La Tela di Carlotta

La storia dell'anziano e l'orologio (ovvero "correggi senza umiliare")

ago 20, 2021

Questa è una storia che lessi in spagnolo tanto tempo fa e che mi colpì. Non ne conosco la fonte, ma l'ho tradotta in modo che anche voi possiate leggerla. Se preferite ascoltarla, la trovate nell'episodio 59 del mio podcast Educare con Calma.


«Un giovane incontra un anziano che ricorda con emozione: è un suo vecchio insegnante. Dopo averlo salutato affettuosamente, gli dice:

- Si ricorda di me?

L’anziano risponde di no. Allora il giovane gli dice che era suo allievo molti anni fa. L’anziano professore gli chiede:

-  Che cosa fai oggi?

- Sono insegnante, risponde con soddisfazione.

- Ah, bene, come me da tanti anni.

- Sì, sono diventato un insegnante proprio perché lei mi ha ispirato.

L’anziano gli chiede quando lo ha ispirato a diventare un insegnante. E lo studente racconta questa storia.

- Un giorno, un mio amico, anche lui studente, è arrivato con un bellissimo orologio nuovo. Io ho deciso che lo volevo e gliel'ho rubato. L'ho tirato fuori dalla sua tasca e l'ho messo nella mia. Poco dopo il mio amico ha scoperto che gli era stato rubato e si è lamentato con lei, caro maestro. Quindi lei si è rivolto alla classe:

- Qualcuno ha rubato l'orologio di un compagno. Chiunque fosse, che lo restituisca o che lo dia a me così io posso restituirlo.

Non lo restituii perché non volevo. Mi vergognavo terribilmente di mostrarmi un ladro di fronte a lei, al mio amico e ai compagni. Ci guardammo tutti perplessi. Nessuno disse niente.

Poi lei chiuse la porta e disse a tutti noi di alzarci in piedi, che sarebbe passato da ognuno a cercare l'orologio nelle tasche, negli zaini, sulle scrivanie finché non avesse trovato l'orologio.

Ma ci disse anche di chiudere gli occhi, che avrebbe fatto la ricerca solo se tutti avevamo gli occhi chiusi.

Chiudemmo tutti gli occhi e lei passò di tasca in tasca, cercando l'orologio. Quando arrivò a me, trovò l'orologio e lo prese. Nonostante questo, continuò a guardare in tutte le tasche degli altri e quando finì disse:

- Aprite gli occhi. Abbiamo l'orologio. L'ho già restituito al suo proprietario.

Non mi disse niente. Non menzionò mai l'episodio. Non disse mai chi aveva rubato l'orologio. Quel giorno salvò la mia dignità per sempre. Mi evitò la vergogna che mi avrebbe provocato l’essere accusare di rubare davanti a tutti e, soprattutto, davanti al mio amico.

Quello fu il giorno in cui provai più vergogna in assoluto nella mia vita. Ma fu anche il giorno in cui la mia vita cambiò per sempre. Avrebbero potuto etichettarmi tutti come ladro o persona cattiva e magari allora lo sarei diventato, perché le parole degli altri creano immagini di noi nella nostra mente.

E invece lei mi diede una lezione morale e una seconda opportunità. E io ricevetti il messaggio forte e chiaro. E capì che questo è quello che dovrebbe fare un vero maestro. Ricorda questo episodio, maestro?”.

L’anziano risponde:

- Ricordo la situazione, l'orologio rubato, la ricerca, il ritrovamento, di averlo restituito... Ma non mi ricordavo di te. Sai perché? Perché anch'io avevo gli occhi chiusi mentre cercavo».

🌸 Insegnare è l'arte di aiutare gli altri a essere migliori. È l'arte di diventare un esempio non tanto per ciò che si dice quanto per ciò che si fa e si è.

Questa è l’essenza dell’insegnamento. Se per correggere devi umiliare, è perché non sai insegnare.

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