La bussola della pace

Spero che sempre più genitori ed educatori scelgano di offrirla ai bambini

Il principio montessoriano di educare alla pace, la base su cui Maria Montessori ha costruito la sua opera, è forse il valore che più abbiamo fatto nostro nell'educazione dei bambini. Si riflette in ogni azione e conversazione del nostro quotidiano: dal raccogliere un pacchetto di patatine abbandonato per terra e portarlo nella spazzatura, all’accettare di non comprare i palloncini per la festa di compleanno, al parlare con i nostri figli delle verità scomode del mondo — guerre, razzismo, fame, omofobia…

Maria Montessori insisteva tanto sulla pace, perché lei visse tra le due guerre mondiali: per noi che abbiamo la fortuna di non avere vicino a casa la guerra vera e propria (ci sono altri tipi di guerre, fatte di parole, ma non per questo meno violente), mi sembra quasi che la pace sia sopravvalutata. Credo invece che dovrebbe essere un valore e un principio che guida ogni nostro passo, perché quando siamo a un bivio o dobbiamo prendere una decisione (anche solo scrivere un commento su Instagram), se il nostro obiettivo è quello di promuovere la pace, anche le nostre parole, azioni e reazioni automaticamente cambiano.

Non a caso ho scelto di chiamare uno dei miei corsi online “Educare a lungo termine”, perché a volte mi sembra che ci dimentichiamo che non stiamo crescendo bambini, stiamo crescendo adulti: chissà, magari se doniamo loro “la bussola della pace” attraverso il nostro esempio (trattandoli come individui completi, offrendo loro un’educazione più consapevole, fatta di più beneficio del dubbio, rispetto e fiducia e meno “è così perché lo dico io”) abbiamo davvero una possibilità di cambiare qualcosa nel mondo.

Io scelgo di crederci e spero che sempre più genitori ed educatori decidano di donare ai bambini la bussola della pace. Perché i bambini, se ne hanno possibilità, sceglieranno di usarla.

Nadia

Cara Carlotta, stamattina ascoltando il giornale alla radio (e ammetto anche leggendo il tuo post) mi sono scese le lacrime… non so, un pianto breve ma intenso, liberatorio e angosciante allo stesso tempo. E mi sono resa conto che, proprio come fanno i bambini, il mio pianto era l’unico mezzo che oggi avevo per esprimere le mie emozioni e le parole che ancora non ho. Sí, perché mi sento una piccola bambina di fronte a tutto questo, a questi adulti che pare non vogliano rispettare tutti noi bambini del mondo. Ma quanto migliore sarebbe il mondo se tutti questi “bambini” fossero educati al rispetto e alla pace? E ho capito quanto sia stato importante decidere di evolvere e di educare me stessa prima di tutto e ho ripensato a te e a quei semini che hai piantato nella mia mente e nel mio cuore…. Quindi GRAZIE.
E che la rivoluzione delle menti inizi grazie a tutte le persone che decidono di postare scrivere filmare in qualsiasi forma il rispetto per il prossimo. Io non posso tornare più indietro.

Carlotta

Credo sia un bellissimo pensiero… mi fa venire in mente che sentirsi così potrebbe aiutare molti adulti a capire meglio come si sentono i bambini quando non li rispettiamo. Capisco bene quello che provi. Grazie per il tuo commento!

Ps. Ho avuto un problema tecnico con i commenti, ma sto recuperando :-)

Francesca

Carlotta, tu invece non devi pensare che il tuo lavoro sia invano . Per dar vita ad una rivoluzione basta cambiare un pensiero in una mente e tu ci stai riuscendo con noi genitori . Non mollare perché noi ci crediamo

Carlotta

Grazie mille, Francesca!

Ps. Ho avuto un problema tecnico con i commenti, ma sto recuperando :-)

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