre anni. Io io vedevo che comunque questo era vero a me, cioè non volevano fare più niente a casa e non avevano, non volevano neanche andare a scuola. Quindi ecco, io questo comunque questo mi aveva fatto ragionare molto. E anche se anche tu? Mai detto, volevo che non mi piacesse lo scouting, invece mi piace e per me.

Carlotta Cerri: [00:20:03] Purtroppo lo dico purtroppo, perché anch'io avrei preferito non amarlo.

Carlotta Cerri: [00:20:08] E invece credo che sì, credo che potrebbe essere veramente una soluzione anche per il futuro. E poi prima pensavo a una cosa ovviamente io e te possiamo permetterci tra virgolette di fare com schooling perché lavoriamo da casa, ma mi chiedevo se tu fossi stata in Italia invece che in America. Secondo te pensando, conoscendo la situazione italiana, come l'avresti affrontata? Ti saresti buttata lo stesso nell'home schooling anche senza tutti questi aiuti che ci sono? Che ne pensi? Lo so che è difficilissimo rispondere a questa domanda, però.

Silvia D'Amico: [00:20:44] In primo luogo voglio rispondere a chi dice che in Italia è vietato fare un schooling. Non è vero. Assolutamente non è vero. In Italia si può fare un schooling. Conosco delle mamme, le ho conosciute su Instagram che lo fanno da anni e si può fare. Si deve soltanto presentare la documentazione giusta per dire i miei figli verranno istruiti a casa. Per dire non esistono curriculum che io sappia da acquistare. Quindi sarebbe difficile. Sarebbe stato difficile anche per me sapere che cosa s'impara in prima elementare, cosa si impara in seconda elementare, come come lo conosco meno, se, come si scopre non ne ho idea. Quindi non so, non so se so rispondere alla tua domanda. Probabilmente mi sarebbe piaciuto farlo perché proprio per lo stesso motivo per cui lo faccio qui, e cioè che avrei dato regolarità, avrei creato un'abitudine dei miei figli piuttosto che andare a scuola quando le scuole sono aperte, o restare a casa o stare veramente io. Un po di avversione per i dispositivi elettronici, quindi farli stare davanti al computer per 5 ore secondo me non è, non è adatto alla loro età e ama anche essere costretti a prestare attenzione a uno schermo. Non lo so, non non ho esperienza in questo ambito, ma così a pelle non mi piace l'idea, quindi mi piacerebbe pensare che sì, ci avrei provato. Avrei in qualche modo cercato di assecondare l'istruzione in maniera un po diversa.

Carlotta Cerri: [00:22:30] Sì, anche secondo me l'avresti fatto comunque. Ascolta una cosa che credo spaventi un pochino i genitori quando si parla di home schooling è proprio quello di cui parlavamo all'inizio. Io sono un genitore, non mi. I miei figli non mi ascoltano come ascoltano l'insegnante. Io personalmente credo che questo sia un po un mito e credo che dipenda moltissimo da come dicevi tu, dal tipo di relazione che c'è in casa, ma anche dal tipo di approccio che si ha. Se io vedo ad esempio, se io cerco di fare un'attività di matematica in un momento in cui mio figlio è concentratissimo a fare una costruzione dei Lego, sto sbagliando, io no. E normale che lui non voglia. Quindi io mi chiedo tu ce l'hai già raccontato un pochino, ma non so se ti va di cercare, di farci capire un po come tu gestisci sia la tua pazienza sia la loro autonomia proprio in termini reali. Quanto lavori con loro e quanto invece fanno da soli?

