mar 4, 2020

Allattare è una responsabilità, ma anche una scelta (4 anni dopo)

Pensieri a ragnatela sull'allattamento di una mamma un po' meno ignorante

Circa 4 anni fa scrissi un post sull'allattamento di cui, nel tempo, mi sono vergognata a lungo. Per un certo periodo l'ho perfino tolto dal blog. Ma non me ne vergogno più, perché ho imparato a offrire empatia a tutte le versione di me — anche quelle più ignoranti — e che, a volte, per arrivare a un equilibrio, bisogna passare per l'estremo.

Questi sono pensieri a ragnatela 4 anni dopo aver scritto quel post. E ti invito anche ad ascoltare il mio episodio del podcast sull'allattamento che trovi nei contenuti consigliati.

4 anni dopo…

4 anni fa scrissi che allattare è una responsabilità, non una scelta. Oggi direi che è anche una scelta.

Quando si è mamme da poco, credo si abbiano pareri molto forti, perché ci si deve difendere (e difendere le proprie opinioni) da tutti. Siamo vittime di una società che è sempre disposta a puntare il dito.

Quando si è mamma da tanto (e averne allattati e smesso di allattare due per me è tanto) si è più sicuri di sé. Io in questo tempo ho capito che — e vado in stile ragnatela di pensieri perché non saprei come dare forma logica a tutto:

  • La mia opinione rimane la stessa in generale: “Allattare è una responsabilità”, perché i figli li mettiamo al mondo noi e sta a noi dare loro il migliore inizio in questo mondo (e gli studi dimostrano che il latte materno è il miglior inizio per il loro corpo, per il loro cervello, per i loro legami).
  • MA se allattare ne va della propria serenità e salute mentale (perché non si voleva, perché ogni poppata è un incubo, perché l’idea dà ribrezzo…), allora è meglio non allattare, senza sensi di colpa né rimorsi.

La prima responsabilità di ogni madre è verso se stessa, la propria stabilità emotiva e la propria salute mentale.

Mi ci è voluto un lungo percorso dentro di me, nella giungla della maternità e un viaggio di 3 anni nel tunnel della privazione del sonno, ma oggi so che ci sono tante esperienze e bagagli emotivi diversi e spero che ogni madre che non vuole allattare abbia la forza di ammetterlo (anche con la paura di essere giudicata) e trovi sul suo cammino un’ostetrica o una doula che sappia accoglierla e indirizzarla verso la propria serenità. Senza sensi di colpa.

Perché i bimbi hanno indubbiamente tanti benefici dal latte materno, ma ne hanno ancora di più da mamme (e genitori) equilibrati.

In questi anni di maternità ho conosciuto tante esperienze diverse.

Stimo molto quelle mamme che nonostante avversità sovrumane (davvero sovrumane, che avrebbero fatto desistere me in un battibaleno) riescono ad allattare perché lo vogliono con tutte se stesse e non possono immaginare di non allattare il proprio bambino.

Stimo molto anche quelle mamme che ammettono che forse non avrebbero dovuto nemmeno provarci e che sanno già che in una seconda gravidanza non allatteranno.

L'approccio all'allattamento in Spagna

Non vivo in Italia da oltre 10 anni, ma oggi so che in Spagna le ostetriche hanno sempre più questa mentalità: informano sull’importanza del latte materno e aiutano il più possibile per favorire l’allattamento, ma lavorano sempre con la madre (e il bagaglio emotivo) che si trovano davanti.

La stessa ostetrica che al corso pre-parto della mia seconda gravidanza ci parlò dell’importanza e dei benefici del latte materno, che ci disse che ogni mamma può allattare se lo vuole e lo desidera, che ci rassicurò che anche quando sembra non funzioni, lo si può ottenere con il giusto aiuto…

… quella stessa ostetrica disse a una mamma mia amica che esternò la sua esitazione (e senso di rifiuto) verso l’allattamento: 

“Se quando avrai tuo figlio tra le braccia, appoggiato sul petto per la prima volta, proverai ancora questa sensazione, non avere timore di ammetterlo a te stessa e agli altri come hai fatto ora. Se non vuoi allattare, il tuo corpo lo sente e te lo rende intollerabile. Ascolta la tua mente e il tuo corpo. Ciò di cui tuo figlio ha bisogno più di tutto è una mamma che si ama”.

Le disse anche che non si preoccupi perché esiste il latte artificiale ed è un’opzione più valida di soffrire ad ogni poppata. Che non lasci che il pensiero dell’allattamento non le permetta di vivere con gioia la gravidanza e i primi momenti (mesi) con suo figlio.

Queste parole me le porto dietro da allora e le regalo oggi a te.

