Benvenute e benvenuti a un nuovo episodio di Educare con calma. In questa ragnatela in 5 vi voglio raccontare un aneddoto che mi ha scritto Sara. Sara è una mamma che da tanti anni è sulla tela e fa il percorso per educare a lungo termine e questo aneddoto precisamente l'ha scritto anni fa ed è sempre vissuto sul percorso perché l'ho sempre ritenuto incredibilmente importante.
È sempre stato nella sezione crescita personale, nella parte in cui parliamo della cura di sé. Lo sapete, la cura di sé è uno dei pilastri dell'educazione a lungo termine, ormai sono un disco rotto, lo dico in così tanti episodi che sono sicura che ogni tanto quando lo sentite ripetere pensate "di nuovo Carlotta, dai basta" adesso no, però continuerò a ripeterlo imperterrita perché sono sicura che ci sono ancora persone che hanno bisogno di sentirlo, anzi so che ci sono ancora donne che credono all'equazione amore uguale sacrificio e non c'è nulla di più importante per avere successo nell'educazione a lungo termine, per riuscire a cambiare i paradigmi e gli automatismi dell'educazione che abbiamo ricevuto e quindi non c'è nulla di più importante che iniziare alla cura di sé, di iniziare a darsi la priorità, perché un genitore esausto è vuoto, non ha nulla da offrire alla relazione con i propri figli, e lo so che può sembrare duro detto così, ma è una verità che diffondo da tanti anni perché è la base di qualsiasi tipo di evoluzione personale e genitoriale.
Ma la cura di sé ha tantissime sfumature ed ecco perché oggi vi leggo questo aneddoto di Sara. Dice così: "Entrambi saranno via per un giorno intero". Ho inviato alla mia famiglia una foto con la scritta "sono libera" e l'immagine di una persona che balla. Mia sorella mi ha mandato un messaggio chiedendomi: "cosa farai tutto il giorno?".
Io mi sono messa subito sulla difensiva e ho elencato tutte le cose che ho da fare, al che lei ha risposto: "non ti stavo chiedendo cosa farai per dirti che devi sempre fare qualcosa. Ero proprio solo curiosa." In quel momento mi sono fermata e ho capito che effettivamente mi sento spesso come se dovessi difendermi perché faccio solo la mamma.
Come se dovessi dimostrare alle persone che anche io sono impegnata. In quel momento mi sono detta: "Sara, non hai nulla da dimostrare, tu sai quanto sia impegnativo fare la mamma e non devi nessuna spiegazione a nessuno". E poi mi sono anche detta che va benissimo se non sono sempre occupata e va benissimo se ho intenzione di trascorrere le mie ore libere dai bambini facendo le cose che mi piacciono.
Non devo giustificare il modo in cui scelgo di trascorrere le mie giornate, perché sono, appunto, mie. Che poi anche chi lavora dalle 9 alle 17 ha momenti di pausa, va a fare pranzo con i colleghi o da soli, si legge le mail personali, chiacchiera, si prende un caffè e, anzi, si ricarica di energie lontano dai bambini tutto il giorno.
Non vedo perché una persona che fa solo il genitore debba rispettare uno standard diverso. Da quel momento, come mi insegna Carlotta, ho anche deciso di fare un cambio di linguaggio. Ero solita dire "faccio solo la mamma", ma ho eliminato la parola "solo" da quella frase. Ora dico "faccio la mamma", senza giustificazioni e senza spiegare quanto sia impegnativo.
Per me, ha fatto una differenza enorme. Penso che non avrei potuto scriverlo meglio. Non avrei potuto scrivere le parole più giuste per esprimere questo concetto di cura di sé. Perché anche questo cambio di frase che ha fatto Sara, questo cambio di linguaggio, smettere di dire "faccio solo la mamma" e dire invece "faccio la mamma", è cura di sé.
Per questo vi dicevo che ha tante sfumature. Perché la cura di sé si manifesta in tanti modi diversi. E ognuno di noi deve trovare le proprie frasi di empowerment. Le proprie frasi che ci facciano sentire "è giusto che io mi prenda cura di me". È valido, è giusto, è normale, è naturale e posso farlo.
Posso darmi la priorità. Anzi, mi piacerebbe proprio sapere quali sono le tue frasi di empowerment nella cura di sé. Quali sono le frasi che ti ripeti per dirti, per convincerti, perché a volte dobbiamo convincercene, che possiamo essere la nostra priorità, che possiamo darci la priorità, che anzi dobbiamo prenderci cura di noi e metterci al primo posto.
Se ti va, ti aspetto nei commenti. Li trovi nella pagina di questo episodio su La Tela. Vai su latela.com/podcast e cerchi il numero di questo episodio, oppure scrivi nella lente di ricerca su latela.com il titolo o una parola chiave del titolo e lo trovi immediatamente. Anche per questa Ragnatela in 5' oggi è tutto. Non mi rimane che augurarvi buona giornata, buona una serata o buonanotte, a seconda di dove siete nel mondo. Ciao!