Silvia D'Amico: [00:23:32] Sì, allora vorrei fare una premessa. Vorrei dire che io non sono mai stata una persona paziente, non sono mai stata una persona lenta all'agire. Sono sempre stata molto impulsiva e quando sono diventata mamma questa impulsività e questa impazienza mi hanno messo i bastoni fra le ruote. Perché non puoi essere mamma con queste caratteristiche? Ero così disperata e frustrata da questo tipo di relazione e da quello che sentivo dentro che mi sono andata a studiare, a scoprire questo famoso e benedetto Respect for Painting, che è una filosofia educativa e fondata da Magda Gerber. Molte delle delle nozioni dei principi sono simili alla filosofia Montessori o ad altri approcci molto più dolci. Ma io sono partita come mamma con l'idea i miei figli saranno dei soldati, dovranno fare quello che dico io quando lo dico io e senza se e senza ma. Quindi questa è la premessa. Cioè io ero destinata al fallimento perché non puoi sviluppare una relazione coi tuoi figli in questo modo basata su Turrini negativo.

Carlotta Cerri: [00:24:47] Cioè se sai i miei pianti e non.

Silvia D'Amico: [00:24:51] Si può quindi. E questo fatto che io abbia deciso di fare un schooling e lo stia facendo con successo è. Sicuramente dovuto al fatto che ho rigettato un'educazione tradizionale basata sulla superiorità del genitore basata sul FAI, come dico io, basata sul tipo unico perché non ubbidisce. Quindi questa è una premessa fondamentale, importante. Una volta che io ho iniziato a lavorare su me stessi, a capire come poter crescere i bambini senza questi obblighi, senza queste costrizioni mi è venuto un po più facile, anche se a volte ancora oggi faccio fatica a relazionarmi con loro e guidarli all'apprendimento. Perché se io vedo che scalcia Noè, che sono, si rotolano a terra quando devono fare la paginetta di letterine. Ok, il mio istinto era ed è al 50 delle volte quello di urlare e comandare, di venirsi a sedere sulla sedia. Ma avendo studiato e avendo imparato che il bambino impara solo in un contesto emotivo positivo, che il suo comportamento è frutto di una serie di stati d'animo, disagi, tensioni, stress che non sanno esprimere. Devo interpretare quel comportamento e cercare di creare quella connessione di cui loro hanno bisogno per entrare di nuovo nella zona apprendimento. Quindi la mia pazienza si è dovuta allenare un po come un muscolo, come quando vai in palestra e prima fai due kg, il peso di due chili, poi man mano vai, vai crescendo.

Silvia D'Amico: [00:26:34] Ed è stato molto difficile, molto difficile. Adesso io ho imparato a osservarli, ad ascoltarli in maniera più trasparente e quindi non mi pongo tra virgolette, ma creiamo insieme queste routine, queste abitudini per cui loro sanno che adesso si fa questo quando, ad esempio, capita tantissime volte che no, non lo voglio fare. Ok, allora ci sediamo insieme. Cerchiamo di capire perché ti senti così. Forse hai fame, forse sette. Forse sei stanco. Forse preferisci scegliere un'altra attività da fare prima piuttosto che fare la paginetta? Vuoi fare venti flessioni? Che ne so venti salti così c'è bisogno e non è viziare perché c'è anche questo. Questa credenza che ho sta iniziando tuo figlio? No, stai aiutando tuo figlio a capire se stesso. E in questo modo quando lo crescerà? Esatto. Quando lui crescerà, sarà, saprà riconoscere quello che sente dentro, quello che prova e penserà. Ah, forse ho fame, forse sete. Forse ho bisogno di andarmi a fare una corsa. Forse sono stanco, forse ho lavorato troppo, sono troppo stressato, quindi non so se questo risponda alla tua domanda. Però io è questo quello che sto cercando di fare. Perché imporre un'altra cosa bellissima che ho scoperto e adattato da una mamma di Instagram e che quando loro facevano la paginetta di letterine no? La lettera è ad esempio mio figlio Luca, che ha quattro anni e sta facendo lo stesso curriculum di Zoia ne ha cinque perché non volevo fare due curriculum separati, perché fanno tutti insieme, perché ha già abbastanza.

