La Tela di Carlotta

A caccia di creatività

gen 5, 2009

Oggi ho sprecato un’intera giornata cercando un nome decente per il nuovo magazine online che mia madre vuole creare. Un nome che sia internazionale e quindi si adatti all’italiano – che sarà la lingua del magazine – e all’inglese per allargare gli orizzonti. Un nome che sia spiritoso, intuitivo e possibilmente memorabile.

Dalle 10 del mattino alle 15.45 del pomeriggio ho instancabilmente cercato soluzioni originali prendendo spunto da espressioni inglesi da italianizzare, espressioni italiane da inglesizzare, dai cartoni animati della Walt Disney, dalle locuzioni latine che Wikipedia mi proponeva e che io elaboravo sulla base delle mie reminiscenze del liceo.

Niente. O meglio, qualcosa di buono è uscito dalla mia testolina, ma purtroppo niente che qualcun altro non avesse già pensato e brevettato!

Alle 15.46 mi rassegno e, frustrata, mi lamento con Alex. 5 minuti dopo, sulla finestra della chat con Alex, ricevo un messaggino con una proposta di nome – che per precauzione svelerò solo quando sarà pubblicato online. Il nome in questione è uno di quei nomi che appena lo leggi non puoi che pensare “è perfetto, è esattamente quello che stavo cercando”: sensato, spiritoso, simpatico, intuitivo, impossibile da dimenticare.

Questa storia mi ha riportato alla mente una conclusione alla quale ero già arrivata parecchio tempo fa, ma che evidentemente mi rifiutavo di accettare: manco di immaginazione e creatività brillante. Niente di vergognoso: c’è chi è creativo e chi lo è di meno. Io lo sono di meno.

Quindi, la prossima volta, prima di ricercare soluzioni geniali per persone felici in un mondo migliore, indosserò un cappello alla Robin Hood, vestirò una faretra a tracolla, rispolvererò l’arco, appuntirò le frecce e andrò a caccia di creatività.

Ma temo che con quasi sette miliardi di anime nel mondo, la creatività sia ormai una specie in via d’estinzione. Meglio lasciarla a chi sa sfruttarla.

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