Tutto questo lo scrivo per farti capire cosa intendo quando dico che sono evoluta e oggi quell'articolo di 4 anni fa lo scriverei in maniera molto diversa. Ma non rinnego il passato e mi piace prendermi la responsabilità delle mie parole, con i miei figli come con i miei lettori: quindi quell'articolo rimane lì, sul blog. Perché questo è l’esempio che voglio essere per i miei figli.

Serena

Volevo raccontarvi la mia esperienza con delle riflessioni che ho fatto a posteriori, riflettendo a lungo su vari aspetti.. Mio figlio oggi ha 3 anni ma il mio allattamento è stato disastroso.. Nei suoi primi giorni di vita non abbiamo potuto stare insieme perchè aveva un piccolo problemino da risolvere.. quindi non l'ho avuto con me, non l'ho attaccato subito e per tutta la degenza non siamo mai stati insieme ed ero io che dovevo raggiungerlo in un altro edificio.. nonostante tutto sembrava che l'allattamento fosse avviato.. Aggiungo che in quei giorni ho avuto a che fare con un sacco di operatrici e con altrettanti consigli :cercavo di ascoltare e assimilare tutto ma a volte erano anche contrastanti quindi avevo pure una grande confusione in testa, la stanchezza, mi sentivo persa.. Al rientro a casa non sapevo da che parte iniziare, all'idea che mio marito tornasse al lavoro scoppiavo a piangere, nessuno poteva venire a casa mia per un aiuto quindi andavo io dai miei, ma è una realtà particolare perché casa coincide con lavoro, quindi nel minimo cercavo anche di rendermi utile.. Anche perché fare qualcosa mi ridonava un po' il senso di normalitá.. la stanchezza che avevo era indicibile.. penso fosse anche emotiva oltre che fisica.. penso di aver avuto una qualche forma di depressione post parto perchè vedevo tutto nero e niente mi tirava su.. prima del mese mio figlio la sera aveva cominciato a piangere in modo davvero disperato.. dalle 8 di sera a mezzanotte, una.. Non ne capivamo assolutamente il motivo.. Mia madre già mi aveva consigliato di attaccarlo ogni 4 ore per dargli degli orari.. Finché all'appuntamento col pediatra scopro che il bimbo non sta mangiando abbastanza e mi consiglia l'aggiunta.. per me è un fulmine a ciel sereno! Non me lo sarei mai aspettata, non avevo esperienza e non ho mai chiesto grande aiuto all'ostetrica che ci seguiva perchè avevo la sensazione di essere giudicata.. Ho cercato dei modi per aiutare il mio latte ma mia mamma continuava a ripetermi che lei non ne aveva mai avuto per tutti e 3 i suoi figli e che è così e che sarebbe stato meglio che mi mettessi il cuore in pace.. Oltretutto attaccarlo mi provocava un dolore lancinante ai capezzoli.. senza considerare che allattare di fronte a qualcuno mi faceva sentire tremendamente a disagio... A oggi vedo mamme che allattano in qualsiasi situazione con la calma e il sorriso e io, che sono tremendamente ansiosa e pudica, mi rendo conto che non ce l'avrei mai fatta ad essere così rilassata.. È stata per me un'esperienza così brutta e faticosa che al sol pensiero di una seconda rabbrividisco.. ma penso di aver individuato gli sbagli che ho fatto: non chiedere aiuto a un esperto/a dell'allattamento, non essermi presa del tempo per me a casa mia per essere più riposata (è che non volevo proprio stare da sola, avevo grande bisogno di aiuto e compagnia), non averlo attaccato più spesso e non essere riuscita a superare i miei pudori in pubblico..

Carlotta

Grazie infinite per aver raccontato la tua storia e condiviso questa tua intimità con noi. Sono sicura che il tuo racconto aiuterà tante altre mamme. 💜

LUISA

Ciao Carlotta, leggo questo articolo quando ormai la mia bimba ha quasi 7 mesi. Io sono una di quelle mamme che ha incontrato difficoltà sovrumane per avere sufficiente latte. Ho provato di tutto e ci ho messo tutta me stessa per farcela e alla fine sono riuscita ad allattare esclusivamente al seno (senza aggiunta) a partire dal terzo mese. Tutt’ora allatto con gioia e sono felicissima di non aver gettato la spugna. Condivido la mia esperienza per validare quanto vi aveva detto quella ostetrica: anche quando sembra non funzionare è vero che lo si può ottenere con il giusto aiuto!! Vorrei che in Italia esistesse in tutti gli ospedali la figura della consulente per l’allattamento (ne esistono di private e certificate), perché può davvero fare la differenza, dal momento che non tutto il personale sanitario è adeguatamente formato.

Carlotta

Che bel commento, grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza! 💜

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