Silvia D'Amico: [00:28:23] Non so, è abbastanza avanti. Lui è un perfezionista, lui se la è, non gli viene precisa come se fosse stampata. Inizia a piangere, urlare, si butta a terra e non vuole fare più niente. Mentre invece l'altra Zoi è lei è un artista, quindi per lei la precisione e soggettiva, lei le lettere, così come come le vengono. Quindi, per incoraggiare queste benedette paginette di scrittura che sono importanti se vuoi imparare a scrivere, mi sono impegnata che ogni riga che loro finivano gli disegnava una faccina, una faccina che ride e una faccina sorpresa, una faccina con gli occhi a stella dei cuori, così che loro avessero anche l'entusiasmo di finire quella Riganò e queste queste piccolezze, quindi seguire il bambino che è comunque entusiasta. Il bambino vuole fare bene, il bambino vuole stare bene. Queste piccolezze, che magari sono difficili da pensare e da applicare, al momento possono fare la differenza. Perché se io sto lì a gridare col cucchiaio di legno scrivi tutte le letterine correttamente. Non avrò lo stesso risultato se io sono lì coi pennarelli colorati, che disegno delle faccine?

Carlotta Cerri: [00:29:45] Esatto, quindi tu alla fine stai comunque lì vicino a loro, mentre loro fanno la maggior.

Silvia D'Amico: [00:29:50] Parte delle attività. Quell'ora, ore e mezza che noi dedichiamo alla scuola, di solito tra le nove e le 10:30 del mattino. Io la terza figlia a letto che fa già il primo riposino della mattina e sono lì con loro. Quindi leggiamo la lezione del giorno, il libro del giorno. Parliamo della lettera del giorno. Poi quando loro fanno le schede, se io vedo che sono tranquilli, vado a fare un caffè, ma sono in cucina accanto, non me ne vado al computer. Se poi hanno bisogno di qualsiasi cosa, io sono lì presente e nel giro di 1 ora e mezza abbiamo finito.

Carlotta Cerri: [00:30:28] Certo, guarda, mi fa sorridere. Perché la risposta a questa domanda, non volendo, è veramente una piccola anteprima di tutto il mio corso.

Carlotta Cerri: [00:30:39] Con Schooling.

Carlotta Cerri: [00:30:40] Perché credo che abbiamo un approccio molto simile, nonostante utilizziamo dei delle strutture e dei curriculum veramente diversi. Quindi questo questo mi fa molto piacere. Ma ascolta a proposito di autonomia, perché comunque, appunto, tu hai detto che stai lì vicino a loro in questa ora e mezza in cui lavorate e fate, appunto, attività più didattiche. Ma io so e vedo che i tuoi figli comunque sono molto autonomi anche nel gioco. Lo vedo dalle tue storie perché ti seguo su Instagram e mi piacerebbe parlare un po di gioco autonomo. Io ora sto guardando il tempo di questo episodio e sto pensando che per il gioco autonomo probabilmente dovremmo fare un episodio a parte, perché io e te avremo da parlare per ore. Uno Perché io non so se tu lo sai, ma ho scritto un manuale per la collezione Gioca Impara con il metodo Montessori, che si chiama giocare da soli e parla proprio di quello. E tu perché fai? Ogni anno mi sembra di capire dei webinar proprio sul gioco autonomo.

Carlotta Cerri: [00:31:45] Quindi io e te di questo potremmo fare un episodio extra.

Carlotta Cerri: [00:31:48] Chissà che non esca, ma mi piacerebbe, visto che non abbiamo tantissimo tempo. Mi piacerebbe che magari ci dicessi in questo episodio i tuoi consigli top, cioè magari tre tre consigli top per favorire il gioco autonomo in casa.

Silvia D'Amico: [00:32:05] Ok? Tre consigli top. Io di solito nel webinar di cui parli racconto di come strutturare il gioco autonomo con due prerequisiti e sei elementi essenziali. Ma se dobbiamo riassumere io direi che una delle cose principali è fare guidare il bambino, cioè il gioco deve essere diretto dal bambino. Il bambino è il protagonista, ma è anche il come si dice. Il regista è il produttore, è lui e il gioco per il bambino non è che dev'essere per l'adulto. Quindi facciamo guidare il bambino e se noi lo lo invitiamo. Quindi uno il bambino deve essere lui a guidare. Due Il genitore deve imitare il bambino in questo modo lui si sente validato e non certo in un certo senso. Si sente più sicuro di quello che sta facendo. E numero tre? Non critichiamo, non lo critichiamo, perché se noi andiamo a criticare il suo gioco, lui pensa a non so giocare da solo e allora ho sempre bisogno di qualcuno accanto a me. Ho sempre bisogno di qualcuno che mi mostri come fare. E lì si si, come si dice herpes sì. La finalità del.

Carlotta Cerri: [00:33:18] Tu sei l'interprete.

Carlotta Cerri: [00:33:19] Non chiedere a me queste cose perché io ti capisco, ma non ti interpreto. No, non ti.

Silvia D'Amico: [00:33:23] Credi. E l'obiettivo non viene raggiunto perché sei? Il bambino si convince di aver bisogno dell'adulto accanto è finita, non è più gioco autonomo, è il gioco insieme che è anche importante, ma non è quello che vogliamo raggiungere in quel particolare momento.

Carlotta Cerri: [00:33:38] Esatto, sì, non criticare, magari proprio. Anche il fatto di non interrompere se vediamo 1 minuto di concentrazione. Magari, appunto, anche se mette un pezzo di un puzzle nel posto sbagliato. Non andiamo lì e lo.

Silvia D'Amico: [00:33:52] Cambiamo nel punto.

Carlotta Cerri: [00:33:53] Esatto.

Carlotta Cerri: [00:33:54] Chi se ne frega prima o poi magari lo capirà. E questo.

Carlotta Cerri: [00:33:56] Tra l'altro, è una delle cose che io nel lontano 2016.

Carlotta Cerri: [00:34:00] Quando ho cominciato a fare.

Carlotta Cerri: [00:34:02] A scrivere i miei primi corsi, è una delle prime cose che ho notato che io interrompeva Oliver in continuazione ma in continuazione. Cioè non c'era un secondo della sua giornata in cui io non stessi facendo la radiocronaca di quello.

Carlotta Cerri: [00:34:16] Che lui stesso stava facendo.

Carlotta Cerri: [00:34:18] E quindi ho dovuto veramente cambiare questo comportamento e credo che sia stato proprio uno delle dei fattori che ha favorito anche il successo della loro, della concentrazione dei miei figli, il fatto che non li interrompo e non li critico.

Silvia D'Amico: [00:34:31] Io nel mio webinar faccio questo esempio immagina che tu stai preparando un minestrone? E se lì a tagliare verdure e io vengo dietro la tua spalla e dico ano, ma la patata così la tagli? Ma no, aspetta, no, la cipolla è troppo grande. Ma perché ci metti broccoli? Il minestrone? Se io comincio a fare così, tu che fai ti giri e allora fatelo tutto minestrone. Io non lo voglio fare.

Carlotta Cerri: [00:34:54] Hai descritto mio marito in cucina quando io cucino. Perché io sono annegata, cucinare e io ho buona.

Silvia D'Amico: [00:35:02] Cucina, lui no quindi. Quindi il risultato qual è? È che tu dici allora cucino tu, io non ci sto.

Carlotta Cerri: [00:35:08] Esatto.

Silvia D'Amico: [00:35:09] Proprio così di quei bambini è uguale. Se noi stiamo lì a criticare, ad aggiustare, a commentare tutto il tempo, il bambino dice basta, allora non lo faccio. Allora vengo, mi aggrappa alla tua gamba e piagnucola tutto il tempo perché non ho niente da fare.

Carlotta Cerri: [00:35:25] Esatto, sì, questo questo veramente potrebbe. Mi stanno venendo in mente. La mia mente sta esplodendo di cose che.

Carlotta Cerri: [00:35:31] Vorrei dire, ma lo rimandiamo al prossimo episodio. Lo faremo questo episodio. Dai. Però senti, ascolta. Per concludere io so che tu a brevissimo lancerà mai un tuo corso online sulla genitorialità e mi piacerebbe che ce ne parlassi.

Silvia D'Amico: [00:35:48] Sì, io lo sto facendo, è vero. Così il corso apre le iscrizioni lunedì, lunedì 8 febbraio. Per una settimana sarà possibile acquistarlo. È il motivo per cui ho deciso di fare questo corso. È questo che io ero una mamma, come ho descritto durante questa intervista. No, ero rigida, ero, mi sentivo imprigionata. Non vedevo l'ora che i bambini andassero a scuola. Cioè mi sentivo insoddisfatta, infelice. Mi svegliavo la mattina e dicevo devo stare tutto il giorno coi bambini. Aiuto, aiuto. E oggi sono, non dico all'opposto, ma quasi no. Mi sveglio e sono tranquilla del fatto che la mia giornata sarà per lo più trascorsa con i bambini e allora sono andata lì a riflettere e a documentare questa trasformazione dal punto A al punto B in cui mi trovo, perché penso che ci siano molte mamme che che si trovano nella stessa situazione o che vogliono adottare un tipo di educazione diversa, ma non si fanno allontanare da quella tradizionale che invece è fondata su minacce, punizioni, urla, eccetera. Oppure mamme che veramente si sentono incapaci e hanno bisogno di una mano, perché io penso che possiamo migliorarci anche con l'aiuto di altri e che è la stessa cosa quando vuoi diventare interprete cosa fai? Vai a studiare da chi è già interprete? No, c'è per gli altri mestieri, si fa per le altre professioni. È normale, perché per la professione del mestiere più importante del mondo, che è quello di crescere esseri umani, invece pensiamo che deve essere fatto tutto da soli. Quindi io nel mio piccolo ho voluto documentare questo percorso. Sono dodici lezioni. Io chiamato i dodici superpoteri delle mamme. Giusto perché il mio podcast è Mamma Superior, il mio profilo mamma super io. Quindi quest'idea che ogni mamma è un supereroe deve soltanto imparare a conoscere quei superpoteri che.

Carlotta Cerri: [00:37:48] Ha già una bellissima. E poi guarda io adesso ascoltandoli, ovviamente stavo pensando. Certamente i nostri due corsi, il tuo, i dodici superpoteri delle mamme e il mio Educare a lungo termine effettivamente probabilmente sono molto simili e quindi magari a casa stanno pensando. Ma perché le fa pubblicità o perché parla del suo corso? Se è competizione no? Ma sai che non è una questione di generosità, anche se io mi ritengo una persona generosa, ma non è questione di generosità. Io ho fatto nella mia carriera di mamma un infinità, una miriade di corsi online e in ognuno io ho trovato degli spunti che mi hanno resa la madre, che sono oggi, quindi è per questo che io cerco sempre di tra virgolette, promuovere il lavoro delle persone che stimo, anche se è simile al mio, anzi, soprattutto se è simile al mio, perché alla fine, se remiamo tutti insieme nella stessa direzione, io credo che qualcosa lo cambiamo. Se ci fossi solo io con i miei due corsi Cini Online, probabilmente cambierei 150 persone. Invece così magari ne cambiamo 150.000 persone se siamo in tre o in quattro, meglio se è quindi. Quindi credo che veramente valga la pena e non vedersi come una competizione tra virgolette, ma vedersi come un una squadra.

Silvia D'Amico: [00:39:14] E questo lo apprezzo molto. Non è facile pensare come pensi tu e non è un pensiero molto diffuso. Io la penso come te, sono assolutamente d'accordo e anche io ho fatto vari corsi per genitori vari, corsi per insomma per migliorarmi come persona di crescita personale e sviluppo personale. È sempre se tu hai la mente aperta e se disposto a migliorare, a metterti in gioco e a migliorarsi, può imparare da chiunque. Veramente può imparare anche dai tuoi, dai tuoi stessi figli. No, se ci sono loro i più grandi maestri poi. Incredibile, incredibile.

Carlotta Cerri: [00:39:50] Sì, assolutamente. Infatti guarda, sono veramente contenta di questo tuo nuovo corso online. Ripetiamo che le iscrizioni aprono lotti. Di febbraio. Che cos'è lunedì?

Silvia D'Amico: [00:40:00] Lunedì? Eh sì. Fino al 15 febbraio, quindi dall'8 al 15, il corso è acquistabile. Dopodiché il gruppo di partecipanti inizierà questo percorso di sei settimane insieme. E poi in futuro sicuramente lo lancerò ancora. Però adesso non voglio concentrare su questo gruppo e dare a loro tutte le mie attenzioni.

Carlotta Cerri: [00:40:18] Bello, bello, molto bello anche il tipo di formato e niente. Io ti auguro.

Carlotta Cerri: [00:40:25] Un in bocca al lupo, ti faccio un grandissimo in bocca al lupo.

Carlotta Cerri: [00:40:28] Perché so che cosa significa lanciare.

Carlotta Cerri: [00:40:30] Un corso on line. Quindi l'emozione mista a terrore? Sì, avete letto bene le notti insonni. Lavoro che non finisce mai, i dettagli che non ti sembrano mai perfetti. Però guarda, sono sicura che.

Carlotta Cerri: [00:40:44] Sarà veramente molto bello ed è grazie a te per avermi dedicato quest'anno un po di più di mezz'ora ti avevo detto mezz'ora, ma per.

Carlotta Cerri: [00:40:54] Più di mezz'ora è.

Silvia D'Amico: [00:40:55] Un piacere bellissimo.

Carlotta Cerri: [00:40:57] È veramente. Rimaniamo come in predicato per questo, per questo podcast, episodi del podcast sul gioco autonomo, perché secondo me sarebbe interessante per tutti.

Silvia D'Amico: [00:41:06] Io sono disponibile quando vuoi va bene.

Carlotta Cerri: [00:41:08] Io tra l'altro credo ne ho già uno registrato sul gioco autonomo. Non so esattamente quando uscirà, perché sai che io non ho proprio scalette. Io faccio un po le cose così.

Carlotta Cerri: [00:41:17] Ma? Ma sì, mi piacerebbe anche veramente affrontare il discorso con te.

Carlotta Cerri: [00:41:22] E con questo ti saluto. Silvia, sei stata gentilissima come sempre piacevolissima e ti ringrazio.

Silvia D'Amico: [00:41:28] Grazie Carlotta, anche tu le nostre conversazioni potrebbero andare avanti per ore. Penso che l'episodio che ho registrato con te sia il più lungo che io abbia mai registrato, con tutti i miei occhi, i miei ospiti. Perché abbiamo questa affinità? Potremmo parlare veramente a ruota libera?

Carlotta Cerri: [00:41:46] Esatto, quindi perdonatemi. Lo so che non è proprio un episodio corto come di quelli.

Carlotta Cerri: [00:41:52] Che piacciono a me, però spero che che vi piaccia, spero che vi abbia dato dei consigli utili anche grazie a Silvia alla prossima.

Silvia D'Amico: [00:42:00] Ciao alla prossima.

Carlotta Cerri: [00:42:02] Ciao.

Carlotta Cerri: [00:42:03] Prima che Silvia ci lasciasse. Non le ho neanche chiesto di raccontarci dove potete trovarla. Si vede che non sono abituata con le interviste, sono un disastro, ma allora ve lo racconto io. La potete trovare anche su www.mammasuperhero.com. e su Instagram come @mammasuperhero. E sul suo podcast indovinate?

Carlotta Cerri: [00:42:25] Mammasuperhero è molto facile.

Carlotta Cerri: [00:42:28] Quindi cercate la, seguite la e se vi interessa il suo corso vi ricordo che le iscrizioni sono dall'8 di febbraio al 15 di febbraio e siamo nel 2021. Se ascoltate questo episodio tra qualche anno non lo so che cosa si starà facendo allora e basta, quindi vi ricordo che potete trovare me invece sul mio sito www.latela.com, appunto. Ma anche su Instagram e Facebook come @lateladicarlottablog e quindi non mi rimane che dirvi buona giornata, buona serata o buonanotte a seconda di dove siete nel mondo. Ciao ciao

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